12.03.09

5 Buoni Motivi per Preferire Cosmetici Eco-Bio

Pubblicato su cosmesi eco-bio a 7:42 pm di pixel3v

In questi giorni stavo riflettendo su una cosa: il mio blog sta diventando solamente un reportage di cucina. All’inizio non era nato con questo intento, poi piano piano i miei interessi si sono rivolti per lo più in questa direzione… Che è la direzione giusta eh, per carità, non sto dicendo che non lo sia, in fin dei conti mi piace un sacco e quando cucino ci metto tutta me stessa. Però ogni tanto è anche giusto che io mi orienti su altro, visto che comunque non è che passi le giornate tra i fornelli!
Come sapete, da un anno e mezzo circa utilizzo solo cosmesi eco biologica… Ogni tanto mi guardo dentro e mi chiedo se sto meglio. Beh, la risposta è sì, decisamente :) Non sono una brava spignattatrice, per cui non troverete sul mio blog (salvo miracoli che potrebbero avvenire nel corso del tempo) ricette di burri, balsami e rossetti (ah se mi piacerebbe… ma temo di non esserci poi così portata!)… Però qualche sana riflessione sì, quella la so fare anche io. Ho scoperto un ottimo blog, EcoBioPlanet, e spulciandovi in giro ho trovato questo post che mi ha dato l’occasione di rispolverare un vecchio (ma attuale!) post di Barbara che Ashanti ha riportato in luce pochi mesi fa. Colgo quindi l’occasione per riportarlo anche qui, dato che la buona novella è bene diffonderla senza limiti:

Ecco, in sintesi, i motivi per cui vale la pena scornarti con l’INCI (elenco degli ingredienti contenuti nel cosmetico), scontrarti con commessi incompetenti, fare lo slalom tra gli ecofurbi:
1. Non inquini più del necessario
. Dobbiamo scendere a compromessi tutti i giorni: l’auto contribuisce allo smog, il computer è pieno di metalli inquinanti, il cibo biologico non sempre è alla portata di tutti per i prezzi non propriamente friendly.
Utilizzare una crema eco-bio significa non immettere nell’ambiente ulteriore petrolio, ulteriori molecole non biodegradabili, ulteriori miscele inquinanti delle acque – e dei pesci, poveri loro.
Sì, il tuo vasetto da 50 ml conterrà solo pochi milligrammi di questi componenti, ma moltiplicali per tutti i vasetti in possesso delle persone del tuo quartiere, della tua città, della tua regione e dell’Italia tutta… vedi l’ago della bilancia spostarsi verso misure molto più importanti? Puoi contribuire a farlo scendere.
2. Non *ti* inquini
. Rifletti. Sei preoccupato dell’inquinamento ambientale? Immagino di sì, come chiunque. Ma l’ambiente cos’è di preciso? Forse stai visualizzando boschi, fiumi, montagne e mari tropicali, immagini lontane da te. Ma l’ambiente è qualcosa di più ampio. Tu, in quanto essere umano, inali ossigeno e restituisci anidride carbonica, ti nutri e produci rifiuti. Anche tu sei parte dell’ambiente. Quindi, più l’ambiente è inquinato, più la tua pelle, che è la parte di ambiente più vicina a te, ne risente.
Inoltre: ha senso pensare a mantenere puliti i boschi e i fiumi, mentre continui a usare petrolio su te stesso?
3. Impari a conoscerti
. Lo sai come funziona un cosmetico tradizionale? Forse no. Provo a spiegartelo in due parole.
La maggior parte delle creme in commercio contiene Petrolatum. Vaselina, Mineral Oil, Paraffinum Liquidum sono analoghi, e sono ottenuti dalla raffinazione del petrolio.
Bene, per anni si è sostenuto che il Petrolatum fosse il miglior idratante. Lo sostenevano e continuano a sostenerlo, per la precisione, i maggiori dermatologi e cosmetologi statunitensi. Un caso? Lascio decidere voi. Uno dei più grandi cosmetologi italiani, Gianni Proserpio, è invece di parere opposto.
Dicevo, il Petrolatum sarebbe idratante. Ma come funziona un’idratante?
Beh, siccome la pelle è impermeabile – deve esserlo proprio per mantenere la sua funzione protettiva – non può ricevere acqua dall’esterno. In altri termini, se immergete una mano nel lavandino pieno d’acqua, quando la estraete la quantità d’acqua nel lavandino è rimasta la stessa, non l’avete certo assorbita.
Quindi, poichè non può aggiungere acqua, l’unico potere idratante di un cosmetico è quello di impedire che l’acqua presente naturalmente nella pelle evapori completamente.
Il potere idratante della paraffina è dunque quello di formare una vera e propria barriera tra l’epidermide e l’ambiente.
Ma tale barriera è innaturale. E’ composta da molecole estranee a quelle che compongono lo strato idrolipidico (miscela di grasso e acqua distribuita su tutta l’epidermide, costituisce il fattore di idratazione naturale, ovvero la prima protezione naturale della pelle). La “respirazione” della pelle viene ostacolata. I germi presenti restano intrappolati dallo strato petrolifero e possono provocare irritazioni e favorire l’acne, specialmente su pelli già predisposte.
Hai la pelle delicata ma che si lucida? In moltissimi casi l’eccesso di untuosità è causata dal petrolio e dalla sua azione di “soffocamento”. Ci sono neonati che soffrono addirittura di dermatiti da Petrolatum. Poverini, appena venuti al mondo e già a contatto con gli inquinanti! I prodotti per bambini sono, infatti, quelli più a rischio, da questo punto di vista.
Un’altra categoria di molecole presenti ovunque è quella dei siliconi. Vengono usati perché danno piacevolezza alla texture. Vi fanno dire “che pelle liscia! che capelli lucidi!” appena stesa la crema o usato il balsamo. Ma ad essere liscio è il silicone, ad essere lucido è sempre il silicone. Che ricopre tutto come una patina di cellophane, nascondendo le magagne. Infatti appena smetti di utilizzare il prodotto, la pelle torna come o peggio di prima.
Hai le gambe che si riempiono di squamette dopo un giorno senza idratante? Quasi certamente è colpa del silicone, che è anche un potente solvente.
A volte non sei tu il caso disperato, ma il prodotto che usi.
Quando smetti di spalmarti addosso simili molecole, le gote riprendono colore. Molte persone hanno notato minor untuosità e/o minor secchezza. Finalmente puoi vedere il vero volto della tua pelle e non quello che ti viene mostrato dalle paraffine e dai siliconi. Impari a riconoscere le tue reali esigenze e ad assecondarle.
La cosmesi eco-bio è educativa.
4. Spendi il giusto prezzo
. Non è vero che i cosmetici eco-bio costano tanto. Ci sono tante fasce di prezzo anche in questo settore.
La differenza sostanziale è che in profumeria puoi spendere anche 60€ per 30 ml di fluido a base di siliconi. Che ai produttori costano pochissimo – così come i petrolati.
Fluidi eco-bio da 60€ non ce ne sono tanti, ma quelli che ci sono, almeno, non spacciano per miracoloso un composto fatto con qualche erbetta annegata nella plastica!
Molte creme eco-bio, inoltre, durano molto di più che le equivalenti tradizionali, perché più concentrate.
5. Ridi in faccia alla pubblicità
. Imparando a leggere le etichette vivrai una vera e propria “caduta degli Dei”. La crema prodigiosa pubblicizzata dalla meravigliosa modella su tutte le riviste verrà espulsa dall’elenco dei tuoi oggetti del desiderio non appena realizzerai ciò che contiene e quanto vogliono fartelo pagare.
Non è liberatorio?
Se i motivi che ti ho illustrato ti sembrano validi, puoi iniziare anche tu ad avventurarti nel magico mondo del consumo critico in cosmesi. Come? Cominciando a controllare quello che hai in casa.
Puoi farlo qui: www.biodizionario.it.
Non spaventarti. Non buttare tutto. Non pensare che farcela è impossibile.
Un passo alla volta, e capire diventerà sempre più facile.

Qui trovate il post di Barbara Righini (Saicosatispalmi).

Io condivido pienamente, e voi? :)

12.01.09

Mousse al Cioccolato

Pubblicato su dolci & desserts, le mie ricette tagged , , , , , , , , , , , a 3:49 pm di pixel3v

Nonostante la mia vistosa predilezione per i piatti salati, ogni tanto cucino anche qualche dessert… Come sapete non uso zucchero, ma solo fruttosio; in questo caso però non c’è alcun bisogno di nessuno dei due. Eppure si tratta di un dolce, ebbene sì, della Mousse al Cioccolato per la precisione. Fidatevi, nonostante la mancanza di qualunque tipo di dolcificante, è davvero un dessert da leccarsi i baffi… ed è pure rapido a farsi! Ecco qua la mia mousse:

INGREDIENTI (per 4 persone)
200 gr. di cioccolato fondente
150 ml. di latte
300 ml. di panna fresca

PREPARAZIONE
Scaldate il latte in un pentolino, aggiungetevi la cioccolata a cubetti e mescolate bene fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo. A questo punto, usando le fruste, montate la panna e (solo quando è montata davvero bene!) incorporatela al composto. Mescolate fino ad ottenere una mousse dal colore e dalla consistenza ben amalgamati, quindi dividetela in quattro coppette. Tenete in frigo il più possibile, anche se comunque, se la panna è montata bene, basterà un’oretta al fresco perché il dessert sia della giusta consistenza.

11.26.09

Mini-quiches con Porri, Taleggio e Cumino

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Questa settimana la mamma si è fissata coi porri, ha letto che fanno bene alla circolazione del sangue e che prevengono gli infarti… Quindi a casa mia questa è stata la settimana dei porri, e questo non mi è affatto dispiaciuto :D
Oltre al risotto (che a breve posterò), ho adocchiato un paio di ricettine, una di Fabien, che sicuramente testerò prima o poi (con relativo link), e una di Sigrid, direttamente dal Cavoletto di Bruxelles, che ho effettivamente testato… per la goduria generale dei palati della famiglia :)
La ricetta di Sigrid la trovate a questo link: sono le Mini-quiches con Porri, Taleggio e Cumino; vi riporto qui la ricetta con le mie piccole modifiche che sono occorse (un po’ per gusto personale, un po’ per esigenza) durante la preparazione:

INGREDIENTI (per 6 persone)
pasta brisè (la mia era una confezione di 210 gr.)
3 porri
200 gr. di taleggio
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
2 uova
200 ml di panna da cucina
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaio di ghee (se non l’avete usate il burro normale)
sale
pepe

PREPARAZIONE
Tagliate i porri (eliminando foglie e radici) a rondelle di circa 1 cm di spessore e fateli appassire in padella insieme col ghee (che secondo me col cumino ci sta meglio del burro – sarà che il ghee è usato prevalentemente in India, il cumino idem.. – però sono scelte personali, e poi ne ho un barattolone che mi sa che sta per scadere…) ed il cumino. Teneteli sul fuoco per circa 5 minuti, poi lasciateli freddare. Nel frattempo stendete la pasta brisè e ricavatene 6 dischi, con i quali rivestirete 6 stampini da budino (io ho lasciato la carta da forno della pasta brisè, senza imburrare gli stampini… secondo me è il modo migliore per non farli attaccare e per estrarli dagli stampini con estrema semplicità!). A questo punto mescolate in una ciotola la panna, le uova, il parmigiano, un po’ di pepe e due pizzichi di sale. Ponete uno strato di porri alla base degli stampini (lasciatevene un po’ per dopo!), ricoprite con una fetta di taleggio (anche questa spessa 1 cm) e quindi versate il composto preparato con la panna, le uova e il parmigiano. “Affogate” (perché il composto è liquido!) gli ultimi porri rimasti negli stampini, quindi infornate nel forno già caldo a 180° C per 50 minuti. Il tempo è lungo, ma così la pasta brisè ha potuto cuocere bene, oltre che sopra, anche sotto ed ai lati; le quiches si sono gonfiate tipo muffins, si sono spaccate sulla parte superiore e quindi hanno potuto cuocere benino anche dentro. Non preoccupatevi: appena le togliete dal forno si sgonfiano immediatamente, e si “richiudono” ;)

11.23.09

Patate Leggere al Curry

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Oggi a pranzo avevo voglia di mangiare qualcosa di leggero, o meglio di “tranquillo”, visto che in questi giorni dalle mie parti c’è stata la Festa dell’Autunno e a casa mia ci siamo sdati mangiando polenta, cinghiale, migliacci, pasta fritta e castagnaccio preparati dalle attempate signore di paese che cucinavano amorevolmente dietro ai banchi… Insomma, guardando in frigo mi è venuta voglia di patate lesse. Però lasciarle ‘nude’ mi faceva un po’ tristezza… E allora ho ideato una cosina rapida rapida, le Patate Leggere al Curry:

INGREDIENTI (per 4 persone)
8 patate novelle
prezzemolo
curry
olio
sale

PREPARAZIONE
È molto semplice: sbucciate e lessate le patate salando l’acqua quando bolle, fatele a pezzi e conditele con un filo d’olio, un bel po’ di prezzemolo tritato (io adoro le patate lesse col prezzemolo!), abbondante curry e servite.

E’ ovvio che se usate un po’ di yogurt greco, tipo 100 gr., il piatto risulterà più appetitoso e le patate saranno belle ‘insugate’… però così si perderebbe la leggerezza e la semplicità del piatto :D

11.19.09

Semi di Zucca

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Visto che ormai maneggio le zucche con estrema destrezza :D , e visto che per fare gli involtini ho comprato la zucca al mercato, non quella già pulita ma quella ‘vera’, ho conservato i semi e ho deciso di tostarli, proprio come quelli nei sacchettini che si comprano alla fiera :) .
E’ semplicissimo: lavate i semi, poneteli su una teglia da forno con la carta da forno (già caldo a 180°C),e fateli tostare finchè non saranno dorati e belli croccanti (all’incirca una decina di minuti)… Quindi salate e gustate!

Tra l’altro ho scoperto che i semi di zucca fanno molto bene: “hanno proprietà rilassanti-sedative, antiossidanti, emollienti, blandamente lassative, diuretiche e antielmintiche (svolgono cioè un’azione antiparassitaria, specie sulla tenia, della quale favorirebbero il distacco dalla parete intestinale, facilitandone così l’eliminazione). I semi di zucca vengono sfruttati da secoli nella medicina popolare, in varie preparazioni, e la loro capacità di prevenire anche problemi alla prostata rende consigliabile il loro regolare consumo a tutti gli uomini sopra i quarant’anni. Ma anche le donne ne traggono beneficio, perché i semi sono utili nella prevenzione della cistite”.
(da Anagen).

11.16.09

Involtini di Bresaola con Mozzarella e Zucca

Pubblicato su antipasti, le mie ricette tagged , , , , , , , , , , , a 11:41 am di pixel3v

Torno in tema di zucca, visto che comunque la stagione è quella giusta, con un antipastino rapido e semplicissimo: gli Involtini di Bresaola con Mozzarella e Zucca. Ecco la ricetta, trovata in un librino contenente solo ricette a base di zucca e da me rivisitata:

INGREDIENTI (per 4 persone – 12 involtini)
12 fette di bresaola
250 gr. di mozzarella
200 gr. di zucca
80 gr. di rucola
1 manciata di pinoli
1 limone
1 mazzetto di timo
olio
sale
pepe

PREPARAZIONE
Sbucciate la zucca, fatela a cubetti e lessatela in acqua bollente con il timo; quando sarà pronta, scolatela e fatela raffreddare. In una ciotolina preparate la citronette (olio, limone, sale e pepe sbattuti con una forchetta) con la quale condirete gli involtini a fine preparazione. Usate parte della rucola come letto per poggiarvi gli involtini e tritate finemente le restanti foglie, tenendole da parte. Tagliate la mozzarella in fette di circa 1 cm di spessore e dividete ogni fetta nel senso della lunghezza; poggiate ognuna di queste metà su una fetta di bresaola, quindi chiudetele a mo’ di cono. Adagiate gli involtini sul piatto da portata con letto di rucola e cospargete la parte aperta di ogni involtino (quella da cui sbuca la mozzarella, per intenderci!) con il trito di rucola. Cospargete poi gli involtini con la dadolata di zucca e con i pinoli; condite con la citronette e servite.

68-involtini di bresaola con mozzarella e zucca

11.09.09

Tortino di Sfoglia al Parmigiano con Salsa di Spinaci

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Ecco qui la mia passione: le torte salate :D Questa che sto per presentarvi è praticamente una torta salata ‘monoporzione’, dei tortini per la precisione. Qualcuno sostiene che questo genere di piatti sia poco ‘collocabile’ all’interno di un pasto: è un po’ pesante per essere un antipasto, ma allo stesso tempo è troppo poco per funzionare da pasto completo. Io me ne infischio però, e continuo ogni tanto anche a cimentarmi con questi tortini… ;) E allora, ecco come si cucina il Tortino di Sfoglia al Parmigiano con Salsa di Spinaci:

INGREDIENTI (per 4 persone)
200 gr. di pasta sfoglia
200 gr. di parmigiano grattugiato
400 gr. di panna da cucina
1 uovo
1 cipolla
100 gr. di spinaci già cotti
20 gr. di burro
20 gr. di farina
sale
pepe
olio d’oliva

PREPARAZIONE
Stendete la pasta sfoglia, tagliatela in 4 e posizionatela negli stampini da forno, precedentemente imburrati e infarinati, facendo attenzione a farle prendere la forma; tagliate le parti in eccesso. Amalgamate bene 200 gr. di panna da cucina con l’uovo, il parmigiano, un pizzico di sale ed un po’ di pepe. Ponete il composto negli stampini foderati con la pasta sfoglia e metteteli nel forno già caldo a 200°C per 30 minuti. Nel frattempo preparate la salsa: in una padella fate soffriggere la cipolla tagliata a pezzetti con un po’ d’olio; in un’altra padella fate saltare gli spinaci con un pizzico di sale (io li salto senza olio). A questo punto frullate nel mixer la cipolla e gli spinaci insieme agli altri 200 gr. di panna, al burro e alla farina. Servite i tortini in un piatto da portata accompagnati dalla salsa a base di spinaci.

tortino di sfoglia al parmigiano con salsa di spinaci

11.03.09

Risotto alla Zucca

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Siamo in autunno, Halloween è appena passato, le zucche ci hanno circondati in questi giorni e forse, tra i ritardatari, ancora ci circondano… ed allora ho pensato di provare ad utilizzarle in cucina, non perché avessi il ripieno di una zucca svuotata da utilizzare, ma per il semplice gusto di farlo (tra l’altro mia madre, ora che ha scoperto che la zucca fa bene all’organismo e alla pelle, me la rifilerebbe in tutte le salse!!). La zucca, si sa, ha un sapore dolciastro, ma se è cucinata a dovere è molto, molto gustosa! E allora, ecco la mia ricetta del Risotto alla Zucca:

INGREDIENTI (per 4 persone)
400 gr. di riso
600 gr. di zucca
10 gr. di burro
50 gr. di parmigiano grattugiato
½ cipolla
1 bicchiere di vino bianco
1 l di brodo vegetale
olio d’oliva
sale
pepe

PREPARAZIONE
Fate a fettine la cipolla, lasciatela imbiondire qualche minuto nell’olio e poi aggiungete la zucca a dadini, qualche cucchiaio d’acqua, un pizzico di sale e uno di pepe; fate cuocere per circa un quarto d’ora. A questo punto immergete il riso, mescolate un paio di minuti, versate un bicchiere di vino bianco e fate evaporare. Continuate la cottura aggiungendo il brodo un po’ alla volta. A fine cottura unite il parmigiano ed il burro, mescolate ancora e lasciate riposare qualche minuto.

risotto alla zucca

10.28.09

Bicchiere di Manzo al Merlot con Porcini Fritti

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Ogni tanto (ma proprio di rado!) mi cimento anche con la carne… prediligendo spezie, odori e lavorazioni di un certo tipo (eccezion fatta per gli affettati e per la brace, infatti, non amo troppo il sapore ‘puro’ della carne…). Quello che vi propongo oggi è il Bicchiere di Manzo al Merlot con Porcini Fritti, ricetta invernale, sì, ma non troppo calorosa, almeno non la carne in sé! :D

INGREDIENTI (per 4 persone)
600 gr di bicchiere di manzo
200 ml di Merlot rosso
10 bacche di ginepro
4/5 porcini freschi
farina
sale
pepe

PREPARAZIONE
In una padella scaldate il vino con le bacche di ginepro, quindi unite la carne di manzo precedentemente affettata in parti non troppo sottili (diciamo che ogni fetta deve essere spessa più o meno un paio di cm). Salate la carne e giratela spesso, finchè non avrà preso il colore deciso del Merlot.
Nel frattempo, lavate i porcini, puliteli attentamente e tagliateli a fette non troppo sottili; passateli nella farina bianca e friggeteli in abbondante olio bollente. Quando la loro superficie sarà croccante e dorata, poggiateli su carta assorbente in modo da asciugarne l’olio in eccesso, salateli e serviteli insieme al bicchiere di manzo.

bicchiere al merlot con porcini fritti

L’accoppiata è vincente ed il successo è assicurato!

10.22.09

Lasagne con Spinaci, Porcini e Vellutata di Patate al Taleggio

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Ecco un’altra ricettina a base di funghi: oggi vi propongo un primo piatto, le Lasagne con Spinaci, Porcini e Vellutata di Patate al Taleggio. Un piatto pesantuccio in effetti, ma vi assicuro che è molto delicato!

INGREDIENTI (per 4 persone)
500 gr di lasagne fresche
300 gr di patate
300 ml di latte
200 gr di taleggio
200 gr di spinaci già cotti
50 gr di burro
5/6 porcini
1 spicchio d’aglio
200 gr di parmigiano grattugiato
olio
prezzemolo
noce moscata
sale
pepe

PREPARAZIONE
Bollite le patate, scolatele quando sono ben cotte, pelatele e shiacciatele bene. Nel frattempo, pulite bene i porcini, tagliateli in pezzetti piccoli e trifola teli con l’aglio, l’olio, il sale, il pepe ed il prezzemolo. In un’altra padella saltate anche gli spinaci, con sale e noce moscata. Scaldate il latte in una pentola ed unitevi le patate precedentemente schiacciate fino ad ottenere un purè liscio ed omogeneo; unite anche il taleggio a cubetti e mescolate finché la crema non sarà ben amalgamata. Imburrate quindi una pirofila da forno ed alternate gli strati di lasagne alla vellutata, agli spinaci ed ai porcini; terminate spolverizzando l’ultimo strato di pasta con il parmigiano grattugiato ed il burro a fiocchetti. Mettete nel forno già caldo e cuocete per 30 minuti a 200°C. Servite ben caldo.

lasagna funghi spinaci vellutata patate al taleggio

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