4 gennaio 2013

Mini-Croissants con Salmone e Robiola all’Aneto

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Spesso è grazie al caso che nascono le idee migliori. E pochi giorni prima di Natale, il caso ha voluto che a casa di Luca mi ritrovassi con un trancio di salmone affettato così grande da non entrare nel frigo, complice un favoloso cesto (o “ceppo”, come si dice dalle mie parti) natalizio gentilmente offerto dall’azienda in cui Luca lavora (cesto che faceva pari col mio… Inesistente!)… Il risultato è stato che mentre il mio ciclista pedalava ignaro, io col suo supersalmone ho preparato diversi deliziosi fingerfood, tra cui questi Mini-Croissants con Salmone e Robiola all’Aneto, “ricetta” (se così la si può definire) di cui si trovano svariate varianti in rete e che, garantito, è di un facile imbarazzante… Non fatevi ingannare dai cornetti, ci vuole un attimo a prepararli (con la sfoglia pronta, ovvio) e fanno un figurone 😉

mini-croissants 1 72dpi

INGREDIENTI (per 16 mini-croissants)
1 rotolo di pasta sfoglia rotonda
200 gr. di robiola
2 cucchiai di yogurt bianco
1 bel mazzetto di aneto fresco
150 gr. di salmone affumicato
latte per spennellare
semi di papavero

PREPARAZIONE
Stendete la pasta sfoglia rotonda, dividetela a metà, poi ancora a metà, quindi dividete di nuovo ciascun quarto ed ancora a metà ogni spicchio, fino ad avere 16 triangoli di uguali dimensioni. Praticate sul lato corto di ogni spicchio un taglio verticale di circa 1 cm, quindi allargate leggermente il taglietto e, partendo dai due lembi così formati di ogni spicchio, arrotolate la sfoglia su se stessa fino a terminare con la puntina; cercate di dare al vostro “rotolo” la caratteristica forma arcuata del cornetto. Una volta arrotolati tutti e 16 diponeteli su una placca da forno ricoperta con carta forno, spennellateli con il latte e ricopriteli con i semi di papavero, quindi infornate a 200° C per circa 15 minuti. Una volta sfornati lasciateli freddare, e nel frattempo preparate la farcia lavorando in un ciotolino la robiola, lo yogurt e l’aneto tritato. Aprite a metà i cornetti facendo molta attenzione (io ci sono riuscita bene con un paio di forbici da cucina affilate), spalmateli con il formaggio, quindi poggiate su ognuno una fettina di salmone e richiudeteli. Servite freddi.

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Ah, quasi dimenticavo (sì lo so, mi scordo spesso di queste cose): Buon Anno a tutti!

23 novembre 2012

Torta Salata con Cavolo Romanesco e Tomino

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Sapete che non ci avevo mai pensato, al tomino come “ingrediente”? Per me il tomino è quel formaggino che si fa sulla piastra, grigliato, con o senza la fettina di speck, accompagnato da un’insalata di pomodori ed una fetta di pane arrostito (lo so che in molti, anzi forse quasi tutti, conoscete il tomino, ma giusto poche sere fa ho scoperto che la mia coinquilina non sapeva manco che esistesse, quindi magari non è la sola…). Stavolta ho voluto invece utilizzarlo nella preparazione di una torta salata, insieme al cavolo (o broccolo) romanesco (o romano), altro ingrediente che non avevo mai usato prima… Vi lascio una foto, tante volte non abbiate idea di come sia fatto pure questo, perché è davvero bellino a vedersi 😀

Ah, per la cronaca: questa è una di quelle ricette preparate circa un annetto fa, fotografate, archiviate e mai pubblicate; sospendiamo quindi momentaneamente le ricette preparate per i pranzetti del mio ciclista fotografo al sabato per attingere davvero, una volta tanto, al mio archivio ormai datato (e però il periodo del cavolo romanesco è quello giusto, quindi sbrigatevi!) con questa Torta Salata con Cavolo Romanesco e Tomino, rapida e buonissima:

INGREDIENTI (per una torta rotonda, diametro 24 cm)
per la pasta:
250 gr. di farina 00
1 cucchiaino di sale
mezzo bicchiere d’olio extravergine d’oliva
acqua tiepida q.b.
per il ripieno:
600 gr di cavolo romanesco (peso netto – io ne ho usato uno, peso lordo totale 900 gr)
1 cipolla bionda
1 spicchio d’aglio
2 filetti di acciughe sott’olio
2 uova
30 gr. di parmigiano grattugiato
200 gr. di tomino (due)
olio extravergine d’oliva
sale
nero

PREPARAZIONE
Setacciate la farina con il sale, unitevi l’olio e l’acqua ed impastate bene formando una palla omogenea; lasciate riposare, coperta.
Nel frattempo, preparate il ripieno: pulite il cavolo, tagliatelo a pezzi e sbollentatelo 5 minuti in acqua già bollente e salata. In una padella scaldate l’olio, quindi unitevi la cipolla tritata e lo spicchio d’aglio schiacciato e fate soffriggere; aggiungete il cavolo e le acciughe e fate rosolare per 10 minuti, sbriciolandolo in pezzetti ancora più piccoli, quindi lasciate che raffreddi. A questo punto trasferite il cavolo in una ciotola, eliminate l’aglio ed amalgamatevi le uova, il parmigiano e il tomino a cubetti piccoli; mescolate, aggiustate di sale e macinate un po’ di pepe.
Riprendete la pasta, dividetela in due parti, stendete il primo disco e ponetelo sulla teglia ben oliata o rivestita di carta da forno, con i bordi che fuoriescano; bucherellate il fondo con una forchetta, adagiate il ripieno sulla pasta livellandolo bene, quindi stendete il secondo disco di pasta sopra il ripieno richiudendo bene i bordi in modo da formare una coroncina; fate dei forellini con la forchetta anche sulla superficie. Spennellate d’olio la superficie della torta ed infornate a 180° C per 30-35 minuti. Fate almeno intiepidire prima di affettare e servire.

21 settembre 2012

Fagottini di Pasta Fillo con Ricotta, Zucchine, Pomodori Secchi e Scamorza

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Vai al supermercato per comprare una ciabatta (quella per le prese di corrente 😛 ) e d’improvviso ti viene l’illuminazione: l’idea per una nuova ricetta. La ciabatta è bella che dimenticata (ci penserò domani…), e non vedi l’ora di tornare a lavoro finita la pausa pranzo, affrontare queste ultime due lunghissime ore e poi correre a casa a cucinare… La scorsa settimana a me è successo esattamente questo 😛 Questa ricetta dunque non appartiene al mio archivio, ormai datato, ma è fresca fresca… e devo dire che questi Fagottini di Pasta Fillo con Ricotta, Zucchine, Pomodori Secchi e Scamorza sono stati davvero un’ottima idea!!

INGREDIENTI (per 12 fagottini più o meno rotondi, diametro circa 8 cm)
3 zucchine medie (circa 400 gr.)
150 gr di pomodori secchi (una quindicina)
200 gr di ricotta
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
3 fogli di pasta fillo rettangolari (35 x 50 cm)
80 gr di scamorza bianca (non affumicata)
olio extravergine di oliva
sale
pepe

PREPARAZIONE
Tagliate finemente le zucchine e dividete ogni fettina a metà; fate soffriggere in padella con un filo d’olio, sale e pepe. Nel frattempo, tagliate a pezzettini piccoli i pomodori secchi ben scolati e poneteli in una ciotola. Aggiungete la ricotta ed il parmigiano grattugiato, quindi unitevi le zucchine una volta morbide e mescolate  tutto. A questo punto stendete la pasta fillo, ponendo due rettangoli uno sull’altro, spennellateli con dell’olio e tagliate ogni rettangolo a metà formando per ciascuno due quadrati, quindi dividete ogni quadrato in altri 4 parti ottenendone così 8 (per gli altri 4 ho usato un solo foglio di pasta fillo ma l’ho diviso in due e ho posto una metà sull’altra, da lì ho ricavato 4 rettangoli). Ponete una cucchiaiata di ripieno al centro di ogni fazzoletto di pasta, quindi fate a dadini la scamorza e poggiatene una manciatina sopra ad ogni cumulo di impasto. Chiudete i fagottini con le mani ripiegando i bordi verso l’interno, ma lasciandoli leggermente aperti in superficie (il ripieno si dovrà vedere). Ponete i fagottini su una teglia rivestita con carta da forno e fate cuocere nel forno preriscaldato a 180° C per circa 15-20 minuti. Servite tiepido.

1 luglio 2011

Barchette Salate al Parmigiano con Noci e Paprika Dolce

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Mammamia, giugno è già finito… Sembra ieri che ho festeggiato il mio compleanno, e invece è già passato un mese esatto. E’ già luglio, vi rendete conto?! Soprattutto, è già luglio ed io traffico sempre intorno al forno 😛 No, dai, in realtà queste Barchette Salate al Parmigiano con Noci e Paprika Dolce le ho preparate qualche setttimana fa, che il caldo non era ancora così asfissiante, per testare il mio nuovo stampo da barchette 😛 Per la ricetta mi sono ispirata ai “piccoli cake al parmigiano” di Sigrid del suo libro “Regali Golosi”… Cambiando qualche cosina-ina 🙂

INGREDIENTI (per 14 barchette, lunghezza 10 cm, larghezza max 4 cm, altezza 3 cm)
2 uova
65 ml di latte
65 ml d’olio extravergine di oliva
120 gr. di farina 00 + quella per infarinare gli stampini
10 gr. di baking powder (lievito non zuccherato né vanigliato)
70 gr. di parmigiano grattugiato
2 cucchiaini colmi di paprika dolce
50 gr. di noci (gherigli)
1 pizzico di sale
pepe
burro per gli stampini

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 180° C. In una ciotola sbattete le uva con il latte e l’olio, quindi unite la farina, il lievito, il parmigiano, la paprika, le noci sminuzzate, il sale ed una macinata di pepe; mescolate velocemente, quindi riempite (non proprio fino in cima) gli stampini (io ho usato le barchette ma va bene qualunque stampo, considerate che l’impasto ha la consistenza dei cake) precedentemente imburrati ed infarinati (se non sono in silicone, come i miei) ed infornate per circa 20 minuti, o comunque fino a che le barchette non saranno gonfie e dorate e, facendo la prova stecchino, questo uscirà pulito. Aspettate che intiepidiscano, quindi sformate e servite.

Oggi si torna ad ascoltare un po’ di musica, come non accadeva da tempo. Lo facciamo con un pezzo degli anni ’90 (l’originale è anche più ecchio a dire il vero) che amo particolarmente: Enjoy Killing Me Softly dei Fugees… Malinconico, ok, ma molto bello… Quindi sorridete, non piangete: è venerdì!!! Buona settimana a tutti 😉

30 maggio 2011

Financiers Salati con Feta ed Erbe di Provenza

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E dopo gli Scones (scozzesi) e i Popovers (americani), ci sono i Financiers (francesi). No, non si tratta di una qualche classifica gastronomica stilata da chissà chi… Si tratta di una minima parte della mia infinita to-do-list, tutto qui 🙂 Anche i Financiers erano infatti uno dei miei pallini da un po’, ma per prepararli ho dovuto aspettare l’arrivo degli appositi stampi direttamente dalla Francia (stampi, ahimè, in silicone, io li odio e amo invece quelli d’alluminio, ma non avevo altra scelta… 😦 )!
I Financiers sono dei piccoli cake francesi di forma rettangolare, la cui caratteristica principale è quella di avere come base la farina di mandorle. La legenda narra che i Financiers siano nati intorno al 1890, quando un pasticcere, tale Lasne, inventò la ricetta di questi dolcetti per soddisfare le papille gustative dei finanzieri che lavoravano pressola Borsa a fianco della sua pasticceria e che cercavano dei dolcetti da magiare facilmente e rapidamente, senza l’aiuto di posate, e che non sporcassero loro le mani, per poter poi tornare subito al lavoro. E’ da qui che questi dolcetti acquisirono la forma dei lingotti ed il nome di “Financiers”, dolcetti morbidi e soffici dal colore, appunto, dei lingotti d’oro.

I Financiers, una via di mezzo tra le Madeleines e dei piccoli cakes, sono dolcetti “ricchi” tanto quanto lo erano le persone dalle quali hanno preso il nome: gli ingredienti base sono albumi, burro nocciola (beurre noisette, ossia burro fuso e lasciato leggermente soffriggere quel tanto che basta a farlo leggermente imbrunire, a colorarlo un po’, in modo che rilasci un caratteristico profumo), zucchero e farina di mandorle, ma possono essere arricchiti con frutta fresca o secca, cioccolato di vario tipo e, perché no, anch’essi, essere facilmente declinati in versione salata.
Esattamente come gli Scones, quindi, anche i Financiers nascono dolci per poi essere spesso trasportati in appetitose versioni salate… Come appunto, guarda caso, questa mia 🙂 Eh sì perché anche stavolta io non ho neppure provato a cucinarne la versione originale, passando direttamente a testare questi deliziosi Financiers con Feta al Profumo di Erbe di Provenza… La ricetta è ispirata ai Faux Financiers di Sigrid (li trovate sul suo libro Regali Golosi), benché un po’ rivisitati; le erbette sono una mia aggiunta per testare il nuovo acquisto fatto qualche sabato fa a VerdeMura, una manifestazione lucchese di fiori, piante, erbe aromatiche e spezie di ogni genere… Come non approfittarne, dunque? 😛

INGREDIENTI (per 12 financiers rettangolari, 3 x 8 cm, altezza circa 2 cm)
100 gr. di burro (nocciola)
70 gr. di farina 00
70 gr. di farina di mandorle
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di erbe di Provenza tritate
100 gr. di feta
4 uova (solo albumi)

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 200° C. In un pentolino fate fondere il burro facendolo lievemente imbrunire, quindi lasciatelo intiepidire. In una ciotola capiente setacciate insieme le due farine, il sale e le erbe di Provenza, quindi unitevi la feta sbriciolata. A parte, montate a neve (spumosa ma morbida, non troppo soda) gli albumi ed incorporateli all’impasto; unite infine il burro nocciola, date un’ultima mescolata e riempite fino quasi in cima gli stampini da financiers (se, come me, il vostro stampo è in silicone, non avrete bisogno di imburrarlo ed infarinarlo, altrimenti ovviamente sì), livellandone la superficie per quanto possibile. Cuocete 25/30 minuti, quindi sfornate e fate intiepidire prima di sformare e servire.

2 maggio 2011

Quiche di Sedano e Roquefort in Crosta di Pane

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Ricordate, qui, quando vi raccontavo della pasta ideale per le quiches? Beh, stavolta non ce ne sarà bisogno: come si legge nel titolo, questa non è una classica quiche foderata con pasta tipo brisèe, ma con una crosta di pane 🙂 Per il resto, poi, anche nel caso di questa Quiche di Sedano e Roquefort in Crosta di Pane si lavora come si fa di solito con le classiche quiches!

L’ispirazione per questa ricetta l’ho presa da un libro, un’enciclopedia a dir la verità, di cui ho tutti i numeri e dalla quale spesso traggo consigli utili 😉 Ed anche stavolta devo ammettere che l’idea è stata ottima: la quiche è venuta davvero buona! Ecco qui la mia ricetta:

INGREDIENTI (per una pirofila rettangolare, 20 cm x 30 cm)
25 gr di burro + quello per imburrare la pirofila
200 gr. di pan carrè senza crosta (io uso quello a fette grandi rettangolari, 4 fette 25 cm x 9 cm)
1 cipolla rossa
400 gr di sedano (peso da pulito – all’incirca una dozzina di coste)
150 gr. di Roquefort
3 uova
375 ml di panna fresca
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale
acqua q.b.
pepe

PREPARAZIONE
Imburrate una pirofila (meglio se squadrata, per ovvi motivi) e foderatela con le fette di pan carrè, cercando di formare uno strato omogeneo di base; tagliate a listarelle le fette che vi restano disponendole lungo i bordi.
Fate soffriggere la cipolla tritata con il burro, quindi unitevi il sedano tagliato a tocchetti; lasciate insaporire qualche minuto, quindi salate, coprite con l’acqua a filo e lasciate cuocere, coperto, per 10 minuti. Trascorso questo tempo scolate bene il sedano, lasciate che intiepidisca, quindi distribuitelo sulla pirofila foderata col pan carrè; fate lo stesso con il Roquefort tagliato a cubetti. In una terrina sbattete le uova con la panna ed il parmigiano grattugiato, unite un pizzico di sale ed una macinata di pepe e versate la pastella nella pirofila. Lasciate cuocere nel forno già caldo a 190° C per circa 40 minuti, coprendo con un foglio di carta da forno se la superficie della quiche dovesse dorarsi troppo prima che sia cotta anche internamente (fate la prova stecchino). Servite tiepida.

Con questa ricetta partecipo al contest di Dada: ricette rigorosamente cucinate in forno, senza aggiunte postume, con tanto di testimonianza fotografata del prima e del dopo… Cliccate il banner qui a fianco per ogni info 😉

30 marzo 2011

Tartellette di Brisèe al Grano Saraceno con Rucola, Stracchino e Pinoli

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Il caldo si avvicina, e non so a voi, ma a me queste Tartellette di Brisèe al Grano Saraceno con Rucola, Stracchino e Pinoli fanno in effetti molto primavera… E poi vabbè, ormai lo sapete benissimo, adoro le torte salate e cosine simili, meglio ancora se monoporzione, e non posso perderci la mano… Ogni tanto vanno riproposte 😛
Non essendo vere e proprie quiches, non ho utilizzato la pasta da quiche appunto, come qui, ma la pasta brisèe, utilizzando la farina di grano saraceno per rendere queste tartellette ancora più “grezze”… L’impasto risulterà meno malleabile, ma con un po’ di buona volontà riuscirete comunque a lavorarlo ;).

INGREDIENTI (per 6 stampini da crostatine, diametro 9 cm, altezza 3 cm)
Per la pasta brisèe
:

50 gr. di farina 00 + quella per infarinare gli stampini
150 gr. di farina di grano saraceno
1 pizzico di sale
100 gr. di burro (freddo di frigo) + quello per imburrare gli stampini
1 tuorlo
2 cucchiai d’acqua fredda
Per la farcia
:

80 gr. di rucola
250 gr. di stracchino
50 gr. di pecorino stagionato (io uso quello di grotta) + quello per la superficie
1 uovo
1 cucchiaio di maizena (amido di mais)
40 gr. di pinoli
olio extravergine di oliva
pepe nero

PREPARAZIONE
Mescolate le farine con il sale, quindi unite il burro a tocchetti e lavorate il tutto con la punta delle dita fino ad ottenere un composto granuloso; unite il tuorlo e l’acqua, impastate velocemente, quindi avvolgete con un foglio di pellicola e fate riposare al fresco per 30 minuti.
Nel frattempo, preparate il ripieno: in una wok, fate appassire la rucola grossolanamente tritata con un filo d’olio ed una bella macinata di pepe. In una ciotola, lavorate a crema lo stracchino insieme col pecorino grattugiato e l’uovo, quindi unitevi la rucola, la maizena e 50 gr. di pinoli grossolanamente tritati ed amalgamate bene il tutto.
A questo punto stendete la pasta fine (circa 3 mm), ricavatene 6 dischi e foderatevi gli stampini precedentemente imburrati ed infarinati; riempite le tartellette col ripieno, livellatene la superficie e cospargetele con una spolverata di pecorino grattugiato e con i restanti 20 gr. di pinoli (lasciandoli interi), quindi infornate a 180° C, per circa 30 minuti. Lasciate almeno intiepidire prima di servire.

Con questa ricetta partecipo al contest di Anna Luisa e Fabio (Assaggi di Viaggio) dedicato ai pic-nic… In palio un delizioso cestino, ideale per le scampagnate primaverili! Cliccate il bannerino qui a fianco per ulteriori info 😉

 

 

 

E, sempre con la stessa ricetta, partecipo anche alla raccolta di Lia (Montagne di Biscotti): il grano saraceno è un ingrediente davvero molto poco utilizzato, e la sua raccola servirà a spronare noi foodblogger ad ideare qualcosa di nuovo con questo cereale… Su 😉

Ah: vi chiedo un favore grande per me e piccolino per voi… Chi non l’avesse ancora fatto, se vuole ovviamente, voti i miei BOCCONCINI DI FILETTO DI MANZO CROCCANTI ALL’ARANCIA SU LETTO DI CIPOLLE ROSSE (questi, a chi interessa) nel contest di Cinzia (gli agrumi)… Un solo voto a testa, è importante per me… Grazie a tutti 😛

21 febbraio 2011

Strudel di Sfoglia con Ricotta, Spinaci e Pancetta

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Le torte salate sono il mio amore, ormai lo sapete. Quindi trovo giusto ogni tanto dare un po’ di spazio anche a loro… Questo mio Strudel di Sfoglia con Ricotta, Spinaci e Pancetta ad esempio, è quanto di più semplice possa esistere… Un buon jolly da presentare in tavola come antipasto, come contorno o anche come secondo… Insomma, oggi si va sul classico e sul rapido… Augurando a tutti un buon inizio di settimana, eccovi la mia ricetta!

INGREDIENTI (per 6 persone)
250 gr. di pasta sfoglia (1 confezione)
400 gr. di spinaci già cotti
250 gr. di ricotta di pecora
100 gr. di pancetta a dadini
70 gr. di parmigiano grattugiato
2 uova
olio extravergine d’oliva
sale
pepe

PREPARAZIONE
Rosolate in padella la pancetta a dadini con poco olio; quando questa avrà preso colore, aggiungete gli spinaci, salate, pepate, e saltate per circa cinque minuti. Nel frattempo, in una terrina lavorate la ricotta con un pizzico di sale ed una macinata di pepe, aggiungete il parmigiano grattugiato, amalgamando bene, quindi unite gli spinaci e la pancetta; mescolate bene e, in ultimo, unitevi le uova, fino ad ottenere un composto omogeneo. A questo punto stendete la pasta sfoglia fino a ricavare un rettangolo di circa 30 x 40 cm; ponetevi sopra il ripieno, lasciando liberi 2 cm di pasta ad ogni lato, quindi arrotolate nel senso della lunghezza, richiudendo i bordi liberi dal ripieno. Mettete nel forno già caldo a 180°C per 50 minuti circa. Potete servire il rotolo sia tiepido che freddo.

L’inizio settimana è sempre un pochino critico per tutti, si sa… Questa canzone so bene che non sia il massimo per sollevare il morale ma… E’ così bella, così vera e così, appunto, “ironica” che un sorriso ve lo strappa sicuro… E poi su, chi non ha amato almeno per un periodo l’album Jagged Little Pill fino a consumarne la cassetta? Io sì… :mrgreen:
Insomma, avete capito no? That’s Alanis Morissette con Ironic… Enjoy it 😉

14 dicembre 2010

That’s Cinque&Cinque Time: la Cecìna (Torta di Ceci)

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Semplicissima a farsi e buonissima da gustare in qualunque momento della giornata (uhm, forse a colazione no!), la Cecìna è una torta salata molto bassa, tipica di alcune zone della Toscana (in particolare Livorno, Lucca, Massa Carrara e Pisa, ma con strascichi anche in Liguria), preparata con tre parti di acqua ed una di farina di ceci, più olio, sale e pepe.
Vi sono in realtà mille nomi per definirla: cecìna (Lucca e Versilia), torta di ceci (Pisa), calda calda (Massa Carrara), farinata (Liguria – pensate che dalle mie parti la farinata è tutt’altra cosa: acqua e farina 00, la si mangia calda come fosse una minestra, mia nonna me la faceva spessissimo da piccola!), o, per dirla alla livornese, cinque&cinque, nome improprio a dirla tutta, perché designa in realtà un panino o una focaccia (schiacciata va’, che è più fiorentino!) aperto a metà e farcito con una fetta di, appunto, torta di ceci; ai tempi (anche piuttosto remoti) della lira, erano 5 centesimi di pane e 5 centesimi di torta di ceci: da qui, appunto, il nome “cinque&cinque” 🙂
In qualunque parte della Toscana (o della Liguria) vi troviate, comunque, la regola per preparare questa torta è: tre parti di acqua, una di farina di ceci. Altra componente fondamentale è la teglia: in genere si usano quelle tipo da pizza, rotonde, larghe e basse. Per il resto, le scuole sono diverse: la mia esperienza da frequente consumatrice di torta di ceci mi ha insegnato che nella Lucchesìa si tende a preparare torte piuttosto fini e ben cotte; personalmente, però, preferisco la versione livornese, alta 1 cm, con la crosticina croccante in superficie ma quasi cremosa all’interno (avete mai mangiato quella di Cecco? E’ divina!).
Le dosi che vi propongo io sono appunto per la versione livornese (anche considerando la dimensione della mia teglia)… Voi regolatevi in base ai vostri gusti ed alle vostre esigenze, l’importante è che rispettiate queste proporzioni!
ps. quel che scrivo non è legge, può darsi benissimo che qualche lettore ne sappia più di me sulla storia e le tradizioni della cecìna… In tal caso, beh, che parli, così imparo anch’io qualcosa in più 😉

INGREDIENTI (per una teglia bassissima dal diametro di 39 cm; cecìna spessa 1 cm)
250 gr. di farina di ceci
1 cucchiaino scarso di sale
750 ml. di acqua
1 rametto di rosmarino
2 cucchiai d’olio d’oliva
pepe nero

PREPARAZIONE
Setacciate la farina di ceci col sale, versatevi l’acqua piano piano e mescolate bene eliminando eventuali grumi; “inzuppatevi” un rametto di rosmarino, quindi lasciate riposare il composto per circa un’ora.
Trascorso il tempo di riposo, accendete il forno a 220° C; prendete il composto, togliete la schiuma che si sarà formata in superficie, eliminate il rosmarino ed unite l’olio; rimescolate lentamente, quindi versate nella teglia da pizza precedentemente oliata (fate attenzione che il composto è liquido e la teglia molto bassa!), ed infornate per 20 minuti circa, o comunque fino a che la superficie non sarà bella dorata. Servite quando è ancora caldina, macinando abbondante pepe.


Per gustarvi il vero cinque&cinque livornese di cui parlavo più su, apritevi a metà un bel panino e farcitelo con la cecìna… Sentirete che bontà! Gli amici siciliani noteranno sicuramente la straordinaria somiglianza con il loro “pane&panelle”, che ahimè, non ho avuto modo di gustare quest’estate in quel di Catania 😦


E oggi vi faccio ascoltare i Sex Pistols con la mitica Anarchy in the UK… 😉

9 novembre 2010

Strudel Salato con Verza, Salsiccia e Cumino

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Concludiamo la serie di ricette basic a base di verza con un’altra torta salata, uno strudel per la precisione. La ricetta è semplicissima, appunto, ma molto gustosa e decisamente invernale, il che significa che non è leggerissima… Ma come ben sapete le torte salate in generale son molto buone anche riscaldate, quindi potete preparare questo Strudel Salato con Verza, Salsiccia e Cumino oggi e gustarne un paio di fette stasera come antipasto, un altro paio domani a pranzo come piatto unico e conservarne un pezzettino anche per domani sera a cena, come secondo piatto 🙂

Ah, una precisazione: potete benissimo comprarvi la pasta sfoglia pronta per preparare il vostro strudel, sarà senz’altro buono lo stesso (se poi trovate pronta la pasta per strudel è ancora meglio); io però, va bene che sono tornata alle origini, ma la manìa di impastare che mi ha colpita in questi giorni non mi è proprio passata del tutto… Quindi ho preparato da sola la pasta per strudel!

INGREDIENTI (per uno strudel di circa 30 x 10 cm)
Per la pasta strudel:

250 gr. farina 00
1 pizzico di sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 uovo + 1 per spennellare lo strudel alla fine
60 ml d’acqua calda
Per il ripieno:
550 gr. di verza (una verza piccola insomma, peso lordo)
1 cucchiaino di semi di cumino
400 gr. di salsiccia di maiale fresca (io ne ho usate 4)
olio extravergine di oliva
sale
pepe

PREPARAZIONE
Setacciate la farina con il sale, aggiungete quindi prima l’uovo e, dopo aver lavorato un po’ l’impasto, anche l’olio. Lavorate bene fino ad ottenere un impasto piuttosto morbido, quindi aggiungete l’acqua poca alla volta (non è detto che vi serva tutta!); l’impasto dovrà risultare morbido ed elastico. Sbattete bene l’impasto più volte, quindi formate una palla e lasciate riposare coperta da una ciotola per almeno mezz’ora.
Nel frattempo preparate il ripieno: pulite la verza eliminando le costole dure, fatela a listarelle e passatela in padella con poco olio; appena inizierà ad appassire aggiustate di sale, unite il cumino e lasciate stufare (l’acqua si formerà da sola) a fuoco basso per circa 15 minuti. Nel frattempo, in una padella a parte, soffriggete la salsiccia “sbriciolata” con un filo d’olio, unendo abbondante pepe (bastano 5 minuti e sarà pronta). Unite la salsiccia alla verza e lasciate intiepidire.
Trascorso il tempo di riposo della pasta, stendetela su di un piano di lavoro infarinato fino ad ottenere uno strato molto, molto sottile, di forma più o meno quadrata. Immaginate il vostro quadrato diviso per verticale in tre rettangoli uguali tra loro e disponete il ripieno nella fascia centrale, lasciando un paio di cm in alto ed in basso, quindi ripiegate i due lembi di pasta più larghi uno sopra l’altro; chiudete infine i lati corti piegando la pasta sotto allo strudel. Praticate delle incisioni oblique sulla superficie dello strudel in modo da farlo “respirare”, spennellate con l’uovo sbattuto e diluito con poca acqua, quindi infornate a 180° C per circa 50 minuti, quando lo strudel sarà uniformemente dorato.

 

Niente musica quest’oggi, ma grandi iniziative culinarie: con questa ricetta partecipo infatti alla raccolta di torte salate organizzata da Veronica di Cucina Deliziosa… Andate a spulciare, che quando il pdf della raccolta sarà pronto ci sarà da sbizzarrirsi col forno 😉

 

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