24 gennaio 2013

Sformatini di Rucola con Capperi su Fonduta di Caprino

Posted in antipasti e fingerfood, flan, sformatini e sformati, Le mie ricette tagged , , , , a 1:27 pm di pixel3v

Altra ricettina recentissima, veloce e dal gusto intenso, questi sfiziosi antipastininascono dalla revisione direi quasi totale di una ricetta trovata su quelle ormai famose riviste dai prezzi ancora in lire gentilmente donatemi dalla suocera. Se amate la rucola, questi Sformatini di Rucola con Capperi su Fonduta di Caprino sono l’ideale per gustarne appieno il sapore amarognolo ed al contempo pizzichino… La salsina di caprino è essenziale oserei dire, non solo per stemperarne sia il sapore che la consistenza, ma anche perché si sposa alla perfezione!

sformatini rucola 1 72dpi

INGREDIENTI (per 6 stampini monoporzione, diametro 7 cm, h. 8 cm)
per gli sformatini:
300 gr. di rucola
100 ml di latte
1 cucchiaio di capperi sott’aceto
3 uova
200 gr. di ricotta di mucca
5 cucchiai di farina
olio  extravergine di oliva
pepe
burro per gli stampini
per la fonduta:
160 gr. di caprino
100 ml di latte
1 cucchiaio raso di farina

PREPARAZIONE
Scaldate poco olio in una wok capiente e fatevi appassire la rucola per pochi minuti, quindi trasferitela nel mixer insieme con il latte ed i capperi e frullate fino ad ottenere una crema. In una ciotola sbattete le uova, quindi unitevi la crema di rucola, la ricotta e la farina; macinate abbondante pepe e mescolate fino a che il composto non risulterà liscio. Preriscaldate il forno a 180°C, imburrate gli stampini, quindi suddividetevi il composto. Poneteli in una teglia da forno dai bordi alti che riempirete con due dita d’acqua; infornate per 45 minuti circa (fate comunque la prova stecchino). Una volta sfornati, mentre lasciate intiepidire, preparate la salsa: in un pentolino dal fondo spesso mescolate il caprino con il latte; quando il composto sarà omogeneo ed inizierà a bollire unite la farina e mescolate per un paio di minuti (il tempo che addensi un pochino). Versate un mestolo di fonduta sui piatti dove andrete a porre i vostri sformatini, sformateli sui piatti passando lungo il bordo interno la lama di un coltello e versate su ciascuno un altro po’ di fonduta.

sformatini rucola 2 72dpi

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28 marzo 2011

Pici con Alici Marinate all’Arancia, Capperi e Pinoli

Posted in di mare, Le mie ricette, pasta, pastasciutta & simili tagged , , , , , , a 10:18 am di pixel3v

Chi mi conosce sa quanto io ami il mare… Amo il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, amo il sole che si riflette sullo specchio dell’acqua a mezzogiorno, amo passeggiare in riva al mare con i piedi a mollo, amo sentire la sabbia tra le dita… Già, la sabbia, la “mia” sabbia. La “mia” Val Di Cornia, la “mia” San Vincenzo… Il “mio” mare, quello della spiaggia libera, quello al confine tra San Vincenzo e Donoratico: ultima casa a sinistra, quella è la mia. Poi il bosco, la natura incontaminata, le passeggiate fino alla terza capannina, le conchiglie da raccogliere, il mare che “se andiamo più in là è più pulito che non c’è nessuno”, le partite a pallone, e poi via, un tuffo in mare. Come farei senza il “mio” mare, senza il mio pesce fresco, senza quei pranzi sulla mia terrazza…!
Sono di parte, lo so, ma per me “San Vincenzo = mare”. Eppure, di posti belli ne ho visti tanti, eccome… Ultime, in ordine di tempo, le coste (sia la tirrenica che la jonica) della Calabria, agosto 2010. Che luoghi ragazzi… Acqua cristallina, calette mozzafiato, sabbia, sassolini e scogli che si alternano al percorrere di pochi chilometri. E il mio amico Sergio viene proprio da lì, da Crotone per l’esattezza. Quindi beh, con tutto il rispetto per il “mio” mare sanvincenzino, anche lui di pesce fresco e di acque mozzafiato se ne intende eccome…
Eccoci di nuovo qui quindi, Sergio ed io, a fondere le nostre provenienze marine: la toscana e la calabrese. Ancora una volta: Toscana + Calabria = Love 🙂
Sergio, come ormai sapete, è il compagno della mia amica Eva, e mi passa spesso ricette da lui testate. Nella stragrande maggioranza dei casi, guardate un po’, trattasi di ricette di pesce… E spesso le alici, le acciughe, sono le indiscusse protagoniste 🙂 E nonostante le domeniche culinarie di Sergio si svolgano a Roma o a Siena, e le mie giornate intorno ai fornelli, a ritestare le sue ricette, prendano forma invece a Prato o a Lucca, beh, nonostante tutto ciò, sia io che lui il mare ce lo sentiamo dentro, c’è poco da fare. Ed il profumo del mare, delle alici fresche, che pervade la casa una volta scartato il cartoccio del pescivendolo, è sempre quello, unico ed inconfondibile, anche se le mie alici non son state acquistate al banchetto del pesce di San Vincenzo, né le sue comprate propriamente sulle coste di Crotone…
Scusate l’introduzione infinitamente lunga per presentare questo primo piatto, questi Pici con Alici Marinate all’Arancia, Capperi e Pinoli, ma era doveroso: primo, perché per l’ennesima volta sul mio blog qui Toscana e Calabria si fondono; secondo, perché appena nomino il “mio” mare, la “mia” San Vincenzo, non riesco a fare a meno di raccontare, descrivere, sognare, immaginare… Quindi di nuovo, prima di mettervi ai fornelli, vi invito a chiudere gli occhi e ad ascoltare le grida dei bimbi in spiaggia al mattino, ad odorare il salmastro che pervade l’aria afosa ed a toccare con mano i granelli della sabbia umida… Ok, adesso, con gli ultimi due sensi rimasti, osservate il mare, il vostro mare, quello che più amate, osservate i suoi fondali e le sue creste… Ed assaggiate, gustate, divorate avidamente quei buoni frutti che esso ha da offrirvi!

INGREDIENTI (per 4 persone)
200 gr. di alici fresche
1 arancia (succo)
½ limone (succo)
1 cipolla dorata
1/2 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di capperi
1 cucchiaino di pepe rosso
20 gr. di pinoli
peperoncino
olio extravergine di oliva
pepe nero
cannella in polvere
500 gr. di pici

PREPARAZIONE
Pulite le alici, apritele a libro e ponetele in una ciotola a marinare nel succo di arancia e limone per circa un’ora. Nel frattempo, tritate la cipolla fine e lasciatela imbiondire con un pizzico di peperoncino ed un filo d’olio.
Trascorso il tempo della marinatura scolate le alici e versate il succo nella padella della cipolla insieme col vino bianco; tagliate ciascun filetto di alici a metà e, quando il liquido sarà quasi del tutto evaporato, unite le alici insieme con i capperi, il pepe rosso e una grattata di pepe nero; a fine cottura, unite una puntina di cannella. A parte, tostate i pinoli a secco.
Nel frattempo cuocete i pici, scolateli al dente, quindi uniteli al sugo facendoli saltare per un paio di minuti, aggiungendo un paio di cucchiai d’acqua di cottura; unite i pinoli, mescolate bene e servite.

 

Con questa ricetta partecipo (anzi, partecipiamo, io e Sergio) al contest “Tutti Pazzi per le Acciughe”, di Poveri Ma Belli e Buoni… Perchè il cosiddetto pesce povero, come dice Cristina, non è certo meno buono dei pesci più “nobili”, anzi… 😉

23 marzo 2011

Tortini di Alici Infornate Profumate agli Agrumi

Posted in di pesce, infornati e gratinati, Le mie ricette, secondi piatti tagged , , , , , , , , a 12:47 pm di pixel3v

Gli spunti di Sergio sono sempre utili… Le sue ricette, che orgogliosamente mi gira e che io provo sempre con piacere, fanno sì che io mi cimenti con alimenti che di mia spontanea volontà magari non utilizzerei… Ma non per questione di gusti eh: è solo questione di fatica… 😳
Ad esempio, io adoro il pesce, ma proprio tanto, eppure ne cucino pochissimo… Eh beh, come biasimarmi: c’è una bella differenza tra sbucciare 10 zucchine e pulire 1 kg di alici!!
Eppure, spronata da Sergio, dal suo entusiasmo e dai suoi racconti di sabati e domeniche passati in cucina per deliziare il palato della sua Eva (beh, anche il suo comunque immagino!), stavolta non ho sbucciato zucchine, ma pulito montagne di alici… E insomma, apparte che pulire le alici è semplicissimo, col senno di poi posso dirvi che l’ho fatto pure volentieri anche e soprattutto perché vi garantisco che questi Tortini di Alici Infornate Profumate agli Agrumi sono davvero divini e meritano di starci a perdere un pochino di tempo dietro… Io non me ne sono affatto pentita 😉 E anzi, vi dirò di più: anche prima di mangiarli, quando le pirofiline iniziavano a dorarsi… L’aroma che sprigionavano era davvero favoloso, un mix tra il profumo asprigno degli agrumi, quello deciso dei capperi e delle alici, quello speziato del finocchietto e quello caldo e pungente della ricottina… 😀

INGREDIENTI (per 6 pirofile rettangolari di 10 x 17 cm, alte 3,5 cm)
1,8 kg di alici fresche
150 gr. di pecorino duro e stagionato
2 cucchiai di capperi
1 mazzetto di prezzemolo
2 cucchiai di pangrattato + quello per la teglia
2 limoni (scorza di entrambe e succo di uno solo)
2 arance (scorza di entrambe e succo di uno solo)
2 cucchiaini di pepe rosso
1 mazzetto di finocchio selvatico
2 cucchiai d’olio extravergine di oliva + quello per le pirofile + quello per la superficie
1 bicchiere di vino bianco + quello per la superficie
60 gr. di ricotta stagionata
pepe nero

PREPARAZIONE
Pulite le alici ed apritele a libro. In una terrina amalgamate bene il pecorino grattugiato, i capperi sminuzzati, il prezzemolo tritato, il pangrattato, la scorza dei limoni e delle arance ed il succo di un solo limone e di una sola arancia, il pepe rosso ed una macinata di quello nero, il finocchietto selvatico, l’olio ed il vino bianco.
Ungete bene le pirofiline e cospargetele col pangrattato. Iniziate quindi a distendere le alici sul fondo delle pirofiline: fate un primo strato, quindi versatevi un po’ del composto preparato; proseguite con un secondo strato di alici, quindi ancora con una cucchiaiata di preparato per ogni stampino; terminate infine con un terzo strato di alici e ricoprite con la ricotta stagionata ridotta in scaglie (con le mie pirofile ho utilizzato circa 8 alici per strato).
Infornate per circa 20 minuti (col mio forno non sono troppi, ma regolatevi per non rischiare di asciugare troppo le alici!) a forno preriscaldato a 180° C; a metà cottura cospargete con un filo d’olio e con un altro goccio di vino. Lasciate fuori dal forno una decina di minuti in modo da far perdere il bollore, quindi servite.

Ah, Sergio si raccomanda: cercate di non fare più di tre strati di alici (al massimo tirate fuori una pirofila in più!), perchè altrimenti si asciugano troppo!

Di nuovo, anche con questa ricetta partecipo al contest de Il Ricettario di Cinzia… Cliccate il banner qui accanto per tutte le info del caso, ed affrettatevi, che domani è l’ultimo giorno utile… 😉

Con questa ricetta partecipo, anzi partecipiamo (io e Sergio) anche alla raccolta di Poveri ma Belli e Buoni (Cristina) che si chiama Un’acciuga al giorno… Dobbiamo battere i portoghesi che vantano una ricetta di baccalà per ogni giorno dell’anno!!!

15 dicembre 2010

Ricordi d’Estate: Cavatappi con Cipolle, Acciughe, Olive, Capperi, Pinoli ed Uvetta

Posted in di mare, Le mie ricette, pasta, pastasciutta & simili tagged , , , , , , , , a 2:01 pm di pixel3v

Mare, mare, mare…
Ebbene sì, qui dentro c’è di tutto, lo so bene. Eppure, tutti questi ingredienti si amalgamano davvero bene gli uni con gli altri (tranne l’uvetta, che stonerebbe tremendamente sotto i denti di chi non la ama – ma non è il mio caso!).
Questo primo è nato per puro caso, uno degli ultimi giorni di mare di quest’estate, quando il frigo piangeva miseria e non era il caso di rimpinzarlo per due giorni… Insomma, c’erano da finire gli avanzi, oltre al fatto che c’erano da testare i capperi e l’uvetta from Catania… E devo dire che spesso e volentieri, proprio dal caso e dalla necessità nascono gli abbinamenti più convincenti ed i piatti più apprezzati 😉
Quindi, visto che il piatto ben riuscito fu, io l’ho riproposto parecchio ultimamente in casa, nonostante l’estate sia ormai un ricordo lontano (anche se il Capodanno – e quindi la nostra breve vacanza relax a San Vincenzo – si avvicina!)… E questa pasta (i cavatappi) sta particolarmente bene con il condimento, sia perché si amalgama bene col sugo sia perché a me il movimento a spirale ricorda un poco le onde del mare… 😳
Insomma, i sapori che ho unito in questi Cavatappi con Cipolle, Acciughe, Olive, Capperi, Pinoli ed Uvetta sono tutti tipicamente mediterranei, su questo non ci piove; ciò detto, anche se non è propriamente tempo di mare, nessuno vi vieta di gustarvi questo primo piatto anche in inverno, cosa che sto facendo io per prima ultimamente 🙂

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 cucchiai di pinoli
2 cucchiai di uvetta
2 cipolle bionde
8 filetti di acciughe sott’olio (o anche fresche, se le avete)
400 gr. di cavatappi (o altro tipo di pasta)
40 (circa) olive (quelle che preferite)
3 cucchiai di capperi
½ bicchiere abbondante di vino bianco
1 mazzetto di prezzemolo
olio extravergine di oliva
pepe nero

PREPARAZIONE
In una padella tostate i pinoli a secco, quindi teneteli da parte; in un ciotolino, mettete a mollo l’uvetta. Affettate la cipolla e fatela soffriggere nella stessa padella con poco olio; appena sarà imbiondita unite i filetti di acciuga e fateli sciogliere in padella. Nel frattempo mettete a bollire l’acqua per la pasta.
Snocciolate e sminuzzate le olive, spezzettate grossolanamente i capperi (se sono sotto sale come i miei sciacquateli bene prima) e scolate l’uvetta; unite il tutto in padella e, dopo un paio di minuti, aggiungete il vino e lasciate evaporare. Scolate la pasta al dente e fatela saltare per un minuto insieme al condimento, macinando abbondante pepe; unite i pinoli tostati ed il prezzemolo tritato, quindi servite.


Ah, per chi se lo chiedesse (come se non fosse già abbastanza palese): sì, adoro l’estate e non mi rassegno al fatto che per un bel po’ sempre decisamente freddo, buio e piovoso… 😦 E che ci volete fare, sono una creatura di mare io 😉

Musica, musica: ecco a voi i CCCP con Io Sto Bene… Giusto per cambiare un po’ rispetto al solito 😉

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Poveri ma Belli e Buoni (Cristina) che si chiama Un’acciuga al giorno… Dobbiamo battere i portoghesi che vantano una ricetta di baccalà per ogni giorno dell’anno!!!

6 dicembre 2010

La Salsa Verde della Nonna Lilia

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La ricettina di oggi è rapida rapida, e nasce da un’esigenza: l’altro giorno avevo in avanzo un po’ d’arista tagliata a fettine fini, priva di qualunque tipo di sugo… 😦 E siccome io mangio la carne solo se è ‘nascosta’ (leggi: bella insugata), ho deciso di preparare la Salsa Verde recuperando una vecchia ricetta della mia cara nonna Lilia (sempre lei!) 🙂 La nonna ci metteva anche la maionese, ma a me la maionese sta piuttosto antipatica e quindi ho evitato… A me pare ottima lo stesso 😉
Oltre che con l’arista, la salsa verde (che dovrebbe essere tipica del Piemonte) è ottima come accompagnamento per la carne lessa.

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 tuorli d’uovo (sodi)
100 gr. di prezzemolo
1 cucchiaio di capperi
1 spicchio d’aglio
50 gr. di mollica di pane
1 cucchiaino di pasta d’acciughe (meglio 3 filetti d’acciughe, ma io in casa non li avevo!)
4/5 cucchiai d’olio extravergine di oliva (io ho usato l’olio novo… buono…)
sale
pepe

PREPARAZIONE
Fate assodare le uova, quando si freddano eliminate l’albume tenendo da parte i tuorli. Mettete a mollo la mollica di pane per una decina di minuti. Tritate nel mixer i capperi, il prezzemolo, il pane, l’aglio, la pasta d’acciughe e i tuorli; grattate un po’ di pepe, aggiungete un pizzico di sale e unite l’olio, mescolando bene.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta In Tutte le Salse! indetta da Maetta del blog Che Gusto Sa?… Partecipate numerosi, valgono salse/creme/mousse (insomma, qualunque cosa possa essere spalmata!) sia dolci che salate… Su, Maetta aspetta voi per completare il suo pdf 😛

 

3 dicembre 2010

Pici ai Profumi della Campagna Mediterranea (con Pomodori Pachino, Ricotta Salata, Pecorino Crotonese, Capperi e Finocchietto Selvatico)

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Sergio in cucina dev’essere uno spettacolo. Non l’ho mai visto all’opera, ma da come mi racconta dei suoi fine settimana eno-gastronomici e delle cenette preparate con amore per la sua Eva nonostante la stanchezza dopo 14 ore no stop di lavoro… Beh, da questi racconti traspare la sua passione per i fornelli, la sua voglia di ideare… E quando la tua dolce metà ti guarda con occhi languidi e non ha parole per descrivere la bontà di ciò che sta assaporando (e la reazione di Eva si dice sia proprio questa…!) allora capisci che sì, l’esperimento è riuscito, è da riproporre, i sapori che tu hai deciso di utilizzare per il tuo piatto si sposano alla perfezione… Ok, mi sto lasciando andare. Sto parlando di Sergio ed Eva, ma in fondo è come se stessi parlando di me stessa. Conosco quell’espressione negli occhi dei commensali, ma soprattutto conosco l’emozione che cresce dentro chi cucina quando negli occhi dell’altro/degli altri si legge la soddisfazione, il puro godimento… Questo non accade proprio sempre sempre eh… Insomma, come si dice: non succede, ma se succede (e qui mi viene in mente il buon vecchio Matrix e la sua maglietta di maggio “Nun è successo”… Ma lasciamo stare!)… Se succede si va in brodo di giuggiole, ecco 😳
Ma adesso basta chiacchiere. Vi riporto tal quale la ricetta di Sergio, la sua ultima invenzione dopo la riuscitissima Il Profumo del Mare: ecco qui i Pici ai Profumi della Campagna Mediterranea (con Pomodori Pachino, Ricotta Salata, Pecorino Crotonese, Capperi e Finocchietto Selvatico).
Ah: prima, è necessaria una piccola considerazione sulla pasta: Sergio utilizza gli scilatelli (altrimenti chiamati maccaruni a ru firriettu o ferrazzoli ), pasta fatta in casa tipicamente calabrese che prende il nome dal modo in cui viene confezionata, cioè arrotolando la pasta attorno a dei sottili ferretti simili a quelli usati per lavorare a maglia o a dei bastoncini vegetali simili alle canne ma molto sottili (info da qui). Poiché qui in Toscana non vi è traccia degli scilatelli, lui stesso mi ha consigliato di sostituirli con i pici senesi (ma se siete calabresi doc vi consiglio di seguire le indicazioni di Sergio!).
Ah, altre due cosine da dirvi: Sergio aveva utilizzato l’erba cipollina suggerendomi però che l’origano al suo posto non ce l’avrebbe visto male; io ho optato forzatamente per la seconda opzione causa erba cipollina del super immangiabile (era confezionata da ben 8 giorni… Ho provato a prenderla, ma sono stata costretta a buttarla perché emanava una puzza terribile!).
Ultima cosa: Sergio utilizza la ricotta affumicata, tipica dei paesi del Sud. Qui in Toscana però non se ne trova manco a piangere in cinese, già è stata abbastanza dura trovare la ricotta salata! In ogni caso, credo però che se si utilizza un pecorino crotonese molto stagionato come il mio (a proposito Sergio, grazie ancora… te l’ho già detto quant’è speciale questo formaggio! :P), la ricotta affumicata ci stoni un po’, nel senso che son due sapori troppo forti insieme, mentre la ricotta salata è più blanda… Con la ricotta affumicata forse è meglio abbinarci un pecorino (sempre crotonese dop, eh!) un pelino più fresco, secondo me 🙂

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 cipolle rosse di Tropea medie
1 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di capperi
15 circa pomodorini Pachino
1 mazzetto di finocchietto selvatico
140 gr. di ricotta salata
140 gr. di pecorino crotonese dop
500 gr. di pici (o scilatelli)
olio extravergine di oliva
sale
origano
pepe rosso dolce
pepe nero

PREPARAZIONE
Tagliate le cipolle e mettetele a soffriggere leggermente con poco olio; per non farle friggere del tutto aggiungete un bicchiere di vino bianco. Successivamente aggiungete e capperi ed i pomodorini tagliati in 4, salate e lasciate andare a fuoco basso un paio di minuti, quindi profumate con finocchietto selvatico ed origano, un cucchiaino di pepe rosso ed una macinata di pepe nero.
A parte, riducete in scaglie sia la ricotta salata che il pecorino. Cocete la pasta e scolatela al dente; fatela saltare nel condimento aggiungendo subito metà delle scaglie di ricotta e pecorino, in modo da far mantecare il tutto, così che i pici si amalgamino meglio col sugo. A questo punto impiattate e decorate ogni piatto con le scaglie di ricotta e pecorino rimaste.

Il Pecorino Crotonese non è facile da trovare in Toscana, ve lo dico per esperienza 🙂 Prima che me lo portasse Sergio, infatti, sono impazzita non poco per trovarlo (senza risultato)… Quindi, la soluzione di riserva potrebbe essere un pecorino senese piuttosto stagionato, che credo proprio non ci stonerebbe affatto (d’altra parte, i pici son proprio senesi) 😉

E sperando di far cosa gradita anche all’autore della ricetta, oggi l’accompagnamento musicale ce lo fanno gli Animals, con The House of the Rising Sun 😉

ps. Uè, ma li vedete i fiocchi di neve sullo schermo?? Tornate in alto, in cima alla pagina… Che figata eh?! 😀

6 settembre 2010

Sicilia eat-and-go

Posted in foto, viaggi tagged , , , , , , , , , , , , a 6:06 pm di pixel3v

Eccoci qua, come promesso, col reportage fotografico natural-mangereccio del mio viaggio al Sud. Avevo detto che avrei lasciato poco spazio alle parole e tanto, tanto spazio alle immagini e… Così sarà. E allora, partiamo 😀

A come… Acciughe, Aloe, Arancini

Acciughe al mercato di Catania

Alòe Vera nei giardini botanici delle Gole dell'Alcàntara (Catania)

Arancini al ragù per pranzo, Linguaglossa (Catania)


C come… Cannoli, Capperi, Cucunci

Cannoli siciliani a Taormina (Messina)

Capperi sotto sale al mercato di Catania

Cucunci (i frutti del cappero) al mercato di Catania


F come… Fichi d’India


G come… Granita di Gelsi

Come fanno le granite in Sicilia non le fa nessuno... Questa poi è divina! (nb: il gelso è una pianta che produce frutti simili alle more)


M come… Mafiosi al pistacchio

Roberto impasta i "mafiosi al pistacchio" nel suo laboratorio, a Taormina (Messina) (info più in basso)


O come… Olive

Le olive di Stramondo, mercato di Catania

Olive bianche di Paternò (Catania), mercato di Catania


P come…
Pasta di mandorle, Peperoncini freschi, Pomodori di Pachino

Panetti di pasta di mandorle, mercato di Catania

Peperoncini freschi, Acireale (Catania)

Pomodori Ciliegini di Pachino (Siracusa), mercato di Catania


S come…
Sbeggi (e Sicilia, of course)

Sbeggi, frutti della famiglia delle pesche (in realtà sono originari della Calabria, dove vengono chiamati "merendelle"), Acireale (Catania)


U come…
Uva passa (o Uvetta, o Uva sultanina)

Uva passa, mercato di Catania


Z come…
Zucchine (siciliane)

Zucchine siciliane, mercato di Catania

Per i curiosi, spendo due parole sui cannoli più buoni che io abbia mai mangiato (quelli in foto), preparati sul momento: si tratta di un laboratorio artigianalissimo nel centro di Taormina. Il titolare nonché pasticcere, Roberto (di origini toscanissime – e di questo ne vado fiera – ), è quello che vedete nella foto del tizio con le mani in pasta… A questo link troverete maggiori info 😉
Per il resto, lascio spazio soltanto alla vostra immaginazione… Pregustando già i sapori calabresi, vi lascio in compagnia di quelli siciliani… Mammamia come mi piace il Sud 😀
Ah: ringrazio Luca del Grande per le seguenti foto: Acciughe, Arancini, Cannoli, Cucunci, Granita di Gelsi, Mafiosi al pistacchio, Olive di Stramondo e Pomodori di Pachino. Le altre son mie invece 🙂
Infine rigrazio Uva, amica di forum (SCTS), che non volendo mi ha seguita tramite messaggi privati durante la stesura di questo mio articolo fotografico, riuscendo pazientemente a dirimere i miei dubbi per quel che concerne la pianta del cappero (cucunci, fiori, frutti, boccioli… 😀 ).

28 luglio 2010

Carpaccio di Salmone Affumicato con Capperi e Pepe Rosa

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Questa ricetta è freschissima e stra-rapida. La faccio spesso, diciamo che lo scriverla sul blog rappresenta per me un promemoria per le estati a venire, che a suon di cucinare e provare sapori nuovi poi corro il rischio di dimenticarmi quei piatti ormai testati, consolidati ed approvati 😉
Quindi: in caso di grande caldo, di poco tempo e zero voglia di cucinare, ecco qua un “piatto-salvezza”: un bel Carpaccio di Salmone Affumicato con Capperi e Pepe Rosa 🙂

INGREDIENTI (per 4 piattoni da pizza)
600 gr. di carpaccio di salmone affumicato
2 cucchiai di capperi
2 limoni (succo)
olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di bacche di pepe rosa

PREPARAZIONE
Stendete le fette di salmone sui piatti da portata in modo da non sovrapporle. Strizzate bene i capperi, tritateli grossolanamente e spargeteli sul carpaccio. Preparate una citronette con il limone e l’olio ben emulsionati e conditevi il salmone; decorate infine con le bacche di pepe rosa 😉

Oggi il mio umore è decisamente migliore rispetto all’altro giorno… Beh, inutile dire che non sono al 100%, però diciamo che quel che due giorni fa a quest’ora mi turbava, adesso mi fa solo ridere (per un attimo c’era riuscito, quell’animale dal cervello lavato, a farmi sentire un’inutile perdente)… Quindi, oggi ci vuole un po’ di musica tosta, non malinconica nè deprimente (userei la parola “carica” ma… beh diciamo che per adesso mi ricorda troppo quest’esperienza allucinante per poterla usare con disinvoltura 😀 )… Bando alle ciance: oggi tocca agli Smashing Pumpkins con Bullet with Butterfly Wings 😉

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