5 marzo 2013

Gnocchi di Zucca al Burro, Salvia e Pecorino

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I miei primi gnocchi!
Ebbene sì, dopo 5 anni e passa di blog di cucina, finora non avevo mai, e dico mai, preparato da sola gli gnocchi… Quale sbaglio! Oltre ad essere veloci a farsi danno tanta, tanta soddisfazione! Intanto c’è da ringraziare La Montanina Umbra, zucca tere!un punto vendita di tre aziende agricole dell’Umbria situato a Firenze gestito da ragazze belle e in gamba, che vende solo ed esclusivamente prodotti da agricoltura biologica e dai sapori veri e di qualità, che mi ha fornito la zucca: mentre la sbucciavo e la pulivo, pensa che ti ripenso (il solito risotto? La solita vellutata?), alla fine ho avuto l’illuminazione: voglio provare a farci gli gnocchi! Così mi sono documentata, ma soprattutto ho sperimentato. Ed ho capito:
a) che se fate gli gnocchi con solo zucca nell’impasto potete scordarvi di ottenere una bella palla in stile frolla da fare a cilindrotti per poi tagliare col coltello ottenendo gli gnocchi (questo è possibile se ci sono patate nell’impasto, non so quante esattamente);
b) che non è poi del tutto vero quel che si dice in giro, che troppa farina fa venire gli gnocchi duri (i miei sono venuti tenerissimi, e notate le quantità…);
c) che il bello degli gnocchi di zucca fatti in casa (e questa cosa me l’ha confermata anche il coinquilino di Luca, che sua madre li fa spessissimo) è proprio la loro forma splendidamente irregolare!
Fatte le dovute premesse, quindi, vi racconto come ho proceduto io per preparare e cucinare gli Gnocchi di Zucca al Burro, Salvia e Pecorino:

gnocchi di zucca 1 72dpi

INGREDIENTI (PER 9-10 PERSONE)
per l’impasto:
2,7 kg di zucca (peso da pulita 1,5 kg)
900 gr. di farina
4 uova
120 gr. di parmigiano grattugiato
3 pizzicotti di sale
per il condimento:
burro (considerate circa 15 gr. a testa)
salvia (3-4 foglie ciascuno)
pecorino in scaglie (20 gr. a testa)
noce moscata

PREPARAZIONE
Sbucciate la zucca, privatela dei semi, tagliate la polpa a cubetti grossolani ed infornate a 180° C per circa 40 minuti; la polpa dovrà essere morbida e spappolarsi al tocco della forchetta. A questo punto stendetela su di un tagliere e riducetela in pappa aiutandovi con i rebbi della forchetta (potete usare anche lo schiacciapatate ma io non l’avevo con me), quindi trasferitela in una ciotola ed unitevi la farina, le uova, il parmigiano ed il sale. Iniziate ad impastare, sempre con la forchetta, fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico; non preoccupatevi se vi sembrerà molliccio: non è uno di quegli impasti che a suon di farina alla lunga si stacca dalle mani, e provare a prenderlo con le dita vi farà solo scoraggiare!
Mettete a bollire l’acqua per la cottura; nel frattempo, in una wok, fate sciogliere il burro insieme con la salvia tritata e, a parte, riducete in scaglie il pecorino. Quando l’acqua bollirà salatela, quindi iniziate a cuocere i vostri gnocchi: aiutandovi con due cucchiai prelevate l’impasto via via dalla ciotola e formate delle quenelle grandi come noci; una alla volta gettatele nell’acqua bollente cercando di ottenere una forma più tonda possibile (però non state a perderci troppo tempo, la cosa fondamentale è essere veloci!). Considerate che all’incirca sono 25 gnocchi (quenelle) a porzione. Ogni tanto, con l’aiuto di una schiumarola, estraete gli gnocchi che sono venuti a galla e trasferiteli nella wok con il fornello al minimo. Quando gli gnocchi saranno tutti nella wok alzate la fiamma, lasciate saltare altri due minuti, unite una bella spolverata di noce moscata, quindi servite decorando ciascun piatto con generose scaglie di pecorino.
L’impasto pronto si conserva in frigo per circa 3-4 giorni (io l’ho consumato, con queste dosi, in tre volte: prima per 4 persone, poi per 2, poi per 3).

gnocchi di zucca 2 72dpi

22 febbraio 2013

Sedanini alla Carbonara di Mortadella con Puntarelle

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Come vi dicevo la scorsa volta, io le puntarelle non le conoscevo proprio fino a poco tempo fa 😛 Una volta testate, apprezzate ed approvato il tanto acclamato accostamento con le alici (qui), non ho potuto esimermi da provare anche l’inusuale binomio putarelle-mortadella… E beh, che dire, anche stavolta nessuno è rimasto deluso! La ricetta da cui ho preso spunto per questi Sedanini alla Carbonara di Mortadella con Puntarelle proviene da una delle vecchie riviste di cucina che mi ha dato mia suocera ormai un paio di anni fa, ed è stata un successone!

sedanini 1 72dpi

INGREDIENTI (per 2 persone)
200 gr. di puntarelle
1 scalogno
1 bicchiere di vino bianco
150 gr. di mortadella (1/2 fetta tagliata spessa 1 cm)
200 gr. di sedanini o altra pasta simile
1 uova (1 intero + 1 tuorlo)
½ bicchiere scarso di latte
25 gr. di pecorino romano
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero

PREPARAZIONE
Lavate le puntarelle sotto l’acqua fredda, quindi pulitele eliminando il fondo duro e tagliatele a listarelle; mettete a bollire l’acqua per la pasta e per le puntarelle. Sbucciate e affettate lo scalogno, quindi soffriggetelo in poco olio extravergine di oliva per qualche minuto; unite ½ bicchiere di vino bianco e lasciate evaporare. Nel frattempo sbucciate la mortadella e riducetela a cubetti, quindi unitela al soffritto di scalogni; fate rosolare giusto un paio di minuti (la mortadella non deve seccarsi troppo ma solo ammorbidirsi, e il suo grasso deve leggermente sciogliersi), quindi unite l’altro ½ bicchiere di vino bianco e lasciate evaporare.
Salate l’acqua e versatevi le puntarelle; non appena avrà ripreso il bollore, unitevi anche la pasta. A parte, in una ciotola, sbattete l’uovo ed il tuorlo con il latte, il pecorino romano grattugiato ed il pepe; scolate la pasta al dente insieme alle puntarelle (non buttate tutta l’acqua di cottura!), fatela saltare a fuoco basso insieme con la mortadella e lo scalogno per un paio di minuti unendo qualche cucchiaio d’acqua di cottura, quindi spengete il fuoco ed  incorporate subito il composto di uova e pecorino, mescolando affinché il tutto si amalgami e si formi una cremina. Servite caldo, spolverizzando con altro pecorino romano e grattugiando altro pepe nero.

sedanini 2 72dpi

15 gennaio 2013

Pennette con Broccoli, Pancetta ed Epoisses de Bourgogne

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L’idea di questo primo piatto è nata per caso, come spesso accade quando si apre il frigo sotto le feste e si cerca disperatamente di portare a termine qualche avanzo per sentirsi la coscienza più leggera vedendo il frigo che si svuota 😀 Partendo dai broccoli, che stavano in frigo da quasi una settimana, ho ideato queste Pennette con Broccoli, Pancetta ed Epoisses de Bourgogne nell’arco di due secondi: la pancetta (uno scampolo da tagliare al coltello) ci sta divinamente ed il formaggio, beh… Una rivelazione! A proposito, non fatevi spaventare dal suo nome: questo “Epoisses” è un formaggio francese che ci era stato regalato e perciò ho usato questo, ma qualunque altro formaggio francese a pasta morbida con buccia edibile (tipo Camembert o Brie, per nominarne due noti) può sostituirlo… L’arancione della buccia dell’Epoisses fa più che altro colore 😉

pennette broccoli 1 72dpi

INGREDIENTI (per 2 persone)
1 cipolla bianca
650 gr di broccoli (peso da puliti: 300 gr)
100 gr. di pancetta dolce
1 bicchiere di vino bianco
200 gr. di pennette rigate
100 gr di epoisses de Bourgogne (formaggio francese a pasta morbida)
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero
latte

PREPARAZIONE
Fate soffriggere la cipolla tritata in una wok con un filo d’olio. Nel frattempo pulite i broccoli, riducete le cime a pezzetti piccoli ed unitele alla cipolla; lasciate soffriggere per qualche minuto, aggiustate di sale, quindi versate due o tre bicchieri d’acqua e lasciate cuocere, coperto, per circa 10 minuti. Al termine di questo tempo togliete il coperchio, lasciate che l’acqua finisca di evaporare, quindi unite la pancetta a dadini e, quando questa avrà preso colore, il vino bianco. Lasciate andare a fuoco vivo fino a che il liquido non sarà del tutto evaporato; aggiustate di sale, pepate e tenete da parte. Cuocete le pennette in abbondante acqua salata, scolatele al dente, quindi fatele saltare nella wok insieme con i broccoli e la pancetta, unendo il formaggio tagliato a cubetti e due o tre cucchiai di latte; mescolate sul fuoco vivo, grattate un altro pochino di pepe e servite subito.

pennette broccoli 2 72dpi

Vista la novità? Alla fine sono stata costretta a “firmare” le mie foto… La cosa, ammetto, non mi piace per niente, ma finchè non trovo una soluzione drastica e definitiva al dilagare dei “furti” delle mie foto in rete (che poi, dico io, ci vuol tanto a riportare il link?!), tocca fare così… Chiamatela “firma”, chiamatelo “watermark”, ‘sto coso per adesso sarà presente in ogni mia prossima foto… 😛

5 dicembre 2012

Reginette con Salsiccia, Porri e Toma Piemontese

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Avete visto? Nel mio blog nevica, come ogni mese di dicembre! Nel momento esatto in cui me ne sono accorta, ieri sera mentre scrivevo il post, ho realizzato che questa è la sola neve che sopporto… Io voglio il caldo!!! Una delle poche cose positive di questo gran freddo, è che intorno ai fornelli ci si sta volentieri 😉 Queste Reginette con Salsiccia, Porri e Toma Piemontese le ho preparate, al solito, un paio di sabati fa per il sostanzioso pranzo del mio ciclista preferito… Ed hanno riscosso un gran successo 🙂 Direi che per questo mix di ingredienti non c’è stagione migliore, quindi… Eccovi la ricetta 😉

reginette 1 72dpi

INGREDIENTI (PER 3 PERSONE)
4 grossi porri
1 bicchiere di latte
300 gr. di salsiccia
½ bicchiere di vino bianco
80 gr. di toma piemontese
280 gr. di reginette
olio extravergine di oliva
sale
pepe
parmigiano grattugiato

PREPARAZIONE
Lavate i porri, eliminate le foglie e tagliateli a fettine sottili. In una padella grande scaldate l’olio, quindi unitevi i porri, aggiustate di sale e fate saltare per qualche minuto; a questo punto unite il latte e lasciate cuocere, coperto, per circa 15 minuti. Mettete a bollire l’acqua per la pasta.
In una padella piccola fate rosolare la salsiccia sbriciolata insieme con un filo d’olio; dopo pochi minuti unite il vino per sfumare e lasciate cuocere fino a che non sarà del tutto evaporato. Riducete a dadini piccoli la toma.
Salate l’acqua, quindi fate cuocere la pasta; nel frattempo unite la salsiccia insieme col suo fondo di cottura ai porri, macinate un po’ di pepe e fate cuocere a fuoco alto per amalgamare il tutto. Scolate la pasta al dente, versatela nella padella con porri e salsiccia, unitevi la toma a cubetti ed il parmigiano grattugiato, quindi saltate un paio di minuti per far sì che il sugo si attacchi bene alla pasta.

reginette 2 72dpi

24 ottobre 2012

Garganelli con Finferli e Verza (e Lardo di Colonnata)

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Ancora una volta sto qui a parlarvi del presente. Può sembrare un caso (ed in effetti lo è), ma dopo mesi (tranne rare eccezioni) durante i quali non ho mai avuto voglia/tempo di cucinare per il blog (leggi: ricette nuove ed inedite, da impiattare con una certa decenza e da fotografare con una certa pazienza) e dopo aver deciso che avrei quantomeno pubblicato ciò che già avevo di pronto, è andata a finire che sono nate un sacco di nuove ricette, complice il mio ciclista mattiniero (e fotografo, anche in questo caso!) che mi fa sentire sola nel letto a mezzogiorno e che mi spinge quindi inconsapevolmente ad alzarmi e a preparare golosi pranzetti per lui (per noi 😛 )il sabato e la domenica 🙂
Questi Garganelli con Finferli e Verza (e Lardo di Colonnata) sono, appunto, una di queste ultime novità… Lo spunto viene da una vecchia rivista di cucina dai prezzi ancora in lire, rivisitata in diverse parti; lo slancio invece è tutto mio e, per i finferli, mai tempismo stagionale fu più perfetto 😉

INGREDIENTI (per 3 persone)
180 gr. di finferli (o galletti, o gallinacci, o gialletti, o canterelli etc…)
2 spicchi d’aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1 bicchiere di vino bianco
1 cipolla dorata
1 fetta di lardo di Colonnata tagliata spessa 1 cm (100 gr. circa)
4 grosse foglie di verza (130 gr. circa)
180 gr. di garganelli (o  maccheroncini al pettine)
olio extravergine di oliva
pecorino stagionato grattugiato
sale
pepe

PREPARAZIONE
Pulite i finferli strofinandoli delicatamente sotto l’acqua corrente, quindi tamponateli con della carta assorbente e tagliateli grossolanamente a pezzetti. In una padella scaldate l’olio insieme con gli spicchi d’aglio ed il prezzemolo tritato, quindi unitevi i finferli; lasciate rosolare qualche minuto, incorporate il vino bianco, abbassate il fuoco e lasciate cuocere per circa 10 minuti, fino a che il vino non sarà evaporato (non lasciate però che il sugo si ritiri troppo). Nel frattempo tritate la cipolla e, in una padella più capiente (dovrete saltarci la pasta alla fine) rosolatela con un filo d’olio; tagliate a cubetti il lardo ed unitelo alla cipolla. Lasciate cuocere fino a che non sarà quasi del tutto sciolto.
Mettete a bollire l’acqua per la pasta. Lavate le foglie di verza, sovrapponetele l’una sull’altra e tagliatele a striscioline; ponetele nell’acqua bollente salata e, non appena avrà ripreso il bollore, mettetevi a cuocere anche i garganelli. Unite i finferli al lardo, scolate al dente la pasta (e la verza) ed incorporate anch’essa nella padella grande, quindi fate saltare qualche minuto unendo una bella grattata di pepe e una spolverata di pecorino grattugiato.

ps. grazie a Luca per le sue foto!!! ❤

2 ottobre 2012

Crespelle al Forno con Scamorza e Funghi Porcini

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A volte certi piatti improvvisati riescono decisamente meglio di ricette programmate e ponderate. Sabato mattina, complice un fidanzato mattiniero che mi “costringe” a svegliare il cervello prima delle 13,00 anche quando potrei dormire, mi sono alzata col pallino delle crêpes salate… E mi sono messa all’opera. Gli ingredienti c’erano tutti, avanzava pure un po’ di latte ed un po’ di farina per preparare un po’ di besciamella (che, lo dico a posteriori, ci voleva per forza!)… Ma il tocco di classe, quello sì che è arrivato per caso! Mentre spulciavo il frigo alla ricerca di un terzo formaggio più saporito della scamorza e del parmigiano e guardavo demoralizzata quel bel tocco di prosciutto da affettare (“E ora con cosa le riempio ‘ste crêpes?!”), un profumino di funghi mi avvolge… Torno nella dispensa da dove ero appena uscita alla ricerca di farina ed olio, e me li vedo: i funghi porcini della mamma di Matteo, il coinquilino di Luca, essiccati, profumatissimi. Ci penso su qualche minuto (“Ma li vorrà mangiare lui…”), quand’ecco che Matteo rincasa: “Ma usali, sai quanti me ne ridà mi’ ma’!!”… Ed ecco che sono nate da sole, queste Crespelle al Forno con Scamorza e Funghi Porcini… E per il mio ciclista mattiniero, al suo ritorno, è stata una (insperata) graditissima sorpresa 😉

INGREDIENTI (per 8 crespelle chiuse a fagottino, lato 8×10 cm)
per le crêpes (8 dischi, diametro 20 cm circa)
125 gr. di farina
1 pizzico di sale
300 ml di latte
2 uova
1 cucchiaio di olio + quello per la teglia
per il ripieno
100 gr. di porcini secchi
200 gr. di scamorza bianca
½ scalogno
1 mazzo di prezzemolo
2 spicchi d’aglio
olio extravergine di oliva
sale
pepe
per la besciamella (500 gr.)
50 gr. di farina
500 ml di latte
noce moscata
1 noce di burro
sale
parmigiano grattugiato per la superficie

PREPARAZIONE
In una ciotola setacciate la farina con il sale, quindi versate il latte a filo e mescolate con una frusta o una forchetta affinchè non si formino grumi. A parte sbattete le uova, quindi unitele al composto; aggiungete l’olio, quindi mescolate bene e lasciate riposare in frigo una mezz’ora, coperto da pellicola.
Nel frattempo, mettete a mollo i funghi in acqua tiepida, fate a cubetti la scamorza e preparate un trito fine con lo scalogno ed il prezzemolo. Scaldate l’olio in una padella, quindi fate dorare il soffritto unendo l’aglio (lasciatelo intero, poi lo toglierete); aggiungete i funghi, aggiustate di sale, macinate un po’ di pepe e lasciate cuocere per non più di cinque minuti. Tenete da parte.
A questo punto preparate le crêpes: in una padella antiaderente larga e coi bordi non alti (se avete la teglia da crêpes è perfetto, io da Luca non l’avevo ma ho usato una padella in ceramica che si è rivelata perfetta) scaldate l’olio e con uno scottex ungete bene l’intera teglia; prelevate un mestolo di pastella dalla ciotola e versatelo al centro della padella, inclinandola e ruotandola affinchè la pastella si distribuisca bene su tutta la base. Cuocete la crêpe per un minuto, quindi staccatela delicatamente con una spatola, giratela dall’altro lato e lasciate cuocere ancora un minuto; quando è pronta lasciatela scivolare in un piatto e procedete in questo modo fino ad esaurire la pastella (con queste dosi, mi è bastata per 8 crêpes precise precise), avendo cura di passare lo scottex unto prima di ogni crêpe.
Scaldate il forno a 200° C e nel frattempo preparate la besciamella: sul fuoco basso, stemperate la farina in poco latte; quando la farina sarà ben amalgamata aggiungete il resto del latte ed un po’ di noce moscata e, sempre mescolando, portate ad ebollizione. Lasciate sobbollire per 7-8 minuti sempre mescolando; a fine cottura aggiungete il burro, facendolo sciogliere bene, il sale ed ancora abbondante noce moscata.
Ungete una pirofila da forno, quindi riempite ciascuna crêpe con una cucchiaiata di funghi e una manciata di dadini di scamorza posti al centro: chiudete le vostra crêpes come preferite (io ho fatto dei fagottini quadrati) e ponetele nella pirofila; completate coprendo interamente la pirofila con la besciamella e spolverizzate con del parmigiano grattugiato per far sì che si formi la crosta. Fate cuocere per 20 minuti, sfornate e servite!

Ps.: per le foto si ringrazia il ciclista mattiniero nonchè fotografo Luca… Va da sè che anche questa è una ricetta nuova di zecca e non facente parte del mio datato archivio bisognoso di pubblicazione… Ma ho voluto darle la precedenza 😉
Pps.: su sugerimento di Luca, ci abbiamo abbinato una birra belga (si intravede, nelle foto) che ci stava davvero bene: la Blanche de Namur… Consigliata 😉

14 settembre 2012

Scilatelli Gratinati con Caprino e Pecorino Crotonese

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Ricordate quando, qui, vi dissi che gli scilatelli (pasta fatta in casa tipicamente calabrese) da queste parti non si trovavano? Beh, al Taste (si parla di un anno e mezzo fa eh…) c’era di ogni bene e tra i vari espositori di pasta c’era anche chi vendeva, per l’appunto, gli scilatelli (o scialatelli, o ancora, per dirla in crotonese – Sergio insegna -, “scilateddri”)… Inutile dire che non me li feci scappare 😀
Questa ricetta, che sta nel mio archivio da più di un anno, è di nuovo frutto della creatività di Sergio. In questi casi mi affido totalmente a lui: faccio domande, chiedo delucidazioni, poi mi metto all’opera, cucino ed impiatto. La “grazia della fattura e della presentazione”, come mi disse lui stesso, sono mie, ma l’idea, anche in questo caso, è solamente sua… Ma diceva sempre che dovevo smetterla di ringraziarlo, Sergio, per cui non lo farò stavolta e passerò subito a presentarvi questi Scilatelli Gratinati con Caprino e Pecorino Crotonese… Per chi non riuscisse a reperire il crotonese (Sergio all’epoca fu il mio spacciatore ufficiale), consiglio di sostituirlo con un pecorino a pasta molto dura e che sia bello saporito 😉
A proposito di pecorino crotonese: Sergio mi disse che il disciplinare del vero pecorino crotonese prevede latte di pecora all’80% e latte di capra al 20%… Da qui, lui ha sviluppato la sua idea per questo delizioso primo piatto 🙂

 

INGREDIENTI (per 4 persone)
200 gr di caprino fresco
200 grammi di pecorino crotonese
200 ml di latte
1 puntina di cannella
1 cucchiaino di pepe rosso
4 cucchiai di pangrattato + quello per le pirofile
6 cucchiai di pinoli
400 gr. di scilatelli
50 gr. di ricotta stagionata
olio extravergine di oliva
sale

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 190° C. In una padella ampia, fate sciogliere il caprino insieme con il pecorino grattugiato ed il latte, unendo la cannella ed il pepe rosso; tostate il pangrattato ed i pinoli a secco. Nel frattempo, ungete 4 pirofile monoporzione e cospargetele con dell’altro pangrattato.
Cuocete gli scilatelli in acqua bollente salata e scolateli prima della fine della loro cottura, quindi saltateli nella padella dei formaggi per circa due minuti (regolatevi comunque in relazione ai minuti di cottura che i vostri scilatelli richiedono), unendo anche i pinoli ed il pangrattato ed amalgamando con un paio di cucchiai di acqua di cottura della pasta; a questo punto dividete gli scilatelli ben amalgamati nelle pirofiline, quindi spolverizzate con la ricotta stagionata ridotta in scaglie. Infornate per circa 10 minuti, quindi servite.

Due appuntini:
1) Sergio consigliava di unire un pochino di timo fresco alla preparazione (in padella, da tritare ed unire insieme al pepe rosso ed alla cannella), io l’ho omesso perché dalle mie parti ogni erba aromatica che non sia salvia, rosmarino, prezzemolo o basilico è merce più che rara :/
2) Il colore rosato che vedete in foto è dato dall’amalgama del pepe rosso e della cannella… Non c’è traccia di pomodoro eh! 😉

24 febbraio 2012

Straccetti allo Zafferano con Salsiccia e Verza

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Questo primo piatto è nato un po’ per caso, figlio di un avanzo di verza, di salsicce scongelate e quindi in cima alla lista delle cose da mangiare, e di una voglia matta di zafferano, quello vero però 😉 L’abbinamento delle tre cose è davvero sublime, e il sapore di questi Straccetti allo Zafferano con Salsiccia e Verza è di un gustoso che non mi sarei mai aspettata… Ok, non sarà un primo legerissimo, ma d’altra parte direi che siamo ancora abbondantemente in inverno inoltrato, no? 😉

INGREDIENTI (per 4 persone)
350 gr di straccetti (o stracci, o maltagliati)
400 gr di salsiccia
1 bicchiere di vino bianco
1 porro
1 carota
200 gr. di verza
200 ml di brodo vegetale
1 vasetto (0,5 gr) di zafferano in pistilli
1 mazzetto di salvia
1 cipolla bionda
200 gr. di verza
50 ml di panna fresca
40 gr. di pecorino toscano stagionato (tipo di grotta, o scoperino)
sale
pepe

PREPARAZIONE
Scaldate una padella, sbriciolatevi le salsicce e fatele rosolare per qualche minuto insieme alla salvia; a fine cottura unite il vino, lasciate evaporare, quindi spengete il fuoco. In una casseruola fate appassire il porro e la carota tritati, quindi tagliate a julienne la verza ed unitela al soffritto; lasciate cuocere per qualche minuto, quindi versate il brodo caldo nel quale avrete diluito lo zafferano; lasciate cuocere per 10 minuti, scoperto, fino a che il liquido non sarà del tutto ritirato. A questo punto unite la salsiccia, versate la panna e fate addensare il sughetto, aggiustando di sale e macinando abbondante pepe. Quando gli straccetti saranno cotti scolateli al dente, saltateli nel sugo un paio di minuti unendo il formaggio grattugiato, quindi servite.

Vi lascio all’ascolto di un pezzo bello tosto, Munich degli Editors, per caricarsi quanto basta per il fine sett… Per quel che mi riguarda, lo passerò in un posto molto lontano da qui… E non vedo l’ora sia stasera 😀

Con questa ricetta partecipo al contest Oro Zafferano di Essenza in Cucina!!! Cliccate il banner ed affrettatevi perchè domani è l’ultimo giorno utile per le vostre ricette!

15 luglio 2011

Pasta Fredda con Salmone, Rucola e Pomodorini

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Quest’anno non avevo ancora postato una pasta fredda. Mi sa che sarà anche l’unica eh, perchè in quest’ambito non ho granchè fantasia, anche perchè non mangiando tonno, uova sode e prosciutto cotto il campo si restringe di parecchio… 😛 Tra l’altro, per questa ricetta devo ringraziare la mia amica Paola, la quale, grazie alla suocera, cucina abitualmente questa Pasta Fredda con Salmone, Rucola e Pomodorini ormai da diverse estati… E da quest’anno, spesso, anch’io 😉

INGREDIENTI (per 4 persone)
350 gr. di pasta corta (io qui ho usato i napellini rigati)
5 gr. di burro (proprio una scaglia!)
200 gr. di carpaccio di salmone affumicato
250 gr. di pomodorini ciliegini
1 bel mazzetto di rucola
olio extravergine di oliva
noce moscata

PREPARAZIONE
Per prima cosa cuocete al dente la pasta. Questa operazione io, di solito, la faccio la sera prima se la pasta la servo a pranzo, o la mattina per la sera stessa. Una volta scolata la pasta ponetela in una ciotola, unitevi un filo d’olio per evitare che si incolli, mescolate bene e lasciatela raffreddare; quando sarà a temperatura ambiente copritela e mettetela in frigo, aggiungendo altro olio se necessario.
Il giorno successivo, o la sera, condite la pasta un paio d’ore prima di servirla, così gli ingredienti si amalgameranno tra di loro al meglio: in una padella fate sciogliere il burro, quindi scottate (ma proprio un minuto) il salmone ridotto a pezzetti e lasciatelo raffreddare. Tagliate in 4 i pomodorini e salateli a parte prima di unirli alla pasta, quindi incorporate anche il salmone, la rucola ed un’abbondante grattata di noce moscata. Riponete in frigo fino al momento di servire, unendo un ulteriore filo d’olio ed altra noce moscata se necessario.

Con questa ricetta partecipo al contest di Cristina (Pan Per Focaccia): sotto con le ricette fredde, da portare facilmente in giro, rigorosamente salate e prive di formaggio! 😀

10 giugno 2011

Tagliatelle alle Mandorle e Semi di Papavero

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Vi capita mai di guardarvi indietro e sorridere al pensiero di come eravate, che so, anche solo due anni fa, constatando con stupore i cambiamenti, positivi o negativi che siano, che avete fatto? Io cerco di non farlo mai, o almeno, cerco di guardare molto più indietro piuttosto che al passato recente. Perchè se penso a com’ero due anni fa a quest’ora… Ecco, ero esattamente così, come adesso, nè più nè meno… Nessun passo avanti, nessun passo indietro, nessun cambiamento, nessuna svolta. La svolta che aspetto da un po’ e che non arriva mai. Ecco, io non vedo l’ora di potermi guardare indietro e dire: “Quanta strada ho fatto da allora!”, senza per questo però dover per forza riferirmi ai tempi del liceo 😛 Arriverà quel momento eh… E allora ripenserò ad oggi, 27 anni compiuti da una decina di giorni, e sorriderò al pensiero di come mi è cambiata la vita da allora. Ma questa è un’altra storia… Di fantasia, per adesso.
Bene, fine dello sfogo e spazio al cibo. Ecco, sì, una cosa c’è di diverso: i miei gusti in fatto di cibo son cambiati davvero, non c’è che dire. Queste Tagliatelle alle Mandorle e Semi di Papavero, qualche anno fa, non le avrei mai mangiate: odiavo le mandorle e neanche, credo, sapevo dell’esistenza dei semi di papavero. Se non altro, ecco, posso dire che dal punto di vista culinario mi sono senza dubbio arricchita… Ah: la ricetta, rivisitata leggermente, proviene da un’altra delle riviste di cucina anni ’90 gentilmente donatemi dalla suocera 😉

INGREDIENTI (per 4 persone)
80 gr. di mandorle a scaglie
20 gr. di burro
200 ml di panna fresca
50 gr. di farina di mandorle
20 gr. di parmigiano grattugiato
400 gr. di tagliatelle all’uovo (pasta fresca)
2 cucchiai di semi di papavero

PREPARAZIONE
In una padella antiaderente tostate a secco le mandorle per un paio di minuti, quindi tenetele da parte; nel frattempo, mettete a bollire l’acqua per la pasta. Nella stessa padella dove avete tostato le mandorle fate sciogliere il burro, quindi unite la panna, la farina di mandorle ed il grana grattugiato; lasciate cuocere a fuoco basso fino a che il tutto non si sarà addensato (giusto cinque minuti). Una volta cotte le tagliatelle scolatele al dente e fatele saltare per un paio di minuti nella padella, aggiungendo quasi tutte le mandorle tostate ed i semi di papavero; mescolate bene affinché il tutto si amalgami al meglio, quindi impiattate decorando ogni piatto con le mandorle rimaste.

Con questa ricetta partecipo al contest di Angela… Perchè le mandorle sono anche per me, anche se solo da pochi mesi, una vera e propria “gemma di bontà” 😉

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