8 gennaio 2013

English Lemon Curd (Crema al Limone)

Posted in dolci & desserts, dolci al cucchiaio, Gran Bretagna, Le mie ricette, piatti etnici / esotici tagged , , , a 2:34 pm di pixel3v

C’era una volta un blog di cucina. Anzi, no. C’era una volta una ragazza che non sapeva cucinare. Non sapeva scaldare il latte, non sapeva farsi un caffè, non sapeva grazie a quale magico procedimento la pasta, così dura nella sua busta, diventasse mangiabile. Poi la Cocca le ha insegnato a preparare la moka, proprio il giorno del suo diciottesimo compleanno… E forse è stato proprio lì che questa ragazza ha scoperto che la cucina non era un luogo così tremendo; al contrario, proprio in cucina potevano nascere le più grandi magie. E, vabbè, nonostante tanti esperimenti finiti male, da diversi anni ormai questa ragazza riesce a trarre dalla cucina soddisfazioni più o meno grandi. Fin dall’inizio, la ragazza ha avuto una grande predisposizione per tutto quel che non era italiano; in particolare si è dilettata e si diletta tuttora con piacere nell’utilizzo culinario di spezie medio-orientali…
Un bel giorno, la sua amica Murex scrisse sul suo blog un post sulla curcuma, attingendo a sua volta da un altro blog per trovare una valida ricetta che, appunto, utilizzasse la curcuma con sapienza. Sto parlando del blog di Fabien e delle sue Patate stufate all’indiana, poi da me riproposte qui… Da quel giorno, io quel blog non l’ho mollato più!
Da più di un anno, però, Fabien, dal quale ho imparato molto e dal quale spesso ho tratto ispirazione, ha deciso di chiudere il suo blog, continuando a portare avanti progetti paralleli ed articolati, ma abbandonando quei momenti di cucina “personale” che più amavo del suo spazio virtuale. Inutile dire che questo mi è dispiaciuto, ahimè… Ed è un po’ per nostalgia, un po’ per gola, che ripropongo oggi una sua ricetta, quella della Lemon Curd (nota come “crema al limone”, anche se letteralmente “curd” significa “caglio”): lui l’ha sperimentata in diverse versioni, io invece mi sono ciecamente fidata di lui e del fatto che, tra le tante prove, la versione di Philippe Conticini, che appunto Fabien propone sia sul suo blog (qui) che su Spigoloso, sia la migliore in fatto di gusto e di rapidità d’esecuzione. Da parte mia, non posso far confronti, posso solo assicurarvi che questa ricetta è ultra-rapida eppure di sicura riuscita… Ed è per questo che la ripropongo esattamente identica all’originale 😉
Indirettamente ringrazio anche Simon, un ragazzo inglese che per capodanno ci ha preparato un cheesecake stratosferico sormontato da uno strato cremoso e limonoso… Quando mi ha spiegato che ingredienti ci fossero in quella sublime copertura io ho esclamato: “Ma è la lemon curd!” e lui mi ha guardata con uno stupore beato, quasi come se fino a quel momento nessuno avesse mai avuto la più vaga idea di cosa fosse quella roba lì 😛 Insomma, diciamo che Simon mi ha fatto venire in mente che questa ricetta, preparata da diverso tempo, l’avevo lasciata ad impolverarsi nell’archivio!

lemon curd 72dpi

INGREDIENTI (per 500 ml di lemon curd)
75 gr. di ghee (burro chiarificato)
100 gr. di zucchero (io ho usato 70 gr. di fruttosio)
3 limoni maturi (succo e scorza di uno)
3 uova

PREPARAZIONE
Sciogliete il ghee in un pentolino (che sia abbastanza capiente, perché qui si riuniranno poi tutti gli ingredienti) insieme alla scorza grattugiata di un solo limone. Appena il burro è fuso ed inizia a fare le prime bollicine, versatevi lo zucchero (io il fruttosio) e mescolate bene finchè non si sarà del tutto sciolto. Spremete i limoni e, a parte, sbattete le uova. Versate nel burro fuso col fruttosio prima il succo dei limoni e poi le uova sbattute e mescolate continuamente (per evitare che l’uovo si rapprenda) fino a che la crema non comincerà ad addensarsi (circa 5 minuti). Una volta pronta, versate la vostra lemon curd in un vasetto di vetro, lasciatela raffreddare a temperatura ambiente, quindi ponetela in frigorifero. Attendete almeno una notte prima di utilizzarla.

crostata con lemon curd 72dpi

La lemon curd è un jolly per farcire qualunque tipo di preparazione dolce (anche se, come dice anche Philippe, è ottima anche da gustare a cucchiaiate!!)… Io a suo tempo avevo preparato la crostata semplice semplice che vedete in foto, cuocendo prima la pasta da sola e poi spalmandovi la lemon curd, decorandola poi con dei pinoli tostati, ma come vi ho detto prima è ottima anche spalmata su un goloso cheesecake 🙂

18 luglio 2011

La Tartiflette

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Lo so, questo piatto è tutto fuorché estivo… Patate, cipolle, pancetta, panna e formaggio francese… Una vera bomba di calorie e di calore!! E però, che vi devo dire, io non potevo fare diversamente, non potevo non prepararla in questo caldo periodo. Ho cercato a lungo il Reblochon, formaggio francese preparato con latte crudo di vacca in realtà non troppo diverso da un Camembert (con cui eventualmente potreste sostituirlo – adesso che ho provato il vero Reblochon posso dirvelo – ma non usate il Brie, che ha meno sapore e la crosta meno dura!)… E una volta trovato, complici Louis e David, due ragazzi italo – francesi che gestiscono una sala del tè a Lucca, non ho potuto lasciarmelo sfuggire. Un paio di settimane fa Louis e David sono volati qualche giorno in Francia e sono stati così gentili da offrirsi di riportarmi un paio di forme di freschissimo Reblochon… Inutile dire che io HO DOVUTO preparare adesso, e non in inverno, la mia prima Tartiflette, onde evitare di dover poi aspettare il loro prossimo viaggio (chissà quando…) in quel della Francia 😉

Prima della ricetta, due notizie direttamente da Wikipedia: la Tartiflette è un piatto tipico dell’Alta Savoia composto da formaggio Reblochon, patate, cipolle e pancetta, inventato negli anni ’80 nelle alpi francesi per promuovere il Reblochon, formaggio tipico di quei territori che allora era poco comprato. Insomma, aggiungo io, certamente un piatto montanaro, quindi quanto di più invernale possa esistere… Ma a noi che ci frega, io l’ho preparato in un caldo sabato di luglio, voi copiatevi ‘sta ricetta e se ora non vi va, ne riparlerete quando vedrete comparire i primi fiocchi di neve 😉

INGREDIENTI (per 6 persone: due pirofile rotonde, una diametro 20 cm, una diametro 13 cm)
1 kg di patate (peso con la buccia)
20 gr. di burro
2 cipolle bionde medie
1 bicchiere di vino
200 gr. di pancetta affumicata a striscioline
100 ml di panna liquida
400 gr. di Reblochon (quasi una forma intera)
pepe nero
sale

PREPARAZIONE
Ponete le patate in una pentola, riempite d’acqua e lasciate cuocere per 15 minuti dal momento dell’ebollizione, quindi scolatele e lasciatele raffreddare. Nel frattempo fate scaldare il burro in una padella, affettate le cipolle e fatele soffriggere nel burro per 5 minuti, quindi versateci il vino, pepate e lasciate evaporare, alzando la fiamma. In una padella a parte, rosolate la pancetta senza aggiungere olio. Quando la pancetta sarà ben rosolata unitela alle cipolle (il vino sarà già evaporato), mescolate e spegnete il fuoco.
Preriscaldate il forno a 200° C. Sbucciate le patate, affettatele e distrubuitene metà in una pirofila; salate e pepate. Ricoprite con pancetta e cipolla, quindi sovrapponete l’altra metà delle patate fatte a fette, salando e pepando anche queste. Versate la panna liquida nella pirofila, quindi coprite il tutto con il Reblochon fatto a fette (ogni fetta dev’essere divisa a metà orizzontalmente) con la crosta rivolta verso l’alto. Infornate per 15 minuti, quindi proseguite la cottura solo sopra, circa 5 minuti, per far dorare la superficie. Sfornate e lasciate qualche minuto a temperatura ambiente prima di servire.

Iniziamo la settimana con un pezzo di Elisa… Non che sia la mia cantante preferita, ma questa versione di Rainbow è davvero bella… Ascoltatela 😉

4 luglio 2011

Clafoutis di Pomodorini con Olive e Capperi

Posted in flan, sformatini e sformati, Francia, infornati e gratinati, Le mie ricette, piatti etnici / esotici a 12:03 pm di pixel3v

La settimana non poteva iniziare meglio! A dirla tutta, dovrei dire che la settimana appena conclusasi non poteva finire meglio, ma la notizia di cui vado fiera, benchè fosse on line da sabato, io l’ho letta solo adesso per cui… 😛 Ma di cosa sto parlando? Del contest “Fantasie con il Basilico” di Claudia (Mamma in Pentola): ho vinto la sezione degli Antipasti, me felice!!! 😀 Ringrazio di nuovo Claudia per la graditissima sorpresa!
Quanto a noi, resto un po’ sul tema della scorsa settimana con la preparazione di un nuovo clafoutis salato; complice un contest (vedi banner in basso) sto diventando tremendamente monotematica 😛 Questo Clafoutis di Pomodorini con Olive e Capperi però, nonostante richieda, com’è ovvio, l’accensione del forno e quindi l’automatico surriscaldamento della vostra cucina, è molto estivo e fresco come sapori, garantisco… Quindi su, un piccolo sforzo, che ci vuole…?! 😉

INGREDIENTI (per 4 pirofile monoporzione rettangolari, 10 cm X 17 cm)
500 gr. di pomodori ciliegini
70 gr. di olive taggiasche snocciolate
40 gr. di capperi (io uso quelli sotto sale)
40 gr. di burro
100 ml di latte
250 ml di panna fresca liquida
4 uova
60 gr. di parmigiano grattugiato
1 limone (scorza)
90 gr. di farina 00
olio extravergine di oliva
sale
origano
pepe

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 180° C. Lavate i pomodorini, divideteli a metà, quindi disponeteli sul fondo delle pirofile precedentemente oliate, con la parte curva rivolta verso l’alto, fino a formare un unico strato. Salate, spolverizzate con un pizzico d’origano, infornate e lasciate cuocere per 15 minuti circa. Nel frattempo, fate fondere il burro in un pentolino e, in un altro, scaldate il latte e la panna fresca insieme. In una ciotola, sbattete le uova con il parmigiano, un pizzico di sale, una macinata di pepe ed una puntina di origano; unitevi quindi il burro fuso, il latte e la panna scaldati, la scorza di limone grattugiata e la farina; mescolate bene la pastella con la frusta manuale.
Sfornate le pirofile, distribuite tra i pomodorini le olive ed i capperi dissalati, quindi versate la pastella nelle pirofile; infornate di nuovo e lasciate cuocere per 25 minuti circa, o comunque fino a che la superficie non sarà croccante e dorata e, facendo la prova stecchino, questo uscirà pulito. Lasciate intiepidire prima di servire.

Con questa rietta partecipo al contest di Aniko (Paprika&Paprika)… Eccovi il banner 😉

29 giugno 2011

Clafoutis di Carote al Curry e Finocchietto Selvatico

Posted in flan, sformatini e sformati, Francia, infornati e gratinati, Le mie ricette, piatti etnici / esotici tagged , , , , , , , a 11:41 am di pixel3v

Impazzisco per i clafoutis, è un dato di fatto.  Dolci, salati, ne preparerei (e mangerei) in quantità industriali… Ed eccoci qui quindi, anche se il caldo è asfissiante, io non ho resistito… Complice un contest (vedi in basso), ho preparato questo Clafoutis di Carote al Curry e Finocchietto Selvatico, dal gusto particolare… Ma che ve lo dico a fare, provatelo piuttosto, e poi mi dite 😉

INGREDIENTI (per 4 pirofiline monoporzione, diametro 13 cm)
90 gr. di burro + quello per le pirofile
1 cipolla bionda
600 gr. di carote (circa 6 medie)
100 ml di latte
250 ml di panna fresca
3 uova
70 gr. di parmigiano grattugiato
1 limone (scorza)
110 gr. di farina 00
4 cucchiaini colmi di curry
1 mazzetto di finocchietto selvatico
sale
pangrattato per le pirofile
pepe

PREPARAZIONE
Fate fondere 30 gr. di burro in una padella, quindi rosolatevi la cipolla tagliata a pezzettini. Pelate le carote, affettatele sottili e fatele cuocere insieme alla cipolla, a fuoco basso, per circa 10 minuti; aggiustate di sale.
Preriscaldate il forno a 180° C. Imburrate le pirofile e cospargetele di pangrattato, quindi adagiatevi le carote  in modo che non ci siano spazi vuoti. Fate fondere i restanti 60 gr. di burro in un pentolino; riscaldate (non fino a bollore) il latte e la panna fresca insieme. In una ciotola, preparate la pastella: sbattete le uova con il parmigiano, incorporatevi il burro fuso e latte e panna caldi, grattugiatevi la scorza del limone, unite la farina, il curry ed il finocchietto selvatico lavato e sminuzzato; aggiustate di sale, grattugiate un pochino di pepe e mescolate bene con la frusta manuale fino ad ottenere una pastella liscia ed omogenea. Distribuite questo composto sulle pirofile ricoprendo le carote ed infornate per 25/30 minuti, o comunque fino a che la superficie non risulterà colorita e croccante e, facendo la prova stecchino, questo uscirà pulito. Lasciate intiepidire prima di servire.

Con questa ricetta partecipo al contest di Aniko (Paprika & Paprika)… Cliccate il banner, vi si aprirà un mondo 😉

30 maggio 2011

Financiers Salati con Feta ed Erbe di Provenza

Posted in antipasti e fingerfood, Francia, Le mie ricette, piatti etnici / esotici, torte salate & affini tagged , , , , , a 11:50 am di pixel3v

E dopo gli Scones (scozzesi) e i Popovers (americani), ci sono i Financiers (francesi). No, non si tratta di una qualche classifica gastronomica stilata da chissà chi… Si tratta di una minima parte della mia infinita to-do-list, tutto qui 🙂 Anche i Financiers erano infatti uno dei miei pallini da un po’, ma per prepararli ho dovuto aspettare l’arrivo degli appositi stampi direttamente dalla Francia (stampi, ahimè, in silicone, io li odio e amo invece quelli d’alluminio, ma non avevo altra scelta… 😦 )!
I Financiers sono dei piccoli cake francesi di forma rettangolare, la cui caratteristica principale è quella di avere come base la farina di mandorle. La legenda narra che i Financiers siano nati intorno al 1890, quando un pasticcere, tale Lasne, inventò la ricetta di questi dolcetti per soddisfare le papille gustative dei finanzieri che lavoravano pressola Borsa a fianco della sua pasticceria e che cercavano dei dolcetti da magiare facilmente e rapidamente, senza l’aiuto di posate, e che non sporcassero loro le mani, per poter poi tornare subito al lavoro. E’ da qui che questi dolcetti acquisirono la forma dei lingotti ed il nome di “Financiers”, dolcetti morbidi e soffici dal colore, appunto, dei lingotti d’oro.

I Financiers, una via di mezzo tra le Madeleines e dei piccoli cakes, sono dolcetti “ricchi” tanto quanto lo erano le persone dalle quali hanno preso il nome: gli ingredienti base sono albumi, burro nocciola (beurre noisette, ossia burro fuso e lasciato leggermente soffriggere quel tanto che basta a farlo leggermente imbrunire, a colorarlo un po’, in modo che rilasci un caratteristico profumo), zucchero e farina di mandorle, ma possono essere arricchiti con frutta fresca o secca, cioccolato di vario tipo e, perché no, anch’essi, essere facilmente declinati in versione salata.
Esattamente come gli Scones, quindi, anche i Financiers nascono dolci per poi essere spesso trasportati in appetitose versioni salate… Come appunto, guarda caso, questa mia 🙂 Eh sì perché anche stavolta io non ho neppure provato a cucinarne la versione originale, passando direttamente a testare questi deliziosi Financiers con Feta al Profumo di Erbe di Provenza… La ricetta è ispirata ai Faux Financiers di Sigrid (li trovate sul suo libro Regali Golosi), benché un po’ rivisitati; le erbette sono una mia aggiunta per testare il nuovo acquisto fatto qualche sabato fa a VerdeMura, una manifestazione lucchese di fiori, piante, erbe aromatiche e spezie di ogni genere… Come non approfittarne, dunque? 😛

INGREDIENTI (per 12 financiers rettangolari, 3 x 8 cm, altezza circa 2 cm)
100 gr. di burro (nocciola)
70 gr. di farina 00
70 gr. di farina di mandorle
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di erbe di Provenza tritate
100 gr. di feta
4 uova (solo albumi)

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 200° C. In un pentolino fate fondere il burro facendolo lievemente imbrunire, quindi lasciatelo intiepidire. In una ciotola capiente setacciate insieme le due farine, il sale e le erbe di Provenza, quindi unitevi la feta sbriciolata. A parte, montate a neve (spumosa ma morbida, non troppo soda) gli albumi ed incorporateli all’impasto; unite infine il burro nocciola, date un’ultima mescolata e riempite fino quasi in cima gli stampini da financiers (se, come me, il vostro stampo è in silicone, non avrete bisogno di imburrarlo ed infarinarlo, altrimenti ovviamente sì), livellandone la superficie per quanto possibile. Cuocete 25/30 minuti, quindi sfornate e fate intiepidire prima di sformare e servire.

27 maggio 2011

The American Popovers

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Io, ammetto, ho conosciuto i Popovers praticamente insieme agli Scones (ricordate l’altro ieri?)… Non so bene come, forse ci sono arrivata per associazione di idee (e di link), boh… Fatto sta che, anche per questa ragione, tra i due ogni tanto mi confondo… Anche se si tratta, com’è ovvio, di due cose ben diverse: gli Scones, scozzesi, sono fatti di una pasta “stendibile”, sono ritagliati con coppapasta tipo biscotti e crescono lievitando… I Popovers, americani (nonostante siano similissimi agli Yorkshire Pudding, inglesi), sono, per così dire, più “magici”: pur non avendo lievito di alcun tipo, in cottura il vapore fa sì che essi crescano e si gonfino a mo’ di soufflé, assomigliando a dei piccoli funghetti, restando in qualche modo vuoti internamente, per poi sgonfiarsi subito dopo. Da qui deriva appunto il loro nome: il verbo “pop over” indica appunto il fatto che l’impasto, in cottura, si gonfia e si apre nella parte superiore.
A differenza dell’impasto lavorabile degli Scones, per i Popovers la pastella è liquida tipo quella delle crepes, serve uno stampo tipo quello dei muffins (anzi, non “tipo quello”: quello è perfetto) e, proprio come per i muffins, occorre fare attenzione lavorando gli ingredienti secchi e gli ingredienti umidi in due recipienti diversi, unendo i secondi ai primi solo alla fine. Quanto al risultato, i Popovers sono più sfogliosi (passatemi il termine) e più soffici rispetto agli Scones, che hanno invece più l’aspetto di panini.
Dunque, mentre per gli Scones ho voluto subito cimentarmi in una versione diversa, salata e particolare, per gli American Popovers, data la loro delicatezza, ho preferito almeno per questa mia prima volta attenermi scrupolosamente all’originale versione nature, che non è che sia dolce eh (come le crepes, i Popovers possono essere accompagnati da preparazioni cremose e/o confetture sia dolci che salate), ma insomma, senza aggiungere né formaggi, né erbette, né verdure/frutta o quant’altro… 🙂 E poi, diciamoci la verità: in questo caso va anche bene, IMHO, non pasticciare troppo… I Popovers sono ottimi semplicemente così, gustati caldi, con un po’ di burro e marmellata 😉

INGREDIENTI (per 12 Popovers)
250 gr. di farina
1 bel pizzico di sale
4 uova
500 ml di latte
burro per lo stampo

PREPARAZIONE
In una ciotola setacciate la farina con il sale; in un altro recipiente sbattete invece le uova prima da sole, quindi aggiungendo il latte. A questo punto versate gli ingredienti liquidi nella ciotola della farina e mescolate (ci vuole un attimo) fino a che la pastella (che, ripeto, assomiglia a quella delle crepes) non sarà liscia ed omogenea. Lasciate riposare il composto un’oretta a temperatura ambiente, quindi versatelo negli stampi da muffins precedentemente imburrati, riempiendoli fino ad 1 cm dal bordo. Infornate e lasciate cuocere a 240° per i primi 20 minuti, quindi abbassate il forno a 190° C e proseguite la cottura per altri 15 minuti, il tutto senza mai aprire il forno. Una volta cotti sfornate i vostri Popovers, praticate un taglietto su ognuno di essi per fare uscire un po’ della loro umidità, quindi rimetteteli nel forno spento ma ancora caldo ad asciugare per qualche minuto. Trascorsi pochi minuti sfornate nuovamente e, dopo qualche altro minuto, sformateli (giusto il tempo di far sì che lo stampo non sia più “intoccabile”) e serviteli ancora caldi farcendoli con burro e marmellata 😉

Con questa ricetta (ma non solo… Datemi tempo 😉 ) partecipo al contest di Antonella (La Casetta di Cioccolato)… Un tripudio di cosine dolci da abbinare ad una buona tazza di tè… Ok, con il caldo che è arrivato tutto d’un botto il tè non è proprio la bevanda che più ci andrebbe di bere… Ma anche senza tè, che un biscottino, un muffin, un pasticcino non lo mangereste? 😉 E allora, sotto con la piccola pasticceria, c’è tempo fino al 13 giugno!!

25 maggio 2011

Scones Salati al Pecorino con Basilico Fresco

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Non si finisce mai di imparare… Lo so, arrivo tardi io, rispetto al resto della food-blogosfera, che ci volete fare… Ma adesso che ho scoperto gli Scones non li mollo più! Per le spiegazioni copio da Wikipedia: gli scones sono dei tipici dolcetti di origine scozzese. Sono simili a delle piccole brioches, ma meno dolci. Questi panini dolci generalmente accompagnano il tè e possono essere serviti con burro e marmellata, con il miele o con la lemon curd. Esistono varie versioni di scones: con uva passa, con pezzetti di cioccolato, con i mirtilli o in versione salata.
Ecco, appunto, la versione salata 😳 Prima ancora di cimentarmi nella preparazione degli scones classici io, da amante del salato, dei fingerfood e quant’altro, ho preparato questi Scones Salati al Pecorino con Basilico Fresco… Per la versione tradizionale dolce, da accompagnare ad un tè caldo magari, ne riparleremo in inverno… Per adesso accontentatevi di quella salata, da accompagnare magari, invece che con la marmellata, con formaggi morbidi e salumi, perché no 😉
Questa ricetta è ispirata a questa di Sigrid: è la base dalla quale son partita prima di fare le mie piccole modifiche (farina, formaggio, basilico, panna… Insomma, ‘na rivoluzione 😛 )!

INGREDIENTI (per circa 35 scones, diametro 4 cm)
330 gr. di farina 00
15 gr. (una bustina) di baking powder (lievito non zuccherato né vanigliato)
1 e ½ cucchiaini di sale
150 gr. di pecorino stagionato (io ho usato un crosta nera di Pienza)
120 gr. di burro
3 uova
100 ml di panna fresca
30 gr. di basilico fresco
pepe nero

PREPARAZIONE
Setacciate la farina con il lievito, il sale, una macinata di pepe e il pecorino grattugiato. Aggiungete il burro a tocchetti e lavoratelo il tutto con le dita fino ad ottenere un composto bricioloso. In un’altra ciotola, sbattete due uova con la panna liquida ed il basilico finemente tritato. Versate il composto liquido sulla farina e mescolate prima con forchetta, quindi con le mani, aggiungendo altra farina se l’impasto dovesse risultare troppo appiccicoso.
Stendete l’impasto a 2 cm di spessore su di un piano infarinato, spolverando con la farina anche la superficie e, con un tagliapasta rotondo (io ne ho usato uno dal diametro di 4 cm ma sarebbe meglio se lo aveste di 5/6 cm), anch’esso infarinato, ritagliate i vostri scones, reimpastando i resti fino ad esaurire tutta la pasta (infarinate il tagliapasta ogni volta, che gli scones si staccano più facilmente senza doverli toccare tutti imprimendo le impronte delle dita!). Disponete gli scones su una teglia da forno rivestita con carta da forno a circa 1 cm di distanza l’uno dall’altro; spenellate con il restante uovo sbattuto ed infornate a 200° per circa 20 minuti, o comunque finché non saranno leggermente dorati in superficie ed asciutti all’interno (fate la prova stecchino). Staccate delicatamente i vostri scones dalla carta forno e fateli intiepidire su una griglia prima di servirli.
Piccola dritta
–> aprire a metà gli scones per farcirli è davvero semplice, non servono coltelli: basta una leggera pressione di lato ed i vostri piccoli panini briosciosi si divideranno perfettamente a metà, come se li aveste “stappati” 😛

Con questa ricetta partecipo al contest di Claudia (Mamma in Pentola): sotto con le ricette col basilico, non è difficile 😉 Cliccate il banner per tutte le info del caso 🙂

2 maggio 2011

Kefta (Polpette Marocchine) di Manzo Grigliati con Salsa di Yogurt e Menta

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Ricettina rapida rapida: delle gustosissime polpettine non fritte ma cotte in forno, gustose e molto saporite; d’altra parte siamo in Marocco, e lì la carne è molto, molto speziata 🙂 Di solito per i Kefta (termine che significa, appunto, “polpette”) si usa la carne di agnello, ma il mio macellaio non era pronto alla mia richiesta ed ho quindi dovuto ripiegare sul più nostrano manzo 😉
I Kefta vengono tradizionalmente cucinati in due modi: immersi nel sugo di pomodoro e serviti con del riso bianco o del cous cous oppure grigliati in forno, infilzati in spiedini. Siccome io ho provato a cucinarli in entrambi i modi, posterò quest’oggi la ricetta dei Kefta (polpette marocchine) di manzo grigliati con salsa di yogurt e menta, accompagnati solo da una semplice salsina per renderli meno asciutti, e più avanti i Kefta in salsa di pomodoro, considerandola un piatto unico visto l’accompagnamento 😉

INGREDIENTI (per 12 kefta)
1 cipolla
600 gr. di carne di manzo macinata
1 ciuffo di prezzemolo
2 rametti di menta
1 cucchiaino di noce moscata grattugiata
½ cucchiaino di cumino in polvere
1 puntina di cannella in polvere
1 cucchiaino di paprika dolce
4 cucchiai d’olio
sale
yogurt greco per la salsa

PREPARAZIONE
Preparate un trito finissimo con la cipolla ed impastatela con la carne macinata, il prezzemolo e metà della menta tritati, la noce moscata, il cumino, la cannella, la paprika, l’olio ed un pizzico di sale (non abbiate paura di esagerare con le spezie: vedrete che dopo la cottura si sentiranno molto meno rispetto al sapore forte che hanno se assaggiate l’impasto da crudo); lavorate l’impasto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Tenete l’impasto a riposo per qualche minuto e nel frattempo preparate la salsina lavorando lo yogurt con la restante menta tritata fine; conservatela in frigorifero.
Con l’impasto preparate delle polpettine piatte ed allungate, quindi infilatele su degli spiedini di legno e cuocete nel forno già caldo, nello scompartimento più alto (sotto il grill praticamente, diciamo a meno di 10 cm) per 15 minuti a 220° C (ricordate di mettere una bacinella d’acqua alla base del forno per evitare il troppo fumo e se non volete che il vostro forno s’impiastricci del grasso che colerà!); girate gli spiedini a metà cottura per fare dorare i Kefta anche dall’altro lato. Servite caldo, accompagnando con la salsina di yogurt e menta.

Con questa ricetta partecipo al contest di Gianni: mai contest fu più azzeccato per me, che adoro, stravedo per la cucina etnica! Sotto con le ricette dunque, una per continente… C’è tempo fino al 15 maggio!

15 aprile 2011

Egyptian Style: Halva di Semolino al Cocco con Salsa di Mango

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Avete presente il Barfi? Beh, diciamo che questo dolce ne è un vicino parente. Primo, perché anche in questo caso si tratta di un dolce dolcissssssimo 🙂 Secondo, perché nonostante questa sia una ricetta originariamente proveniente dall’Egitto, si è diffusa notevolmente anche, guarda caso, in India e dintorni, passando per il Medio Oriente ed i Balcani. Terzo, perchè il modo di presentare questi due dolci è lo stesso, poiché in entrambi i casi i “blocchi” vengono tagliati in quadratini. E, infine, i due dolci si possono definire parenti anche per via del fatto che la base che li contraddistingue sono le farine “particolari”: la farina di ceci nel caso del Barfi, il semolino nel caso dell’Halva.
Tuttavia, va precisato che non è sempre così: manco a dirlo, esistono infinite varianti dell’Halva. In generale si può dire che le due varianti principali siano questa che sto per farvi vedere (con farina di semolino) e quella al sesamo (semi di sesamo + tahina, ovvero pasta ottenuta dai semi di sesamo pestati e tostati); si dice in rete che l’Halva di semolino sia più morbida rispetto all’Halva di sesamo, che dicono sia più secca e più friabile.
Dunque, pronti? Ecco qua gli Halva di Semolino al Cocco con Salsa di Mango (ho letto da qualche parte che sia la morte sua, questa salsa…. Francamente, non posso che confermare!)…

INGREDIENTI
per l’Halva (tortiera rettangolare, 22 x 28 cm)
:

225 gr. di fruttosio (o 375 gr. di zucchero)
150 ml d’acqua
½ limone (succo)
1 baccello di vaniglia
180 gr. di ghee + quello per imburrare la teglia
75 gr. di farina 00
225 gr. di semolino
270 ml di latte
120 gr. di farina di cocco + quella per infarinare la teglia
1 cucchiaino di lievito in polvere
20 (circa) mandorle pelate
Per la salsa di mango
:

2 mango maturi
60 gr. di zucchero (o 45 gr. di fruttosio)
½ limone (succo)

PREPARAZIONE
Preparate lo sciroppo: versate in un tegame 90 gr. di fruttosio (o 150 gr. di zucchero), l’acqua ed il succo di limone, mescolate bene, unite il baccello di vaniglia e portate ad ebollizione. A questo punto abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per circa 10 minuti, coprendo; trascorso questo tempo toglietelo dal fuoco, aspettate una ventina di minuti, quindi mettetelo in frigorifero. Tenete da parte il baccello di vaniglia.
Adesso preparate il vostro Halva: in una casseruola fate fondere il ghee, quindi spegnete il fuoco ed unite il resto del fruttosio (o zucchero), la farina, il semolino, il latte, il cocco, il lievito ed i semini della vaniglia (aprite il baccello e raschiatene l’interno con un coltello). Mescolate bene fino ad ottenere un composto omogeneo, quindi versatelo in una teglia da forno di forma quadrata o rettangolare precedentemente imburrata col ghee e leggermente infarinata con la farina di cocco; livellate la superficie e cuocete nel forno già caldo a 180° C per 35 minuti, proseguendo la cottura per altri 2 minuti solo sotto.
Sfornate il dolce, lasciatelo raffreddare a temperatura ambiente, quindi tagliatelo in rettangolini di circa 6 x 5 cm (a me ne son venuti 20) e trasferiteli su un piatto da portata; irrorateli con lo sciroppo freddo, guarnite ogni pezzo con una mandorla e lasciate in frigo per almeno un paio d’ore prima di servire (freddo è più buono 😉 )
Mentre il dolce raffredda, preparate la salsa: spellate i manghi, apriteli a metà, ricavatene la polpa e frullatela nel mixer con lo zucchero (o fruttosio) ed il succo di limone, unendo un paio di cucchiai d’acqua se necessario (due dritte per quel che riguarda i mango: leggete qui come scegliere i frutti migliori e qui come tagliarli per prelevarne la polpa). Servite i vostri Halva con la salsa di mango a parte.


Piccola nota: la ricetta da cui io ho preso spunto è identica a questa di Dolci a go go! e a questa di Mamma che Buono!… Io l’ho presa da un libro di cucina africana, quindi deduco che le autrici dei due blog in questione abbiano fatto lo stesso 😉 In ogni caso, io ho fatto delle piccolissime modifiche ed ho aumentato le dosi di 1/2, in rapporto alla teglia che ho usato 🙂

Con questa ricetta partecipo al contest di Sayuri… Come sapete adoro la cucina etnica e beh, non potevo non contribuire anch’io preparando un dolcetto esotico 😉 Avete tempo fino al 13 maggio per partecpiare anche voi… Su, che in giro per il mondo ci son dei docetti da leccarsi i baffi 😛

16 marzo 2011

Biscotti Irlandesi ai Fiocchi d’Avena

Posted in dolci & desserts, Irlanda, Le mie ricette, pasticceria secca, piatti etnici / esotici tagged , , , , a 12:44 pm di pixel3v

Lo sapete? Domani è San Patrizio… E l’Irlanda è in festa 😛
Quest’anno ho quindi deciso di dare il mio contributo d’oltremanica in un modo più dolce dell’anno scorso (che avevo preparato le Potato Puffs, andando decisamente sul salato).
Ispirata da una ricetta proveniente dal mio librone della cucina internazionale (volume dell’Europa) integrata con questa ricetta di Pippi, ho cucinato quindi questi Biscotti Irlandesi ai Fiocchi d’Avena… Non sono croccantissimi, ma inzuppati nel latte (per chi lo beve, non io) o spalmati di marmellata son deliziosi 🙂

INGREDIENTI (per 24 biscotti quadrati, lato 4/5 cm, altezza 2 cm)
400 gr. di fiocchi d’avena
100 gr. di farina integrale
½ bustina (7/8 gr.) di lievito in polvere (io uso la baking powder)
1 pizzico di sale
80 gr. di burro
150 gr. di miele (io sostituisco con lo sciroppo d’agave)
acqua calda (150 ml)

PREPARAZIONE
Riducete in polvere metà dei fiocchi d’avena; in una ciotola, setacciate la farina d’avena così ottenuta con i fiocchi lasciati interi, la farina integrale, il lievito in polvere ed il sale. Unite quindi il burro precedentemente fuso ed il miele (o lo sciroppo d’agave) aggiungendo poi, a poco a poco, acqua calda fino ad ottenere un impasto morbido ma compatto (a me ne sono serviti 150 ml), lavorando il composto con un cucchiaio per amalgamare il tutto
A questo punto stendete l’impasto su una teglia rivestita con carta da forno, spesso circa 2 cm, cercando di dargli una forma rettangolare (io mi sono aiutata con una spatola e con le mani, ottenendo un rettangolo di circa 20 cm x 26 cm), ed incidete la superficie della pasta formando dei quadrati per agevolare poi il lavoro di taglio dopo la cottura (a me ne sono venuti 24 in tutto); infornate a 170° C per circa 20 minuti, fino a che i biscotti (o meglio, il dolce, per ora!) non saranno duri e compatti. Fate raffreddare, quindi tagliate i biscotti in quadrati seguendo le incisioni fatte in precedenza.

So che è appena mercoledì, ma auguro a tutti voi un buon fine settimana già da ora… Sarò particolarmente impegnata e non riuscirò a postare nessuna ricetta venerdì… Vi ricordo però che domenica 19 è la festa del babbo… E quale momento migliore per preparare le Frittelle di Riso (di San Giuseppe)? 😉

 

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