5 marzo 2013

Gnocchi di Zucca al Burro, Salvia e Pecorino

Posted in Le mie ricette, pasta, pastasciutta & simili, vegetariani tagged , , , , , , a 12:52 pm di pixel3v

I miei primi gnocchi!
Ebbene sì, dopo 5 anni e passa di blog di cucina, finora non avevo mai, e dico mai, preparato da sola gli gnocchi… Quale sbaglio! Oltre ad essere veloci a farsi danno tanta, tanta soddisfazione! Intanto c’è da ringraziare La Montanina Umbra, zucca tere!un punto vendita di tre aziende agricole dell’Umbria situato a Firenze gestito da ragazze belle e in gamba, che vende solo ed esclusivamente prodotti da agricoltura biologica e dai sapori veri e di qualità, che mi ha fornito la zucca: mentre la sbucciavo e la pulivo, pensa che ti ripenso (il solito risotto? La solita vellutata?), alla fine ho avuto l’illuminazione: voglio provare a farci gli gnocchi! Così mi sono documentata, ma soprattutto ho sperimentato. Ed ho capito:
a) che se fate gli gnocchi con solo zucca nell’impasto potete scordarvi di ottenere una bella palla in stile frolla da fare a cilindrotti per poi tagliare col coltello ottenendo gli gnocchi (questo è possibile se ci sono patate nell’impasto, non so quante esattamente);
b) che non è poi del tutto vero quel che si dice in giro, che troppa farina fa venire gli gnocchi duri (i miei sono venuti tenerissimi, e notate le quantità…);
c) che il bello degli gnocchi di zucca fatti in casa (e questa cosa me l’ha confermata anche il coinquilino di Luca, che sua madre li fa spessissimo) è proprio la loro forma splendidamente irregolare!
Fatte le dovute premesse, quindi, vi racconto come ho proceduto io per preparare e cucinare gli Gnocchi di Zucca al Burro, Salvia e Pecorino:

gnocchi di zucca 1 72dpi

INGREDIENTI (PER 9-10 PERSONE)
per l’impasto:
2,7 kg di zucca (peso da pulita 1,5 kg)
900 gr. di farina
4 uova
120 gr. di parmigiano grattugiato
3 pizzicotti di sale
per il condimento:
burro (considerate circa 15 gr. a testa)
salvia (3-4 foglie ciascuno)
pecorino in scaglie (20 gr. a testa)
noce moscata

PREPARAZIONE
Sbucciate la zucca, privatela dei semi, tagliate la polpa a cubetti grossolani ed infornate a 180° C per circa 40 minuti; la polpa dovrà essere morbida e spappolarsi al tocco della forchetta. A questo punto stendetela su di un tagliere e riducetela in pappa aiutandovi con i rebbi della forchetta (potete usare anche lo schiacciapatate ma io non l’avevo con me), quindi trasferitela in una ciotola ed unitevi la farina, le uova, il parmigiano ed il sale. Iniziate ad impastare, sempre con la forchetta, fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico; non preoccupatevi se vi sembrerà molliccio: non è uno di quegli impasti che a suon di farina alla lunga si stacca dalle mani, e provare a prenderlo con le dita vi farà solo scoraggiare!
Mettete a bollire l’acqua per la cottura; nel frattempo, in una wok, fate sciogliere il burro insieme con la salvia tritata e, a parte, riducete in scaglie il pecorino. Quando l’acqua bollirà salatela, quindi iniziate a cuocere i vostri gnocchi: aiutandovi con due cucchiai prelevate l’impasto via via dalla ciotola e formate delle quenelle grandi come noci; una alla volta gettatele nell’acqua bollente cercando di ottenere una forma più tonda possibile (però non state a perderci troppo tempo, la cosa fondamentale è essere veloci!). Considerate che all’incirca sono 25 gnocchi (quenelle) a porzione. Ogni tanto, con l’aiuto di una schiumarola, estraete gli gnocchi che sono venuti a galla e trasferiteli nella wok con il fornello al minimo. Quando gli gnocchi saranno tutti nella wok alzate la fiamma, lasciate saltare altri due minuti, unite una bella spolverata di noce moscata, quindi servite decorando ciascun piatto con generose scaglie di pecorino.
L’impasto pronto si conserva in frigo per circa 3-4 giorni (io l’ho consumato, con queste dosi, in tre volte: prima per 4 persone, poi per 2, poi per 3).

gnocchi di zucca 2 72dpi

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27 febbraio 2013

Sformatini di Cioccolato Fondente con Cuore di Cioccolato Bianco

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Era veramente da molto che non preparavo un dolcino come Dio comanda… Tra i vari ritagli del mio quaderno, dolcetti più o meno particolari tutti da provare, un paio di fine settimana fa la scelta del mio ciclista fotografo (ebbene sì, ho lasciato decidere a lui…) è ricaduta su questi deliziosi Sformatini di Cioccolato Fondente con Cuore di Cioccolato Bianco… In effetti il nome “sformatini”, anziché ad esempio “tortini”, è davvero azzeccato in quanto non avendo lievito, la loro consistenza è proprio quella di uno sformato salato… La preparazione è molto veloce ed il risultato è garantito!

sformatini di cioccolato 1 72dpi

INGREDIENTI (per 14 monoporzione, stampini alti 4 cm, diametro 9 cm)
200 gr. di cioccolato fondente
200 gr. di burro + quello per gli stampini
8 uova + 2 tuorli
100 gr. di zucchero (io ho usato 80 gr. di fruttosio) + quello per gli stampini
160 gr. di farina
150 gr. di cioccolato bianco

PREPARAZIONE
Imburrate gli stampini e spolverizzateli con lo zucchero (fruttosio per me), quindi poneteli in frigo. In una casseruola spezzettate la cioccolata ed il burro, quindi lasciate sciogliere il tutto a fuoco bassissimo. Una volta pronto lasciate intiepidire e nel frattempo, con le fruste elettriche, montate le uova ed i tuorli insieme con lo zucchero in una ciotola, fino ad ottenere un composto spumoso. Versate a filo la cioccolata ed il burro fusi nella ciotola delle uova continuando a mescolare, quindi unite la farina setacciata. Tritate al coltello il cioccolato bianco. Versate un mestolo di composto in ciascuno stampino, arrivando circa a metà dell’altezza, mettete al centro un po’ di cioccolato bianco, quindi ricoprite ogni stampino con altro impasto (meno di prima; dovrete fare in modo che avanzi almeno 1cm dal bordo). Ponete gli sformatini in frigo per almeno un’ora, quindi cuocete per 20 minuti a 240°C. Una volta sfornati lasciate intiepidire qualche minuto, quindi sformate gli sformatini su dei piattini da dessert e servite.

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22 febbraio 2013

Sedanini alla Carbonara di Mortadella con Puntarelle

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Come vi dicevo la scorsa volta, io le puntarelle non le conoscevo proprio fino a poco tempo fa 😛 Una volta testate, apprezzate ed approvato il tanto acclamato accostamento con le alici (qui), non ho potuto esimermi da provare anche l’inusuale binomio putarelle-mortadella… E beh, che dire, anche stavolta nessuno è rimasto deluso! La ricetta da cui ho preso spunto per questi Sedanini alla Carbonara di Mortadella con Puntarelle proviene da una delle vecchie riviste di cucina che mi ha dato mia suocera ormai un paio di anni fa, ed è stata un successone!

sedanini 1 72dpi

INGREDIENTI (per 2 persone)
200 gr. di puntarelle
1 scalogno
1 bicchiere di vino bianco
150 gr. di mortadella (1/2 fetta tagliata spessa 1 cm)
200 gr. di sedanini o altra pasta simile
1 uova (1 intero + 1 tuorlo)
½ bicchiere scarso di latte
25 gr. di pecorino romano
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero

PREPARAZIONE
Lavate le puntarelle sotto l’acqua fredda, quindi pulitele eliminando il fondo duro e tagliatele a listarelle; mettete a bollire l’acqua per la pasta e per le puntarelle. Sbucciate e affettate lo scalogno, quindi soffriggetelo in poco olio extravergine di oliva per qualche minuto; unite ½ bicchiere di vino bianco e lasciate evaporare. Nel frattempo sbucciate la mortadella e riducetela a cubetti, quindi unitela al soffritto di scalogni; fate rosolare giusto un paio di minuti (la mortadella non deve seccarsi troppo ma solo ammorbidirsi, e il suo grasso deve leggermente sciogliersi), quindi unite l’altro ½ bicchiere di vino bianco e lasciate evaporare.
Salate l’acqua e versatevi le puntarelle; non appena avrà ripreso il bollore, unitevi anche la pasta. A parte, in una ciotola, sbattete l’uovo ed il tuorlo con il latte, il pecorino romano grattugiato ed il pepe; scolate la pasta al dente insieme alle puntarelle (non buttate tutta l’acqua di cottura!), fatela saltare a fuoco basso insieme con la mortadella e lo scalogno per un paio di minuti unendo qualche cucchiaio d’acqua di cottura, quindi spengete il fuoco ed  incorporate subito il composto di uova e pecorino, mescolando affinché il tutto si amalgami e si formi una cremina. Servite caldo, spolverizzando con altro pecorino romano e grattugiando altro pepe nero.

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20 febbraio 2013

Crostini con Bufala, Puntarelle e Alici Profumati all’Arancia

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Conoscete le puntarelle? Io in pratica no, fino a poco tempo fa 😛 Beh, le puntarelle, verdura romana per antonomasia a quanto si dice, non sono altro che le cime della “catalogna”, una varietà di cicoria (credo tra l’altro che siano della stessa famiglia degli asparagi). Ammetto la mia ignoranza in materia: non mi ero mai interessata a questa verdura tipicamente invernale prima. Poi è capitato che ultimamente, per puro caso, me le ritrovassi spesso di fronte, al supermercato… Allora ho iniziato a documentarmi e ovviamente le ho comprate 😉 Oltre a sposarsi dannatamente bene con la mortadella (presto presto ricettina!), abbinamento inusuale quanto gustoso, le puntarelle vanno a nozze con le alici, dicono, ed ovviamente ho voluto sperimentare la faccenda. La ricetta che vi propongo è dunque quella dei Crostini con Bufala, Puntarelle e Alici Profumati all’Arancia (questa), ed ho come il sospetto che quella del link sia una foto di Sigrid de Il Cavoletto di Bruxelles dal momento che la stessa foto si trova sulla copertina del suo libro “Easy Finger” (a proposito, lo sto cercando disperatamente, nessuno che può aiutarmi?!); comunque, di questa ricetta io non ho cambiato una virgola, la riporto qui “con parole mie” ma di mio in pratica ci sono giusto le foto!

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INGREDIENTI (per 12 crostini, fettine di pane rotonde, diametro 6 cm)
12 alici fresche
1 limone (succo)
100 gr. di puntarelle
1 spicchio d’aglio
12 fettine di pane ai cereali
1 mozzarella di bufala (200 gr.)
1 arancia (scorza grattugiata)
olio extravergine di oliva
sale
pepe
vino rosso

PREPARAZIONE
Pulite le alici staccando prima la testa e le interiora, quindi passando un dito lungo la parte inferiore per aprirle a libro, tirando via la spina e la coda. In una tazza (è il modo migliore, se le alici non sono troppe) preparate una citronette con il succo del limone, due cucchiai d’olio extravergine di oliva, un pizzico di sale ed il pepe, quindi fatevi marinare i filetti di alici almeno un’oretta. Lavate le puntarelle sotto l’acqua fredda, pulitele eliminando il fondo duro, quindi tagliatele a listarelle e conditele in una ciotola con due dita di vino rosso, un filo d’olio extravergine di oliva, una puntina di sale e lo spicchio d’aglio schiacciato.
Affettate il pane e fate abbrustolire le fette sotto il grill del forno; affettate la bufala ottenendo 12 pezzetti più o meno uguali; grattugiate la scorza d’arancia e tenetela da parte.
Al momento di servire componete i crostini ponendo su ogni fetta di pane una fettina di bufala, un cucchiaio di puntarelle condite, un filetto di alice scolato dalla sua marinatura ed una spolverata di scorza d’arancia; macinate un po’ di pepe nero e portate in tavola.

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13 febbraio 2013

Risotto con Gorgonzola, Uva Rosata e Nocciole

Posted in Le mie ricette, risi, risotti ed altri cereali tagged , , , , , , , a 12:56 pm di pixel3v

Vi avverto subito: questa deliziosa ricetta non è farina del mio sacco. Il mio quadernone pieno di ritagli di ricette, molte delle quali prese da quelle riviste coi prezzi ancora in lire gentilmente donatemi dalla suocera, contiene anche cose meno preistoriche. In ogni caso, comunque, quando decido di preparare una ricetta proveniente risotto ricettanewsdal quaderno dei ritagli, per quanto io possa/voglia stravolgerla, cerco sempre in rete se qualcosa di simile già esiste. Nel caso di questo delicatissimo Risotto con Gorgonzola, Uva Rosata e Nocciole, beh, direi che navigando su internet mi si è aperto un mondo… La ricetta è recente, proviene da News, il periodico che regalano all’Esselunga, e ho visto che in tanti, tantissimi l’hanno riportata sul web senza cambiare neanche una virgola e, cosa che aborro come la peste per quel che mi riguarda, senza citare la fonte (vedere ad esempio qui, qui, qui, qui e qui). Io che la fonte l’ho citata, aggiungo che ho cambiato qualche cosina nelle dosi, che mi parevano un pochino misere, oltre al fatto che uva bianca in giro non ce n’era (la ritirano fuori per capodanno e poi puff, come l’hanno fatta comparire la fanno risparire…) e quindi ho usato l’uva rosata Red Globe. In foto vedete la ricetta di News, qui vi riporto la mia:

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INGREDIENTI (per 2 persone – abbondanti)
1 scalogno
30 gr. di burro
50 gr. di nocciole spellate
200 gr. di riso Carnaroli
½ bicchiere di vino bianco
175 gr. di uva rosata (10 acini belli grandi)
150 gr. di gorgonzola dolce
brodo vegetale

PREPARAZIONE
Mettete a bollire un pentolino con l’acqua e due dadi vegetali (io uso quelli bio, senza glutammato). Preparate un trito con lo scalogno; sciogliete il burro in una casseruola, unite lo scalogno e lasciate soffriggere pochi minuti, quindi tritate le nocciole (io mi sono aiutata con il fondo di un bicchiere) e fatele tostare, unendo anche il riso. Dopo qualche minuto versate il vino bianco, lasciate evaporare, dunque iniziate a versare piano piano il brodo, uno/due mestoli alla volta, mano a mano che il riso lo assorbirà, fino a raggiungere la giusta cottura del riso. Nel frattempo lavate l’uva, tagliate a metà ciascun acino, privatelo dei semi, quindi dividete ancora a metà ciascuna semisfera; tagliate a cubetti il gorgonzola. A cottura del riso quasi ultimata unite gorgonzola ed uva, mescolate ancora qualche minuto fino a che il formaggio non sarà del tutto sciolto, quindi spegnete il fuoco; lasciate riposare qualche minuto e servite, magari con della buona birra che, fidatevi, ci sta benissimo 😉

risotto nocciole 2 72dpi

8 febbraio 2013

Torta di Riso

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Come sapete ormai, io sono più fanatica del salato che del dolce. Ma c’è una cosa che adoro: i dolci a base di riso. Ebbene sì, la mia colazione preferita al bar (per quanto non ami fare colazione fuori casa) è il budino di riso… E di conseguenza, la Torta di Riso è uno dei miei dessert preferiti. Da tempo non la cucinavo, poi la scorsa settimana, a cena dai miei, la mamma mi ha fatto una graditissima sorpresa, facendomela trovare fatta da lei 😀 E così mi è venuto in mente che l’ultima volta che l’avevo preparata avevo fatto tutte le foto del caso, e che quindi ce l’avevo pronta da pubblicare… Detto fatto 😉 Grazie alla mamma quindi, che mi ha fatto tornare in mente la torta di riso, e grazie a Monica, una sua amica, perchè questa ricetta ormai ultratestata è sua… Ed è ottima 😉

torta di riso 1 72dpi

INGREDIENTI (per una tortiera rotonda, diametro di 24 cm, h. 5 cm)
1,4 l di latte
280 gr. di zucchero (io uso 210 gr. di fruttosio)
1 limone (scorza)
1 stecca di cannella
1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere
300 gr. di riso comune (originario)
3 uova
50 gr. di uvetta
2 cucchiai di rum
50 gr. di pinoli
burro per imburrare la teglia
farina per infarinare la teglia

PREPARAZIONE
In una pentola scaldate il latte con metà dello zucchero (o fruttosio), la scorza di limone, la stecca di cannella e la vaniglia in polvere; una volta portato ad ebollizione eliminate la cannella, versatevi il riso e cuocete a fiamma bassa, mescolando spesso, fino a quando il riso non avrà assorbito quasi tutto il latte (circa 50 minuti): la crema dovrà essere soda, ma non troppo asciutta, ed il riso dovrà essere ben cotto. A questo punto spengete il fuoco, trasferite il riso in una ciotola e lasciatelo raffreddare (mi raccomando, è importante: la crema deve rassodare ulteriormente!), quindi unite le uova una alla volta, l’uvetta precedentemente ammollata in un bicchiere d’acqua tiepida in cui avrete diluito il rum e poi ben strizzata, i pinoli precedentemente tostati e la restante metà di zucchero (o di fruttosio). Mescolate bene il composto e versatelo in una tortiera rotonda (la mia ha il diametro di 24 cm), imburrata e infarinata, livellando la superficie; infornate a 200° C per circa 40 minuti. La torta è cotta quando sulla superficie si forma una crosticina dorata (fate comunque la prova stecchino: deve uscire pulito); lasciatela fuori dal forno almeno un’oretta, quindi sformatela su un piatto da portata e servitela tiepida (ma anche fredda è ottima… Anzi io, personalmente, la preferisco fredda!).

torta di riso 2 72dpi

31 gennaio 2013

Gamberoni con Panatura di Frutta Secca su Vellutata di Zucca

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Ogni tanto mi cimento anche con i secondi piatti 😛 Essendo tra l’altro anche poco amante della carne, ecco che quando questo avviene, è facile che mi dirotti sul pesce. Questi Gamberoni con Panatura di Frutta Secca su Vellutata di Zucca possono comunque essere benissimo anche un piatto unico! La ricetta l’ho presa da qui, e non ho cambiato una virgola o quasi… Ho (abbiamo) seguito persino il consiglio del vino: il sito consigliava un Soave Classico, del Veneto, e devo ammettere che è stato un ottimo abbinamento!

gamberoni in crosta 1 72dpi

INGREDIENTI (per 2/3 persone)
600 g di zucca (peso da pulita – peso lordo 750 gr.)
1 scalogno
½ bicchiere di vino bianco
600 ml di brodo vegetale
1 rametto di rosmarino
40 gr. di pinoli
40 gr. di pistacchi sgusciati
40 gr. di granella di noci
40 gr. di granella di nocciole
1 uovo (albume)
12 gamberoni
olio extravergine d’oliva
sale
pepe
olio di semi per friggere

PREPARAZIONE
Sbucciate la zucca e tagliatela a cubetti; tritate lo scalogno e fatelo soffriggere in un pentolino dai bordi alti insieme ad un filo d’olio extravergine di oliva. Unite la zucca, saltate qualche minuto, quindi versate il vino e lasciate che evapori. Nel frattempo preparate il brodo con il dado vegetale ed incorporatelo alla zucca non appena avrà preso il bollore ed il vino sarà del tutto evaporato; unite il rosmarino, coprite e lasciate cuocere a fuoco dolce per circa mezz’ora.
Nel frattempo sbriciolate i pinoli ed i pistacchi e mixateli in una scodella con anche la granella di noci e quella di nocciole; in un’altra scodella, sbattete l’albume con un pizzico di sale ed una macinata di pepe. Sgusciate i gamberoni lasciando attaccate la coda e la testa e teneteli da parte.
Trascorsa la mezz’ora la zucca sarà morbida: frullatela con il mixer ad immersione (togliete il rametto di rosmarino se ve lo ricordate, a me è passato di mente ed ho frullato anche lui!) fino ad ottenere una crema, quindi coprite e lasciate riposare.
Portate a bollore abbondante olio di semi in una padella, passate ciascun gamberone prima nell’albume e poi nel mix di frutta secca tritata, quindi poneteli su carta scottex per assorbire l’olio in eccesso non appena saranno dorati. Servite impiattando prima la crema di zucca, quindi i gamberoni adagiati su di essa.

gamberoni in crosta 2 72dpi

24 gennaio 2013

Sformatini di Rucola con Capperi su Fonduta di Caprino

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Altra ricettina recentissima, veloce e dal gusto intenso, questi sfiziosi antipastininascono dalla revisione direi quasi totale di una ricetta trovata su quelle ormai famose riviste dai prezzi ancora in lire gentilmente donatemi dalla suocera. Se amate la rucola, questi Sformatini di Rucola con Capperi su Fonduta di Caprino sono l’ideale per gustarne appieno il sapore amarognolo ed al contempo pizzichino… La salsina di caprino è essenziale oserei dire, non solo per stemperarne sia il sapore che la consistenza, ma anche perché si sposa alla perfezione!

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INGREDIENTI (per 6 stampini monoporzione, diametro 7 cm, h. 8 cm)
per gli sformatini:
300 gr. di rucola
100 ml di latte
1 cucchiaio di capperi sott’aceto
3 uova
200 gr. di ricotta di mucca
5 cucchiai di farina
olio  extravergine di oliva
pepe
burro per gli stampini
per la fonduta:
160 gr. di caprino
100 ml di latte
1 cucchiaio raso di farina

PREPARAZIONE
Scaldate poco olio in una wok capiente e fatevi appassire la rucola per pochi minuti, quindi trasferitela nel mixer insieme con il latte ed i capperi e frullate fino ad ottenere una crema. In una ciotola sbattete le uova, quindi unitevi la crema di rucola, la ricotta e la farina; macinate abbondante pepe e mescolate fino a che il composto non risulterà liscio. Preriscaldate il forno a 180°C, imburrate gli stampini, quindi suddividetevi il composto. Poneteli in una teglia da forno dai bordi alti che riempirete con due dita d’acqua; infornate per 45 minuti circa (fate comunque la prova stecchino). Una volta sfornati, mentre lasciate intiepidire, preparate la salsa: in un pentolino dal fondo spesso mescolate il caprino con il latte; quando il composto sarà omogeneo ed inizierà a bollire unite la farina e mescolate per un paio di minuti (il tempo che addensi un pochino). Versate un mestolo di fonduta sui piatti dove andrete a porre i vostri sformatini, sformateli sui piatti passando lungo il bordo interno la lama di un coltello e versate su ciascuno un altro po’ di fonduta.

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15 gennaio 2013

Pennette con Broccoli, Pancetta ed Epoisses de Bourgogne

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L’idea di questo primo piatto è nata per caso, come spesso accade quando si apre il frigo sotto le feste e si cerca disperatamente di portare a termine qualche avanzo per sentirsi la coscienza più leggera vedendo il frigo che si svuota 😀 Partendo dai broccoli, che stavano in frigo da quasi una settimana, ho ideato queste Pennette con Broccoli, Pancetta ed Epoisses de Bourgogne nell’arco di due secondi: la pancetta (uno scampolo da tagliare al coltello) ci sta divinamente ed il formaggio, beh… Una rivelazione! A proposito, non fatevi spaventare dal suo nome: questo “Epoisses” è un formaggio francese che ci era stato regalato e perciò ho usato questo, ma qualunque altro formaggio francese a pasta morbida con buccia edibile (tipo Camembert o Brie, per nominarne due noti) può sostituirlo… L’arancione della buccia dell’Epoisses fa più che altro colore 😉

pennette broccoli 1 72dpi

INGREDIENTI (per 2 persone)
1 cipolla bianca
650 gr di broccoli (peso da puliti: 300 gr)
100 gr. di pancetta dolce
1 bicchiere di vino bianco
200 gr. di pennette rigate
100 gr di epoisses de Bourgogne (formaggio francese a pasta morbida)
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero
latte

PREPARAZIONE
Fate soffriggere la cipolla tritata in una wok con un filo d’olio. Nel frattempo pulite i broccoli, riducete le cime a pezzetti piccoli ed unitele alla cipolla; lasciate soffriggere per qualche minuto, aggiustate di sale, quindi versate due o tre bicchieri d’acqua e lasciate cuocere, coperto, per circa 10 minuti. Al termine di questo tempo togliete il coperchio, lasciate che l’acqua finisca di evaporare, quindi unite la pancetta a dadini e, quando questa avrà preso colore, il vino bianco. Lasciate andare a fuoco vivo fino a che il liquido non sarà del tutto evaporato; aggiustate di sale, pepate e tenete da parte. Cuocete le pennette in abbondante acqua salata, scolatele al dente, quindi fatele saltare nella wok insieme con i broccoli e la pancetta, unendo il formaggio tagliato a cubetti e due o tre cucchiai di latte; mescolate sul fuoco vivo, grattate un altro pochino di pepe e servite subito.

pennette broccoli 2 72dpi

Vista la novità? Alla fine sono stata costretta a “firmare” le mie foto… La cosa, ammetto, non mi piace per niente, ma finchè non trovo una soluzione drastica e definitiva al dilagare dei “furti” delle mie foto in rete (che poi, dico io, ci vuol tanto a riportare il link?!), tocca fare così… Chiamatela “firma”, chiamatelo “watermark”, ‘sto coso per adesso sarà presente in ogni mia prossima foto… 😛

8 gennaio 2013

English Lemon Curd (Crema al Limone)

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C’era una volta un blog di cucina. Anzi, no. C’era una volta una ragazza che non sapeva cucinare. Non sapeva scaldare il latte, non sapeva farsi un caffè, non sapeva grazie a quale magico procedimento la pasta, così dura nella sua busta, diventasse mangiabile. Poi la Cocca le ha insegnato a preparare la moka, proprio il giorno del suo diciottesimo compleanno… E forse è stato proprio lì che questa ragazza ha scoperto che la cucina non era un luogo così tremendo; al contrario, proprio in cucina potevano nascere le più grandi magie. E, vabbè, nonostante tanti esperimenti finiti male, da diversi anni ormai questa ragazza riesce a trarre dalla cucina soddisfazioni più o meno grandi. Fin dall’inizio, la ragazza ha avuto una grande predisposizione per tutto quel che non era italiano; in particolare si è dilettata e si diletta tuttora con piacere nell’utilizzo culinario di spezie medio-orientali…
Un bel giorno, la sua amica Murex scrisse sul suo blog un post sulla curcuma, attingendo a sua volta da un altro blog per trovare una valida ricetta che, appunto, utilizzasse la curcuma con sapienza. Sto parlando del blog di Fabien e delle sue Patate stufate all’indiana, poi da me riproposte qui… Da quel giorno, io quel blog non l’ho mollato più!
Da più di un anno, però, Fabien, dal quale ho imparato molto e dal quale spesso ho tratto ispirazione, ha deciso di chiudere il suo blog, continuando a portare avanti progetti paralleli ed articolati, ma abbandonando quei momenti di cucina “personale” che più amavo del suo spazio virtuale. Inutile dire che questo mi è dispiaciuto, ahimè… Ed è un po’ per nostalgia, un po’ per gola, che ripropongo oggi una sua ricetta, quella della Lemon Curd (nota come “crema al limone”, anche se letteralmente “curd” significa “caglio”): lui l’ha sperimentata in diverse versioni, io invece mi sono ciecamente fidata di lui e del fatto che, tra le tante prove, la versione di Philippe Conticini, che appunto Fabien propone sia sul suo blog (qui) che su Spigoloso, sia la migliore in fatto di gusto e di rapidità d’esecuzione. Da parte mia, non posso far confronti, posso solo assicurarvi che questa ricetta è ultra-rapida eppure di sicura riuscita… Ed è per questo che la ripropongo esattamente identica all’originale 😉
Indirettamente ringrazio anche Simon, un ragazzo inglese che per capodanno ci ha preparato un cheesecake stratosferico sormontato da uno strato cremoso e limonoso… Quando mi ha spiegato che ingredienti ci fossero in quella sublime copertura io ho esclamato: “Ma è la lemon curd!” e lui mi ha guardata con uno stupore beato, quasi come se fino a quel momento nessuno avesse mai avuto la più vaga idea di cosa fosse quella roba lì 😛 Insomma, diciamo che Simon mi ha fatto venire in mente che questa ricetta, preparata da diverso tempo, l’avevo lasciata ad impolverarsi nell’archivio!

lemon curd 72dpi

INGREDIENTI (per 500 ml di lemon curd)
75 gr. di ghee (burro chiarificato)
100 gr. di zucchero (io ho usato 70 gr. di fruttosio)
3 limoni maturi (succo e scorza di uno)
3 uova

PREPARAZIONE
Sciogliete il ghee in un pentolino (che sia abbastanza capiente, perché qui si riuniranno poi tutti gli ingredienti) insieme alla scorza grattugiata di un solo limone. Appena il burro è fuso ed inizia a fare le prime bollicine, versatevi lo zucchero (io il fruttosio) e mescolate bene finchè non si sarà del tutto sciolto. Spremete i limoni e, a parte, sbattete le uova. Versate nel burro fuso col fruttosio prima il succo dei limoni e poi le uova sbattute e mescolate continuamente (per evitare che l’uovo si rapprenda) fino a che la crema non comincerà ad addensarsi (circa 5 minuti). Una volta pronta, versate la vostra lemon curd in un vasetto di vetro, lasciatela raffreddare a temperatura ambiente, quindi ponetela in frigorifero. Attendete almeno una notte prima di utilizzarla.

crostata con lemon curd 72dpi

La lemon curd è un jolly per farcire qualunque tipo di preparazione dolce (anche se, come dice anche Philippe, è ottima anche da gustare a cucchiaiate!!)… Io a suo tempo avevo preparato la crostata semplice semplice che vedete in foto, cuocendo prima la pasta da sola e poi spalmandovi la lemon curd, decorandola poi con dei pinoli tostati, ma come vi ho detto prima è ottima anche spalmata su un goloso cheesecake 🙂

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