20 febbraio 2013

Crostini con Bufala, Puntarelle e Alici Profumati all’Arancia

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Conoscete le puntarelle? Io in pratica no, fino a poco tempo fa 😛 Beh, le puntarelle, verdura romana per antonomasia a quanto si dice, non sono altro che le cime della “catalogna”, una varietà di cicoria (credo tra l’altro che siano della stessa famiglia degli asparagi). Ammetto la mia ignoranza in materia: non mi ero mai interessata a questa verdura tipicamente invernale prima. Poi è capitato che ultimamente, per puro caso, me le ritrovassi spesso di fronte, al supermercato… Allora ho iniziato a documentarmi e ovviamente le ho comprate 😉 Oltre a sposarsi dannatamente bene con la mortadella (presto presto ricettina!), abbinamento inusuale quanto gustoso, le puntarelle vanno a nozze con le alici, dicono, ed ovviamente ho voluto sperimentare la faccenda. La ricetta che vi propongo è dunque quella dei Crostini con Bufala, Puntarelle e Alici Profumati all’Arancia (questa), ed ho come il sospetto che quella del link sia una foto di Sigrid de Il Cavoletto di Bruxelles dal momento che la stessa foto si trova sulla copertina del suo libro “Easy Finger” (a proposito, lo sto cercando disperatamente, nessuno che può aiutarmi?!); comunque, di questa ricetta io non ho cambiato una virgola, la riporto qui “con parole mie” ma di mio in pratica ci sono giusto le foto!

crostini 1 72dpi

INGREDIENTI (per 12 crostini, fettine di pane rotonde, diametro 6 cm)
12 alici fresche
1 limone (succo)
100 gr. di puntarelle
1 spicchio d’aglio
12 fettine di pane ai cereali
1 mozzarella di bufala (200 gr.)
1 arancia (scorza grattugiata)
olio extravergine di oliva
sale
pepe
vino rosso

PREPARAZIONE
Pulite le alici staccando prima la testa e le interiora, quindi passando un dito lungo la parte inferiore per aprirle a libro, tirando via la spina e la coda. In una tazza (è il modo migliore, se le alici non sono troppe) preparate una citronette con il succo del limone, due cucchiai d’olio extravergine di oliva, un pizzico di sale ed il pepe, quindi fatevi marinare i filetti di alici almeno un’oretta. Lavate le puntarelle sotto l’acqua fredda, pulitele eliminando il fondo duro, quindi tagliatele a listarelle e conditele in una ciotola con due dita di vino rosso, un filo d’olio extravergine di oliva, una puntina di sale e lo spicchio d’aglio schiacciato.
Affettate il pane e fate abbrustolire le fette sotto il grill del forno; affettate la bufala ottenendo 12 pezzetti più o meno uguali; grattugiate la scorza d’arancia e tenetela da parte.
Al momento di servire componete i crostini ponendo su ogni fetta di pane una fettina di bufala, un cucchiaio di puntarelle condite, un filetto di alice scolato dalla sua marinatura ed una spolverata di scorza d’arancia; macinate un po’ di pepe nero e portate in tavola.

crostini 2 72dpi

15 Mag 2012

Trancetti di Frolla (all’Arancia) con Crema all’Arancia

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Cambiamento, che parola difficile. Non so a voi, ma a me il cambiamento spaventa un sacco… Ultimamente mi trovo a parlarne spesso con amici e con persone care, proprio perché mi trovo spesso a dovermi confrontare con situazioni che presuppongono un più o meno rischioso balzo nel buio… E la mia risposta ai tanti dubbi è, troppo spesso, “non lo so”. Forse mi manca il coraggio di prendere decisioni, non lo so, ma per me il detto “chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia, ma non quello che trova” è decisamente calzante… O almeno, quasi sempre. Dove voglio arrivare? Non lo so neanche io (giustappunto), a dire il vero sto scrivendo solo per me stessa, che buttando giù i pensieri, questi si fanno più nitidi; o forse, inconsciamente,  sto chiedendo aiuto a chi mi legge… Vabbè. Si sta facendo tardi e tra poco la mia pausa pranzo è finita… Bando alle ciance e sotto col lavoro 🙂
A proposito di cambiamenti, questi Trancetti di Frolla (all’Arancia) con Crema all’Arancia sono in pratica una rivisitazione di una classica crostata alla crema pasticcera con classicissima pasta frolla di base. Però… Però così hanno un tocco in più, per chi piacciono (e lo so che son fuori stagione, ma a me le arance spremute piacciono così tanto che le compro ancora… 😛 ).

INGREDIENTI (per una teglia rettangolare, 22 x 28 cm):
per la base di frolla
:

200 gr. di farina 00
1 pizzico di sale
120 gr. di zucchero (o 90 gr. di fruttosio)
1 arancia (scorza grattugiata)
110 gr. di burro freddo
per la crema all’arancia
:

250 ml di panna fresca
1 uovo + 3 tuorli
150 gr. di zucchero (o 110 gr. di fruttosio)
2 cucchiai colmi di maizena
4 arance (succo – circa 450 ml) + la scorza di 2

PREPARAZIONE
In una ciotola unite la farina, il sale, lo zucchero (o fruttosio) e la scorza di arancia grattugiata; aggiungete il burro freddo a tocchetti e lavorate con la punta delle dita fino a formare una pasta briciolosa, quindi versate il composto nella teglia rivestita con carta da forno e, con le dita, pressate le briciole cercando di non lasciare buchi, creando uno strato di base uniforme. Infornate a 180° C per circa 15 minuti.
Nel frattempo preparate la crema all’arancia: portate ad ebollizione la panna in un pentolino. In una ciotola sbattete l’uovo ed i tuorli con lo zucchero, quindi versate a filo la panna calda, sempre mescolando e, poca alla volta, la maizena. Mescolate sempre con la frusta fino a che il composto non sarà liscio ed omogeneo, quindi trasferite di nuovo il composto nella casseruola, unite il succo delle arance e portate ad ebollizione, mescolando di continuo; lasciate sobbollire per circa 5 minuti, sempre mescolando (io utilizzo la frusta a mano), fino a che la crema non si sarà ben addensata; solo a questo punto incorporate la scorza.
Sfornate la base di frolla, versatevi sopra la crema, quindi reinfornate per altri 20 minuti sempre a 180° C, fino a che la crema non si sarà quasi del tutto rassodata. A questo punto sfornate, fate raffreddare prima a temperatura ambiente e poi in frigorifero per almeno un paio d’ore; al momento di servire sformatelo e tagliatelo a trancetti quadrati o rettangolari.

Vi lascio all’ascolto di Chris Isaac e la sua Wicked Game 🙂

22 marzo 2012

Risotto alla Siciliana (con Carciofi, Acciughe e Pecorino Pepato)

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Lo so che ho di nuovo dormito per diversi giorni ma… Credete che non lo sappia che è già primavera?! Me ne sono accorta anch’io 😛 In realtà però io (auotgiustificazione clamorosa) credo che siamo ancora in tempo per un risottino scaldacuore… A dirla tutta io ho preparato questo Risotto alla Siciliana (con Carciofi, Acciughe e Pecorino Pepato) quando ancora fuori faceva freddino, ma non ho avuto mai un po’ di tempo per pubblicarlo, pardon 😦
Due parole due sulla ricetta e poi si passa ai fatti: a differenza della classica preparazione dei risotti, in questo caso non si fa evaporare il vino né si usa il brodo per cuocere, ma la sola acqua bollente (non so il motivo, ma ho notato che queste caratteristiche accomunano il 99% delle ricette del risotto alla siciliana che si trovano in rete 😳 ).

INGREDIENTI (per 4 persone)
4 carciofi
1 limone (succo)
1 cipolla bionda
1 spicchio d’aglio
6 filetti di acciuga sott’olio
320 gr di riso Vialone
1 arancia (scorza)
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
80 gr. di pecorino siciliano pepato
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero

PREPARAZIONE
Mettete a bollire 1,5 litri d’acqua. Pulite i carciofi eliminando le foglie esterne, tagliando le punte e la parte bassa e spinosa; tagliateli in quattro, eliminate il fieno a ciascuno spicchio ed affettateli finemente; poneteli in una ciotola con acqua e succo di limone. Sbucciate la cipolla e l’aglio e frullateli al mixer; scaldate l’olio in una casseruola, quindi unite il trito ed i filetti d’acciuga sgocciolati; una volta che le acciughe saranno sciolte aggiungete anche i carciofi sgocciolati e fateli insaporire per 5 minuti; aggiustate di sale. Trascorso questo tempo versate il riso, tostatelo per un paio di minuti, quindi iniziate a versare l’acqua bollente, poca alla volta, portando a cottura mescolando spesso. Nel frattempo grattugiate la scorza dell’arancia e ponetela nel forno caldo, formando uno strato ben disteso, per due/tre minuti (deve solo seccare un pochino e diventare quasi croccante!). A cottura quasi ultimata unite il parmigiano grattugiato, una macinata di pepe ed aggiustate di sale; quando il riso sarà pronto unite il pecorino precedentemente grattugiato (tenetene da parte un po’ per la superficie), amalgamate bene, quindi lasciatelo riposare 5 minuti e poi servitelo in tavola decorando ogni piatto con la scorza d’arancia croccante ed il pecorino pepato grattugiato.

Vi lascio all’ascolto di Punk Rock Song dei Bad Religion… Non credo ci sia bisogno di ulteriori presenazioni, no?! 😉

Con questa ricetta partecipo a “un”acciuga al giorno…”, la raccolta/sfida di Cristina (Poveri ma Belli e Buoni)… Cliccate il banner per info!

9 Mag 2011

Biscottini al Limone (Senza Uova)

Posted in dolci & desserts, Le mie ricette, pasticceria secca tagged , , , , a 10:24 am di pixel3v

Inizio partendo dalla fine. Nel senso che inizio spiegandovi il motivo per cui ho specificato, nel titolo, che questi biscotti sono senza uova: beh, per me stessa.
Da diversi mesi, all’incirca una volta alla settimana, mi sveglio con le labbra gonfie in stile Cicciolina dei tempi d’oro; il gonfiore passa nell’arco di un paio d’ore, ma da quel momento e per i tre giorni successivi le mie labbra si screpolano spellandosi vistosamente, si arrossano e mi prudono intensamente, roba che una puntura di zanzara tigre, anche della più agguerrita in circolazione, è nulla al confronto 🙂
Insomma… Per un periodo di prova durato 15 giorni, in seguito alle prove allergiche, mi è stato rigorosamente impedito di assumere cibi che rilasciassero istamina (uova, frutta secca, pesce, cioccolato, pomodoro) e mi è stato detto di evitare tutti i cibi contenenti conservanti. In sostanza, la mia dieta si è ridotta alla sola assunzione di verdure (tranne il pomodoro), frutta, carne ai ferri, legumi e qualche formaggio freschissimo.
E la colazione? No conservanti (quindi via i dolcetti preconfezionati), no uova (quindi no anche ai dolci fatti in casa che ne contenessero), no al cioccolato ed alla frutta secca… Beh, non sto a dirvi che la prima cosa che ho fatto è stata una ricerchina su Google: “dolci senza uova” (poi eventualmente cioccolato e frutta secca li avrei eliminati facilmente). E inutile dire che, vista la mia predilezione per la pasticceria secca, questi biscotti hanno subito attirato la mia attenzione… Vi riporto quindi la ricetta di questi Biscottini al Limone (Senza Uova) anche qui (benché riadattata da me all’impastare manualmente e non con la planetaria), perché meritano davvero… Sono burrosissimi (embè, qualche cosa ci vuole dentro, no?) e limonosissimi… Una goduria per il palato ed una soddisfazione per le mie giornate ad istamina zero… Anche se poi la prova si è rivelata essere un buco nell’acqua :/

INGREDIENTI (per circa 50 biscotti)
260 gr. di farina 00
100 gr. di zucchero a velo (o 75 gr di fruttosio a velo)
½ cucchiaino di vaniglia in polvere
2 limoni (scorza di entrambe e 2 cucchiai di succo)
20 gr. di maizena
1 pizzico di sale
160 gr. di burro

PREPARAZIONE
In una ciotola setacciate la farina, lo zucchero (o fruttosio) a velo, la vaniglia, la scorza dei limoni, la maizena ed il sale; unite il burro a tocchetti ed impastate con le dita fino ad ottenere un composto granuloso. A questo punto unite il succo di limone ed impastate finchè l’impasto non sarà omogeneo. Formate 4 salsicciotti di circa 5 cm di diametro ciascuno, avvolgeteli nella pellicola e lasciateli riposare in freezer per 20 minuti circa.
Trascorso il tempo di riposo tagliate ciascun salsicciotto a fette spesse circa 1 cm; lasciate cuocere a 180° C per 15 minuti scarsi, lasciate raffreddare bene e servite.

 

Ah; provate anche la versione all’arancia se vi va (anche se, beh, non è più stagione ormai)… Sono altrettanto buoni e profumati 😉

Con questa ricetta profumata e primaverilissima partecipo al contest di Babette… Tutte le info sono qui nel banner a lato!!

28 marzo 2011

Pici con Alici Marinate all’Arancia, Capperi e Pinoli

Posted in di mare, Le mie ricette, pasta, pastasciutta & simili tagged , , , , , , a 10:18 am di pixel3v

Chi mi conosce sa quanto io ami il mare… Amo il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, amo il sole che si riflette sullo specchio dell’acqua a mezzogiorno, amo passeggiare in riva al mare con i piedi a mollo, amo sentire la sabbia tra le dita… Già, la sabbia, la “mia” sabbia. La “mia” Val Di Cornia, la “mia” San Vincenzo… Il “mio” mare, quello della spiaggia libera, quello al confine tra San Vincenzo e Donoratico: ultima casa a sinistra, quella è la mia. Poi il bosco, la natura incontaminata, le passeggiate fino alla terza capannina, le conchiglie da raccogliere, il mare che “se andiamo più in là è più pulito che non c’è nessuno”, le partite a pallone, e poi via, un tuffo in mare. Come farei senza il “mio” mare, senza il mio pesce fresco, senza quei pranzi sulla mia terrazza…!
Sono di parte, lo so, ma per me “San Vincenzo = mare”. Eppure, di posti belli ne ho visti tanti, eccome… Ultime, in ordine di tempo, le coste (sia la tirrenica che la jonica) della Calabria, agosto 2010. Che luoghi ragazzi… Acqua cristallina, calette mozzafiato, sabbia, sassolini e scogli che si alternano al percorrere di pochi chilometri. E il mio amico Sergio viene proprio da lì, da Crotone per l’esattezza. Quindi beh, con tutto il rispetto per il “mio” mare sanvincenzino, anche lui di pesce fresco e di acque mozzafiato se ne intende eccome…
Eccoci di nuovo qui quindi, Sergio ed io, a fondere le nostre provenienze marine: la toscana e la calabrese. Ancora una volta: Toscana + Calabria = Love 🙂
Sergio, come ormai sapete, è il compagno della mia amica Eva, e mi passa spesso ricette da lui testate. Nella stragrande maggioranza dei casi, guardate un po’, trattasi di ricette di pesce… E spesso le alici, le acciughe, sono le indiscusse protagoniste 🙂 E nonostante le domeniche culinarie di Sergio si svolgano a Roma o a Siena, e le mie giornate intorno ai fornelli, a ritestare le sue ricette, prendano forma invece a Prato o a Lucca, beh, nonostante tutto ciò, sia io che lui il mare ce lo sentiamo dentro, c’è poco da fare. Ed il profumo del mare, delle alici fresche, che pervade la casa una volta scartato il cartoccio del pescivendolo, è sempre quello, unico ed inconfondibile, anche se le mie alici non son state acquistate al banchetto del pesce di San Vincenzo, né le sue comprate propriamente sulle coste di Crotone…
Scusate l’introduzione infinitamente lunga per presentare questo primo piatto, questi Pici con Alici Marinate all’Arancia, Capperi e Pinoli, ma era doveroso: primo, perché per l’ennesima volta sul mio blog qui Toscana e Calabria si fondono; secondo, perché appena nomino il “mio” mare, la “mia” San Vincenzo, non riesco a fare a meno di raccontare, descrivere, sognare, immaginare… Quindi di nuovo, prima di mettervi ai fornelli, vi invito a chiudere gli occhi e ad ascoltare le grida dei bimbi in spiaggia al mattino, ad odorare il salmastro che pervade l’aria afosa ed a toccare con mano i granelli della sabbia umida… Ok, adesso, con gli ultimi due sensi rimasti, osservate il mare, il vostro mare, quello che più amate, osservate i suoi fondali e le sue creste… Ed assaggiate, gustate, divorate avidamente quei buoni frutti che esso ha da offrirvi!

INGREDIENTI (per 4 persone)
200 gr. di alici fresche
1 arancia (succo)
½ limone (succo)
1 cipolla dorata
1/2 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di capperi
1 cucchiaino di pepe rosso
20 gr. di pinoli
peperoncino
olio extravergine di oliva
pepe nero
cannella in polvere
500 gr. di pici

PREPARAZIONE
Pulite le alici, apritele a libro e ponetele in una ciotola a marinare nel succo di arancia e limone per circa un’ora. Nel frattempo, tritate la cipolla fine e lasciatela imbiondire con un pizzico di peperoncino ed un filo d’olio.
Trascorso il tempo della marinatura scolate le alici e versate il succo nella padella della cipolla insieme col vino bianco; tagliate ciascun filetto di alici a metà e, quando il liquido sarà quasi del tutto evaporato, unite le alici insieme con i capperi, il pepe rosso e una grattata di pepe nero; a fine cottura, unite una puntina di cannella. A parte, tostate i pinoli a secco.
Nel frattempo cuocete i pici, scolateli al dente, quindi uniteli al sugo facendoli saltare per un paio di minuti, aggiungendo un paio di cucchiai d’acqua di cottura; unite i pinoli, mescolate bene e servite.

 

Con questa ricetta partecipo (anzi, partecipiamo, io e Sergio) al contest “Tutti Pazzi per le Acciughe”, di Poveri Ma Belli e Buoni… Perchè il cosiddetto pesce povero, come dice Cristina, non è certo meno buono dei pesci più “nobili”, anzi… 😉

23 marzo 2011

Tortini di Alici Infornate Profumate agli Agrumi

Posted in di pesce, infornati e gratinati, Le mie ricette, secondi piatti tagged , , , , , , , , a 12:47 pm di pixel3v

Gli spunti di Sergio sono sempre utili… Le sue ricette, che orgogliosamente mi gira e che io provo sempre con piacere, fanno sì che io mi cimenti con alimenti che di mia spontanea volontà magari non utilizzerei… Ma non per questione di gusti eh: è solo questione di fatica… 😳
Ad esempio, io adoro il pesce, ma proprio tanto, eppure ne cucino pochissimo… Eh beh, come biasimarmi: c’è una bella differenza tra sbucciare 10 zucchine e pulire 1 kg di alici!!
Eppure, spronata da Sergio, dal suo entusiasmo e dai suoi racconti di sabati e domeniche passati in cucina per deliziare il palato della sua Eva (beh, anche il suo comunque immagino!), stavolta non ho sbucciato zucchine, ma pulito montagne di alici… E insomma, apparte che pulire le alici è semplicissimo, col senno di poi posso dirvi che l’ho fatto pure volentieri anche e soprattutto perché vi garantisco che questi Tortini di Alici Infornate Profumate agli Agrumi sono davvero divini e meritano di starci a perdere un pochino di tempo dietro… Io non me ne sono affatto pentita 😉 E anzi, vi dirò di più: anche prima di mangiarli, quando le pirofiline iniziavano a dorarsi… L’aroma che sprigionavano era davvero favoloso, un mix tra il profumo asprigno degli agrumi, quello deciso dei capperi e delle alici, quello speziato del finocchietto e quello caldo e pungente della ricottina… 😀

INGREDIENTI (per 6 pirofile rettangolari di 10 x 17 cm, alte 3,5 cm)
1,8 kg di alici fresche
150 gr. di pecorino duro e stagionato
2 cucchiai di capperi
1 mazzetto di prezzemolo
2 cucchiai di pangrattato + quello per la teglia
2 limoni (scorza di entrambe e succo di uno solo)
2 arance (scorza di entrambe e succo di uno solo)
2 cucchiaini di pepe rosso
1 mazzetto di finocchio selvatico
2 cucchiai d’olio extravergine di oliva + quello per le pirofile + quello per la superficie
1 bicchiere di vino bianco + quello per la superficie
60 gr. di ricotta stagionata
pepe nero

PREPARAZIONE
Pulite le alici ed apritele a libro. In una terrina amalgamate bene il pecorino grattugiato, i capperi sminuzzati, il prezzemolo tritato, il pangrattato, la scorza dei limoni e delle arance ed il succo di un solo limone e di una sola arancia, il pepe rosso ed una macinata di quello nero, il finocchietto selvatico, l’olio ed il vino bianco.
Ungete bene le pirofiline e cospargetele col pangrattato. Iniziate quindi a distendere le alici sul fondo delle pirofiline: fate un primo strato, quindi versatevi un po’ del composto preparato; proseguite con un secondo strato di alici, quindi ancora con una cucchiaiata di preparato per ogni stampino; terminate infine con un terzo strato di alici e ricoprite con la ricotta stagionata ridotta in scaglie (con le mie pirofile ho utilizzato circa 8 alici per strato).
Infornate per circa 20 minuti (col mio forno non sono troppi, ma regolatevi per non rischiare di asciugare troppo le alici!) a forno preriscaldato a 180° C; a metà cottura cospargete con un filo d’olio e con un altro goccio di vino. Lasciate fuori dal forno una decina di minuti in modo da far perdere il bollore, quindi servite.

Ah, Sergio si raccomanda: cercate di non fare più di tre strati di alici (al massimo tirate fuori una pirofila in più!), perchè altrimenti si asciugano troppo!

Di nuovo, anche con questa ricetta partecipo al contest de Il Ricettario di Cinzia… Cliccate il banner qui accanto per tutte le info del caso, ed affrettatevi, che domani è l’ultimo giorno utile… 😉

Con questa ricetta partecipo, anzi partecipiamo (io e Sergio) anche alla raccolta di Poveri ma Belli e Buoni (Cristina) che si chiama Un’acciuga al giorno… Dobbiamo battere i portoghesi che vantano una ricetta di baccalà per ogni giorno dell’anno!!!

14 marzo 2011

Crostata di Ricotta con Nocciole al Profumo d’Arancia

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News, la rivista gratuita mensile dell’Esselunga, ha sempre un sacco di spunti da offrire a chi si diletta in cucina… Anche per questo dolce, infatti, ho preso l’idea (solo quella, perché poi ho rivoluzionato, se non tutte, gran parte delle cose) proprio da una ricetta della rivista in questione (mi pare sia il numero di settembre 2010).
Testata per la prima volta con successo dalla mia famiglia qualche settimana fa, questa crostata è stata poi da me riproposta durante il fine settimana appena conclusosi: ospite insieme a Luca di Cecilia e Pierpaolo, amici del mare e prossimi sposi, ho infatti preparato per loro, insieme ad altre cosine, anche questa crostata… Crostata che è stata davvero apprezzata e che quindi pubblico anche più volentieri, dal momento che qui ho l’approvazione non solo di Luca e dei familiari, ma anche di una coppia di amici buongustai 🙂

E nel cucinare questa Crostata di Ricotta con Nocciole al Profumo d’Arancia, ho colto l’occasione per rispolverare la ricetta della pasta frolla della nonna Lilia, che spesso avevo seguito da ragazzina nel cimentarmi con le crostate ma che poi, un po’ per fatica, un po’ perché sono stata a lungo attratta da preparazioni mai fatte prima (e la pasta frolla invece la sapevo fare ormai, una delle poche cose!), non avevo mai più utilizzato e, all’occorrenza (come nel caso della mia Crostata di Zucca e Uvetta), avevo preso la frolla pronta. Ma adesso basta… Si torna alle origini 😉

Una piccola modifica rispetto alla nonna, comunque l’ho fatta, sostituendo la scorza di limone che la nonna prevedeva con quella d’arancia, per restare in tema 🙂

INGREDIENTI (per una crostata dal diametro di 26 cm, alta 3 cm)
Per la pasta frolla
:

300 gr. di farina 0 + quella per infarinare la tortiera
1 pizzico di sale
150 gr. di zucchero (o 110 gr. di fruttosio)
150 gr. di burro + quello per imburrare la tortiera
1 uovo intero + 1 tuorlo
1 arancia (scorza grattugiata)
2 cucchiaini di Vin Santo
Per il ripieno
:

500 gr. di ricotta fresca di pecora
2 uova
100 gr. di miele (io sostituisco con il succo d’agave, stessa quantità)
1 arancia (scorza + metà del succo)
50 gr. di granella di nocciole
2 cucchiai colmi di maizena

PREPARAZIONE
Impastate dolcemente tutti gli ingredienti per la frolla iniziando col mescolare farina, sale e zucchero (o fruttosio), unendo il burro a tocchetti e lavorandolo fino ad ottenere un composto granuloso; incorporate quindi anche l’uovo, il tuorlo, la scorza dell’arancia ed il Vin Santo e lavorate la pasta fino a renderla omogenea. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigorifero per almeno un’ora.
Nel frattempo, preparate il ripieno: in una terrina mescolate la ricotta con le uova, il miele (io, come detto, uso il succo d’agave), la scorza d‘arancia, il succo di metà di essa, la granella di nocciole e la maizena.
Trascorso il tempo di riposo stendete la pasta frolla sottile su di un piano ben infarinato e rivestitevi uno stampo da crostata (il mio ha il diametro di 26 cm ed i bordi alti 3 cm) precedentemente imburrato ed infarinato (alternativa: stendete la frolla su un foglio di carta da forno e poi rivestitevi la tortiera non imburrata nè infarinata, ritagliando la frolla in eccesso); con la frolla restante, tagliate delle striscioline che serviranno per coprire a reticolo la crostata. Versate il ripieno di ricotta nella tortiera, decorate la superficie con le restanti strisce di frolla, quindi infornate nel forno già caldo a 180° C per circa 45 minuti, o comunque fino a che la superficie non sarà bella dorata, quindi proseguite per 5 minuti solo sotto. Lasciate raffreddare bene prima di servire.

Con questa ricetta vado ad aggiungermi alla lunga lista di partecipanti a La Banda Declina Arancio, contest de La Banda dei Broccoli (per i più duri, ricette aventi l’arancia come protagonista)… Ah, ragazzi, stavolta credo di essere riuscita a mettere il banner giusto, che linka direttamente a voi!! 😉

 

 

ilricettariodicinzia… Ma non è tutto: la mia ricetta va ad aggiungersi anche alla lunghissima lista di partecipanti al contest Gli Agrumi, de Il Ricettario di Cinzia… Non ho ancora capito esattamente che cosa significa che la prima classificata la sceglieremo noi votando, nel senso che non so se Cinzia si riferisce ai/lle foodbloggers partecipanti o in generale a chiunque sia lettore… Ma se fosse il secondo caso, beh, avrò bisogno anche del vostro sostegno, o miei pochi fedeli lettori! 😉

4 marzo 2011

Bocconcini di Filetto di Manzo Croccanti all’Arancia su Letto di Cipolle Rosse

Posted in di carne, Le mie ricette, secondi piatti tagged , , , , , , a 1:07 pm di pixel3v

Menomale che c’è Sergio… No, dico, avete mica per caso notato la categoria “secondi piatti” qui sul mio blog? Tre anni di attività (più o meno) intensa e solo 2 ricette archiviate in quella categoria! Neanche una all’anno, ma si può?
Ok, posto che come si capisce non sono né il mio forte, i secondi piatti, né soprattutto una cosa che mi piace cucinare (né, a dirla tutta, mangiare, insomma, preferisco decisamente altro), fatto sta che bisogna rimediare, in tutti i modi. Ad aumentare almeno di un +1 la categoria in questione c’ha pensato Sergio, passandomi una sua ricettina testata qualche settimana fa e che mi ha lasciata subito entusiasta: i Bocconcini di Filetto di Manzo Croccanti all’Arancia su Letto di Cipolle Rosse… E quand’è così (la Sara Pixel entusiasta davanti ad un secondo di carne!) va colta la palla al balzo, subito 😉 Eccomi quindi all’opera, immediatamente, a testare questa ricetta davvero sublime… Unica aggiunta mia: la scorzetta d’arancia croccante, un piccolo dettaglio insomma… Per il resto, ancora una volta, GRAZIE SERGIO!!

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 cipolle rosse medie
2 arance (succo e scorza)
2 bicchieri di vino bianco
1 mazzetto di menta
2 cucchiaini di pepe rosso in polvere
3 filetti di manzo (circa 160 gr. ciascuno, peso da puliti)
olio extravergine di oliva
farina + acqua per la pastella
pangrattato
sale

PREPARAZIONE
Tagliate le cipolle a fettine sottili tanto da formare un letto, unitevi un filo d’olio e fatele imbiondire in padella. Grattugiate la scorza delle arance, ponetela su un pezzetto di carta da forno ben distesa e rendetela croccante passandola nel forno già caldo per pochi minuti, il tempo di farla seccare (io utilizzo, per queste operazioni, il fornino del M*ulino B*ianco, che non è un microonde ma un piccolo forno elettrico che si scalda in breve tempo), quindi tenetela da parte. Quando le cipolle saranno imbiondite unitevi il succo delle arance, il vino bianco, la menta tritata ed il pepe rosso in polvere; lasciate evaporare quasi tutto il liquido a fuoco medio/alto, lasciando sobbollire per una decina di minuti.
Preparate una pastella leggera con acqua e farina (2 bicchieri d’acqua + farina quanto basta ad ottenere una pastella densa ma non troppo); pulite i filetti e tagliateli a bocconcini, quindi passateli prima nella pastella e poi nel pangrattato, facendoli dorare in padella una volta che gran parte del liquido sarà evaporato, unendo un pizzico di sale. Fate cuocere i bocconcini di filetto, girandoli ogni tanto, per 5 minuti abbondanti, fino a completa doratura, quindi serviteli sul letto di cipolle, decorando ogni piatto con la scorza croccante delle arance.

Io ho usato 3 filetti per 4 persone.. Di solito, se il filetto lo mangiamo rosolato in padella e via, ne occorre uno a testa, ma così cucinato, con impanatura e cipolle, diventa più pesante ed un filetto a  testa è un pochino troppo (e ve lo dice una che di solito abbonda con le dosi!)… Insomma, regolatevi anche in base alla vostra fame 😉

Con questa ricetta partecipiamo (parlo al plurale perchè ovviamente, se mai si vincesse qualche cosa, Sergio avrebbe la sua più che meritata parte… Insomma, della serie “non si vince, ma se si vince…!” 😉 ) a ben due contest: uno è Gli Agrumi de Il Ricettario di Cinzia, di cui avevo già parlato in questo post, contest che raccoglie qualunque tipo di ricetta che abbia in qualche modo un agrume a farla da protagonista; l’altro è invece La Banda Declina Arancio de La Banda dei Broccoli, dove protagonisti non sono gli agrumi in generale ma solamente l’arancia, declinata in ogni forma e modo… Partecipate numerosi, che c’è ancora tempo 🙂

 

10 novembre 2010

Contro l’Omofobia – Metti un Finocchio a Cena: Tortino Leggero di Finocchi Profumati all’Arancia

Posted in infornati e gratinati, Le mie ricette tagged , , , , , a 1:47 pm di pixel3v

Buon appetito Mister B.!
La politica non è mai entrata in questo blog prima d’ora… Diciamo che in generale cerco di disinteressarmi il più possibile (sbaglio, lo so)… E allora? E’ successo che sono stata coinvolta da Norma e da Gaia in quest’iniziativa con la quale, nonostante tutto, mi trovo totalmente d’accordo: è palese che Mister B. ha superato ogni limite con certe dichiarazioni! Quindi aderisco più che volentieri all’iniziativa, ed eccomi qua, ad augurare buon appetito a Mister B. fornendo il mio supporto nella preparazione di una supercena tutta per lui, a base, ma è ovvio, di finocchi 😉
Mi sembra giusto non indugiare oltre e copia-incollare qui il loro post, che trovate qui e qui:
Siamo un gruppo di blogger che si son trovate a condividere un’idea comune, e cioè che non se ne può più delle espressioni insultanti nei confronti degli omosessuali del nostro Presidente del Consiglio, che manifesta una volta di più atteggiamenti sessisti ed omofobi.
Il culmine tre giorni fa, quando ha dichiarato “meglio essere appassionati di belle ragazze che gay.”
E quante volte ha offeso profondamente anche tutto il genere femminile?
Ricordiamo che è la stessa Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea a condannare, all’articolo 21, “qualsiasi forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza, il colore della pelle, l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.
Se l’Italia fosse un paese più civile, l’omofobia sarebbe un reato, come raccomanda l’Unione Europea nella risoluzione del 18 gennaio 2006.
Ci è sembrato troppo.
Abbiamo deciso che era giunto il momento di fare qualcosa di esprimere il nostro dissenso con i mezzi che abbiamo come food-blogger: la parola, l’ironia, mestoli e padelle.
Abbiamo preso spunto dalla manifestazione organizzata per sabato 6 novembre da Arcigay Firenze, che ha per slogan “porta un finocchio per Silvio”. Spiegano gli organizzatori, “regaleremo i finocchi al Presidente Berlusconi che, con quest’ennesima dichiarazione pubblica, riteniamo abbia raggiunto i limiti della decenza e della civiltà”.
Speriamo che Arcigay non se ne abbia a male se ci ispiriamo a loro promuovendo l’iniziativa Metti un finocchio a cena… – Buon appetito Mr. B.!

Niente musica oggi quindi, oggi politica 😉 Il mio contributo a questa ideale cena è un semplicissimo Tortino Leggero di Finocchi Profumati all’Arancia… E ovviamente, buon appetito Mister B. 😉

INGREDIENTI (per 5 tortini)
4 finocchi
2 cucchiai d’olio extravergine di oliva
½ bicchiere di vino bianco
1 arancia bio (la scorza + il succo di metà)
2 cucchiaini di semi di finocchio
burro (per imburrare)
pan grattato q.b.
parmigiano grattugiato (a piacere, comunque 50 gr. dovrebbero bastare)

PREPARAZIONE
Pulite i finocchi (tenetevi da parte i ciuffini verdi di uno di essi), fateli a fettine e passateli in padella con l’olio a fuoco medio; dopo un paio di minuti aggiungete il vino bianco e continuate la cottura dapprima con il coperchio per far ammorbidire i finocchi, poi scoperchiate e fate evaporare il liquido. Se i finocchi non saranno ancora morbidi, aiutatevi aggiungendo un po’ d’acqua e continuate la cottura qualche altro minuto. A fine cottura unitevi il succo d’arancia (della quale avrete già grattugiato la scorza, e messa da parte), i semini di finocchio ed i ciuffini verdi tenuti da parte, quindi mescolate bene.
Pressate i finocchi negli stampini da forno precedentemente imburrati e cosparsi di pangrattato, alternando uno strato di finocchi ad una spolverata di parmigiano grattugiato. Riempite ogni stampino fino quasi all’orlo (io ho fatto 4 strati di finocchio per ogni stampino), infine cospargete l’ultimo strato di ogni tortino, oltre che col parmigiano grattugiato, con dell’altro pangrattato e con la scorza di arancia grattugiata (non finitela tutta che dopo vi servirà di nuovo!). Infornate a 180° per 10-15 minuti circa; appoggiate un foglio di carta da forno sui tortini se temete che la scorza in superficie possa bruciacchiarsi troppo.
Ponete la scorza d’arancia grattugiata avanzata bella allargata su un foglio di carta da forno ed infornatela per pochi minuti, fino a farla diventare croccante, quindi utilizzatela per spolverizzare i tortini, una volta sfornati e sformati, anche sulla parte inferiore… Che, una volta sformati i tortini dagli stampini, diventa la parte superiore 🙂

Oltre ad essere, appunto, leggeri (ho evitato formaggi filanti, burro fuso, besciamelle varie etc.), questi tortini sono anche molto gustosi… E ve lo dice una che col finocchio non ci andava proprio d’accordo fino a poco tempo fa! Speriamo che anche a Mister B. piacciano… 😉
E adesso che ho appurato che ancora mi riesce benino preparare quiches, torte salate, sformati e tortini di ogni sorta, vi prometto che la prossima ricetta sarà di tutt’altro genere… E, vi anticipo, sarà dolce 😀

14 Mag 2010

Insalata di Pesce Spada con Rucola, Mele e Finocchio

Posted in insalate miste, Le mie ricette tagged , , , , , , , a 3:47 pm di pixel3v

La dieta prosegue, ed io continuo a mangiare verdure in quantità con somma soddisfazione. Certo però che un po’ di pesce ogni tanto fa bene… Ed io lo cucino troppo poco spesso. L’altro giorno mi è capitato di fare la spesa in un noto supermercato in cui vado di rado (ne ho altri più vicini), supermercato fornito di un’ottima pescheria… E quindi ho preso un bel pezzo di pesce spada, che mi ispirava. Per prepararlo, dal momento che avevo comunque in testa di cenare con un’insalata, per quanto più ricca possibile, mi sono ispirata a due ricette di insalata, entrambe del Cavoletto: questa è una e questa è l’altra… Diciamo che ho fatto un mix tra le due 😉
Ecco quel che è venuto fuori: una ghiotta Insalata di Pesce Spada con Rucola, Mela e Finocchio!

INGREDIENTI (per 4 persone)
4500 gr. di pesce spada
2 cucchiaini di semi di finocchio
1 arancia
1 limone (succo e scorza)
200 gr. di rucola
1 finocchio
½ mela
olio extravergine d’oliva
sale nero delle Hawaii (mio recente acquisto di cui vado più che fiera :mrgreen:)
pepe

PREPARAZIONE
Tagliate il pesce spada a listarelle e mettetelo per una mezz’ora a marinare in una ciotola con 2 cucchiai d’olio, un pizzico di sale nero, una macinata di pepe, metà dei semi di finocchio, il succo d’arancia, la scorza di limone ed il succo di quest’ultimo.
Trascorso questo tempo, scolate il pesce tenendo da parte la marinatura e passatelo in padella con poco olio e i semi di finocchio. Dopo pochi minuti spengete il fuoco, eliminate l’acqua che si sarà formata, aggiustate di sale e pepe ed aspettate che il pesce si raffreddi. Nel frattempo disponete su un piatto da portata la rucola, il finocchio tagliato a fettine sottilissime e la mela tagliata anch’essa a fettine sottili, quindi aggiungete il pesce, condite  il tutto con l’emulsione in cui avete marinato il pesce spada e servite.
L’alternativa: mescolate tutto in una ciotola invece di presentarlo a mo’ di carpaccio 🙂

Non spaventatevi se nella foto vedete il tutto decisamente rosato: ho beccato un’arancia particolarmente rossa per fare l’emulsione e… Questo è il risultato 😉

Sempre in tema di “rosa”, ma con un concetto di tutt’altro tenore, oggi vi faccio ascoltare un po’ di musica italiana, di quella buona: beccatevi Fabrizio de Andrè, con Bocca di Rosa 😉

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