8 febbraio 2013

Torta di Riso

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Come sapete ormai, io sono più fanatica del salato che del dolce. Ma c’è una cosa che adoro: i dolci a base di riso. Ebbene sì, la mia colazione preferita al bar (per quanto non ami fare colazione fuori casa) è il budino di riso… E di conseguenza, la Torta di Riso è uno dei miei dessert preferiti. Da tempo non la cucinavo, poi la scorsa settimana, a cena dai miei, la mamma mi ha fatto una graditissima sorpresa, facendomela trovare fatta da lei 😀 E così mi è venuto in mente che l’ultima volta che l’avevo preparata avevo fatto tutte le foto del caso, e che quindi ce l’avevo pronta da pubblicare… Detto fatto 😉 Grazie alla mamma quindi, che mi ha fatto tornare in mente la torta di riso, e grazie a Monica, una sua amica, perchè questa ricetta ormai ultratestata è sua… Ed è ottima 😉

torta di riso 1 72dpi

INGREDIENTI (per una tortiera rotonda, diametro di 24 cm, h. 5 cm)
1,4 l di latte
280 gr. di zucchero (io uso 210 gr. di fruttosio)
1 limone (scorza)
1 stecca di cannella
1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere
300 gr. di riso comune (originario)
3 uova
50 gr. di uvetta
2 cucchiai di rum
50 gr. di pinoli
burro per imburrare la teglia
farina per infarinare la teglia

PREPARAZIONE
In una pentola scaldate il latte con metà dello zucchero (o fruttosio), la scorza di limone, la stecca di cannella e la vaniglia in polvere; una volta portato ad ebollizione eliminate la cannella, versatevi il riso e cuocete a fiamma bassa, mescolando spesso, fino a quando il riso non avrà assorbito quasi tutto il latte (circa 50 minuti): la crema dovrà essere soda, ma non troppo asciutta, ed il riso dovrà essere ben cotto. A questo punto spengete il fuoco, trasferite il riso in una ciotola e lasciatelo raffreddare (mi raccomando, è importante: la crema deve rassodare ulteriormente!), quindi unite le uova una alla volta, l’uvetta precedentemente ammollata in un bicchiere d’acqua tiepida in cui avrete diluito il rum e poi ben strizzata, i pinoli precedentemente tostati e la restante metà di zucchero (o di fruttosio). Mescolate bene il composto e versatelo in una tortiera rotonda (la mia ha il diametro di 24 cm), imburrata e infarinata, livellando la superficie; infornate a 200° C per circa 40 minuti. La torta è cotta quando sulla superficie si forma una crosticina dorata (fate comunque la prova stecchino: deve uscire pulito); lasciatela fuori dal forno almeno un’oretta, quindi sformatela su un piatto da portata e servitela tiepida (ma anche fredda è ottima… Anzi io, personalmente, la preferisco fredda!).

torta di riso 2 72dpi

8 marzo 2012

Biscotti al Burro di Arachidi con Uvetta e Cioccolato Bianco

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Ci sono giorni in cui una donna comprerebbe davvero l’America, se potesse.
Ultimamente l’amore smodato per le cose materiali mi sta spingendo molto oltre, ammetto. Tempo fa mi hanno parlato di un negozio, vicino al mio ufficio, che vende specialità siciliane: mi ci sono fiondata pregustando già una spesa coi controcazzi… Il locale era un po’ spoglio però, molte cose si potevano avere solo su ordinazione e la mia smania di portare a casa almeno un paio di souvenir mi ha fatta fiondare su di un vasetto di “crema di nocciole”…  Già immaginavo il puro godimento. Voi non potete avere idea della delusione non solo mia, ma pure di quelle golosone della mia mamma e della mia sorella, un attimo dopo aver intuffato tutte felici i nostri cucchiaini dentro quel vasetto unto… Non che fosse cattiva eh, questa crema, ma certamente poteva essere meno oleosa… E invece sembrava esattamente burro d’arachidi, stessa consistenza e sapore molto molto simile, ma non certo una cremina succulenta da spalmare sul pane a colazione 😦 (ps. per inciso, il pane e panelle che fanno al venerdì è diventato il mio pranzo ufficiale però, quello è speciale!)
Proferiti i dovuti mea culpa per questo acquisto irrazionale quanto impulsivo, il passo successivo consisteva nel dimostrare a tutti che io non la butto via, la roba, e qualcosa da farci lo trovo sempre… Ecco quindi che ho pensato a questi Biscotti al Burro di Arachidi con Uvetta e Cioccolato Bianco, uno stratagemma che mi ha consentito non solo di portare, fortunatamente, quasi a fine quel vasetto, ma anche di consumare un po’ dell’uvetta catanese che, ahimè, piace solo a me, e quel cioccolato bianco, comprato a carrellate di diverse marche per capire quale di questi è più facile sciogliere sul fuoco (impresa che mi riesce di rado, peraltro).

INGREDIENTI (per 50 biscotti)
125 gr di burro morbido
70 gr di burro di arachidi (o crema di nocciole untuosa come la mia 😀 )
150 gr di zucchero (o 110 gr di fruttosio)
1 uovo
250 gr di farina
½ cucchiaino di bicarbonato
70 gr di uvetta
40 gr di cioccolato bianco

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 180° C. In una ciotola unite il burro morbido a pezzi, il burro di arachidi, lo zucchero (o fruttosio) e l’uovo; mescolate energicamente con la frusta (io uso quella a mano) fino ad ottenere una crema omogenea, quindi incorporate la farina ed il bicarbonato e mescolate bene con un cucchiaio; unite infine l’uvetta precedentemente ammollata in acqua calda e strizzata, ed il cioccolato bianco a pezzettini; amalgamate bene. Con le mani infarinate formate delle palline grosse come noci, ponetele su di una leccarda rivestita con carta da forno ben distanziate tra di loro (si allargheranno molto!) e fatele cuocere nel forno già caldo a 180° C per 15 minuti. Sfornate e fate freddare bene prima di servire.

Il burro di arachidi sprigiona il suo aroma quando i biscotti sono appena sfornati, ma una volta freddi non si sente praticamente più… Quindi non aspettatevi di sentire chissà cosa (come me), se non un sapore molto “burroso”…

Vi lascio all’scolto di un pezzo molto bello quanto triste: Someone Like You di Adele… 😉

Con questa ricetta partecipo al contest di: In punta di Coltello, Dolci & delizie di GiusyIl Mio saper fare… Sotto con le ricette cioccolatose 😉

30 aprile 2011

Tortini di Ricotta con Mele e Cannella

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A volte mi domando… Ma a voi le ricette come vi vengono? No perché, questa di oggi ad esempio, è nata così: mi sbucciavo una mela l’altra sera dopo cena, mentre mia madre di fronte a me si finiva a cucchiaiate una vaschettina di ricotta. Le ho rubato un cucchiaino e i sapori nella mia bocca si sono fusi: mela e ricotta. Non era cosa nuova: improvvisamente mi sono balzate in testa le mie merende di bambina, spesso mangiavo la mela a fette con la ricotta fresca spalmata sopra… Un attimo dopo, ero su Google che scrivevo “ricotta + mele” alla ricerca dell’ispirazione.
A me le ricette nascono spesso così… Da un’accoppiata di sapori, il fulcro, il cuore del piatto, cercando e traendo ispirazione (perché diciamocelo, non s’inventa mai nulla di davvero nuovo!), nasce e cresce tutto il “contorno”, che sia un sugo per la pasta, una pirofila da infornare e gratinare o una torta… Chiaro che se la ricetta è praticamente identica all’originale, cito la fonte. Ma sono altri casi… In casi come questo, questi Tortini di Ricotta con Mele e Cannella, cosa dovrei citare? In rete non ho trovato nulla di simile… Per cui, se permettete, mi accaparro orgogliosamente la paternità (uhm… O maternità?) di questa ricetta, in fondo è mia e basta… 😉

INGREDIENTI (per 8 stampini da crème caramel monoporzione)
3 uova
150 gr. di zucchero (o 115 gr. di fruttosio)
500 gr. di ricotta di pecora
100 gr. di maizena
1 limone (scorza)
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di vaniglia in polvere
½ cucchiaino di cannella
3 mele medie (io ho usato le Golden)

PREPARAZIONE
In una ciotola, lavorate con le fruste le uova con lo zucchero, quindi unite la ricotta, la maizena, la scorza grattugiata del limone, il sale, la vaniglia, la cannella. Continuate a mescolare usando le fruste, quindi incorporate le mele via via che le avrete sbucciate, private del torsolo e fatte a tocchetti piccoli, mescolando con un cucchiaio di legno.
Imburrate ed infarinate gli stampini da crème caramel, quindi cuocete nel forno già caldo a 180° C per circa 35 minuti (fate la prova stecchino comunque). Lasciate intiepidire, quindi servite.

Con questa ricetta aprtecipo a ben tre contest: il primo è di Morena, il secondo di Stefania (a proposito: partecipo per la categoria del colore BIANCO!), il terzo è di Pasticciona… Cliccate sui banner sottostanti per saperne di più… Io vi anticipo che nel primo si tratta di dolci che abbiano le mele per protagoniste, il secondo è un contest diviso in 5 categorie in base ai colori degli alimenti usati ed il terzo (che scade tra pochissimo!) prevede preparazioni dolci e salate che siano però monoporzione… Sbizzarritevi, su 😉


3 gennaio 2011

Panfrutto Natalizio

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Siamo ancora in tempo per le feste di Natale? Ma sì, dai 😀
Come vi avevo anticipato, inauguriamo questo 2011 in un modo zuccheroso e… Anche speziato, con un dolcino che ho scoperto da pochissimo: il Panfrutto Natalizio!
Tipica ricetta natalizia, il Panfrutto dovrebbe essere un dolce toscano… Dico “dovrebbe” perché non ho trovato informazioni certe in merito (se qualcuno sa qualcosa lo dica!!)… In ogni caso, quel che è certo è che questo dolce è tipicamente natalizio, forse anche perché è vagamente simile al panettone, anche se il Panfrutto è più compatto e meno soffice e, soprattutto, è molto, molto più ricco: al suo interno, infatti, non ci sono solo uvetta e canditi… C’è d’ogni ben di Dio, come si dice dalle mie parti 😛 Il suo nome parla da sé: frutta, frutta, frutta! Fresca, secca, candita (quest’ultima è una delle cose che più odio, per cui nel mio Panfrutto non ne troverete!)… Basta che ce ne sia, e che ci sia varietà. In giro le ricette si sprecano… Io vi propongo, qui, la mia versione, nello stampo da plum cake (perché questo è un dolce che può essere fatto anche in stampi classici da torta – meglio rettangolari – o in stampi tipo ciambella, col buco al centro) 😉
Ah: dicevo che questo è un dolce molto speziato… Beh, in realtà non so se davvero la ricetta originale preveda spezie (il libro da cui ho tratto spunto e molti altri siti non ne fanno menzione), ma la versione del Panfrutto alle Mele di Fior di Frolla, che di spezie abbonda, decisamente mi ha ispirata parecchio, quindi da oggi per me è questo è ufficialmente un dolce speziato a tutti gli effetti 😉

INGREDIENTI (per uno stampo di 25 x 9 cm, alto 7 cm)
40 gr. di uvetta
150 gr. di prugne secche denocciolate
170 gr. di zucchero (io uso 130 gr. di fruttosio)
3 uova
180 gr. di burro + quello per imburrare lo stampo
3 cucchiai di miele (io uso il succo d’agave, stessa quantità)
180 gr. di farina 00
1 bustina (15 gr.) di baking powder (lievito in polvere non zuccherato né vanigliato)
½ cucchiaino scarso di zenzero in polvere
½ cucchiaino di vaniglia in polvere
½ cucchiaino scarso di cannella in polvere
1 mela
50 gr. di gherigli di noci (circa 14)
50 gr. di pistacchi sgusciati
60 gr. di mandorle

PREPARAZIONE
Mettete a bagno l’uvetta e le prugne secche in acqua tiepida.
Nel frattempo, in una terrina sbattete con le fruste elettriche lo zucchero (o fruttosio) con le uova fino ad ottenere un composto spumoso, incorporatevi quindi il burro precedentemente fuso, il miele (o il succo d’agave) e la farina setacciata a parte con il lievito, lo zenzero, la vaniglia e la cannella in polvere. Mescolate bene fino ad ottenere un impasto omogeneo e senza grumi (l’impasto è bello denso, di quelli che non si autolivellano insomma), quindi sbucciate la mela, privatela del torsolo e riducetene a cubetti la polpa, unendola immediatamente all’impasto (prima che annerisca); incorporate infine noci, pistacchi e mandorle, tutti e tre spezzettati grossolanamente, e l’uvetta e le prugne ben sgocciolate (quest’ultime pure tagliate a metà); date un’ultima mescolata per omogeneizzare il tutto.
Versate l’impasto nello stampo imburrato ed infarinato, picchiettate lo stampo in modo da riempire i buchi (l’impasto è densissimo, ve l’ho detto), quindi infornate nel forno già caldo a 180° C per circa 1 ora e 15 minuti (diminuite il tempo se utilizzate uno stampo più basso), coprendo quasi subito con un foglio di carta da forno (altrimenti, essendo molto lunga la cottura, la superficie tenderà ad annerirsi troppo); in ogni caso, fate la prova stecchino prima di sfornare. Lasciate riposare almeno un’oretta prima di affettare e servire il panfrutto.

Iniziamo l’anno nuovo con il ritmo giusto: ascoltatevi i Ramones con Blitzkrieg Pop… Hey, oh, let’s go 😉

15 dicembre 2010

Ricordi d’Estate: Cavatappi con Cipolle, Acciughe, Olive, Capperi, Pinoli ed Uvetta

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Mare, mare, mare…
Ebbene sì, qui dentro c’è di tutto, lo so bene. Eppure, tutti questi ingredienti si amalgamano davvero bene gli uni con gli altri (tranne l’uvetta, che stonerebbe tremendamente sotto i denti di chi non la ama – ma non è il mio caso!).
Questo primo è nato per puro caso, uno degli ultimi giorni di mare di quest’estate, quando il frigo piangeva miseria e non era il caso di rimpinzarlo per due giorni… Insomma, c’erano da finire gli avanzi, oltre al fatto che c’erano da testare i capperi e l’uvetta from Catania… E devo dire che spesso e volentieri, proprio dal caso e dalla necessità nascono gli abbinamenti più convincenti ed i piatti più apprezzati 😉
Quindi, visto che il piatto ben riuscito fu, io l’ho riproposto parecchio ultimamente in casa, nonostante l’estate sia ormai un ricordo lontano (anche se il Capodanno – e quindi la nostra breve vacanza relax a San Vincenzo – si avvicina!)… E questa pasta (i cavatappi) sta particolarmente bene con il condimento, sia perché si amalgama bene col sugo sia perché a me il movimento a spirale ricorda un poco le onde del mare… 😳
Insomma, i sapori che ho unito in questi Cavatappi con Cipolle, Acciughe, Olive, Capperi, Pinoli ed Uvetta sono tutti tipicamente mediterranei, su questo non ci piove; ciò detto, anche se non è propriamente tempo di mare, nessuno vi vieta di gustarvi questo primo piatto anche in inverno, cosa che sto facendo io per prima ultimamente 🙂

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 cucchiai di pinoli
2 cucchiai di uvetta
2 cipolle bionde
8 filetti di acciughe sott’olio (o anche fresche, se le avete)
400 gr. di cavatappi (o altro tipo di pasta)
40 (circa) olive (quelle che preferite)
3 cucchiai di capperi
½ bicchiere abbondante di vino bianco
1 mazzetto di prezzemolo
olio extravergine di oliva
pepe nero

PREPARAZIONE
In una padella tostate i pinoli a secco, quindi teneteli da parte; in un ciotolino, mettete a mollo l’uvetta. Affettate la cipolla e fatela soffriggere nella stessa padella con poco olio; appena sarà imbiondita unite i filetti di acciuga e fateli sciogliere in padella. Nel frattempo mettete a bollire l’acqua per la pasta.
Snocciolate e sminuzzate le olive, spezzettate grossolanamente i capperi (se sono sotto sale come i miei sciacquateli bene prima) e scolate l’uvetta; unite il tutto in padella e, dopo un paio di minuti, aggiungete il vino e lasciate evaporare. Scolate la pasta al dente e fatela saltare per un minuto insieme al condimento, macinando abbondante pepe; unite i pinoli tostati ed il prezzemolo tritato, quindi servite.


Ah, per chi se lo chiedesse (come se non fosse già abbastanza palese): sì, adoro l’estate e non mi rassegno al fatto che per un bel po’ sempre decisamente freddo, buio e piovoso… 😦 E che ci volete fare, sono una creatura di mare io 😉

Musica, musica: ecco a voi i CCCP con Io Sto Bene… Giusto per cambiare un po’ rispetto al solito 😉

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Poveri ma Belli e Buoni (Cristina) che si chiama Un’acciuga al giorno… Dobbiamo battere i portoghesi che vantano una ricetta di baccalà per ogni giorno dell’anno!!!

6 settembre 2010

Sicilia eat-and-go

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Eccoci qua, come promesso, col reportage fotografico natural-mangereccio del mio viaggio al Sud. Avevo detto che avrei lasciato poco spazio alle parole e tanto, tanto spazio alle immagini e… Così sarà. E allora, partiamo 😀

A come… Acciughe, Aloe, Arancini

Acciughe al mercato di Catania

Alòe Vera nei giardini botanici delle Gole dell'Alcàntara (Catania)

Arancini al ragù per pranzo, Linguaglossa (Catania)


C come… Cannoli, Capperi, Cucunci

Cannoli siciliani a Taormina (Messina)

Capperi sotto sale al mercato di Catania

Cucunci (i frutti del cappero) al mercato di Catania


F come… Fichi d’India


G come… Granita di Gelsi

Come fanno le granite in Sicilia non le fa nessuno... Questa poi è divina! (nb: il gelso è una pianta che produce frutti simili alle more)


M come… Mafiosi al pistacchio

Roberto impasta i "mafiosi al pistacchio" nel suo laboratorio, a Taormina (Messina) (info più in basso)


O come… Olive

Le olive di Stramondo, mercato di Catania

Olive bianche di Paternò (Catania), mercato di Catania


P come…
Pasta di mandorle, Peperoncini freschi, Pomodori di Pachino

Panetti di pasta di mandorle, mercato di Catania

Peperoncini freschi, Acireale (Catania)

Pomodori Ciliegini di Pachino (Siracusa), mercato di Catania


S come…
Sbeggi (e Sicilia, of course)

Sbeggi, frutti della famiglia delle pesche (in realtà sono originari della Calabria, dove vengono chiamati "merendelle"), Acireale (Catania)


U come…
Uva passa (o Uvetta, o Uva sultanina)

Uva passa, mercato di Catania


Z come…
Zucchine (siciliane)

Zucchine siciliane, mercato di Catania

Per i curiosi, spendo due parole sui cannoli più buoni che io abbia mai mangiato (quelli in foto), preparati sul momento: si tratta di un laboratorio artigianalissimo nel centro di Taormina. Il titolare nonché pasticcere, Roberto (di origini toscanissime – e di questo ne vado fiera – ), è quello che vedete nella foto del tizio con le mani in pasta… A questo link troverete maggiori info 😉
Per il resto, lascio spazio soltanto alla vostra immaginazione… Pregustando già i sapori calabresi, vi lascio in compagnia di quelli siciliani… Mammamia come mi piace il Sud 😀
Ah: ringrazio Luca del Grande per le seguenti foto: Acciughe, Arancini, Cannoli, Cucunci, Granita di Gelsi, Mafiosi al pistacchio, Olive di Stramondo e Pomodori di Pachino. Le altre son mie invece 🙂
Infine rigrazio Uva, amica di forum (SCTS), che non volendo mi ha seguita tramite messaggi privati durante la stesura di questo mio articolo fotografico, riuscendo pazientemente a dirimere i miei dubbi per quel che concerne la pianta del cappero (cucunci, fiori, frutti, boccioli… 😀 ).

16 giugno 2010

Le Rose del Deserto (Biscottoni con Uvetta e Corn Flakes)

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Ricordi d’infanzia… Dio, quanto amo questi biscotti!! Mi viene in mente quand’ero bambina, quando dopo la scuola facevo i compiti dalla mia amica Benedetta: ogni volta che ero da lei, sua nonna ci preparava queste goduriose palline croccanti 🙂 Il loro nome, poi, “Rose del Deserto”, è tutto un programma 😉
In questi giorni, durante la mia quotidiana passeggiatina mattutina con il piccolo Diego, me ne è tornata un’irresistibile voglia. Ogni mattina la suocera mi commissiona pane e focaccine, ed ogni mattina, regolarmente, io sbavo davanti al bancone del fornaio alla vista di questi fantastici biscotti 🙂 Ed ogni santa mattina sono lì lì per comprarmeli… “Ma no, sono a dieta, devo resistere”, mi dico. Anzi no: è vero che sono a dieta, ma se devo sgarrare, allora me li preparo da sola; che ci sta a fare la mia sfegatata passione per la cucina sennò? Anche perché, se li preparo io, faccio in modo che anche Luca possa mangiarli 😉
Eccomi qui quindi, in uno dei pochissimi ritagli di tempo “seri” da qualche settimana a questa parte (le mezz’ore spezzettate servono a poco, ahimè!), a raccontarvi de Le Rose del Deserto (Biscottoni con Uvetta e Corn Flakes), dei dolcetti favolosi che emanano profumo di giochi, di bambini, di nonne e di tempi andati 🙂
Io li ho fatti esattamente come li faceva la nonna Rosalba, ossia con l’uvetta ed i corn flakes (che altro non sono che fiocchi di mais), ma potrete sbizzarrirvi utilizzando diversi tipi di cereali; inoltre, c’è chi ci mette i pinoli e chi abbonda con le gocce di cioccolato… Che non sarebbero male eh, ma io ho voluto rispettare “la tradizione” 😉

INGREDIENTI (per 15 biscottoni più o meno rotondi, larghi circa 6 cm ed alti circa 3 cm)
150 gr. di burro
120 gr. di fruttosio (o 180 gr. di zucchero)
1 pizzico di sale
3 uova
300 gr. di farina 00
1/2 cucchiaino scarso di lievito per dolci
60 gr. di uvetta
80 gr. circa di corn flakes

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 180° C. In una terrina lavorate bene il burro a temperatura ambiente con il fruttosio (o zucchero) ed il pizzico di sale, aggiungete le uova, la farina, il lievito e l’uvetta ammollata e strizzata, facendo in modo che l’impasto sia bello omogeneo. A questo punto prelevate delle palline di impasto con le mani sempre infarinate (il composto è piuttosto appiccicoso!) e passatele una ad una in una scodella riempita coi corn flakes, cercando di compattarle il più possibile per far “affondare” i fiocchi ed appiattendole leggermente. Ponete le palline su una teglia da forno rivestita con carta da forno, ad almeno un paio di centimetri l’una dall’altra (tendono ad allargarsi durante la cottura), quindi infornate per 20 minuti circa. I biscottoni devono rimanere soffici, soprattutto all’interno, e il lievito serve proprio per non ottenere una pasta troppo friabile e “biscottosa”; tuttavia non esagerate, altrimenti l’effetto “pan di spagna” sarà inevitabile… 😐
Ah: per gustare al meglio il sapore di questi biscottoni, aspettate che si raffreddino prima di ingozzarvi 😉

Oggi, quanto alla musica, siamo sul sofisticato… Un metal d’autore, un gruppo nato da un progetto di collaborazione tra Hansi Kursch, cantante dei Blind Guardian, e John Schaffer, chitarrista degli Iced Earth… Signore e signori, godetevi The Fiddler on the Green dei Demons and Wizards, una storia da ascoltare 😉

22 febbraio 2010

Crostata di Zucca e Uvetta

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Lo so, forse per le zucche stiamo andando fuori tempo massimo, ma come vi ho detto ho un bel po’ di zucche donatemi dai suoceri da smaltire… Devo dire che grazie a loro sto amando le zucche in cucina ogni giorno di più 🙂
Stavolta mi sono cimentata in un dolce, una Crostata di Zucca e Uvetta… Non avevo voglia di fare la pasta frolla ma chi vuole può farsela da solo 😉

INGREDIENTI (per 6 persone)
550 gr. di polpa di zucca
1 confezione di pasta frolla (230 gr.)
2 cucchiai di farina di castagne (o di nocciole, o di mandorle)
50 gr. di uvetta
2 cucchiai di succo concentrato di mele (o di miele)

PREPARAZIONE
Sbucciate la zucca, pulitela e fatela a dadini. Ponetela in una teglia ricoperta con carta da forno e fatela cuocere in forno per 30 minuti a 200° C. La cottura in forno, per la zucca, è la migliore (meglio non lessarla, a meno che non si tratti di una ricetta in cui verrà riutilizzata anche l’acqua di cottura… ma non è questo il nostro caso!). Una volta che la zucca sarà cotta, schiacciatela in una ciotola con una forchetta ed aggiungete l’uvetta, la farina di castagne (o qualunque altra farina dolce) ed il dolcificante (io uso il succo concentrato di mela perché ha un indice glicemico bassissimo, ma per chi non ha problemi consiglio di usare il miele al posto del classico zucchero). Sistemate la pasta frolla in una teglia rotonda, adagiatevi il ripieno livellandolo con un cucchiaio, richiudete i bordi in eccesso e cuocete in forno per 40 minuti a 180° C.

La quantità di polpa di zucca che ho usato è pochina, come vedete la crostata viene molto schiacciata, ma almeno non “stucca”, come si dice dalle mie parti. Se volete potete abbondare, ma senza esagerare… 😉

Oggi ci accompagna la musica dei Nirvana, con Heart-shaped box, per ricordare Kurt Cobain, che sabato 20 febbraio avrebbe compiuto 43 anni… 😦

9 febbraio 2010

Garbanzos de Pinotxo (Ceci con Cipolla, Pinoli e Uvetta)

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Oggi vi faccio respirare per l’ultima volta (almeno per adesso) l’aria spagnola che ha accompagnato il mio blog nell’ultimo mese (tolta la parentesi nutellesca), poi invece, vi anticipo, torneremo in Italia, alla pura tradizione 😀
Qui, un’introduzione con i controfiocchi è d’obbligo. Allora: per la mia laurea (metà dicembre 2009), Claudia mi ha fatto un regalo inaspettato ma molto, molto gradito (lei sapeva quanto mi sarebbe piaciuto!): il Libro del Cavolo, che non ha bisogno di presentazioni 😉 Beh, tra i festeggiamenti post-laurea, le feste natalizie ed il viaggio a Barcellona, io quel libro non ho avuto il tempo e l’occasione neanche di sfogliarlo… Due o tre sere fa poi lo prendo ed inizio a leggerlo, cercando una ricettina veloce da scopiazzare a Sigrid. Arrivata a pag. 81, trovo la ricetta dei Garbanzos de Pinotxo e… è amore a prima vista 😀 Leggo e… mi maledico! Perché? Beh, perché Pinotxo è uno dei tapas bar più famoso di Barça, e a quanto pare la cucina è divina (anche perché si trova all’ingresso del Mercat del la Boqueria e dunque le materie prime sono freschissime, provenendo giustappunto dai banchi del mercato)… ed io sono appena tornata da Barcellona!! Sarò passata davanti al locale minimo due volte al giorno… e l’ho sempre ignorato, mannaggia a me!!!
Però, indietro non si torna, ed io questi ceci dal vivo, molto probabilmente, non li assaggerò mai 😦
Mi consolo dunque cucinandomeli da sola… Non sarà la stessa cosa, ma appaga lo stomaco in egual misura 😉
Allora, la ricetta di Sigrid la trovate qui, io ve la posto praticamente identica ma con le dosi da me valutate. Io la classifico tra i contorni, per cui le dosi sono proporzionate al fatto che vi si accompagni qualcos’altro; se invece decideste di cucinarlo come piatto unico, beh… allora abbondate 😉
Un’ultima cosa: soprattutto nel caso in cui decideste di considerare questa ricetta come piatto unico, ricordatevi che io ho seguito la ricetta di Sigrid, ma che in rete spesso e volentieri si legge che l’originale di Pinotxo contiene anche la butifarra negra (una varietà di salsiccia tipica della Catalogna)… Quindi, insomma, tutto questo per dirvi che io, se cucinassi questi ceci come piatto unico, un bel paio di salsicce, magari toscane data la difficile reperibilità, da queste parti, della butifarra, ce le sbriciolerei 😉
Ma veniamo al dunque:

INGREDIENTI (per 4 persone)
400 gr. di ceci lessati
4 cipolle borettane *
2 spicchi d’aglio
50 gr. di pinoli
50 gr. di uvetta sultanina
1 cucchiaio di aceto balsamico
2 mazzetti di prezzemolo
olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE
Tagliate le cipolle grossolanamente (basta farle a fette, poi si spezzettano da sole) e fatele soffriggere con poco olio l’aglio tagliato a fettine (per chi non lo ama, lasciate gli spicchi interi e toglieteli a fine cottura). Quando le cipolle iniziano a dorare aggiungete i ceci con un po’ della loro acqua, i pinoli e l’uvetta. Cuocete per 15 minuti con la teglia coperta; a fine cottura spengete il fuoco, togliete gli spicchi d’aglio se li avete lasciati interi ed aggiungete il prezzemolo tritato grossolanamente e l’aceto balsamico. Servite caldo.

* Sigrid usa le cipolle bianche, io avevo in casa le cipolle borettane ed ho usato quelle. Sono decisamente più saporite rispetto alle altre varietà di cipolla! Due parole su questo ortaggio: “la cipolla borettana è conosciuta in tutta Italia per il suo inconfondibile sapore, prende il nome da Boretto, un comune in provincia di Reggio Emilia, in cui veniva coltivata fin dal 1400. Oggi però gran parte della produzione avviene nel parmense. È conosciuta anche come cipolla piatta di Como o di Rovato. Ha come caratteristiche un bulbo molto appiattito ai poli, piccolo e con tuniche color paglierino” (qui la fonte).

Oggi mi sento così…
Rino Gaetano
Sfiorivano le Viole

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