11 aprile 2011

Marmellata di Cipolle Rosse

Posted in Le mie ricette, marmellate, confetture e conserve tagged , , , , a 4:20 pm di pixel3v

Buondì e buona settimana a tutti 🙂 In ritardo sulla tabella di marcia, oggi, causa graditissimo pranzo wok-sushi con tre care amiche fiorentine protrattosi fino ad un’ora fa, vi scrivo sull’ora di merenda lasciandovi con questa ricettina facile e nota a tutti: la Marmellata di Cipolle Rosse 😉 Bando alle ciance quindi… Ecco qua come si fa (ah: la ricetta -che non mollerò più- è di News, la rivista dell’Esselunga, di Luglio/Agosto 2010):

INGREDIENTI (per circa 500 gr. di marmellata)
600 gr. di cipolle rosse (peso da pulite – io ne ho usate 6 medie)
150 gr. di zucchero di canna (io uso quello non raffinato)
1 bicchiere di vino bianco
2 foglie d’alloro
1 pizzico di sale
olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE
Pulite le cipolle ed affettatele sottili, quindi unitevi qualche cucchiaio d’olio e fate appassire in una pentola antiaderente. A questo punto aggiungete lo zucchero, il vino, le foglie d’alloro ed il sale e lasciate cuocere, coperto, per circa 2 ore a fuoco medio/basso (aggiungete acqua di tanto in tanto se necessario, ma io non ne ho avuto nessun bisogno tenendo il fuoco basso), fino a che la marmellata non sarà bella densa (se necessario alzate il fuoco e togliete il coperchio l’ultima mezz’ora, così si asciugherà un po’ di più), quindi eliminate le foglie d’alloro e invasettate subito.

E’ ottima per accompagnare i formaggi, specialmente quelli stagionati 🙂 Ma soprattutto, scoperta recente (grazie ai futuri sposi sanvincenzino-senesi), si sposa a meraviglia con certi biscottini salati e formaggiosi che… Aspettate mercoledì e vedrete 😉
Nel frattempo, ascoltatevi un po’ di musica: questi sono gli Allister, con Waiting… Per la carica giusta necessaria ad inizio settimana 😉

19 novembre 2010

Confettura di Carote e Cannella

Posted in Le mie ricette, marmellate, confetture e conserve tagged , , , , , a 1:13 pm di pixel3v

Eccoci qui, di nuovo a spalmare marmellate… Poi, giuro che la smetto 🙂 E’ che ci ho preso così gusto ad invasettare, ammetto, che non smetterei mai 🙂 Ma non preoccupatevi, tra breve si torna a mangiare di gusto… Nel frattempo però, beccatevi questa Confettura di Carote e Cannella, buonissima a colazione sulle fette biscottate, ma anche da mangiarsi così, en passant, una cucchiaiatina ogni tanto (io cerco di evitare, mia mamma invece non ce la può fare 😛 )

INGREDIENTI (per 3 vasetti da 80 gr. ciascuno + 2 da 100 gr + 2 da 250 gr – 860 gr. totali)
1 kg di carote (peso da pulite – peso lordo 1,5 kg)
1 limone (succo)
200 ml d’acqua
300 gr. di fruttosio (o 400 gr. di zucchero)
1 stecca di cannella
1 cucchiaino di cannella in polvere

PREPARAZIONE
Raschiate le carote, lavatele, grattugiatele e ponetele in una casseruola irrorandole con il succo di limone filtrato; coprite e lasciate cuocere per circa 15 minuti.
In un’altra pentola, preparate lo sciroppo: versate 200 ml d’acqua e scioglietevi il fruttosio, incorporatevi quindi le carote irrorate col succo di limone, la stecca di cannella e la cannella in polvere; cuocete a fuoco medio/basso per circa due ore, coperto, fino a che il composto non si sarà ammorbidito e le carote non saranno praticamente sfatte, mescolando spesso. Al termine della cottura spegnete il fuoco e frullate con il minipimer ad immersione unendo bicchiere d’acqua (calda) se vi pare che la marmellata sia troppo soda; invasettate la marmellata ancora calda nei vasetti già sterilizzati, lasciando circa 1 cm di spazio libero, e chiudete ermeticamente i vasetti capovolgendoli per ottenere la chiusura sotto vuoto. Lasciate raffreddare i vasetti a temperatura ambiente, coperti da un telo di lana, sempre a testa in giù; conservate al fresco almeno per un paio di mesi, ma come nel caso della Confettura di Castagne… Gustatevela subito, se non avete voglia di aspettare!!

 

Ah, importante: anche con questa ricetta partecipo al Contest “Le Mani nella Marmellata” di Antonella de Il Luppolo Selvatico: come dicevo nel post della Confettura di Castagne (per chi non avesse letto, repetita iuvant) si tratta di un concorso di ricette di marmellate, confetture e sciroppi riservato ai food-blogger…. Per maggiori info cliccatevi i link ed affrettatevi, che oggi è l’ultimo giorno utile per partecipare… Che non volete vincere un premio?! 😉

17 novembre 2010

Confettura di Castagne Profumata al Rum

Posted in Le mie ricette, marmellate, confetture e conserve tagged , , , , , , , a 1:20 pm di pixel3v

Le castagne, le castagne… Credo sia la prima volta che resisto alla tentazione di buttarle sul fuoco e mangiarmele belle abbrustolite… Anzi, ne sono proprio sicura, è la primissima volta. A mia madre piacciono tanto le cosiddette “ballotte” (a Lucca dicesi “ballocciori”), le castagne semplicemente bollite, io invece le detesto. Così, quando è tornata a casa con un vasetto di marmellata di castagne di montagna, io già partivo prevenuta:” tzè, la marmellata di castagne…”. Le castagne per me son le caldarroste, le “bruciate”, come si dice da queste parti, e basta. Il saporino inconfondibile che le castagne acquisiscono con la cottura “a secco” è per me ineguagliabile… O meglio, credevo che lo fosse. Poi, ho assaggiato quella marmellata… E mi sono innamorata. Al punto tale che ho sentito il bisogno di prepararla con le mie manine, che poi l’avrei gustata (e anche mia madre, e anche tutto il resto della famiglia) con molta più soddisfazione. E che dire… La succulenta marmellatina di montagna adesso è finita, ma nessuno la rimpiangerà perché questa mia Confettura di Castagne Profumata al Rum è decisamente all’altezza dell’originale 😀
Cercando in rete un modo comodo e rapido per sbucciare le castagne mi sono imbattuta in centinaia di alternative: c’è chi le passa pochi minuti sotto il grill prima di lessarle, chi le trasferisce dall’acqua ghiacciata all’acqua bollente, chi aggiunge olio nell’acqua di cottura… Francamente, non so se questi metodi possano funzionare; credo però che l’esigenza di trovare un modo efficace (oltre che rapido) l’abbia più chi si cimenta nella preparazione dei marron glacés (preparazione che esige che le castagne restino intere) piuttosto che chi, come me, ci prepara una confettura: in questo caso, ci basta non perdere ore ed ore a spellare le castagne, ma se si dovessero rompere non sarebbe certo un problema… L’importante è lavorarle da calde, che si spellano molto meglio.
Nella mia ricetta vi racconto come ho fatto io 😀

INGREDIENTI (per 4 vasetti da 250 gr. ciascuno + 1 da 500 gr – 1,5 kg totali)
1,4 kg di castagne (peso lordo)
1 arancia (scorza)
1 limone (scorza)
300 gr. di fruttosio (o 400 gr. di zucchero)
200 ml d’acqua
2 dita di rum

PREPARAZIONE
Per prima cosa incidete le castagne lungo la loro circonferenza, cercando di intaccare anche la pellicina sottostante ma non la polpa, quindi mettete una pentola d’acqua sul fuoco aggiungendo le scorze di arancia e limone (tagliate a fette visibili eh, non grattugiate!) e tuffatevi subito le castagne; lasciate cuocere a fuoco medio per circa un’ora. A questo punto sbucciate le castagne, cercando di farlo quando sono ancora calde, quindi non scolatele subito tutte ma, una volta spento il fuoco, prelevatene poche alla volta con una schiumarola. [Un’alternativa ottima – suppongo – per chi, come noi, non necessita che le castagne rimangano integre, è quella di lessarle intere e poi aprirle in due soltanto da cotte, prelevandone la polpa con un cucchiaino. Da provare.]
Una volta ripulita la polpa dalla buccia e dalla pellicina, riducete le castagne in purea aiutandovi con una forchetta.
In un’altra pentola sciogliete 300 gr. di fruttosio con 200 ml d’acqua (*); quando lo sciroppo è pronto unite la purea di castagne e cuocete a fuoco basso mescolando spesso per venti minuti; aggiungete  2 dita di rum quasi a fine. Frullate bene con il minipimer ad immersione per ottenere una confettura più cremosa; saltate questo passaggio se invece preferite una marmellata più grossolana, “coi pezzi”.
Versate la marmellata ancora calda nei vasetti già sterilizzati (vedi sotto), lasciando circa 1 cm di spazio libero. Chiudete ermeticamente i vasetti e capovolgeteli, coprendoli con una coperta di lana fino a che non saranno a temperatura ambiente; in ogni caso, meglio lasciarli così, capovolti sotto la coperta, almeno per una notte, in modo che ci sia il tempo di creare il sottovuoto (quando cioè i coperchi, premendoli, non faranno più “click-clack”).
Meglio che la vostra marmellata venga lasciata riposare in un luogo fresco per un paio di mesi: ciò permette di far amalgamare i sapori tra di loro, così potrete gustare al meglio la vostra marmellata, anche se comunque nessuno vi vieta di mangiarvela subito eh! Una volta aperti, i vasetti si conservano in frigo e vanno avanti circa 15 giorni. Ah: se il sottovuoto, per qualche strano motivo, non dovesse crearsi (per quel che mi riguarda, è capitato ad un vasetto su 5 utilizzati), allora in questo caso sì, mettete in frigo i vostri vasetti e consumateli quanto prima!
(*) lo sciroppo di zucchero
si prepara con una parte di acqua e due di zucchero (lo zucchero sarà quindi sempre il doppio dell’acqua). Usando io il fruttosio, come sapete, la dose è minore rispetto allo zucchero (più o meno il 25% in meno), ma nel preparare lo sciroppo io lascio inalterata la quantità d’acqua, ossia non la diminuisco in proporzione al fruttosio, tanto durante la cottura un po’ d’acqua manca sempre). Ad esempio, in questo caso, la dose esatta sarebbe 400 gr. di zucchero e 200 ml d’acqua; io uso 300 gr. di fruttosio, ma non diminuisco in proporzione la quantità d’acqua.

Sterilizzazione dei vasettiio procedo in questo modo: dopo aver fatto fare ai vasetti ed alle loro capsule un lavaggio in lavastoviglie, metto i vasi sulla leccarda, con l’apertura rivolta verso l’alto, nel forno già caldo a 120° C e li lascio lì dentro per un’ora. A questo punto estraggo i vasetti e li poggio su un canovaccio pulito (ricordate che la marmellata si invasa a vasetti ancora caldi, quindi calcolate i tempi: al momento che “sfornate” i vasetti la vostra marmellata dovrà essere quasi pronta!), spengo il forno e metto dentro per 15 minuti, sulla stessa leccarda, le capsule.
Ci tengo a precisare che nel mio unico precedente “marmellatoso” (la Marmellata di More) non avevo scritto nulla sulla corretta sterilizzazione/conservazione dei vasetti perché la marmellata era così poca che era stata mangiata immediatamente!

Con questa ricetta partecipo al Contest “Le Mani nella Marmellata” di Antonella de Il Luppolo Selvatico, un concorso di ricette per marmellate, confetture e sciroppi riservato ai food-blogger… Seguite il link, leggete il regolamento ed affrettatevi a farvi beccare con… Le mani nella marmellata, che i più fortunati vinceranno un premio 😉

Ah, con la stessa ricetta partecipo anche all’ iniziativa de La Cucina di Paola Brunetti: Castagne: Raccolta di Ricette… Basta pubblicare una ricetta a base di castagne (non farina di), alla fine Paola complierà un pdf con tutte le ricette pervenutele… Accorrete numerosi e cliccate il link per il regolamento 😉

20 settembre 2010

Marmellata di More di Rovo

Posted in Le mie ricette, marmellate, confetture e conserve tagged , , , , a 3:57 pm di pixel3v

Dicevo nello scorso post che di quel bel cesto di more me ne era avanzato circa ½ kg, che io avevo congelato e portato a casa con me quando ho lasciato la casa al mare. E vi avevo lasciati in sospeso su cosa ci avevo fatto… Beh, sarà scontato e poco interessante ma, beh, sì, ci ho fatto la Marmellata di More di Rovo 🙂 E chissene in fondo, se di ricette come questa ne è piena la rete… Questa è la MIA marmellata, fatta con le MIE more della MIA San Vincenzo 😛
Tra l’altro la marmellata (che sì, vabbè, non era tantissima) non è riuscita ad arrivare neppure al mattino successivo: per una cena tra amici, quella stessa sera, ho rifatto i miei Parfait al Cioccolato Bianco e li ho accompagnati con questa marmellata fresca fresca di preparazione… Che tra l’altro, è decisamente più in linea con la stagione estivo/autunnale rispetto alla salsina di fragole 😉
La preparazione, giuro, l’ho fatta un po’ a naso, senza documentarmi altrove… Il risultato però è stato ottimo 😉
Ecco quindi, molto rapidamente, come ho preparato la mia marmellata di more:

INGREDIENTI (per 350 ml di marmellata)
500 gr. di more di rovo
½ limone (succo)
130 gr. di fruttosio (o 200 gr. abbondanti di zucchero)

PREPARAZIONE
Ponete le more in un pentolino antiaderente, irroratele col succo di limone ed unitevi subito il fruttosio. Lasciate cuocere a fuoco medio fino a che le more non saranno quasi del tutto spappolate, mescolando di tanto in tanto; non è necessario aggiungere altro liquido in quanto la frutta lo produce da sola.
Lasciate intiepidire, quindi eliminate i semi con un passaverdura (non c’è paragone, fidatevi… Senza semi è troppo meglio!) ed invasettate (la mia è in un ciotolino, pronta per colorare i pallidi Parfait) 🙂

(Foto by Luca del Grande – perchè ogni tanto il mio fidanzato lavora anche per me, salvandomi dai miei scempi fotografici!)…

… E musica by Nirvana (questa è Sliver), per iniziare al meglio la settimana 😉

21 giugno 2010

Japanese Anko (Marmellata di Fagioli Azuki Rossi)

Posted in Giappone, Le mie ricette, marmellate, confetture e conserve, piatti etnici / esotici tagged , , , , , , , , a 9:32 pm di pixel3v

Se non ve ne foste accorti, il mio blog è in fase dolce… 😛
Eh sì, perchè nonostante la parola “fagioli” nel titolo, anche quella di oggi è una ricetta dolce (non stupitevi!)…
Oggi il dolce in questione viene dal Giappone ed è decisamente facile da fare, anche se richiede un po’ di pazienza intorno ai fornelli… Ma visto che più che l’estate sembra sia arrivato l’autunno, un po’ di calduccio non guasta 😉
Veniamo al dunque: l’Anko è la marmellata preparata con i fagioli Azuki rossi, un tipo particolare di fagioli di soia che si prestano ottimamente a questo tipo di preparazione in quanto sono molto dolci. Non a caso, nella cucina giapponese questa marmellata è usata spessissimo per farcire dolci tipici come i Dorayaki (aspettate dopodomani e vedrete :mrgreen:).
Esistono due versioni di Anko: la più cremosa, in quanto passata al mixer, è detta “koshiban”; la “tsubuan” è invece quella “coi pezzi” per intendersi, e l’unica differenza sta appunto nel fatto che i fagioli, in questo secondo caso, non vengono frullati.
Ecco come ho lavorato io per preparare la Japanese Anko (Marmellata di fagioli Azuki Rossi):

INGREDIENTI (per 1 kg esatto di Anko)
250 gr. di fagioli rossi di soia (Azuki) secchi
250 gr. di zucchero (io uso il fruttosio, 175 gr.)

PREPARAZIONE
Iniziate la sera prima, mettendo a bagno i fagioli in un litro d’acqua circa e lasciando la pentola coperta. Il giorno successivo ponete la pentola stessa sul fornello a fiamma non troppo alta e, una volta raggiunta l’ebollizione (quando si formerà la schiuma), scolate i fagioli e rimetteteli nella stessa pentola coperti con nuova acqua, che dovrà essere circa il doppio rispetto ai fagioli. Aggiungete circa 1/3 dello zucchero, rimettete la pentola sul fuoco e lasciate cuocere mescolando spesso; prima che i fagioli abbiano assorbito tutta l’acqua aggiungete ancora 1/3 di zucchero e, dopo circa 10 minuti, unite anche l’ultimo 1/3; ricordatevi di mescolare spesso (in tutto questo vi occorrerà circa un paio d’ore).
Continuate la cottura fino a quando i fagioli avranno assorbito completamente l’acqua; se a questo punto i fagioli non vi sembrano abbastanza morbidi (devono essere morbidissimi!!) aggiungete altra acqua e continuate la cottura per qualche altro minuto, altrimenti spengete il fuoco e frullate il tutto con il minipimer ad immersione (oppure, per una cremina ancora più omogenea, travasate il composto in un mixer), fino ad ottenere una marmellata densa e cremosa; se invece preferite la versione “tsubuan” tralasciate la parte del minipimer ;).
A questo punto trasferite la marmellata ancora bollente in un vasetto di vetro ben pulito; una volta sigillato, tenetelo qualche ora a testa in giù in modo che non si formino vuoti d’aria all’interno. Conservate la vostra Anko in frigorifero.

Oggi vi faccio ascoltare Seven Nation Army degli White Stripes, sperando sia di buon auspicio per la nostra Nazionale, che sembra non voler decollare in questi mondiali sudafricani… Vi ricordate vero, il famoso PO-POPO-POPOPOPO, inno della nostra vittoria (i misteri delle tifoserie…)? Beh, dai, cantiamo tutti insieme e vediamo se si riesce per lo meno ad accedere agli ottavi!! 😛

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