20 giugno 2011

Panini di Patate con Pecorino ed Erba Cipollina

Posted in Le mie ricette, pane e lievitati tagged , , , , a 11:54 am di pixel3v

Ecco, è di nuovo lunedì. Un’altra settimana di giugno se n’è andata, il tempo vola… E vabbè, i soliti discorsi. E’ caldo, e stavolta (e per tutta la settimana, vedrete) io ho acceso il forno, tanto x far incavolare la mi’mamma, che poi, ed ha ragione, in cucina si fa la sauna per le 10 ore a seguire 😛 Ma è per una buona causa… Questi Panini di Patate con Pecorino ed Erba Cipollina son buoni, croccanti, ottimi con tutto e commestibili anche il giorno successivo, se riscaldati 🙂 Quindi non indugio oltre, anche se immagino che voi non abbiate tutta la voglia che è presa a me di accendere il forno, e vi lascio alla ricetta…

INGREDIENTI (per 6 panini dal diametro di 10 cm circa, peso 150 gr. ciascuno)
250 gr. di patate (peso da sbucciate – io ne ho usata una bella grossa)
600 gr. di farina 0
1 bel mazzetto di erba cipollina
250 ml di latte
25 gr. di burro
25 gr. di lievito di birra
1 uovo
1 cucchiaino di zucchero (o fruttosio)
1 cucchiaino di sale
150 gr. di pecorino toscano semistagionato
pepe
olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE
Sbucciate le patate e grattugiatele, mescolatele in una ciotola capiente insieme con la farina, quindi unite l’erba cipollina tritata. In un pentolino scaldate il latte, quindi togliete dal fuoco e fatevi sciogliere il burro ed il lievito di birra; unitevi l’uovo, lo zucchero, il sale ed il pecorino tagliato a cubetti molto piccoli; macinate abbondante pepe e mescolate il tutto. A questo punto versate questo composto nella ciotola con farina e patate ed impastate fino a formare un panetto omogeneo che coprirete con un panno e lascerete lievitare per un’ora. Trascorso questo tempo lavorate di nuovo l’impasto, suddividetelo in X “palle” e spennellatele una ad una con un po’ d’olio, ponendole via via su di una teglia da forno e bucherellando la loro superficie con una forchetta. Lasciate lievitare altri 15 minuti e, nel frattempo, preriscaldate il forno a 190° C. Trascorsi anche questi 15 minuti, infornate la teglia e lasciate cuocere i panini per circa 45 minuti, coprendo la superficie con della carta da forno se dovesse scurirsi troppo.

Con questa ricetta partecipo al contest di 2 Cuori in Cucina (Stefano e Veronica): cliccate il bannerino qui sotto x ulteriori informazioni 😉

31 gennaio 2011

Per un Governo Serio – Liberiamoci del Maiale: Crostini con Datteri, Pancetta e Brie

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Ora, vai a casa Mister B.!
Di nuovo politica? Ebbene sì, ma sempre intrecciata con la cucina ovviamente… E’ la nuova iniziativa in cui Norma mi ha coinvolta anche stavolta, e alla quale aderisco con grande piacere… Questa volta, come potete facilmente capire, non c’entra l’omofobia (da cui era scaturita la nostra provocazione che coinvolgeva i finocchi), ma la dignità femminile e, perchè no, quella di chiunque di voi si trovi a non poterne più del nostro “caro” Mister B.! Quindi, ecco che con mestoli e padelle anche noi foodbloggers ci schieriamo, coi nostri mezzi, per dire BASTA a questo schifo che sempre più prepotentemente ci circonda… Ma ogni parola è superflua, io vi copio-incollo il post originale di Norma che potete trovare qui… E poi vi lascio con la mia ricetta a base di maiale 😉

“Rieccoci qui, un gruppo di bloggers stufe dei comportamenti insultanti nei confronti delle donne del presidente del Consiglio. Atteggiamenti già noti da tempo, ahimé, ma che adesso hanno oltrepassato davvero ogni limite, manifestandosi in modo chiaro ed univoco agli occhi di chiunque abbia un minimo di buon senso e una dose di dignità.
Già quando ci ritrovammo a commentare il gran numero di adesioni e di ricette raccolte per “Metti un finocchio a cena”, uno dei pensieri ricorrenti fu: guarda, non se ne può davvero più… Qualcosa nelle nostre cucine stava fermentando, e non stiamo parlando di kefir e lievito madre, che, non ce ne voglian le fautrici, son tanto buoni e fan tanto massaia bon ton, più crescono e più cresce l’autostima, ma… mah! alla nostra dignità credo aggiungano poco. Quella dignità che negli ultimi mesi è stata calpestata al limite della sopportazione…
E’ in fermento la nostra capacità di reagire, di chiedere rispetto, da parte di chi ci governa, con i mezzi a nostra disposizione: la parola, l’ironia e….mestoli e padelle! Ora basta!! (qui il link alla raccolta firme lanciata da Concita De Gregorio, sul giornale di cui è Direttore).
nel momento in cui le donne vengono scelte e premiate in base non al merito ma a qualcos’altro che con la professionalità, l’impegno, l’intelligenza ha poco o nulla a che fare, è stata riversata addosso l’inutilità del loro sacrificio” (G.Bongiorno, presidente commissione Giustizia della Camera).

Ed ecco qui la mia ricetta a base di maiale: dei Crostini con Datteri, Pancetta e Brie. I datteri sono una di quelle cose (come il torrone) che non amo particolarmente, ma che, se ben “accoppiata”, può deliziarmi davvero il palato… E per questa scoperta devo ringraziare un ottimo ristorantino nel centro di Lucca, l’Osteria La Tosca, dove non molto tempo fa ho mangiato dei gustosissimi crostini con datteri, caprino e miele… Ora, devo ammettere che l’accoppiata “datteri + miele” è un filino stucchevole per i miei gusti, e poi va detto che il “caprino” che il ristorante in questione utilizza non è esattamente il caprino fresco come lo intendo io, ma un formaggio che somiglia più al Brie o al Camembert.
Insomma, posto che l’accoppiata datteri + Brie (perché per me quello è Brie!) è ottima, ho pensato a qualcosa da unire che non fosse il miele, ed ho “partorito” questi deliziosi crostini… Sono andata su tutt’altro genere, lo so, unendovi la pancetta, il suo sapore è certamente meno delicato e più deciso di quello del miele, ma senz’altro ho indovinato un accozzamento di sapori niente male (che poi, evidentemente non ho scoperto l’acqua calda: provate a scrivere nella barra di Google “datteri e” e guardate un po’ qual è il primo suggerimento che il motore di ricerca vi dà 😉 )… Provare per credere 😉

Ah: come nel caso del Semifreddo al Torrone, anche qui trattasi di puro e semplice riciclo natalizio: i datteri erano da un mesetto in giro per casa non perché qualcuno li avesse comprati (certo, ora che si è scoperto questi crostini saranno più richiesti 😉 ), ma perché provenivano da uno dei cesti di Natale regalati a mio padre 🙂

INGREDIENTI (per 10 crostini)
150 gr. di pane toscano (10 fette medie insomma)
80 gr. di rigatino toscano (ossia la pancetta lunga, non quella rotonda) affettato fine
150 gr. di Brie o Camembert (sono entrambi di latte di mucca ed hanno la pasta soda)
10 datteri

PREPARAZIONE
Affettate il pane e ponete le fette ad arrostire in forno, accendendolo sul momento; nel frattempo scaldate una padella e rosolatevi, senza olio, le fette di rigatino (pochissimi secondi per lato); affettate il brie a fette spesse circa ½ cm ed aprite ogni dattero nel senso della lunghezza, solo da una parte, estraendo il nocciolo. Quando il forno avrà raggiunto i 200° C (circa 15 minuti per quanto mi riguarda) spengetelo ed estraete le fette di pane, ponete su ognuna di esse una fettina di rigatino, ripiegandola su sé stessa, quindi una fetta di brie ed un dattero aperto. Riponete i crostini nel forno spento (ma ancora caldo) per circa 15 minuti, tempo di far intiepidire anche i datteri, di far fondere un pochino il brie e di far “amalgamare” i sapori, quindi servite subito.

Che dire, speriamo che questi crostini vi piacciano, ma che vadano di traverso a Mister B… E soprattutto, speriamo di aderire all’iniziativa di Norma in tanti, tantissimi… Chissà che non serva davvero 😉

6 dicembre 2010

La Salsa Verde della Nonna Lilia

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La ricettina di oggi è rapida rapida, e nasce da un’esigenza: l’altro giorno avevo in avanzo un po’ d’arista tagliata a fettine fini, priva di qualunque tipo di sugo… 😦 E siccome io mangio la carne solo se è ‘nascosta’ (leggi: bella insugata), ho deciso di preparare la Salsa Verde recuperando una vecchia ricetta della mia cara nonna Lilia (sempre lei!) 🙂 La nonna ci metteva anche la maionese, ma a me la maionese sta piuttosto antipatica e quindi ho evitato… A me pare ottima lo stesso 😉
Oltre che con l’arista, la salsa verde (che dovrebbe essere tipica del Piemonte) è ottima come accompagnamento per la carne lessa.

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 tuorli d’uovo (sodi)
100 gr. di prezzemolo
1 cucchiaio di capperi
1 spicchio d’aglio
50 gr. di mollica di pane
1 cucchiaino di pasta d’acciughe (meglio 3 filetti d’acciughe, ma io in casa non li avevo!)
4/5 cucchiai d’olio extravergine di oliva (io ho usato l’olio novo… buono…)
sale
pepe

PREPARAZIONE
Fate assodare le uova, quando si freddano eliminate l’albume tenendo da parte i tuorli. Mettete a mollo la mollica di pane per una decina di minuti. Tritate nel mixer i capperi, il prezzemolo, il pane, l’aglio, la pasta d’acciughe e i tuorli; grattate un po’ di pepe, aggiungete un pizzico di sale e unite l’olio, mescolando bene.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta In Tutte le Salse! indetta da Maetta del blog Che Gusto Sa?… Partecipate numerosi, valgono salse/creme/mousse (insomma, qualunque cosa possa essere spalmata!) sia dolci che salate… Su, Maetta aspetta voi per completare il suo pdf 😛

 

15 novembre 2010

Panini di Zucca alla Birra con Semi di Sesamo

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Eh no, una sola ricetta a base di zucca mica mi bastava…. Dal momento che ci siamo, se ne approfitta no? 😉 E poi non ho mai fatto il pane prima (esclusi i Pizzi Leccesi), quindi ecco che anche stavolta si prendono due piccioni con una fava 😛
Questi Panini di Zucca alla Birra con Semi di Sesamo li ho preparati prendendo spunto da una ricetta di Brii dal forum Peccati di Gola e di Amicizia, un covo di donzelle appassionate di cucina dalle quali ho molto da imparare; ho modificato qualcosina, ma il merito va tutto a loro ed ai loro preziosissimi consigli (vedi la storia della lievitazione più o meno lunga)! Ecco quindi come ho fatto:

INGREDIENTI (per 8 pagnotte dal diametro di 8 cm circa, peso 100 gr. ciascuna)
300 gr. di zucca (peso da pulita)
1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva
5 gr. di lievito di birra
½ bicchiere di birra a temperatura ambiente + altri 40 ml
300 gr. di farina 00
200 gr. di farina manitoba
1 cucchiaino di sale
semi di sesamo bianchi e neri

PREPARAZIONE
La sera prima: pulite la zucca (io la faccio a tocchetti, che lavoro meglio, e tolgo buccia e semi) e tritatela, da cruda, con il mixer. Ponetela in una ciotola capiente ed unitevi l’olio ed il lievito sciolto in mezzo bicchiere di birra (che non sia fredda eh!). Mescolate, quindi unite piano piano le due farine precedentemente setacciate insieme al sale e lavorate bene l’impasto. Per ammorbidirlo non utilizzate acqua ma birra: con queste dosi, io ho aggiunto 40 ml scarsi di birra a questo impasto, mentre lo lavoravo. Una volta ottenuto un impasto liscio e bello sodo (deve essere morbido, non secco e duro ma neanche colloso) formate una palla e ponetela in una ciotola; coprite con della pellicola e lasciate riposare in frigo per tutta la notte (se per questioni di tempistica necessitate di una lievitazione più breve – tipo 3 ore invece che tutta la notte – utilizzate 15 gr. di lievito di birra; io ho imparato che se si allunga il tempo di lievitazione si può benissimo utilizzare meno lievito! Ah: se diminuite il tempo di lievitazione non tagliate la farina 00 con la manitoba: quest’ultima è infatti ottimale nelle preparazioni a lunga lievitazione).
Il mattino successivo: riprendete l’impasto, con le mani infarinate formate delle palline non troppo grosse (con queste dosi ne ho ottenute 8 dal diametro di circa 8 cm) e ponetele su una leccarda rivestita con carta da forno, ben distanziate tra di loro; praticate un taglio a croce sulla superficie delle pagnotte con un coltellino affilato e spolverizzate coi semi di sesamo sia bianchi che neri. Coprite di nuovo con un canovaccio e lasciate riposare un paio d’ore. Infornate quindi a 200° C per 10 minuti, poi abbassate il forno a 180° C e proseguite la cottura per altri 30 minuti. Servite tiepidi.

 

Anche con questa ricetta partecipo all’iniziativa di Rebecca di Non Tollero il Lattosio di cui vi parlavo nel post dei Budini di Zucca… Per chi non avesse letto, si tratta di una Raccolta di Ricette con la Zucca: oggi è l’ultimo giorno utile, dopodichè Rebecca stilerà il definitivo pdf… Vi consiglio di seguirla e di scaricarvi il pdf, quando sarà, per avere millemila idee su come utilizzare le zucche 😉

25 ottobre 2010

I Pizzi Leccesi

Posted in Le mie ricette, pane e lievitati tagged , , , , , , , , , , , a 11:14 am di pixel3v

Dopo aver cucinato Pan coll’Uva per un reggimento, mi ero ritrovata con cubetti di lievito di birra avanzati sparsi per il frigorifero… E insomma, erano da consumare al più presto possibile. Qualche giorno fa mi sono quindi lanciata per la prima volta nella preparazione di questi Pizzi Leccesi, panini salati molto gustosi… Il risultato è garantito: un’alternativa più sfiziosa al classico pane, benchè altrettanto sana…

Ma veniamo al dunque (ah: leggete anche sotto la seconda foto se volete prepararli!) 🙂

INGREDIENTI (per 9 pizzi dal diametro di 8 cm circa)
15 gr. di lievito di birra
250 gr. di farina 00
25 ml d’olio extravergine d’oliva +  quello per la padella
75 ml d’acqua + quella in cui sciogliere il lievito
1 cipolla bionda
150 gr. di pomodori rossi (peso da puliti)
60 gr. di olive taggiasche (peso da denocciolate)
sale
peperoncino in polvere

PREPARAZIONE
Sciogliete il lievito di birra in 1/3 di bicchiere d’acqua tiepida. Impastate la farina con l’olio, un pizzico di sale ed il lievito sciolto ed aggiungete l’acqua poca per volta, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formate una palla e lasciate che l’impasto riposi circa 4 ore, coperto da un canovaccio.
Fate imbiondire la cipolla finemente tritata con un filo d’olio; sbucciate i pomodori (io ho usato i Piccadilly, direttamente dal mio orticello, e per questa ricetta me ne sono serviti una decina all’incirca)*, tagliateli a cubetti privandoli dei semi, salateli e fateli cuocere assieme alla cipolla, unendo mezzo bicchiere d’acqua; lasciate sobbollire e, quando l’acqua sarà del tutto evaporata ed i pomodori morbidissimi, aggiungete anche le olive taggiasche, snocciolate e fatte a pezzettini. Fate saltare un altro paio di minuti, unendo un pizzico di peperoncino (qui è a piacere, io tendo a non esagerare!).
Una volta trascorso il tempo di lievitazione prendete la pasta, incorporatevi la salsa preparata e lavoratela bene; aggiungete un po’ di farina se l’impasto dovesse essere troppo molle a causa delle verdure. A mano, dividete l’impasto ricavandone dei panini (con queste dosi io ho ottenuto 9 “frittellone” dal diametro di 8 cm circa ciascuna) e poneteli su una teglia ricoperta con carta da forno, distanziandoli l’uno dall’altro; schiacciateli bene, tanto in forno rigonfieranno un po’. Cuoceteli a 250°C per 25 minuti, quindi servite i vostri Pizzi tiepidi.
*[Piccolo trucchetto per sbucciare in un attimo i pomodori: tuffateli una decina di secondi in acqua già bollente, quindi passateli subito sotto il getto d’acqua fredda: si spelleranno facilissimamente!]

Non fatevi prendere dallo sconforto quando, impastando le verdure (pomodori, cipolla ed olive) con la pasta lievitata, vi accorgerete che è tutto molto appiccicoso e che metà delle verdure vi stanno restando incastrate tra le dita… Ve lo dico per esperienza, alla fine ce la farete e il risultato sarà ottimo lo stesso, anche se le “palline” saranno molto poco tonde… Ma in fondo, se leggete su Wikipedia, alla voce Cucina Salentina, c’è scritto che i pizzi hanno una forma non ben definita, come ci ricorda il nome greco “scèblasti” che vuol dire, appunto, informe… Ora so il perché 😀
E poi, dopo quei 25 minuti di forno, fidatevi, lo sconforto dell’impasto già ve lo sarete dimenticato… Questi panini sono mondiali, croccanti fuori e morbidi dentro, e hanno un irresistibile saporino di… Pizza appunto 🙂 Un po’ come quei crackers o grissini aromatizzati e “colorati di rosso” che si trovano in commercio insomma… Ma questi li avrete fatti da soli, volete mettere? 😉

Classicone dal sicuro impatto nostalgico e malinconico, quest’oggi, che ben si sposa con la giornata tremendamente piovosa… Da ascoltare al calduccio, guardando fuori dalla finestra, rimembrando… Beh, quel che vi pare, credo che chiunque abbia un qualche ricordo legato a questa Wish You Were Here dei Pink Floyd 🙂

23 settembre 2010

Il Pan coll’Uva

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Ebbene sì, è ufficiale… Da due giorni è iniziato l’autunno 😦 E siccome indietro non si torna, devo solo aspettare pazientemente circa 10 mesi per potermi di nuovo godere il torrido caldo estivo… Ma me ne farò una ragione: abbandoneremo le insalate fresche, le granite ghiacciate e i dolcissimi e succosissimi frutti estivi, è vero, ma in questa stagione bigia, piovosa e tremendamente buia (se c’è una cosa che io odio sono le giornate corte, che alle 16,00 è già buio :evil:), la terra ci riserva comunque doni molto gustosi… Già sento il profumino legnoso e muschiato dei funghi, quello caldo ed intenso delle castagne e quello dolce ma al contempo asprigno dell’uva… Ecco, appunto, l’uva! Partiamo proprio da qui.
Tipico della stagione autunnale, nonché della mia regione (anzi, anzi, proprio della mia città: a quanto ne so, questo dolce è tipicamente pratese), il Pan coll’Uva, o “schiacciata” con l’uva (“stiaccia”, per dirla alla nostra maniera… E guai a chi la chiama “focaccia”!), è un dolce che nel periodo settembrino spopola nei supermercati, nei panifici, alle feste di paese e nelle cucine italiane. Non l’avevo mai fatto prima, e anzi, nonostante mi piaccia molto (in particolare, adoro il sapore del pane dolce irrorato del succo rosa/viola degli acini!) non lo mangio quasi mai… Il motivo? Quegli odiosissimi semini 👿 E siccome è raro, anzi, è pressoché impossibile trovare del pan coll’uva senza semi, poiché la cosa richiederebbe un lavoro certosino non da poco, avevo inizialmente deciso che questo pallosissimo lavoro l’avrei fatto io stessa… Per riuscire quindi a godermi una schiacciata con l’uva a modino 😉

E però, ammetto che dopo aver aperto e privato dei semi circa metà chicchi, la pasta era ormai ben lievitata… Ed io ero ormai stravolta 😕 Quindi non posso dire di aver gustato, neanche stavolta, un pan coll’uva totalmente privo di semi… E’ ottimo e succosissimo lo stesso eh, ma a costo di pagare qualcuno per darmi una mano, giuro a me stessa che la prossima volta lo rifaccio senza l’ombra di un seme!

INGREDIENTI (per una teglia di 22 x 28 cm)
400 gr. di farina 0
1 pizzico di sale
70 gr. di fruttosio (o 100 gr. di zucchero) + altri 3/4 cucchiai per spolverizzare
25 g. di lievito di birra (un cubetto)
800 gr. di uva nera da vino a chicchi piccoli (di solito c’è scritto “uva da schiacciata”)
1 cucchiaino di semi di anice
olio d’oliva

PREPARAZIONE
Impastate la farina con il sale, 4 cucchiai d’olio, 70 gr. di fruttosio ed il lievito di birra precedentemente sciolto in un bicchiere scarso di acqua tiepida; lavorate bene l’impasto, aggiungendo altra acqua tiepida (poca) se necessario, quindi lasciate che lieviti per circa un’ora (dovrà raddoppiare di volume), coprendolo con un canovaccio. Nell’attesa, se avete voglia di impazzire come ho fatto io (io l’ho fatto solo per metà, ahimè) dividete a metà gli acini d’uva e privateli dei semini, facendo attenzione a non eliminare la polpa dei frutti. Questa operazione vi farà sì perdere la pazienza, ma sarà utile anche per far sì che gli acini sprigionino ancor di più il loro sughino, di cui il pane si imbeverà!.
Passato il tempo della lievitazione stendete l’impasto sottile e dividetelo in due parti, ricavando due rettangoli uno un po’ più grande dell’altro. Ponete il più largo su un foglio di carta da forno ben oliato e stendetevi quindi un primo strato d’uva (diciamo 2/3 del totale), avendo cura di lasciare libero un po’ di spazio lungo i bordi; spolverizzate con altro fruttosio (o zucchero) e passate un filo d’olio. A questo punto ricoprite con l’altra metà di impasto, unendo bene i bordi dei due strati di pasta con le dita: dovrete sovrapporre i bordi liberi dello strato sottostante al rettangolo di pasta più piccolino. Ponete la schiacciata (con tanto di carta forno oliata) in una teglia da forno rettangolare e cercate di modellarla in base alla vostra teglia. Ricoprite la schiacciata con gli acini d’uva rimasti, cercando di pressarli per farli aderire alla pasta; spolverizzate con dell’altro fruttosio (o zucchero) e versate un altro filo d’olio. Cospargete in ultimo i semini di anice, quindi infornate a 180° C per 70 minuti circa, o comunque fino a che la superficie del pan coll’uva non sarà ben dorata; a me piace ben cotta sopra ma bella morbidina sotto, se invece voi volete che anche la base sia più colorita (personalmente non ve lo consiglio: la schiacciata si asciuga troppo e perde l’aroma del succo dell’uva, a mio modestissimo parere), proseguite la cottura qualche minuto in più, solo sotto. Aspettate che sia tiepida prima di affettarla e di gustarla 😉

Il pezzo di oggi è tipicamente autunnale… O insomma,  io lo reputo tale dal momento che il testo racconta di ricordi estivi ormai sbiaditi… E poi, a me questa canzone piace da matti 🙂
Beccatevi quindi Walking Barefoot degli Ash… Oh, come vorrei anch’io camminare scalza, sulla sabbia dorata, adesso… 🙄

17 settembre 2010

Pane, (A)More e Panna Fresca :)

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Direi che con la parentesi calabro – siciliana abbiamo finito (almeno per il momento)… Ma il mio reportage estivo non termina qui 🙂
Questa ricetta vuole essere un tributo a mia suocera, ai suoi affascinanti racconti di bambina… Sarà che quando si parla del binomio cibo + tradizione a me si drizzano subito le antenne in testa… Ma il solo sentirla parlare delle sue merende a base di pane tostato, more appena colte e panna fresca ha fatto nascere in me l’irresistibile bisogno di un pomeriggio nel bosco, al fine di poter toccare con mano (e fotografare, e poi gustare) questa estrema delizia 🙂
E così, non molto tempo fa, quando settembre era da poco arrivato e la mia San Vincenzo si stava inesorabilmente svuotando, io e la mia amica Chiara (come al solito, le ultime ad andarsene) siamo partite alla volta dei boschi di San Carlo… Siamo tornate coi vestiti da lavare, con le mani tutte bucherellate e tagliuzzate e con diversi pizzichi di insetti non ben identificati… Ma giuro e spergiuro: ne è valsa la pena 😉
La ricetta che segue, quella della suocera come dicevo, è molto semplice ma di effetto garantito per una merenda sana e golosa (altro che N*utella!)… Servono solo Pane, (A)More e Panna Fresca 🙂 Ulteriori requisiti indispensabili: prendetevi un pomeriggio d’agosto/settembre libero, armatevi di secchiello, di pantaloni lunghi e di tanta pazienza e… Andate a far more (ma non mangiatevele tutte per strada!)…
Ah, se dal mio racconto non fosse chiaro lo ripeto: occhio alle spine dei rovi ed agli insetti 😉

INGREDIENTI (per 8 fette di pane)
300 gr. di pane casalingo
200 gr. circa di more
250 ml di panna fresca
3 cucchiaini di fruttosio (o 4 di zucchero) + quello per guarnire

PREPARAZIONE
Affettate il pane e tostate le fette fino a doratura. Nel frattempo, montate la panna (non troppo, meglio che resti un po’ morbidina) insieme allo zucchero (io uso il fruttosio). Ponete le fette di pane su un piatto da portata, ricoprite le fette con le more appena raccolte (lavate, magari!), quindi decorate con la panna montata; spolverizzate con altro fruttosio e servite, per la gioia del vostro palato 😉

Credetemi, poche volte ho fatto una merenda così estremamente goduriosa… 🙂
Ah: il totale delle more raccolte ammontava ad 1,5 kg… Ovviamente, dopo la stramerenda ed altri piluccamenti vari da parte di chiunque passasse da casa mia, il restante raccolto è stato congelato e portato a casa. Giusto ieri ho scongelato quel rimanente 1/2 kg di more… Che cosa ci ho fatto? Ve lo faccio vedere la prossima settimana 😉 (Chiara, non volermene, giuro che il prossimo raccolto lo lascio tutto a te… 🙂 )

Ah: torniamo a parlare di musica… E ripartiamo dagli Iron Maiden, con 2 minutes 2 midnight 😉

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