14 giugno 2010

Flan al Cocco Italo-Brasiliano

Posted in Brasile, dolci & desserts, dolci al cucchiaio, Le mie ricette, piatti etnici / esotici tagged , , , a 3:32 pm di pixel3v

Con questo post finisce la mia parentesi brasiliana. Tra l’altro siamo nel bel mezzo dei Mondiali 2010, indi per cui uno sguardo fuori dal nostro stilvale non è poi così fuori luogo 🙂 Certo, questa sera tiferemo tutti Italia, ma… Io la cena brasiliana feci, e quindi beccatevi anche il dessert 😉
Che poi il budino al cocco, o il flan al cocco, sono dolci tipici brasiliani, ma riproducibilissimi anche in Italia senza troppi sbattimenti (ecco spiegata l’ambiguità del mio titolo). Ovviamente, le perle di tapioca di cui vi parlavo un paio di post fa qui sarebbero “la su’morte”, come si dice dalle mie parti, ma non ho voluto lanciarmi in troppi esperimenti (insomma, meglio far le cose con calma)…

La cena brasiliana parte 4
Accantonata praticamente subito l’idea della tapioca, ho deciso di preparare lo stesso questo dolcetto, ma a modo mio: trattasi quindi di un Flan al Cocco Italo-Brasiliano, più che di una ricetta brasiliana a tutti gli effetti 😉 Ecco qui, dunque, la degna conclusione della mia cena brasiliana con Luca, Claudia e Nicola:

INGREDIENTI (per 6/8 persone)
200 gr. di farina di cocco
260 ml di latte
50 gr. di burro
10 tuorli
zucchero o fruttosio a piacere (ma assaggiate prima… La farina di cocco è già dolce di suo!)

PREPARAZIONE
Mescolate in una ciotola  la farina di cocco con il latte e fate riposare il composto per 15 minuti, fino a che il cocco non avrà completamente assorbito il latte. Fate fondere il burro e, trascorsi i 15 minuti, incorporatelo al cocco insieme allo zucchero (sempre che abbiate deciso di mettercelo… secondo me se ne può fare benissimo a meno!), quindi aggiungete i tuorli, uno alla volta, mescolando bene. Fate riposare il composto in frigo per un’ora, coperto.
Nel frattempo, imburrate uno stampo da budino (quelli a forma di ciambella con il buco, per intenderci; il mio ha il diametro di 17 cm ed è alto 8 cm) e cospargetelo leggermente di fruttosio (o zucchero). Trascorsa un’ora, versate l’impasto nello stampo (nel mio, con queste quantità, c’è entrato preciso!) e cuocetelo in forno a bagnomaria (stampo a mollo in una pirofila con l’acqua) a 220° C per circa un’ora, o comunque fino a che la superficie del flan non sarà color caramello. Fatelo raffreddare lasciando lo stampo a bagnomaria fino a che il flan non sarà a temperatura ambiente, quindi tenete lo stampo in frigo per qualche ora. Sformatelo aiutandovi con un coltello passato lungo i bordi dello stampo e capovolgetelo su un piatto da portata, quindi fatelo a fette e servitelo 😉

Un po’ di musica? Oggi vi faccio ascoltare Perfect degli Smashing Pumpkins, sperando che sia di buon auspicio per la partita dell’Italia di stasera… che sia un match perfetto insomma 😉
E… Forza Azzurri!!

10 giugno 2010

Insalata di Avocado, Pompelmo Rosa, Rucola e Pomodori

Posted in Brasile, contorni, insalate miste, Le mie ricette, piatti etnici / esotici tagged , , , , , a 3:07 pm di pixel3v

La cena brasiliana parte 3
Qui non c’è bisogno di grandi spiegazioni: trattasi di un’insalatina estremamente semplice riproponibile anche al di fuori del contesto sudamericano 😉 Per dovere di cronaca, devo dire che quest’insalata l’ha preparata Claudia, visto che io ero piuttosto impegnata a tostare la farina di manioca ed a mescolare il Feijao Tropeiro/Feijoada… 😛
Insomma, ecco come si prepara l’Insalata di Avocado, Pompelmo Rosa, Rucola e Pomodori:

INGREDIENTI (per 4 persone)
6 cucchiai di olio d’oliva
2 cucchiai di aceto di vino bianco
2 pompelmi rosa
1 avocado
1 pomodoro rosso
1 mazzetto di rucola
sale
pepe

PREPARAZIONE
Preparate la vinaigrette sbattendo in una ciotolina l’olio, l’aceto, un pizzico di sale ed una macinata di pepe. Sbucciate i pompelmi avendo cura di eliminare i filamenti bianchi, fateli a spicchi e poneteli in una ciotola con la vinaigrette. Sbucciate l’avocado, tagliatelo a metà nel senso della lunghezza eliminando il nocciolo, tagliatelo a fettine lunghe e sottili ed unitelo al pompelmo, mescolando bene; aggiungete infine il pomodoro a cubetti e le foglie di rucola lavate e spezzettate, aggiustate di sale e pepe e servite.

Oggi concludiamo la settimana (poi parto per il mare e ci si rivede lunedì 😉 ) con una canzone piuttosto malinconica, un pezzo che però io adoro, mi ricorda i tempi di The Box (vi ricordate?? All’epoca io telefonavo di continuo per scegliere i video musicali da vedere!!)… E poi amo lei, cantante ultimamente sottovalutata (almeno qui in Italia), dopo il suo boom iniziale, ma a parer mio sempre valida… Beccatevi Anouk, con Sacrifice 😉

7 giugno 2010

Basic Farofa (from Brazil)

Posted in antipasti e fingerfood, Brasile, contorni, Le mie ricette, piatti etnici / esotici tagged , , , , , , , a 4:08 pm di pixel3v

Cos’è il Farofa? Trattasi di un piatto tipico brasiliano che si usa per accompagnare carni bollite o arrostite; l’ingrediente principale è la farina di manioca, di cui avevo parlato anche nella ricetta del Feijao Tropeiro a mo’ di Feijoada (from Brazil), ma non vi avevo spiegato di cosa si tratta… Beh, ecco qua:
La manioca, anche nota come “cassava“, “mandioca” (in Brasile) o “yuca” (in Perù), è una pianta originaria del Sudamerica e dell’Africa Subsahariana. Ha una radice a tubero commestibile, la cui forma ricorda quella della carota e la cui polpa è dura e bianca. Da questo tubero si ricava una fecola nota appunto come “farina di manioca“; dai residui dell’amido bolliti si ricava invece la “tapioca“, caratteristiche palline o “perle” che assumono una consistenza gommosa, molto utilizzate nella preparazione di budini. In Brasile la farina di manioca, una volta tostata, prende il nome di “farofa” (giustappunto), e costituisce uno degli elementi principali dell’alimentazione quotidiana del brasiliano medio.
(Info da Wikipedia, foto da qui).

La cena brasiliana parte 2
Dopo la lunga ma doverosa introduzione (non si finisce mai di imparare!), ecco quindi la ricetta del Basic Farofa (from Brazil); come si evince dal nome, questa è la ricetta di base, ma come potrete facilmente immaginare esistono svariate ed infinite versioni del Farofa… 🙂

INGREDIENTI (per 4 persone)
150 gr. di farina di manioca cruda
1 cipolla
100 gr. di pancetta affumicata a strisce
2 uova
olio
prezzemolo
sale

PREPARAZIONE
Tostate per 15 minuti la farina di manioca in una padella dove avrete prima fatto imbiondire la cipolla in poco olio; mescolate spesso e fate attenzione che la farina non si attacchi. Nel frattempo, in una wok, soffriggete la pancetta senza olio; sbattete in una ciotola le uova diluendole con un cucchiaio d’acqua, quindi aggiungetele alla pancetta e mescolate fino a che le uova non siano strapazzate. A questo punto unite la farina di manioca, saltate per un altro minuto, quindi togliete dal fuoco, aggiungete del prezzemolo tritato, aggiustate di sale e servite.

Oggi, un classico della musica punk-rock-pop (ehehehe) di qualche anno fa, una canzone straconosciuta ma che amo riascoltare… e siccome stasera festeggio il mio compleanno per l’ultima volta (a 6 giorni di distanza… Non avevo ancora trovato il tempo di fare una cenetta a modino con la mia famiglia!), questa oggi me la dedico: Basket Case dei Green Day :mrgreen:

3 giugno 2010

Feijao Tropeiro a mo’ di Feijoada (from Brazil)

Posted in Brasile, di carne, Le mie ricette, piatti etnici / esotici, piatti unici, secondi piatti tagged , , , , , , , , a 5:00 pm di pixel3v

Ve l’avevo anticipato che si cambiava tenore… Non che non ci sia più bisogno di star leggeri eh, anzi… Però, nel mentre che testo altre ricettine estive e fresche (perché sì, sono ancora a dieta!) nei miei (pochi, ultimamente) ritagli di tempo, volevo rendervi partecipi di una bella serata trascorsa qualche settimana fa con Luca, Claudia e Nicola, serata in cui mi sono cimentata nella preparazione di una cenetta tutta brasiliana (commensali miei, a proposito, grazie ancora dell’apprezzamento!).
L’idea mi è venuta quando ho scovato, in uno di quei posti in cui mai mi sarei immaginata di trovarne, un bellissimo saccone di juta pieno zeppo di fagioli neri… E non ho resistito 😳 sarà un luogo comune, ok, ma credo che tutti, di fronte ai fagioli neri,  pensino al Brasile 🙂

La cena brasiliana parte 1
E veniamo alla ricetta. Vi chiederete il motivo di questo titolo un po’ confuso… Beh, vi spiego subito: si tratta di una ricetta a cui sono arrivata dopo un po’ di “studio”. Con i fagioli neri di cui sopra avrei voluto preparare una Feijoada a tutti gli effetti a dir la verità, ma la ricetta tipica brasiliana richiede parti del maiale come lingua, zampetto, cotenna ed orecchia, e a dirla tutta io proprio non me la sono sentita 😯 … quindi ho sostituito con delle bistecchine di maiale, insieme con salsiccia e pancetta (presenti, quest’ultime, anche nella ricetta originale)… E che c’entra il Feijao Tropeiro? C’entra perché, appunto, in quest’ultima ricetta sono richieste solo salsiccia e pancetta, però è un pasticcio che prevede l’incorporamento della farina di manioca. Io invece, la farina di manioca tostata l’ho presentata a parte, come sarebbe per la ricetta della Feijoada… ecco quindi spiegato il titolo buffo di questa ricetta 😉
Ma veniamo a noi: ecco come si prepara il Feijao Tropeiro a mo’ di Feijoada (from Brazil).

INGREDIENTI (per 4 persone)
300 gr. di fagioli neri secchi (sembrano pochi, ma dopo il loro peso raddoppia!)
4 bistecchine di maiale
2 cipolle
3 spicchi d’aglio
140 gr. di salsiccia di maiale (diciamo un paio)
100 gr. di pancetta affumicata a dadini
2 pomodori rossi
6 foglie di alloro
200 gr. di farina di manioca cruda
150 gr. di riso basmati
sale
prezzemolo
olio
peperoncino

PREPARAZIONE
Mettete i fagioli secchi a bagno per diverse ore in acqua fredda (diciamo tra le 8 e le 24 ore) con 3 foglie di alloro; la quantità d’acqua deve essere pari a sei volte il peso dei fagioli: in questo caso useremo 300 gr. di fagioli secchi, per cui occorreranno 1,8 l. d’acqua. Trascorso questo tempo, durante il quale i fagioli avranno assorbito un bel po’ d’acqua ed il loro peso e il loro volume saranno aumentati, scolateli e lavateli con acqua corrente, quindi riponeteli nella stessa pentola con circa 1 l d’acqua e portate ad ebollizione. Quando l’acqua inizia a bollire, trasferite la pentola nel fornello più piccolo (quello che usate per fare la moka per intenderci) e proseguite la cottura a fuoco lento per un’ora. Ogni tanto date un occhio, e mescolate se vedete che i fagioli si stanno attaccando al fondo. Salate solo quando i fagioli saranno cotti, quindi scolateli, conservando la loro acqua (che non sarà più molta, e che sarà marrone come il caffè!), e lasciateli nella loro pentola (nota: questo procedimento non è valido solo per la Feijoada o per il Feijao Tropeiro, ma vale ogni volta che vi trovate con dei legumi secchi da cuocere!).
Tagliate a pezzetti le bistecchine di maiale e cuocete i bocconcini per circa 15 minuti in acqua bollente e salata con altre 3 foglie d’alloro; scolate e ponete i bocconcini nella pentola insieme ai fagioli. Fate cuocere per un’altra ora a fuoco lento, aggiungendo un po’ dell’acqua tenuta da parte ogni tanto.
A parte, fate soffriggere una cipolla tagliata a pezzetti, il prezzemolo, gli spicchi d’aglio schiacciati (che poi toglierete), le salsicce sbriciolate e la pancetta affumicata in olio e peperoncino; dopo qualche minuto aggiungete un pochino d’acqua dei fagioli ed i pomodori tagliati a cubetti e, dopo altri 5 minuti, versate il tutto nei fagioli con i bocconcini di maiale, continuando la cottura, come detto sopra, per un’ora (insomma, a questo punto mancheranno circa 45 minuti), finchè il composto non sarà denso e le carni ben cotte.
Per tostare la farina di manioca, che servirà da accompagnamento: in una padella media fate soffriggere l’altra cipolla a fettine con un po’ d’olio, quindi versate a pioggia la farina di manioca; dovrete mescolare di continuo, a fiamma bassa, per circa 15 minuti, finchè non diventa dorata, facendo attenzione a non farla bruciare o attaccare; a fine tostatura aggiustate di sale.
Quando il tutto sarà pronto togliete gli spicchi d’aglio e servite il Feijao Tropeiro a mo’ di Feijoada con la farina di manioca tostata e, volendo, anche con del riso basmati bollito (salatelo alla fine).

La foto non rende giustizia, lo so bene, ma che posso farci 😦

Vi lascio con un gruppo cattivo cattivo, i Rage Against The Machine con Killing in the name of, un po’ di carica per vedere se riesco a riprendermi (oggi supersonno…!!)

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