20 maggio 2011

Tagliolini al Limone con Prezzemolo e Pinoli

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Il caldo si avvicina, e la voglia di mangiare leggero e fresco pure… No, perdonatemi ma non ci riesco, non mi viene oggi uno di quei (soliti) discorsi triti e ritriti per introdurre una ricetta… La verità è che non ho molto da dire, ho mille cose per la testa, dubbi ed incertezze, è un fase di trasizione piuttosto delicata, questa, la voglia di indipendenza incombe e cerco di non pensarci pasticciando in cucina, che tanto le cose non cambiano in due giorni.
Vabbè. Cercando il lato positivo delle cose, o meglio tornando a noi e lasciando da parte i miei tormenti che a voi interessano poco o nulla immagino, questi Tagliolini al Limone con Prezzemolo e Pinoli fanno molto estate IMHO… Mia sorella non li ha graditi (dice che le ricordano il tè al limone che lei tanto odia e che beve solo quando ha problemi… Ehm.. Gastrointestinali :O ) ma vi assicuro che, per chi ama il limone, questo primo piatto è molto gustoso, particolare e non scontato 😉 L’idea è mia e me ne vanto 😉

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 limoni
1 bel ciuffo di prezzemolo
4 cucchiai di pinoli
40 gr. di burro
450 gr. di tagliolini all’uovo (pasta fresca)
sale

PREPARAZIONE
Lavate i limoni, asciugateli e grattugiatene la scorza, quindi spremetene 1 e 1/2 filtrando il succo. Lavate il prezzemolo e tritatelo; tostate i pinoli a secco e teneteli da parte; stendete circa ¼ della scorza del limone grattugiata su di un pezzetto di carta da forno e passatela per pochi minuti sotto il grill del forno, rendendola croccante.
In una larga padella antiaderente fate fondere il burro, quindi unitevi il succo di limone e lasciatelo ritirare un paio di minuti; unite la scorza (non quella croccante) e metà del prezzemolo e, dopo un altro minuto, spengete il fuoco.
Una volta cotta e scolata la pasta al dente (conservate un paio di cucchiai dell’acqua di cottura) fatela saltare in padella per un paio di minuti insieme col limone ed il prezzemolo, unendo anche quasi tutti i pinoli tostati e l’acqua di cottura tenuta da parte; impiattate decorando ogni piatto con i restanti pinoli, la scorza croccante tenuta da parte ed il rimanente prezzemolo.

Con questa ricetta partecipo al contest di Alice che vedete qui a lato… Cliccate il bannerino 🙂

19 aprile 2011

Spaghetti alla Bottarga di Tonno

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La Pasqua è alle porte, l’aria primaverile ci circonda già da un po’ coi suoi colori e i suoi profumi inebrianti e… Ed io non vedo l’ora di essere al mare! Quindi, visto che di mare si tratta, eccovi un primo piatto delizioso, ottimo in tutte le stagioni anche se a me fa molto primavera/estate: gli Spaghetti alla Bottarga di Tonno… Il gusto è assicurato ed il palato (il mio di sicuro) vi ringrazierà! Ecco qui la mia ricetta, che io e la mamma riproponiamo spesso con sommo successo:

INGREDIENTI (per 4 persone)
50 gr. di bottarga di tonno (o di muggine) grattugiata
400 gr. di spaghetti
1 spicchio d’aglio
1 bel ciuffo di prezzemolo
1 bicchiere di vino bianco
olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE
In una padella ampia fate amalgamare l’olio ed il vino, insaporendo con i gambi del prezzemolo e lo spicchio d’aglio schiacciato. Lasciate addensare il composto a fuoco lento, in modo che il vino evapori quasi del tutto, quindi eliminate l’aglio ed i gambi del prezzemolo. Nel frattempo, cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata; due minuti prima che la pasta sia cotta versate la bottarga nella padella e mescolate; fate quindi saltare per un paio di minuti gli spaghetti nella padella, unendo le foglie di prezzemolo tritate. Se necessario, aggiungete un po’ d’acqua di cottura in modo da amalgamare meglio il tutto.


Con questa mia ricetta partecipo al bellissimo contest di Babette: a proposito di primavera, per l’appunto, Ma chi l’ha detto che una rondine non fa primavera?… A volte basta odorare i primissimi fiori appena sbocciati, osservare i primissimi colori che spuntano dal grigiore autunnale, perdersi in un prato fiorito o in un cielo che più azzurro non si può… E tutto sembra più bello, più fresco, più leggero, più sorridente… E la primavera ti abbraccia e ti inebria, ti riempie fuori e dentro. Ed il cibo ci mette indubbiamente del suo, coi colori, i profumi ed i sapori che ci regalano certi piatti… That’s my spring 😉

28 marzo 2011

Pici con Alici Marinate all’Arancia, Capperi e Pinoli

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Chi mi conosce sa quanto io ami il mare… Amo il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, amo il sole che si riflette sullo specchio dell’acqua a mezzogiorno, amo passeggiare in riva al mare con i piedi a mollo, amo sentire la sabbia tra le dita… Già, la sabbia, la “mia” sabbia. La “mia” Val Di Cornia, la “mia” San Vincenzo… Il “mio” mare, quello della spiaggia libera, quello al confine tra San Vincenzo e Donoratico: ultima casa a sinistra, quella è la mia. Poi il bosco, la natura incontaminata, le passeggiate fino alla terza capannina, le conchiglie da raccogliere, il mare che “se andiamo più in là è più pulito che non c’è nessuno”, le partite a pallone, e poi via, un tuffo in mare. Come farei senza il “mio” mare, senza il mio pesce fresco, senza quei pranzi sulla mia terrazza…!
Sono di parte, lo so, ma per me “San Vincenzo = mare”. Eppure, di posti belli ne ho visti tanti, eccome… Ultime, in ordine di tempo, le coste (sia la tirrenica che la jonica) della Calabria, agosto 2010. Che luoghi ragazzi… Acqua cristallina, calette mozzafiato, sabbia, sassolini e scogli che si alternano al percorrere di pochi chilometri. E il mio amico Sergio viene proprio da lì, da Crotone per l’esattezza. Quindi beh, con tutto il rispetto per il “mio” mare sanvincenzino, anche lui di pesce fresco e di acque mozzafiato se ne intende eccome…
Eccoci di nuovo qui quindi, Sergio ed io, a fondere le nostre provenienze marine: la toscana e la calabrese. Ancora una volta: Toscana + Calabria = Love 🙂
Sergio, come ormai sapete, è il compagno della mia amica Eva, e mi passa spesso ricette da lui testate. Nella stragrande maggioranza dei casi, guardate un po’, trattasi di ricette di pesce… E spesso le alici, le acciughe, sono le indiscusse protagoniste 🙂 E nonostante le domeniche culinarie di Sergio si svolgano a Roma o a Siena, e le mie giornate intorno ai fornelli, a ritestare le sue ricette, prendano forma invece a Prato o a Lucca, beh, nonostante tutto ciò, sia io che lui il mare ce lo sentiamo dentro, c’è poco da fare. Ed il profumo del mare, delle alici fresche, che pervade la casa una volta scartato il cartoccio del pescivendolo, è sempre quello, unico ed inconfondibile, anche se le mie alici non son state acquistate al banchetto del pesce di San Vincenzo, né le sue comprate propriamente sulle coste di Crotone…
Scusate l’introduzione infinitamente lunga per presentare questo primo piatto, questi Pici con Alici Marinate all’Arancia, Capperi e Pinoli, ma era doveroso: primo, perché per l’ennesima volta sul mio blog qui Toscana e Calabria si fondono; secondo, perché appena nomino il “mio” mare, la “mia” San Vincenzo, non riesco a fare a meno di raccontare, descrivere, sognare, immaginare… Quindi di nuovo, prima di mettervi ai fornelli, vi invito a chiudere gli occhi e ad ascoltare le grida dei bimbi in spiaggia al mattino, ad odorare il salmastro che pervade l’aria afosa ed a toccare con mano i granelli della sabbia umida… Ok, adesso, con gli ultimi due sensi rimasti, osservate il mare, il vostro mare, quello che più amate, osservate i suoi fondali e le sue creste… Ed assaggiate, gustate, divorate avidamente quei buoni frutti che esso ha da offrirvi!

INGREDIENTI (per 4 persone)
200 gr. di alici fresche
1 arancia (succo)
½ limone (succo)
1 cipolla dorata
1/2 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di capperi
1 cucchiaino di pepe rosso
20 gr. di pinoli
peperoncino
olio extravergine di oliva
pepe nero
cannella in polvere
500 gr. di pici

PREPARAZIONE
Pulite le alici, apritele a libro e ponetele in una ciotola a marinare nel succo di arancia e limone per circa un’ora. Nel frattempo, tritate la cipolla fine e lasciatela imbiondire con un pizzico di peperoncino ed un filo d’olio.
Trascorso il tempo della marinatura scolate le alici e versate il succo nella padella della cipolla insieme col vino bianco; tagliate ciascun filetto di alici a metà e, quando il liquido sarà quasi del tutto evaporato, unite le alici insieme con i capperi, il pepe rosso e una grattata di pepe nero; a fine cottura, unite una puntina di cannella. A parte, tostate i pinoli a secco.
Nel frattempo cuocete i pici, scolateli al dente, quindi uniteli al sugo facendoli saltare per un paio di minuti, aggiungendo un paio di cucchiai d’acqua di cottura; unite i pinoli, mescolate bene e servite.

 

Con questa ricetta partecipo (anzi, partecipiamo, io e Sergio) al contest “Tutti Pazzi per le Acciughe”, di Poveri Ma Belli e Buoni… Perchè il cosiddetto pesce povero, come dice Cristina, non è certo meno buono dei pesci più “nobili”, anzi… 😉

14 febbraio 2011

Spätzle (Gnocchetti Tirolesi) agli Spinaci con Gorgonzola e Speck

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Avevo detto che avrei cambiato colore… Ehm… Beh, invece non è stato così, come potete vedere. Però tranquilli, oggi si va sul salato, un primo piatto: il verde che vedete non è più il thè matcha!! Diciamo quindi che il colore resta il verde, ma il genere è decisamente variato 😉
Avete mai visto al supermercato quei buffi gnocchetti un po’ bistorti, piccoli, che somigliano lontanamente a delle trofie? Beh, questi affarini sono gli “spätzle” (termine originario dal dialetto svevo che significa “piccolo passero”), gnocchetti di forma irregolare a base di farina di grano tenero, uova e acqua, originari della Germania meridionale, diffusissimi anche in Tirolo, Alsazia e Svizzera e Italia settentrionale, nonostante la loro patria per eccellenza sia la Svevia (la Germania del sud-ovest). Normalmente vengono serviti come contorno a piatti di cacciagione e carni ricche di intingolo, ma sono ottimi anche come primo piatto. Il metodo di preparazione degli spätzle resta costante al di là delle tecniche di “taglio” e dagli ingredienti con i quali vengono composti: farina di frumento, farina integrale, spinaci, ricotta o erbe (fonte: La Cuoca Felice).
Bene, io li ho presi oggi (quelli verdi, agli spinaci) su consiglio della mia amica Paola, e sempre su suo consiglio li ho cucinati con gorgonzola e speck a cubetti. Ecco, nel dettaglio, come si fa a preparare gli Spätzle (Gnocchetti Tirolesi) agli Spinaci con Gorgonzola e Speck (provateli, meritano, e poi la ricetta è invernalissima… Quindi è questo il momento giusto! E poi è rapidissima: vi basteranno 10 minuti!).

INGREDIENTI (per 4 persone)
170 gr. di speck a cubetti (fatevi fare due fette spesse circa ½ cm l’una dal salumiere!)
220 gr. di gorgonzola dolce
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di latte
700 gr. di spätzle
pepe

PREPARAZIONE
Tagliate a cubetti le fette di speck e fate colorire senza olio in padella per qualche minuto a fuoco alto. Abbassate il fuoco ed aggiungete il gorgonzola a pezzetti, il parmigiano e il latte ed amalgamate bene il tutto. A questo punto alzate di nuovo il fuoco ed unite gli spätzle da crudi, aggiungete 1/2 bicchiere d’acqua e fate saltare in padella fino a che l’acqua non sarà del tutto ritirata e gli gnocchetti cotti (ci vogliono circa 3/4 minuti); pepate e servite.
[In alternativa potete procedere come di norma: acqua sul fuoco, quando bolle ci buttate gli spätzle (in questo caso però state pronti perché dopo un minuto saranno già tutti a galla – si comportano esattamente come gli gnocchi, in fin dei conti sono parenti stretti! – ), poi li scolate e li saltate un minutino nel sugo prima di servirli.]

Oggi vi lascio all’ascolto di un pezzo che forse non in molti ricordano, o almeno, forse il nome del gruppo ed il titolo della canzone vi diranno poco, Teenage Dirtbag degli Wheatus… Ma ascoltatela ed i ricordi nella vostra testa si faranno subito più chiari, vedrete 😉
Ps. c’è un motivo, sì… Il fatto è che in ‘sto periodo mi sento tanto una “teenage dirtbag” (ossia un’adolescente del c***o… 😳 )

ps. s’è capito vero che a me di San Valentino e affini non me ne può fregar di meno eh?! 😉


24 gennaio 2011

Sedanini con Radicchio, Pancetta, Pomodorini e Pecorino di Grotta

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A volte, ammetto, anche improvvisare mi riesce benino :mrgreen: Questo primo piatto è nato per caso, ma che più per caso non si può, una domenica verso le 13,00… Svegli da mezz’ora poco più, io e Luca scendiamo per colazione convinti di trovare la suocera/mamma ai fornelli come ogni domenica che si rispetti… E invece no 😯 La mamma ha il mercatino di Natale e noi siamo soli a pranzo… Ovviamente, Luca lo sapeva ma se n’era dimenticato 😛 Insomma, morale della favola, apro il frigo e m’invento questo primo piatto niente male: Sedanini con Radicchio, Pancetta, Pomodorini e Pecorino di Grotta! Beh, la dispensa ci ha aiutato ovviamente, perchè non si può certo dire che la suocera fosse sguarnita quanto a provviste… Però su, un po’ di merito lasciatelo anche a me 😀

INGREDIENTI (per 4 persone)
1 cipolla dorata
450 gr. di radicchio tardivo (un paio)
2 cucchiai di aceto balsamico
150 gr. di pancetta dolce
300 gr. di pomodorini (io ho usato i datterini)
120 gr. di pecorino di grotta (pasta semidura, sapore deciso ma non invadente)
400 gr. di sedanini (o qualunque altra pasta abbiate in casa e vi vada più a genio)
olio extravergine di oliva
sale
pepe

PREPARAZIONE
Sbucciate la cipolla, tritatela e fatene imbiondire, con poco olio, metà in una padella capiente e metà in una piccola. Quando la cipolla sarà dorata, unite nella padella grande anche il radicchio a pezzettini; salate, pepate ed unite l’aceto balsamico, quindi lasciate evaporare. Nel frattempo, nella padella piccola, rosolate la pancetta fino a doratura (ah: mettete a bollire anche l’acqua per la pasta 😉 ). Quando la pancetta sarà pronta incorporatela al radicchio, aggiungete quindi i pomodorini tagliati in quattro e quasi tutto il pecorino grattugiato (il restante fatelo a scaglie e tenetelo da parte); aggiustate di sale, lasciate sul fuoco un paio di minuti, quindi spengete. Quando la pasta sarà cotta scolatela ed unitela al sugo; fatela saltare un minuto in modo da mantecare bene il tutto, quindi servite decorando ogni piatto con le scaglie di pecorino e con un’ultima macinata di pepe.


(grazie a Luca Del Grande per questa foto)

Un’ultima cosa: qualche giorno dopo abbiamo riproposto questo primo, ma sostituendo la pancetta con la salsiccia (per 4 persone sono sufficienti 3 salsicce fresche di maiale, a patto che siano di quelle buone!)… Risultato ottimo, se non migliore 😀

15 dicembre 2010

Ricordi d’Estate: Cavatappi con Cipolle, Acciughe, Olive, Capperi, Pinoli ed Uvetta

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Mare, mare, mare…
Ebbene sì, qui dentro c’è di tutto, lo so bene. Eppure, tutti questi ingredienti si amalgamano davvero bene gli uni con gli altri (tranne l’uvetta, che stonerebbe tremendamente sotto i denti di chi non la ama – ma non è il mio caso!).
Questo primo è nato per puro caso, uno degli ultimi giorni di mare di quest’estate, quando il frigo piangeva miseria e non era il caso di rimpinzarlo per due giorni… Insomma, c’erano da finire gli avanzi, oltre al fatto che c’erano da testare i capperi e l’uvetta from Catania… E devo dire che spesso e volentieri, proprio dal caso e dalla necessità nascono gli abbinamenti più convincenti ed i piatti più apprezzati 😉
Quindi, visto che il piatto ben riuscito fu, io l’ho riproposto parecchio ultimamente in casa, nonostante l’estate sia ormai un ricordo lontano (anche se il Capodanno – e quindi la nostra breve vacanza relax a San Vincenzo – si avvicina!)… E questa pasta (i cavatappi) sta particolarmente bene con il condimento, sia perché si amalgama bene col sugo sia perché a me il movimento a spirale ricorda un poco le onde del mare… 😳
Insomma, i sapori che ho unito in questi Cavatappi con Cipolle, Acciughe, Olive, Capperi, Pinoli ed Uvetta sono tutti tipicamente mediterranei, su questo non ci piove; ciò detto, anche se non è propriamente tempo di mare, nessuno vi vieta di gustarvi questo primo piatto anche in inverno, cosa che sto facendo io per prima ultimamente 🙂

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 cucchiai di pinoli
2 cucchiai di uvetta
2 cipolle bionde
8 filetti di acciughe sott’olio (o anche fresche, se le avete)
400 gr. di cavatappi (o altro tipo di pasta)
40 (circa) olive (quelle che preferite)
3 cucchiai di capperi
½ bicchiere abbondante di vino bianco
1 mazzetto di prezzemolo
olio extravergine di oliva
pepe nero

PREPARAZIONE
In una padella tostate i pinoli a secco, quindi teneteli da parte; in un ciotolino, mettete a mollo l’uvetta. Affettate la cipolla e fatela soffriggere nella stessa padella con poco olio; appena sarà imbiondita unite i filetti di acciuga e fateli sciogliere in padella. Nel frattempo mettete a bollire l’acqua per la pasta.
Snocciolate e sminuzzate le olive, spezzettate grossolanamente i capperi (se sono sotto sale come i miei sciacquateli bene prima) e scolate l’uvetta; unite il tutto in padella e, dopo un paio di minuti, aggiungete il vino e lasciate evaporare. Scolate la pasta al dente e fatela saltare per un minuto insieme al condimento, macinando abbondante pepe; unite i pinoli tostati ed il prezzemolo tritato, quindi servite.


Ah, per chi se lo chiedesse (come se non fosse già abbastanza palese): sì, adoro l’estate e non mi rassegno al fatto che per un bel po’ sempre decisamente freddo, buio e piovoso… 😦 E che ci volete fare, sono una creatura di mare io 😉

Musica, musica: ecco a voi i CCCP con Io Sto Bene… Giusto per cambiare un po’ rispetto al solito 😉

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Poveri ma Belli e Buoni (Cristina) che si chiama Un’acciuga al giorno… Dobbiamo battere i portoghesi che vantano una ricetta di baccalà per ogni giorno dell’anno!!!

3 dicembre 2010

Pici ai Profumi della Campagna Mediterranea (con Pomodori Pachino, Ricotta Salata, Pecorino Crotonese, Capperi e Finocchietto Selvatico)

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Sergio in cucina dev’essere uno spettacolo. Non l’ho mai visto all’opera, ma da come mi racconta dei suoi fine settimana eno-gastronomici e delle cenette preparate con amore per la sua Eva nonostante la stanchezza dopo 14 ore no stop di lavoro… Beh, da questi racconti traspare la sua passione per i fornelli, la sua voglia di ideare… E quando la tua dolce metà ti guarda con occhi languidi e non ha parole per descrivere la bontà di ciò che sta assaporando (e la reazione di Eva si dice sia proprio questa…!) allora capisci che sì, l’esperimento è riuscito, è da riproporre, i sapori che tu hai deciso di utilizzare per il tuo piatto si sposano alla perfezione… Ok, mi sto lasciando andare. Sto parlando di Sergio ed Eva, ma in fondo è come se stessi parlando di me stessa. Conosco quell’espressione negli occhi dei commensali, ma soprattutto conosco l’emozione che cresce dentro chi cucina quando negli occhi dell’altro/degli altri si legge la soddisfazione, il puro godimento… Questo non accade proprio sempre sempre eh… Insomma, come si dice: non succede, ma se succede (e qui mi viene in mente il buon vecchio Matrix e la sua maglietta di maggio “Nun è successo”… Ma lasciamo stare!)… Se succede si va in brodo di giuggiole, ecco 😳
Ma adesso basta chiacchiere. Vi riporto tal quale la ricetta di Sergio, la sua ultima invenzione dopo la riuscitissima Il Profumo del Mare: ecco qui i Pici ai Profumi della Campagna Mediterranea (con Pomodori Pachino, Ricotta Salata, Pecorino Crotonese, Capperi e Finocchietto Selvatico).
Ah: prima, è necessaria una piccola considerazione sulla pasta: Sergio utilizza gli scilatelli (altrimenti chiamati maccaruni a ru firriettu o ferrazzoli ), pasta fatta in casa tipicamente calabrese che prende il nome dal modo in cui viene confezionata, cioè arrotolando la pasta attorno a dei sottili ferretti simili a quelli usati per lavorare a maglia o a dei bastoncini vegetali simili alle canne ma molto sottili (info da qui). Poiché qui in Toscana non vi è traccia degli scilatelli, lui stesso mi ha consigliato di sostituirli con i pici senesi (ma se siete calabresi doc vi consiglio di seguire le indicazioni di Sergio!).
Ah, altre due cosine da dirvi: Sergio aveva utilizzato l’erba cipollina suggerendomi però che l’origano al suo posto non ce l’avrebbe visto male; io ho optato forzatamente per la seconda opzione causa erba cipollina del super immangiabile (era confezionata da ben 8 giorni… Ho provato a prenderla, ma sono stata costretta a buttarla perché emanava una puzza terribile!).
Ultima cosa: Sergio utilizza la ricotta affumicata, tipica dei paesi del Sud. Qui in Toscana però non se ne trova manco a piangere in cinese, già è stata abbastanza dura trovare la ricotta salata! In ogni caso, credo però che se si utilizza un pecorino crotonese molto stagionato come il mio (a proposito Sergio, grazie ancora… te l’ho già detto quant’è speciale questo formaggio! :P), la ricotta affumicata ci stoni un po’, nel senso che son due sapori troppo forti insieme, mentre la ricotta salata è più blanda… Con la ricotta affumicata forse è meglio abbinarci un pecorino (sempre crotonese dop, eh!) un pelino più fresco, secondo me 🙂

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 cipolle rosse di Tropea medie
1 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di capperi
15 circa pomodorini Pachino
1 mazzetto di finocchietto selvatico
140 gr. di ricotta salata
140 gr. di pecorino crotonese dop
500 gr. di pici (o scilatelli)
olio extravergine di oliva
sale
origano
pepe rosso dolce
pepe nero

PREPARAZIONE
Tagliate le cipolle e mettetele a soffriggere leggermente con poco olio; per non farle friggere del tutto aggiungete un bicchiere di vino bianco. Successivamente aggiungete e capperi ed i pomodorini tagliati in 4, salate e lasciate andare a fuoco basso un paio di minuti, quindi profumate con finocchietto selvatico ed origano, un cucchiaino di pepe rosso ed una macinata di pepe nero.
A parte, riducete in scaglie sia la ricotta salata che il pecorino. Cocete la pasta e scolatela al dente; fatela saltare nel condimento aggiungendo subito metà delle scaglie di ricotta e pecorino, in modo da far mantecare il tutto, così che i pici si amalgamino meglio col sugo. A questo punto impiattate e decorate ogni piatto con le scaglie di ricotta e pecorino rimaste.

Il Pecorino Crotonese non è facile da trovare in Toscana, ve lo dico per esperienza 🙂 Prima che me lo portasse Sergio, infatti, sono impazzita non poco per trovarlo (senza risultato)… Quindi, la soluzione di riserva potrebbe essere un pecorino senese piuttosto stagionato, che credo proprio non ci stonerebbe affatto (d’altra parte, i pici son proprio senesi) 😉

E sperando di far cosa gradita anche all’autore della ricetta, oggi l’accompagnamento musicale ce lo fanno gli Animals, con The House of the Rising Sun 😉

ps. Uè, ma li vedete i fiocchi di neve sullo schermo?? Tornate in alto, in cima alla pagina… Che figata eh?! 😀

14 settembre 2010

Il Profumo del Mare (Toscana + Calabria = Love)

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Tortiglioni con Tonno Fresco, Alici, Capperi Siciliani e Finocchietto Selvatico

Vi avverto, questo sarà un post lungo… Ci sono mille cose da dire, mille persone da citare e da ringraziare. E leggendo (per coloro che non avessero già chiuso la scheda alla sola vista dell’aggettivo “lungo”), vedrete che comprenderete anche il buffo titolo di questo post 🙂
Sergio
è la prima persona da ringraziare. Primo, perché il copyright di questa ricetta appartiene totalmente a lui: è lui che me l’ha suggerita, in una calda sera di luglio durante una cena sulle colline lucchesi (e che la scorsa settimana mi ha fornito diverse dritte per la riuscita del piatto)… Sergio è originario di Crotone, e lui di Calabria se ne intende 😉 Quella sera io ho preso nota di ingredienti e preparazione della ricetta (poi vabbè, ho avuto bisogno di una rinfrescatina!), compreso il nome del piatto… Perché questa ricetta si chiama proprio così: Il Profumo del Mare 🙂 Sergio dixit.
Eva
è la seconda persona da citare… a proposito de Il Profumo del Mare, infatti, non posso non parlare di lei. Eva, originaria di Rapolano Terme (Siena), è la compagna di Sergio; Eva ha scritto un libro che si chiama, appunto, “Il Profumo del Mare” (ed infatti Sergio ha chiamato così la sua ricetta proprio per dedicarla alla sua Eva…), una storia ricca di descrizioni che trasportano, che fanno sognare ed immaginare luoghi, colori, sapori (e sempre di luoghi, colori e sapori calabresi si parla, ma guarda un po’!)… Eva non è solo una scrittrice, ma produce insieme a Claudia una linea di prodotti cosmetici ecobiologici certificati, Biofficina Toscana, e gli estratti vegetali utilizzati per formulare i prodotti di questa linea provengono solo ed esclusivamente dalle colline toscane… Il territorio, l’ambiente, le tradizioni, i sapori ed i profumi della natura, come vedete, tornano sempre… E qui, Toscana e Calabria si fondono.
Maria Giovanna
e Antonio (ma anche le loro famiglie ed i loro amici) sono altre due persone che non possono non essere menzionate e ringraziate in questo post. Come già sapete (ma repetita iuvant) Antonio e Maria Giovanna (la mia Jo di Scts), hanno ospitato me e Luca quest’estate, per dieci giorni, nella loro terra, la Calabria appunto, portandoci alla scoperta di luoghi ed usanze a noi prima sconosciuti… E sono impazziti non poco, diciamola tutta, per fare in modo che la sottoscritta trovasse tutto quel che le serviva per attuare questa ricettina che Sergio le aveva messo in testa un mesetto prima 🙂

Date le premesse, gli ingredienti di questa ricetta avrebbero dovuto essere soltanto calabresi, ma come potete immaginare non sarebbe stato facile per me caricare in valigia del tonno e delle alici freschi e farli volare nella stiva del Boeing Ryan Air senza conseguenze devastanti 😕 Quindi mi sono limitata al pepe rosso (Sergio me l’ha fato scoprire, Maria Giovanna me l’ha pazientemente fatto trovare), al finocchietto selvatico (idem come sopra), all’origano e ai capperi (quelli son siciliani… Ecco, appunto, mancava qualcosa/qualcuno… Qui c’è pure un po’ di Sicilia, e quindi anche la dolce Miry va nuovamente citata e ringraziata, insieme al suo Claudio!)…
Invece, tonno ed alici vengono sì dalle coste del Mar Tirreno, ma sono stati pescati qualche chilometro più in su; le cipolle son toscane (lo so che quelle di Tropea son migliori e che sono stata pure a Tropea, ma si ritorna lì: immaginatevi un kg di cipolle nella mia valigia in stiva…!), così come l’olio d’oliva… Insomma, per farla breve, qui di calabrese c’è ben poco. Poco di tangibile. Ma io ho preparato questa ricetta pensando alle splendide persone che ci hanno accompagnati in questo nostro viaggio in Calabria, che ci hanno fatto scoprire luoghi incantevoli, o che semplicemente, pur non essendo stati con noi fisicamente (vedi Sergio), ci hanno dato delle dritte prima che partissimo (ma anche dopo!). Insomma… Per me, in questa ricetta, di Calabria ce n’è tanta 🙂
Spero di essere riuscita a far sentire anche a voi un po’ di questo meraviglioso, indescrivibile “profumo del mare”, il nostro mar Tirreno, che unisce Toscana e Calabria (anche se Sergio, da buon crotonese, si riferisce allo Ionio… Ma su, via, il profumo è sempre quello, al di là della quantità di sale, ed è meraviglioso allo stesso modo… No? ;))…
Insomma: a qualunque mare pensiate, chiudete gli occhi ed immaginate di sentire questo profumo mentre siete immersi nei paesaggi incantevoli che caratterizzano le terre della Calabria. Ecco, ci siete… Pronti ad assaporare? Ok, allora adesso filate in cucina!

INGREDIENTI (per 4 persone)
1 cipolla bionda (due se fossero piccole)
1 bicchiere di vino bianco
100 gr. abbondanti di alici fresche (peso da pulite; diciamo che ve ne servono una decina)
4 cucchiai di capperi (i miei sono sotto sale)
350 gr. di tonno fresco (un paio di fettone)
400 gr. di tortiglioni (*)
olio extravergine d’oliva
pepe rosso dolce
origano
finocchietto selvatico

PREPARAZIONE
Scaldate l’olio in una padella, unite la cipolla a pezzetti ed irroratela quasi subito con il vino bianco, in modo da non farla soffriggere, ma cuocere dolcemente. Prima che il vino sia del tutto evaporato unitevi le alici pulite, i capperi (se come me usate quelli sotto sale, sciacquateli bene prima!), un bel pizzico di pepe rosso dolce, una presa d’origano ed un mazzetto di finocchietto; fate a cubetti il vostro trancio di tonno ed amalgamatelo agli altri ingredienti, avendo cura di non cuocerlo troppo (altrimenti non sarà più così tenero); scottatelo appena, quindi spengete il fuoco. Scolate la pasta al dente, quindi saltatela nel sugo per un minutino, aggiungendo un mestolo d’acqua di cottura se il sugo dovesse risultare troppo asciutto, ed impiattate. Pensate al mare ed al suo meraviglioso profumo e… gustate 🙂

(*) Ovviamente potete utilizzare il tipo di pasta che più preferite… Sergio mi aveva consigliato gli spaghetti alla chitarra (conosciuti anche come “tonnarelli”, pasta all’uovo simile ai tagliolini ma dalla sezione quadrata), dicendomi però che Eva preferiva i tortiglioni… Essendo a casa mia tutti amanti della pasta corta, io ho seguito il consiglio di Eva… E ho scoperto che i tortiglioni sono un po’ troppo grandi per i miei (nostri) gusti. Insomma, la prossima volta credo che opterò per un fusillo… Ma sono scelte soggettive, of course 😉

Con questa ricetta partecipo (anzi, partecipiamo, io e Sergio) alla raccolta di Poveri ma Belli e Buoni (Cristina) che si chiama Un’acciuga al giorno… Dobbiamo battere i portoghesi che vantano una ricetta di baccalà per ogni giorno dell’anno!!!

16 luglio 2010

La mia Pasta Fredda Preferita: Pomodori, Mozzarella, Olive Nere e Mortadella

Posted in di terra, Le mie ricette, pasta, pastasciutta & simili tagged , , , , , , a 3:47 pm di pixel3v

Con questo caldo se ne inventa di quelle nere per non accendere i fornelli (più o meno!) e per mangiare qualcosa di fresco… E ieri mi sono resa conto con mia somma sorpresa di non aver mai postato la ricetta de La Mia Pasta Fredda Preferita: Pomodori, Mozzarella, Olive Nere e Mortadella, mentre invece sono anni che in estate mi pappo spesso e volentieri questa pasta… Forse il punto è proprio questo: tanto sono abituata a prepararla, senza stare a guardare le dosi ed il peso degli ingredienti, che la mia testolina non l’aveva mai valutata come papabile ricetta da blog 😀 E invece eccola qui… 😉
Probabilmente vi starete chiedendo: la mortadella?? 😕 Sì, beh, spesso in certe preparazioni fredde si trova il prosciutto cotto a cubetti, ma a me il prosciutto cotto fa schifo, che vi devo dire… In compenso amo la mortadella, e secondo me in questa pasta fredda qui ci sta proprio bene… Fidatevi, non vi deluderà 😉
Ah, un consiglio: utilizzate pasta corta e rigata, la mangerete meglio e si amalgamerà di più agli altri ingredienti 😉

INGREDIENTI (per 4 persone)
250 gr. di pennette rigate (fidatevi, non è poca, con tutti gli ingredienti il volume quasi raddoppia!)
300 gr. di pomodorini datterini
200 gr. di mozzarella di bufala
150 gr. di mortadella *
100 gr. di olive nere -circa 35- da snocciolare (che sono più buone!)
1 mazzetto di basilico
olio
sale
pepe

PREPARAZIONE
Per prima cosa cuocete al dente la pasta. Questa operazione io, di solito, la faccio la sera prima se la pasta la servo a pranzo, o la mattina per la sera. Una volta scolata la pasta ponetela nella zuppiera, unitevi un filo d’olio per evitare che si incolli e lasciatela raffreddare; quando sarà a temperatura ambiente copritela e mettetela in frigo, aggiungendo altro olio se necessario.
Il giorno successivo condite la pasta un paio d’ore prima di servirla, così gli ingredienti si amalgameranno tra di loro al meglio. Tagliate a pezzetti i pomodorini ed uniteli alla pasta, salandoli appena prima di mescolarli alle penne. Unite la mozzarella e la mortadella tagliate a dadini, quindi snocciolate le olive, tagliatele a pezzetti ed incorporatele alla pasta. Terminate unendo il basilico fresco sminuzzato e macinando abbondante pepe. Servite, manco a dirlo, freddo, unendo un ulteriore filo d’olio se necessario.

* Fatevi affettare una fetta di mortadella (sarà sufficiente) tagliata spessa 1 cm; la mortadella dev’essere di quella buona eh! Io per quello non ho problemi: la mortadella di Prato, dove io vivo, è una delle migliori 😉

E oggi, una canzone che mi piace tanto tanto: The Brews dei NOFX… breve ma esaltante 😉

Buon fine settimana a tutti!! Il mio sta per iniziare… E’ bello denso, ma non vedo l’ora di godermelo 😛

28 giugno 2010

Udon all’Italiana (in tutti i sensi)

Posted in Le mie ricette, pasta, pastasciutta & simili, piatti etnici / esotici, vegetariani tagged , , , , , , , , a 4:13 pm di pixel3v

Oggi il mio blog si veste del tricolore 🙂 Proprio così: questi sono infatti Udon all’Italiana (in tutti i sensi) proprio perché li ho cucinati con verdure nostrane e di stagione, verdure che, se messe insieme, formano il tricolore: verde come le zucchine, bianco come i porri e le cipolline fresche, rosso come i pomodorini. E però la pasta non è certo italiana, anzi: questi sono Udon, ossia noodles (spaghetti giapponesi) di grano tenero. La varietà di Udon che tutti noi conosciamo, o meglio, che i ristoranti giapponesi in Italia ci fanno conoscere, è quella più comune (quelli che somigliano a dei pici, dato lo spessore…), ma ne esistono tantissime varietà; i miei sono piatti e larghi come delle tagliatelle 🙂
So bene che parlare di Italia e di tricolore adesso che la nostra nazionale è appena uscita dal mondiale (e, aggiungerei, ne è uscita anche piuttosto male) potrebbe scatenare le peggiori reazioni… Beh, io credo che il fondo lo abbiamo toccato, e che peggio di così non potrà andare, in futuro. In ogni caso, caro Prandelli, da adesso è tutto nelle tue mani… Guarda di fare un bel lavoro di risanamento a questa squadra, su 😉

INGREDIENTI (per 3 persone)
4 zucchine
2 porri
3 cipolline fresche
10 (circa) pomodori ciliegini
125 gr. di udon
sale
acqua (o olio, se intendete soffriggere le verdure e non stufarle)
salsa di soia

PREPARAZIONE
Affettate le zucchine, i porri e le cipolline a fettine sottili e fate a pezzetti i pomodorini. Cuocete tutte le verdure nella wok: prima le zucchine, dopo una decina di minuti i porri e le cipolline, a fine cottura i pomodori; aggiungete un pizzico di sale durante la cottura delle zucchine ed un altro non appena avrete unito i pomodorini. Io ho stufato tutto, aggiungendo poca acqua ogni tanto, per non fare attaccare le verdure, ma se preferite potete soffriggere con olio d’oliva: ovviamente, con l’olio saranno più saporite, ma stufate saranno più leggere 🙂
Quando le verdure saranno cotte e l’acqua totalmente evaporata aggiungetevi gli udon (non cuoceteli a parte!) ed unite mezzo bicchiere d’acqua; fate cuocere a fuoco medio per pochi minuti, quando vedrete che gli udon si saranno inteneriti. A fine cottura aggiungete un filo di salsa di soia e servite.

E ora, veniamo alla musica: ecco qui una canzone che ho riascoltato per caso pochi giorni fa alla radio… Uno di quei pezzi di cui è facile scordare titolo ed autore: Two Princes degli Spin Doctors vi dice niente? A me inizialmente no, poi però ascoltandola… Me ne sono venute in mente, di cose 😉
E allora… beccatevela 😀

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