18 luglio 2011

La Tartiflette

Posted in Francia, infornati e gratinati, Le mie ricette, piatti etnici / esotici, piatti unici tagged , , , , a 11:23 am di pixel3v

Lo so, questo piatto è tutto fuorché estivo… Patate, cipolle, pancetta, panna e formaggio francese… Una vera bomba di calorie e di calore!! E però, che vi devo dire, io non potevo fare diversamente, non potevo non prepararla in questo caldo periodo. Ho cercato a lungo il Reblochon, formaggio francese preparato con latte crudo di vacca in realtà non troppo diverso da un Camembert (con cui eventualmente potreste sostituirlo – adesso che ho provato il vero Reblochon posso dirvelo – ma non usate il Brie, che ha meno sapore e la crosta meno dura!)… E una volta trovato, complici Louis e David, due ragazzi italo – francesi che gestiscono una sala del tè a Lucca, non ho potuto lasciarmelo sfuggire. Un paio di settimane fa Louis e David sono volati qualche giorno in Francia e sono stati così gentili da offrirsi di riportarmi un paio di forme di freschissimo Reblochon… Inutile dire che io HO DOVUTO preparare adesso, e non in inverno, la mia prima Tartiflette, onde evitare di dover poi aspettare il loro prossimo viaggio (chissà quando…) in quel della Francia 😉

Prima della ricetta, due notizie direttamente da Wikipedia: la Tartiflette è un piatto tipico dell’Alta Savoia composto da formaggio Reblochon, patate, cipolle e pancetta, inventato negli anni ’80 nelle alpi francesi per promuovere il Reblochon, formaggio tipico di quei territori che allora era poco comprato. Insomma, aggiungo io, certamente un piatto montanaro, quindi quanto di più invernale possa esistere… Ma a noi che ci frega, io l’ho preparato in un caldo sabato di luglio, voi copiatevi ‘sta ricetta e se ora non vi va, ne riparlerete quando vedrete comparire i primi fiocchi di neve 😉

INGREDIENTI (per 6 persone: due pirofile rotonde, una diametro 20 cm, una diametro 13 cm)
1 kg di patate (peso con la buccia)
20 gr. di burro
2 cipolle bionde medie
1 bicchiere di vino
200 gr. di pancetta affumicata a striscioline
100 ml di panna liquida
400 gr. di Reblochon (quasi una forma intera)
pepe nero
sale

PREPARAZIONE
Ponete le patate in una pentola, riempite d’acqua e lasciate cuocere per 15 minuti dal momento dell’ebollizione, quindi scolatele e lasciatele raffreddare. Nel frattempo fate scaldare il burro in una padella, affettate le cipolle e fatele soffriggere nel burro per 5 minuti, quindi versateci il vino, pepate e lasciate evaporare, alzando la fiamma. In una padella a parte, rosolate la pancetta senza aggiungere olio. Quando la pancetta sarà ben rosolata unitela alle cipolle (il vino sarà già evaporato), mescolate e spegnete il fuoco.
Preriscaldate il forno a 200° C. Sbucciate le patate, affettatele e distrubuitene metà in una pirofila; salate e pepate. Ricoprite con pancetta e cipolla, quindi sovrapponete l’altra metà delle patate fatte a fette, salando e pepando anche queste. Versate la panna liquida nella pirofila, quindi coprite il tutto con il Reblochon fatto a fette (ogni fetta dev’essere divisa a metà orizzontalmente) con la crosta rivolta verso l’alto. Infornate per 15 minuti, quindi proseguite la cottura solo sopra, circa 5 minuti, per far dorare la superficie. Sfornate e lasciate qualche minuto a temperatura ambiente prima di servire.

Iniziamo la settimana con un pezzo di Elisa… Non che sia la mia cantante preferita, ma questa versione di Rainbow è davvero bella… Ascoltatela 😉

2 novembre 2010

Persian Khoresh-e Fesenjan: Stufato Iraniano di Petto di Pollo in Salsa di Noci e Melagrana (con Riso Pilaf allo Zafferano)

Posted in di carne, Iran (Persia), piatti etnici / esotici, piatti unici, secondi piatti tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , a 12:21 pm di pixel3v

Rieccomi, dopo una settimana di stasi dovuta a problemi nell’hard disk del pc (quasi-risolti… uff), problemi che mi impedivano di attingere al mio archivio di appunti culinari 😡 Ma tutto è bene quel che finisce bene 😀
Con questa ricetta che vi propongo oggi, per la prima volta mi sono cimentata nella preparazione di un piatto a base di melagrana. E per la prima volta mi sono cimentata pure nella preparazione di un piatto persiano (o meglio iraniano, che la Persia non esiste più da quel dì 🙄 e l’Iran può essere identificato come l’antico impero persiano)… Ebbene, le due cose son collegate, sapete? La Persia è infatti la terra di origine del melograno… Mentre l’autunno è invece la sua stagione, aggiungerei io 😀
Quindi su, guardatevi intorno: ci sarà sicuramente, in uno dei giardini vicini a casa vostra, qualche albero coi rami pendenti per via del peso di questi chiccosissimi frutti… Fate come me, agguantatene innocentemente uno e via, in cucina a preparare il Persian Khoresh-e Fesenjan: Stufato Iraniano di Petto di Pollo in Salsa di Noci e Melagrana (con Riso Pilaf allo Zafferano) (titolo infinito… puff puff) 😉 Per caso volete saperne di più? E’ presto detto: “khoresh” sta ad indicare un certo metodo di cottura stufato con salsa a base di noci e succo di melagrana, mentre “fesenjan” è il termine che designa l’anatra, o il pollame in generale. Eh sì, perchè in teoria questo piatto sarebbe a base di anatra… Ma io ho preferito andare sul classico e sul reperibile 😉


INGREDIENTI (per 4 persone)
Per il Khoresh-e Fesenjan:

4 petti di pollo (1,2 kg circa)
1 cipolla bianca
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di curcuma
½ limone (succo)
150 ml di brodo vegetale
170 ml di succo di melagrana
150 gr. di gherigli di noce
1 cucchiaio di zucchero (che io ho omesso)
olio extravergine di oliva
sale
semi di melagrana per guarnire (circa ½ frutto)
Per il Riso Pilaf:
300 gr. di riso basmati
1 cipolla bianca piccola
30 gr. di ghee
1 stecca di cannella
6 chiodi di garofano
1 bustina di zafferano
550 ml di brodo vegetale

PREPARAZIONE
Pulite, disossate e tagliate a bocconcini i petti di pollo; fateli dorare in una padella capiente assieme alla cipolla precedentemente tritata ed imbiondita con poco olio; aggiustate di sale e continuate la cottura a fiamma bassa fino a che tutti i bocconcini non avranno preso colore. A questo punto unite la cannella in polvere, la curcuma ed il succo di limone, quindi coprite e continuate la cottura per circa 10 minuti.
Nel frattempo, tritate al mixer 80 gr. di gherigli di noce; tritate grossolanamente e tostate i restanti 70 gr. In un altro tegame preparate la salsa: versate 150 ml di brodo vegetale, unitevi il succo di melagrana, le noci ridotte in polvere più quasi tutta la granella tostata (lasciatene da parte pochina per guarnire) e, chi volesse, lo zucchero (se non vi piace il gusto troppo dolce – che già il succo di melagrana è dolciastro di suo – potete tranquillamente rinunciarci, come in effetti ho fatto io); portate ad ebollizione e lasciate sobbollire a fuoco basso per circa 10 minuti.
Nel frattempo preparate il Riso Pilaf: lavate bene il riso basmati in uno scolapasta in modo da privarlo, almeno in parte, dell’amido, quindi lasciatelo asciugare bene. Mentre il riso asciuga preparate un trito fine con la cipolla e fatela imbiondire a fuoco molto basso in una casseruola insieme col ghee; aggiungete quindi la stecca di cannella ed i chiodi di garofano, mescolate un paio di minuti, quindi unite il riso e fatelo tostare. Dopo due minuti unite lo zafferano precedentemente sciolto in pochissima acqua calda, mescolate, quindi incorporate il brodo; a questo punto coprite e lasciate cuocere per circa 15 minuti, fino a che il riso non avrà del tutto assorbito il brodo.
Quando il pollo sarà quasi cotto, versatevi la salsa e lasciate insaporire a fuoco medio per altri 5 minuti, in. Impiattate decorando ogni piatto con i chicchi di melagrana e le restanti noci tritate lasciate da parte; servite con a parte il Riso Pilaf.

Qualche info in più sulle plurime proprietà della melagrana direttamente da Ciro Vestita, il guru di mia madre ( 😛 ): il succo di melograno dà ottimi risultati agli insonni; inoltre, è utilissimo (visto il suo contenuto in acido ellagico, potente sostanza antitumorale) nella profilassi di vari tipi di patologie cancerose; è inoltre eccezionale nella terapia delle cistiti e delle parassitosi intestinali (soprattutto gli ossiuri dei bambini). Il succo si può ottenere centrifugando i semi oppure (come si fa in Tunisia) “massaggiando” a lungo con i pollici il frutto dall’esterno per poi infilarci una cannuccia. Vestita dice inoltre che il nostro petto di pollo con chicchi di melograno era uno dei piatti più amati da Lorenzo il Magnifico, benchè con la variante delle mandorle al posto delle noci 🙂
Riguardo invece al succo di melagrana, se avete voglia fatelo da soli (“massaggiando” con le mani come racconta Vestita, ma va bene anche usare lo spremiagrumi!), altrimenti, se lo comprate, fate attenzione che sia puro… Inizialmente avevo preso uno smoothie, poi a casa ho letto gli ingredienti e di melagrana ce n’era solo il 25%, mentre il restante 75% era composto da mela, mirtilli, uva e banana (buono, sì, ma per farci una merenda magari)… Quello puro l’ho trovato in erboristeria, della S*pecchiasol 😉

E per un piatto assolutamente particolare, con la musica oggi ci buttiamo sul classico: beccatevi la strappalacrime Always di Jon Bon Jovi 😦

30 luglio 2010

La Panzanella!

Posted in Le mie ricette, piatti unici tagged , , , , , , , a 6:30 pm di pixel3v

Una ricetta, una piccola riflessione, e un saluto (che poi ci rivediamo, anzi, ci rileggiamo, a settembre!)
Credo che non esista al mondo piatto più estivo (leggi: fresco) della panzanella… Anzi, direi proprio che non è estate senza Panzanella 😉 Purtroppo, spesso si tende a dimenticare la tradizione, e va a finire che certi piatti semplici, diciamo pure poveri, ma esageratamente gustosi, si perdono nel dimenticatoio, restando legati solamente ai ricordi di quando eravamo piccoli…
Eppure, chi non si ritrova spesso e volentieri con del pane avanzato del giorno prima (se non di più) in casa? Mia suocera ci prepara il “pappone”, come lo chiamo io, per i passerotti ed i merli 😀 Io invece ci preparo la panzanella, soprattutto adesso che Michela, non molto tempo fa, me l’ha rimessa in mente (l’ha preparata per tutti in occasione di una delle poche partite della Nazionale italiana in questo mondiale)… E giuro che da adesso in poi la preparerò più spesso 😉
La ricetta originale è semplicissima: qui in Toscana il pane raffermo viene ammollato e poi strizzato fino ad essere sbriciolato; la base prevede cetrioli, pomodori freschi, cipolla rossa e basilico. Ciò non toglie che chi la prepara possa sbizzarrirsi aggiungendo o togliendo ingredienti in base a quel che ha in casa… L’importante è che sia condita semplicemente con olio, sale ed un filo d’aceto bianco, che il basilico si veda (e si senta!) e che sia bella fresca 😉

INGREDIENTI (per 4 persone)
280 gr. di pane raffermo
200 gr. di pomodori rossi (io ho usato i Piccadilly)
2 cetrioli
6 cipolline fresche (che son più buone!)
7 cucchiai di aceto di vino bianco
1 bel mazzo di basilico
sale
olio

PREPARAZIONE
Ponete il pane in una ciotola coperto con acqua a temperatura ambiente, lasciatelo a mollo cinque-dieci minuti (a seconda di quanto è duro), quindi strizzatelo bene fino a sbriciolarlo (mi raccomando, strizzatelo fino a che non rilascia più acqua!). Lavate e tagliate a pezzetti i pomodori, sbucciate i cetrioli e fateli a fettine (dividete le fette in due se fossero troppo larghe), affettate le cipolline fresche, quindi unite tutto al pane ammollato. Aggiustate di sale, aggiungete l’aceto bianco, un filo d’olio ed abbondante basilico tritato; mescolate bene.
Prima di servirla lasciatela riposare un po’ in frigorifero 😉

Come dicevo, ci rileggeremo a settembre… Sarò a San Vincenzo per un po’, senza connessione, e poi in giro (amici calabresi e siciliani mi aspettano 😀 )… Stare lontana dal mio blog mi rattrista un po’ in effetti, quindi direi che è giunto il momento di farvi ascoltare una canzone secondo me bellissima, ma dannatamente malinconica, che rispecchia un po’ il mio attuale stato d’animo: The blower’s daughter, di Damien Rice (tra l’altro, anche colonna sonora di “Closer”, bellissimo film).
Che dire quindi… Ascoltatevela, poi però dimenticatela immediatamente e pensate a divertirvi in queste ferie… A presto!! 😉

25 giugno 2010

Fagioli Azuki e Porri con Alga Wakame allo Zenzero

Posted in contorni, Le mie ricette, piatti unici tagged , , , , , , , , a 3:03 pm di pixel3v

In tutto questo parlar di dolci, beh, lo so che non mi crederete mai ma vi giuro che sì, sono ancora a dieta (i dolci li mangio solo a colazione… Ma più che altro li faccio mangiare agli altri 😉 ). Per dimostrarvelo, oggi vi propongo una ricetta leggera e, il che non guasta, vegan 😀 Il suo essere vegan però devo ammettere che non è voluto… Il fatto è che nel cercare disperatamente qualcosa che mi permettesse di finire il mio sacchettino di fagioli Azuki ormai comprati da un po’ (qualcosa che, soprattutto, non fosse dolce!) mi sono imbattuta in Vegan3000, dove ho trovato una ricetta semplice e veloce (cottura dei fagioli esclusa) che qui vi riproduco con le mie dosi, le mie modifiche e le mie aggiunte: Fagioli Azuki e Porri con Alga Wakame allo Zenzero (che non ce l’avete l’alga Wakame in casa? Io sì… :mrgreen: reduce da un tentativo non troppo riuscito, mesi fa, di preparare la zuppa di miso… ma dove vai se il miso non ce l’hai :roll:).

INGREDIENTI (per 6 persone)
300 gr. di fagioli di soia rossi (Azuki)
4 cucchiai di alghe Wakame (io ho il sacchettino in cui sono già ridotte a pezzettini)
2 piccoli porri
2 spicchi d’aglio
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
4 cucchiai di aceto di riso (se non l’avete usate l’aceto di vino bianco)
4 cucchiai di salsa di soia
4 cucchiaini di zenzero in polvere
1 ciuffo di prezzemolo
sale

PREPARAZIONE
Per i fagioli regolatevi come vi avevo spiegato nel caso del Feijao Tropeiro a mo’ di Feijoada: mettete i fagioli secchi a bagno per diverse ore in acqua fredda (diciamo tra le 8 e le 24 ore); la quantità d’acqua deve essere pari a sei volte il peso dei fagioli, quindi in questo caso occorreranno 1,8 l. d’acqua. Trascorso questo tempo, durante il quale i fagioli avranno assorbito un bel po’ d’acqua ed il loro peso e il loro volume saranno aumentati, scolateli e lavateli con acqua corrente, quindi riponeteli nella stessa pentola con circa 1 l d’acqua e portate ad ebollizione, aggiungendo le listarelle di alga Wakame (che di solito si tengono un po’ a rinvenire in acqua fredda, ma in questo caso non ha senso visto che comunque vanno nell’acqua per un bel po’!). Quando l’acqua inizia a bollire, trasferite la pentola nel fornello più piccolo (quello che usate per fare la moka per intenderci) e proseguite la cottura a fuoco lento per circa 45 minuti (minuto più minuto meno… Insomma, quando sono cotti ve ne accorgete!). Ogni tanto date un occhio, e mescolate se vedete che i fagioli si stanno attaccando al fondo. Salate solo quando i fagioli saranno cotti, quindi scolateli (con anche le alghe, non buttatele!!) e fateli intiepidire leggermente.
Nel frattempo sbollentate i porri in acqua salata con due spicchi d’aglio, quindi scolateli eliminando l’aglio e, non appena saranno maneggiabili, tagliateli a pezzettini. Infine preparate la salsina: in una ciotolina emulsionate olio, aceto, salsa di soia, zenzero e prezzemolo tritato finissimamente; conditevi i fagioli, unite i porri, mescolate e gustate 😉

Altro classico in ambito musicale, oggi vi beccate i Rolling Stones con (I can’t get no) Satisfaction… Vista la triste prestazione degli Azzurri di ieri ed il modo in cui siamo usciti dal Mondiale beh, direi che questa canzone proprio male non ci sta… Le soddisfazioni in ambito calcistico le rimanderemo a poi, eh 😉

3 giugno 2010

Feijao Tropeiro a mo’ di Feijoada (from Brazil)

Posted in Brasile, di carne, Le mie ricette, piatti etnici / esotici, piatti unici, secondi piatti tagged , , , , , , , , a 5:00 pm di pixel3v

Ve l’avevo anticipato che si cambiava tenore… Non che non ci sia più bisogno di star leggeri eh, anzi… Però, nel mentre che testo altre ricettine estive e fresche (perché sì, sono ancora a dieta!) nei miei (pochi, ultimamente) ritagli di tempo, volevo rendervi partecipi di una bella serata trascorsa qualche settimana fa con Luca, Claudia e Nicola, serata in cui mi sono cimentata nella preparazione di una cenetta tutta brasiliana (commensali miei, a proposito, grazie ancora dell’apprezzamento!).
L’idea mi è venuta quando ho scovato, in uno di quei posti in cui mai mi sarei immaginata di trovarne, un bellissimo saccone di juta pieno zeppo di fagioli neri… E non ho resistito 😳 sarà un luogo comune, ok, ma credo che tutti, di fronte ai fagioli neri,  pensino al Brasile 🙂

La cena brasiliana parte 1
E veniamo alla ricetta. Vi chiederete il motivo di questo titolo un po’ confuso… Beh, vi spiego subito: si tratta di una ricetta a cui sono arrivata dopo un po’ di “studio”. Con i fagioli neri di cui sopra avrei voluto preparare una Feijoada a tutti gli effetti a dir la verità, ma la ricetta tipica brasiliana richiede parti del maiale come lingua, zampetto, cotenna ed orecchia, e a dirla tutta io proprio non me la sono sentita 😯 … quindi ho sostituito con delle bistecchine di maiale, insieme con salsiccia e pancetta (presenti, quest’ultime, anche nella ricetta originale)… E che c’entra il Feijao Tropeiro? C’entra perché, appunto, in quest’ultima ricetta sono richieste solo salsiccia e pancetta, però è un pasticcio che prevede l’incorporamento della farina di manioca. Io invece, la farina di manioca tostata l’ho presentata a parte, come sarebbe per la ricetta della Feijoada… ecco quindi spiegato il titolo buffo di questa ricetta 😉
Ma veniamo a noi: ecco come si prepara il Feijao Tropeiro a mo’ di Feijoada (from Brazil).

INGREDIENTI (per 4 persone)
300 gr. di fagioli neri secchi (sembrano pochi, ma dopo il loro peso raddoppia!)
4 bistecchine di maiale
2 cipolle
3 spicchi d’aglio
140 gr. di salsiccia di maiale (diciamo un paio)
100 gr. di pancetta affumicata a dadini
2 pomodori rossi
6 foglie di alloro
200 gr. di farina di manioca cruda
150 gr. di riso basmati
sale
prezzemolo
olio
peperoncino

PREPARAZIONE
Mettete i fagioli secchi a bagno per diverse ore in acqua fredda (diciamo tra le 8 e le 24 ore) con 3 foglie di alloro; la quantità d’acqua deve essere pari a sei volte il peso dei fagioli: in questo caso useremo 300 gr. di fagioli secchi, per cui occorreranno 1,8 l. d’acqua. Trascorso questo tempo, durante il quale i fagioli avranno assorbito un bel po’ d’acqua ed il loro peso e il loro volume saranno aumentati, scolateli e lavateli con acqua corrente, quindi riponeteli nella stessa pentola con circa 1 l d’acqua e portate ad ebollizione. Quando l’acqua inizia a bollire, trasferite la pentola nel fornello più piccolo (quello che usate per fare la moka per intenderci) e proseguite la cottura a fuoco lento per un’ora. Ogni tanto date un occhio, e mescolate se vedete che i fagioli si stanno attaccando al fondo. Salate solo quando i fagioli saranno cotti, quindi scolateli, conservando la loro acqua (che non sarà più molta, e che sarà marrone come il caffè!), e lasciateli nella loro pentola (nota: questo procedimento non è valido solo per la Feijoada o per il Feijao Tropeiro, ma vale ogni volta che vi trovate con dei legumi secchi da cuocere!).
Tagliate a pezzetti le bistecchine di maiale e cuocete i bocconcini per circa 15 minuti in acqua bollente e salata con altre 3 foglie d’alloro; scolate e ponete i bocconcini nella pentola insieme ai fagioli. Fate cuocere per un’altra ora a fuoco lento, aggiungendo un po’ dell’acqua tenuta da parte ogni tanto.
A parte, fate soffriggere una cipolla tagliata a pezzetti, il prezzemolo, gli spicchi d’aglio schiacciati (che poi toglierete), le salsicce sbriciolate e la pancetta affumicata in olio e peperoncino; dopo qualche minuto aggiungete un pochino d’acqua dei fagioli ed i pomodori tagliati a cubetti e, dopo altri 5 minuti, versate il tutto nei fagioli con i bocconcini di maiale, continuando la cottura, come detto sopra, per un’ora (insomma, a questo punto mancheranno circa 45 minuti), finchè il composto non sarà denso e le carni ben cotte.
Per tostare la farina di manioca, che servirà da accompagnamento: in una padella media fate soffriggere l’altra cipolla a fettine con un po’ d’olio, quindi versate a pioggia la farina di manioca; dovrete mescolare di continuo, a fiamma bassa, per circa 15 minuti, finchè non diventa dorata, facendo attenzione a non farla bruciare o attaccare; a fine tostatura aggiustate di sale.
Quando il tutto sarà pronto togliete gli spicchi d’aglio e servite il Feijao Tropeiro a mo’ di Feijoada con la farina di manioca tostata e, volendo, anche con del riso basmati bollito (salatelo alla fine).

La foto non rende giustizia, lo so bene, ma che posso farci 😦

Vi lascio con un gruppo cattivo cattivo, i Rage Against The Machine con Killing in the name of, un po’ di carica per vedere se riesco a riprendermi (oggi supersonno…!!)

27 aprile 2010

Murgh Methi (Pollo al Fieno Greco)

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Come avevo accennato nel post precedente a questo, per questa mia nuova ricetta mi serviva appunto il Garam Masala, ma comprarlo sarebbe stato troppo semplice e quindi me lo sono preparato da sola, come avete visto 😉
Oltre al Garam Masala, inoltre, alla base di questa ricetta c’è il mio ormai “amico” fieno greco, che sto apprezzando ogni giorno di più 😀
Lo spunto per questa nuova ricetta l’ho preso da qui; questa che segue è la mia versione del Murgh Methi (Pollo al Fieno Greco) 😉

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 cipolle
2 cucchiai di ghee
2 foglie di alloro
2 spicchi d’aglio
2 cucchiaini di zenzero in polvere
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaio di semi di coriandolo
3 cucchiai di Kastoori methi (foglie di fieno greco essiccate; io ho usato i semi)
900 gr. di petto di pollo
2 cucchiai colmi di Garam Masala in polvere
200 gr. di yogurt greco
2 ciuffi di prezzemolo
200 gr. abbondanti di riso basmati
sale

PREPARAZIONE
Preparate un trito fine con le cipolle e fatele imbiondire nel ghee insieme con le foglie di alloro intere. Nel frattempo preparate una pasta omogenea con l’aglio e lo zenzero (io li ho tritati nel mixer) ed incorporatela alle cipolle; unite anche la curcuma ed i semi di coriandolo tritati (io mi sono aiutata con il fondo di un bicchiere). Dopo un paio di minuti circa unite i semi di fieno greco ed il petto di pollo disossato, pulito e tagliato in bocconcini; salate e fate cuocere finchè il pollo non sarà colorito, quindi aggiungete un cucchiaio di Garam Masala e coprite lasciando cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti, aggiungendo acqua se necessario. A fine cottura aggiungete lo yogurt, l’altro cucchiaio di Garam Masala ed il prezzemolo (sempre per il fatto che assomiglia molto al coriandolo fresco), saltate un altro minuto, aggiustate di sale se necessario, togliete le foglie di alloro e servite con del riso basmati bollito.

Quanto alla musica, tralasciando il fatto che niente accomuna la canzone che segue al piatto da me cucinato, ho ripescato tra i miei pezzi preferiti di qualche anno fa la semisconosciuta Emmi con Breakable, che sicuramente qualcuno di voi ricorderà in quanto colonna sonora dello spot di un noto marchio di gioielli ed orologi… Beh, riascoltatevela 😉

23 gennaio 2008

Pollo al Curry

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Ispirata dalla cena di sabato sera, ieri sera mi sono cimentata nel cucinare questo favoloso piatto indiano, il Pollo al Curry, un po’ attingendo da alcuni siti e… un po’ lasciando spazio al gusto personale. Ecco la mia ricetta:

INGREDIENTI (per 4 persone)
900 gr di sovraccosce di pollo spellate e disossate
2 cipolle
2 carote
succo di 1 limone (scarso)
200 gr di yogurt bianco (ottimo il greco, si trova sfuso nei supermercati al reparto gastronomia)
2 cucchiai di curry
olio d’oliva
sale
200 gr abbonanti di riso basmati

PREPARAZIONE
Ponete il riso basmati nella pentola di cottura (meglio se alta), aggiungendo acqua quanto basta per bagnarlo tutto. Girate il riso con la mano in modo da privarlo, almeno in parte, dell’amido, quindi scolatelo e ripetete l’operazione. Lasciate quindi il riso in ammollo per circa 20 minuti nella sua “terza” acqua, che dovrà essere tanta da coprirlo bene tutto. Preparate poi un trito finissimo con le cipolle e le carote. Tagliate il pollo, spellato e disossato, a pezzetti, e fatelo cuocere in una teglia precedentemente oliata finché tutti i bocconcini non avranno preso colore. Aggiungete quindi il trito e, quando questo sarà dorato, i due cucchiai di curry. Regolate di sale (giusto due pizzichi) e lasciate cuocere a fuoco medio col coperchio per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo, se necessario, un po’ d’acqua. Nel frattempo ponete la pentola con il riso ammollo sul fornello (il riso basmati non va buttato nell’acqua quando questa bolle, come si fa invece con il riso tradizionale!), lasciandolo cuocere a fuco medio/basso per 15 minuti esatti, senza mai alzare il coperchio. Alla fine della sua cottura salate il riso, ma senza esagerare. Infine aggiungete al pollo il succo di limone e lo yogurt, mescolando a fuoco basso finchè il sugo non si sarà fluidificato. Servite quindi il pollo accompagnato dal riso.

pollo-al-curry.jpg

Devo dire che come primo tentativo è riuscito alquanto bene… 🙂
Buon appetito!

SICCOME QUESTA FOTO HA FATTO IL GIRO DELLA RETE, CHIEDEREI GENTILMENTE A TUTTI VOI INERNAUTI BUONGUSTAI DI NON ABUSARE PIU’ DI CIO’ CHE NON VI APPARTIENE… CUCINATE E FOTOGRAFATE DA SOLI, E’ COSI’ GRATIFICANTE… OPPURE CITATE LA FONTE SE DOVESTE USARE QUALCHE MIA FOTO, CHE NON COSTA NIENTE! 😉

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