1 luglio 2011

Barchette Salate al Parmigiano con Noci e Paprika Dolce

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Mammamia, giugno è già finito… Sembra ieri che ho festeggiato il mio compleanno, e invece è già passato un mese esatto. E’ già luglio, vi rendete conto?! Soprattutto, è già luglio ed io traffico sempre intorno al forno :P No, dai, in realtà queste Barchette Salate al Parmigiano con Noci e Paprika Dolce le ho preparate qualche setttimana fa, che il caldo non era ancora così asfissiante, per testare il mio nuovo stampo da barchette :P Per la ricetta mi sono ispirata ai “piccoli cake al parmigiano” di Sigrid del suo libro “Regali Golosi”… Cambiando qualche cosina-ina :)

INGREDIENTI (per 14 barchette, lunghezza 10 cm, larghezza max 4 cm, altezza 3 cm)
2 uova
65 ml di latte
65 ml d’olio extravergine di oliva
120 gr. di farina 00 + quella per infarinare gli stampini
10 gr. di baking powder (lievito non zuccherato né vanigliato)
70 gr. di parmigiano grattugiato
2 cucchiaini colmi di paprika dolce
50 gr. di noci (gherigli)
1 pizzico di sale
pepe
burro per gli stampini

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 180° C. In una ciotola sbattete le uva con il latte e l’olio, quindi unite la farina, il lievito, il parmigiano, la paprika, le noci sminuzzate, il sale ed una macinata di pepe; mescolate velocemente, quindi riempite (non proprio fino in cima) gli stampini (io ho usato le barchette ma va bene qualunque stampo, considerate che l’impasto ha la consistenza dei cake) precedentemente imburrati ed infarinati (se non sono in silicone, come i miei) ed infornate per circa 20 minuti, o comunque fino a che le barchette non saranno gonfie e dorate e, facendo la prova stecchino, questo uscirà pulito. Aspettate che intiepidiscano, quindi sformate e servite.

Oggi si torna ad ascoltare un po’ di musica, come non accadeva da tempo. Lo facciamo con un pezzo degli anni ’90 (l’originale è anche più ecchio a dire il vero) che amo particolarmente: Enjoy Killing Me Softly dei Fugees… Malinconico, ok, ma molto bello… Quindi sorridete, non piangete: è venerdì!!! Buona settimana a tutti ;)


30 maggio 2011

Financiers Salati con Feta ed Erbe di Provenza

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E dopo gli Scones (scozzesi) e i Popovers (americani), ci sono i Financiers (francesi). No, non si tratta di una qualche classifica gastronomica stilata da chissà chi… Si tratta di una minima parte della mia infinita to-do-list, tutto qui :) Anche i Financiers erano infatti uno dei miei pallini da un po’, ma per prepararli ho dovuto aspettare l’arrivo degli appositi stampi direttamente dalla Francia (stampi, ahimè, in silicone, io li odio e amo invece quelli d’alluminio, ma non avevo altra scelta… :( )!
I Financiers sono dei piccoli cake francesi di forma rettangolare, la cui caratteristica principale è quella di avere come base la farina di mandorle. La legenda narra che i Financiers siano nati intorno al 1890, quando un pasticcere, tale Lasne, inventò la ricetta di questi dolcetti per soddisfare le papille gustative dei finanzieri che lavoravano pressola Borsa a fianco della sua pasticceria e che cercavano dei dolcetti da magiare facilmente e rapidamente, senza l’aiuto di posate, e che non sporcassero loro le mani, per poter poi tornare subito al lavoro. E’ da qui che questi dolcetti acquisirono la forma dei lingotti ed il nome di “Financiers”, dolcetti morbidi e soffici dal colore, appunto, dei lingotti d’oro.

I Financiers, una via di mezzo tra le Madeleines e dei piccoli cakes, sono dolcetti “ricchi” tanto quanto lo erano le persone dalle quali hanno preso il nome: gli ingredienti base sono albumi, burro nocciola (beurre noisette, ossia burro fuso e lasciato leggermente soffriggere quel tanto che basta a farlo leggermente imbrunire, a colorarlo un po’, in modo che rilasci un caratteristico profumo), zucchero e farina di mandorle, ma possono essere arricchiti con frutta fresca o secca, cioccolato di vario tipo e, perché no, anch’essi, essere facilmente declinati in versione salata.
Esattamente come gli Scones, quindi, anche i Financiers nascono dolci per poi essere spesso trasportati in appetitose versioni salate… Come appunto, guarda caso, questa mia :) Eh sì perché anche stavolta io non ho neppure provato a cucinarne la versione originale, passando direttamente a testare questi deliziosi Financiers con Feta al Profumo di Erbe di Provenza… La ricetta è ispirata ai Faux Financiers di Sigrid (li trovate sul suo libro Regali Golosi), benché un po’ rivisitati; le erbette sono una mia aggiunta per testare il nuovo acquisto fatto qualche sabato fa a VerdeMura, una manifestazione lucchese di fiori, piante, erbe aromatiche e spezie di ogni genere… Come non approfittarne, dunque? :P

INGREDIENTI (per 12 financiers rettangolari, 3 x 8 cm, altezza circa 2 cm)
100 gr. di burro (nocciola)
70 gr. di farina 00
70 gr. di farina di mandorle
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di erbe di Provenza tritate
100 gr. di feta
4 uova (solo albumi)

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 200° C. In un pentolino fate fondere il burro facendolo lievemente imbrunire, quindi lasciatelo intiepidire. In una ciotola capiente setacciate insieme le due farine, il sale e le erbe di Provenza, quindi unitevi la feta sbriciolata. A parte, montate a neve (spumosa ma morbida, non troppo soda) gli albumi ed incorporateli all’impasto; unite infine il burro nocciola, date un’ultima mescolata e riempite fino quasi in cima gli stampini da financiers (se, come me, il vostro stampo è in silicone, non avrete bisogno di imburrarlo ed infarinarlo, altrimenti ovviamente sì), livellandone la superficie per quanto possibile. Cuocete 25/30 minuti, quindi sfornate e fate intiepidire prima di sformare e servire.

2 maggio 2011

Quiche di Sedano e Roquefort in Crosta di Pane

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Ricordate, qui, quando vi raccontavo della pasta ideale per le quiches? Beh, stavolta non ce ne sarà bisogno: come si legge nel titolo, questa non è una classica quiche foderata con pasta tipo brisèe, ma con una crosta di pane :) Per il resto, poi, anche nel caso di questa Quiche di Sedano e Roquefort in Crosta di Pane si lavora come si fa di solito con le classiche quiches!

L’ispirazione per questa ricetta l’ho presa da un libro, un’enciclopedia a dir la verità, di cui ho tutti i numeri e dalla quale spesso traggo consigli utili ;) Ed anche stavolta devo ammettere che l’idea è stata ottima: la quiche è venuta davvero buona! Ecco qui la mia ricetta:

INGREDIENTI (per una pirofila rettangolare, 20 cm x 30 cm)
25 gr di burro + quello per imburrare la pirofila
200 gr. di pan carrè senza crosta (io uso quello a fette grandi rettangolari, 4 fette 25 cm x 9 cm)
1 cipolla rossa
400 gr di sedano (peso da pulito – all’incirca una dozzina di coste)
150 gr. di Roquefort
3 uova
375 ml di panna fresca
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale
acqua q.b.
pepe

PREPARAZIONE
Imburrate una pirofila (meglio se squadrata, per ovvi motivi) e foderatela con le fette di pan carrè, cercando di formare uno strato omogeneo di base; tagliate a listarelle le fette che vi restano disponendole lungo i bordi.
Fate soffriggere la cipolla tritata con il burro, quindi unitevi il sedano tagliato a tocchetti; lasciate insaporire qualche minuto, quindi salate, coprite con l’acqua a filo e lasciate cuocere, coperto, per 10 minuti. Trascorso questo tempo scolate bene il sedano, lasciate che intiepidisca, quindi distribuitelo sulla pirofila foderata col pan carrè; fate lo stesso con il Roquefort tagliato a cubetti. In una terrina sbattete le uova con la panna ed il parmigiano grattugiato, unite un pizzico di sale ed una macinata di pepe e versate la pastella nella pirofila. Lasciate cuocere nel forno già caldo a 190° C per circa 40 minuti, coprendo con un foglio di carta da forno se la superficie della quiche dovesse dorarsi troppo prima che sia cotta anche internamente (fate la prova stecchino). Servite tiepida.

Con questa ricetta partecipo al contest di Dada: ricette rigorosamente cucinate in forno, senza aggiunte postume, con tanto di testimonianza fotografata del prima e del dopo… Cliccate il banner qui a fianco per ogni info ;)

30 marzo 2011

Tartellette di Brisèe al Grano Saraceno con Rucola, Stracchino e Pinoli

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Il caldo si avvicina, e non so a voi, ma a me queste Tartellette di Brisèe al Grano Saraceno con Rucola, Stracchino e Pinoli fanno in effetti molto primavera… E poi vabbè, ormai lo sapete benissimo, adoro le torte salate e cosine simili, meglio ancora se monoporzione, e non posso perderci la mano… Ogni tanto vanno riproposte :P
Non essendo vere e proprie quiches, non ho utilizzato la pasta da quiche appunto, come qui, ma la pasta brisèe, utilizzando la farina di grano saraceno per rendere queste tartellette ancora più “grezze”… L’impasto risulterà meno malleabile, ma con un po’ di buona volontà riuscirete comunque a lavorarlo ;) .

INGREDIENTI (per 6 stampini da crostatine, diametro 9 cm, altezza 3 cm)
Per la pasta brisèe
:

50 gr. di farina 00 + quella per infarinare gli stampini
150 gr. di farina di grano saraceno
1 pizzico di sale
100 gr. di burro (freddo di frigo) + quello per imburrare gli stampini
1 tuorlo
2 cucchiai d’acqua fredda
Per la farcia
:

80 gr. di rucola
250 gr. di stracchino
50 gr. di pecorino stagionato (io uso quello di grotta) + quello per la superficie
1 uovo
1 cucchiaio di maizena (amido di mais)
40 gr. di pinoli
olio extravergine di oliva
pepe nero

PREPARAZIONE
Mescolate le farine con il sale, quindi unite il burro a tocchetti e lavorate il tutto con la punta delle dita fino ad ottenere un composto granuloso; unite il tuorlo e l’acqua, impastate velocemente, quindi avvolgete con un foglio di pellicola e fate riposare al fresco per 30 minuti.
Nel frattempo, preparate il ripieno: in una wok, fate appassire la rucola grossolanamente tritata con un filo d’olio ed una bella macinata di pepe. In una ciotola, lavorate a crema lo stracchino insieme col pecorino grattugiato e l’uovo, quindi unitevi la rucola, la maizena e 50 gr. di pinoli grossolanamente tritati ed amalgamate bene il tutto.
A questo punto stendete la pasta fine (circa 3 mm), ricavatene 6 dischi e foderatevi gli stampini precedentemente imburrati ed infarinati; riempite le tartellette col ripieno, livellatene la superficie e cospargetele con una spolverata di pecorino grattugiato e con i restanti 20 gr. di pinoli (lasciandoli interi), quindi infornate a 180° C, per circa 30 minuti. Lasciate almeno intiepidire prima di servire.

Con questa ricetta partecipo al contest di Anna Luisa e Fabio (Assaggi di Viaggio) dedicato ai pic-nic… In palio un delizioso cestino, ideale per le scampagnate primaverili! Cliccate il bannerino qui a fianco per ulteriori info ;)

 

 

 

E, sempre con la stessa ricetta, partecipo anche alla raccolta di Lia (Montagne di Biscotti): il grano saraceno è un ingrediente davvero molto poco utilizzato, e la sua raccola servirà a spronare noi foodblogger ad ideare qualcosa di nuovo con questo cereale… Su ;)

Ah: vi chiedo un favore grande per me e piccolino per voi… Chi non l’avesse ancora fatto, se vuole ovviamente, voti i miei BOCCONCINI DI FILETTO DI MANZO CROCCANTI ALL’ARANCIA SU LETTO DI CIPOLLE ROSSE (questi, a chi interessa) nel contest di Cinzia (gli agrumi)… Un solo voto a testa, è importante per me… Grazie a tutti :P

21 febbraio 2011

Strudel di Sfoglia con Ricotta, Spinaci e Pancetta

Pubblicato in: Le mie ricette, torte salate & affini tagged , , , a 12:30 pm di pixel3v

Le torte salate sono il mio amore, ormai lo sapete. Quindi trovo giusto ogni tanto dare un po’ di spazio anche a loro… Questo mio Strudel di Sfoglia con Ricotta, Spinaci e Pancetta ad esempio, è quanto di più semplice possa esistere… Un buon jolly da presentare in tavola come antipasto, come contorno o anche come secondo… Insomma, oggi si va sul classico e sul rapido… Augurando a tutti un buon inizio di settimana, eccovi la mia ricetta!

INGREDIENTI (per 6 persone)
250 gr. di pasta sfoglia (1 confezione)
400 gr. di spinaci già cotti
250 gr. di ricotta di pecora
100 gr. di pancetta a dadini
70 gr. di parmigiano grattugiato
2 uova
olio extravergine d’oliva
sale
pepe

PREPARAZIONE
Rosolate in padella la pancetta a dadini con poco olio; quando questa avrà preso colore, aggiungete gli spinaci, salate, pepate, e saltate per circa cinque minuti. Nel frattempo, in una terrina lavorate la ricotta con un pizzico di sale ed una macinata di pepe, aggiungete il parmigiano grattugiato, amalgamando bene, quindi unite gli spinaci e la pancetta; mescolate bene e, in ultimo, unitevi le uova, fino ad ottenere un composto omogeneo. A questo punto stendete la pasta sfoglia fino a ricavare un rettangolo di circa 30 x 40 cm; ponetevi sopra il ripieno, lasciando liberi 2 cm di pasta ad ogni lato, quindi arrotolate nel senso della lunghezza, richiudendo i bordi liberi dal ripieno. Mettete nel forno già caldo a 180°C per 50 minuti circa. Potete servire il rotolo sia tiepido che freddo.

L’inizio settimana è sempre un pochino critico per tutti, si sa… Questa canzone so bene che non sia il massimo per sollevare il morale ma… E’ così bella, così vera e così, appunto, “ironica” che un sorriso ve lo strappa sicuro… E poi su, chi non ha amato almeno per un periodo l’album Jagged Little Pill fino a consumarne la cassetta? Io sì… :mrgreen:
Insomma, avete capito no? That’s Alanis Morissette con Ironic… Enjoy it ;)


14 dicembre 2010

That’s Cinque&Cinque Time: la Cecìna (Torta di Ceci)

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Semplicissima a farsi e buonissima da gustare in qualunque momento della giornata (uhm, forse a colazione no!), la Cecìna è una torta salata molto bassa, tipica di alcune zone della Toscana (in particolare Livorno, Lucca, Massa Carrara e Pisa, ma con strascichi anche in Liguria), preparata con tre parti di acqua ed una di farina di ceci, più olio, sale e pepe.
Vi sono in realtà mille nomi per definirla: cecìna (Lucca e Versilia), torta di ceci (Pisa), calda calda (Massa Carrara), farinata (Liguria – pensate che dalle mie parti la farinata è tutt’altra cosa: acqua e farina 00, la si mangia calda come fosse una minestra, mia nonna me la faceva spessissimo da piccola!), o, per dirla alla livornese, cinque&cinque, nome improprio a dirla tutta, perché designa in realtà un panino o una focaccia (schiacciata va’, che è più fiorentino!) aperto a metà e farcito con una fetta di, appunto, torta di ceci; ai tempi (anche piuttosto remoti) della lira, erano 5 centesimi di pane e 5 centesimi di torta di ceci: da qui, appunto, il nome “cinque&cinque” :)
In qualunque parte della Toscana (o della Liguria) vi troviate, comunque, la regola per preparare questa torta è: tre parti di acqua, una di farina di ceci. Altra componente fondamentale è la teglia: in genere si usano quelle tipo da pizza, rotonde, larghe e basse. Per il resto, le scuole sono diverse: la mia esperienza da frequente consumatrice di torta di ceci mi ha insegnato che nella Lucchesìa si tende a preparare torte piuttosto fini e ben cotte; personalmente, però, preferisco la versione livornese, alta 1 cm, con la crosticina croccante in superficie ma quasi cremosa all’interno (avete mai mangiato quella di Cecco? E’ divina!).
Le dosi che vi propongo io sono appunto per la versione livornese (anche considerando la dimensione della mia teglia)… Voi regolatevi in base ai vostri gusti ed alle vostre esigenze, l’importante è che rispettiate queste proporzioni!
ps. quel che scrivo non è legge, può darsi benissimo che qualche lettore ne sappia più di me sulla storia e le tradizioni della cecìna… In tal caso, beh, che parli, così imparo anch’io qualcosa in più ;)

INGREDIENTI (per una teglia bassissima dal diametro di 39 cm; cecìna spessa 1 cm)
250 gr. di farina di ceci
1 cucchiaino scarso di sale
750 ml. di acqua
1 rametto di rosmarino
2 cucchiai d’olio d’oliva
pepe nero

PREPARAZIONE
Setacciate la farina di ceci col sale, versatevi l’acqua piano piano e mescolate bene eliminando eventuali grumi; “inzuppatevi” un rametto di rosmarino, quindi lasciate riposare il composto per circa un’ora.
Trascorso il tempo di riposo, accendete il forno a 220° C; prendete il composto, togliete la schiuma che si sarà formata in superficie, eliminate il rosmarino ed unite l’olio; rimescolate lentamente, quindi versate nella teglia da pizza precedentemente oliata (fate attenzione che il composto è liquido e la teglia molto bassa!), ed infornate per 20 minuti circa, o comunque fino a che la superficie non sarà bella dorata. Servite quando è ancora caldina, macinando abbondante pepe.


Per gustarvi il vero cinque&cinque livornese di cui parlavo più su, apritevi a metà un bel panino e farcitelo con la cecìna… Sentirete che bontà! Gli amici siciliani noteranno sicuramente la straordinaria somiglianza con il loro “pane&panelle”, che ahimè, non ho avuto modo di gustare quest’estate in quel di Catania :(


E oggi vi faccio ascoltare i Sex Pistols con la mitica Anarchy in the UK;)


9 novembre 2010

Strudel Salato con Verza, Salsiccia e Cumino

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Concludiamo la serie di ricette basic a base di verza con un’altra torta salata, uno strudel per la precisione. La ricetta è semplicissima, appunto, ma molto gustosa e decisamente invernale, il che significa che non è leggerissima… Ma come ben sapete le torte salate in generale son molto buone anche riscaldate, quindi potete preparare questo Strudel Salato con Verza, Salsiccia e Cumino oggi e gustarne un paio di fette stasera come antipasto, un altro paio domani a pranzo come piatto unico e conservarne un pezzettino anche per domani sera a cena, come secondo piatto :)

Ah, una precisazione: potete benissimo comprarvi la pasta sfoglia pronta per preparare il vostro strudel, sarà senz’altro buono lo stesso (se poi trovate pronta la pasta per strudel è ancora meglio); io però, va bene che sono tornata alle origini, ma la manìa di impastare che mi ha colpita in questi giorni non mi è proprio passata del tutto… Quindi ho preparato da sola la pasta per strudel!

INGREDIENTI (per uno strudel di circa 30 x 10 cm)
Per la pasta strudel:

250 gr. farina 00
1 pizzico di sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 uovo + 1 per spennellare lo strudel alla fine
60 ml d’acqua calda
Per il ripieno:
550 gr. di verza (una verza piccola insomma, peso lordo)
1 cucchiaino di semi di cumino
400 gr. di salsiccia di maiale fresca (io ne ho usate 4)
olio extravergine di oliva
sale
pepe

PREPARAZIONE
Setacciate la farina con il sale, aggiungete quindi prima l’uovo e, dopo aver lavorato un po’ l’impasto, anche l’olio. Lavorate bene fino ad ottenere un impasto piuttosto morbido, quindi aggiungete l’acqua poca alla volta (non è detto che vi serva tutta!); l’impasto dovrà risultare morbido ed elastico. Sbattete bene l’impasto più volte, quindi formate una palla e lasciate riposare coperta da una ciotola per almeno mezz’ora.
Nel frattempo preparate il ripieno: pulite la verza eliminando le costole dure, fatela a listarelle e passatela in padella con poco olio; appena inizierà ad appassire aggiustate di sale, unite il cumino e lasciate stufare (l’acqua si formerà da sola) a fuoco basso per circa 15 minuti. Nel frattempo, in una padella a parte, soffriggete la salsiccia “sbriciolata” con un filo d’olio, unendo abbondante pepe (bastano 5 minuti e sarà pronta). Unite la salsiccia alla verza e lasciate intiepidire.
Trascorso il tempo di riposo della pasta, stendetela su di un piano di lavoro infarinato fino ad ottenere uno strato molto, molto sottile, di forma più o meno quadrata. Immaginate il vostro quadrato diviso per verticale in tre rettangoli uguali tra loro e disponete il ripieno nella fascia centrale, lasciando un paio di cm in alto ed in basso, quindi ripiegate i due lembi di pasta più larghi uno sopra l’altro; chiudete infine i lati corti piegando la pasta sotto allo strudel. Praticate delle incisioni oblique sulla superficie dello strudel in modo da farlo “respirare”, spennellate con l’uovo sbattuto e diluito con poca acqua, quindi infornate a 180° C per circa 50 minuti, quando lo strudel sarà uniformemente dorato.

 

Niente musica quest’oggi, ma grandi iniziative culinarie: con questa ricetta partecipo infatti alla raccolta di torte salate organizzata da Veronica di Cucina Deliziosa… Andate a spulciare, che quando il pdf della raccolta sarà pronto ci sarà da sbizzarrirsi col forno ;)

 

4 novembre 2010

Mini-quiches con Verza, Scamorza e Noci

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E dopo aver abbondantemente arrotolato paste, modellato impasti di ogni genere ed esserci lanciati per un attimo nell’antica Persia, torniamo un attimo indietro.
Indietro, nel senso che per gli Involtini Primavera (fatti diverse volte ultimamente) avevo comprato palle e palle di verza… E si sa, quando mi metto in casa un ingrediente che non uso poi così spesso (anzi, quasi sconosciuto per me fino a poco tempo fa oserei dire) va sempre a finire che mi piace sperimentare… E alla fine è un bene, perché con gli ingredienti con cui ho più dimestichezza in realtà finisce che faccio sempre le stesse cose, mentre con la verza ad esempio, alla quale nella mia testa non avevo mai dato una collocazione ben precisa, ho tentato strade, diciamo così, alternative. Che poi, alternative non lo sono mica poi tanto…
Un passo indietro, appunto, dicevo. Un passo indietro che è anche una specie di ritorno alle origini. Perché? Beh, ovunque in questo mio blog non ho mai perso occasione per ricordare al mondo quanto io adori (cucinare e mangiare) sformati/sformatini e torte salate più o meno grandi, e… Quante vite sono che non ne cucino?? Non lo so più…!!
Basta quindi, si torna alle origini. Con la nuova arrivata, la verza, vi aspettano tre ricette semplici ma a prova anche dei palati più difficili (ve lo dico per esperienza personale: mia sorella odia la verza, eppure…!)… Si inizia oggi stesso, con delle tortine salate :)
In realtà si tratta di quiches, il che significa che c’è una base di pasta dura, mentre per il ripieno si aggiunge agli ingredienti che si vogliono usare (verza, scamorza e noci in questo caso) una sorta di impasto, liquido in realtà (ma che poi si rapprenderà in forno) costituito da uova, panna liquida (o latte) e poco parmigiano grattugiato. Questa è la base, di solito… Poi ci si può sbizzarrire con qualunque cosa ci passi per la testa: io ad esempio ho preparato delle Mini-quiches con Verza, Scamorza e Noci.

Le quiches possono essere anche preparate in uno stampo unico… Io però ho preferito preparane tante piccoline primo perché avevo i miei nuovi stampini da mini-crostatine da rinnovare ( :mrgreen: ), e secondo perché comunque ho un amore incondizionato per tutto ciò che è monoporzione… :oops:
L’idea di unire alla verza la scamorza e le noci mi è venuta girovagando in rete: per la scamorza ho preso spunto da questa ricetta del Cavoletto, per le noci invece da questa ricetta di Kitchen q.b. Ah: seguendo il consiglio di Sigrid (Cavoletto) a questa pagina riguardo alla quiche perfetta, ho preparato io stessa la pasta; se non ne avete voglia potete comprarvi un rotolo di pasta brisèe (che è certamente più adatta della pasta sfoglia) anche se questa qui consigliata da Sigrid non ha eguali… E’ ufficialmente “la pasta da quiche” ;)

INGREDIENTI (per 9 mini-quiches diametro 10 cm, oppure 5 cocottes diametro 13 cm )
Per la pasta da quiche
:

200 gr. di farina
5 gr. di sale
90 gr. di burro
1 uovo
20 ml d’acqua
Per il ripieno
:

1 cipolla bionda
370 gr. di verza, peso da pulita (metà di un cesto grande)
180 gr. di scamorza non affumicata
80 gr. di noci, peso da sgusciate (per l’esattezza, 14 noci!)
2 uova
250 ml di panna fresca
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
olio extravergine di oliva
burro (per imburrare gli stampini)
sale
pepe nero

PREPARAZIONE
Preparate la pasta: in una ciotola lavorate la farina, il sale ed il burro a pezzetti (ammorbidito a temperatura ambiente) con le mani, fino ad ottenere un composto granuloso. Aggiungete quindi l’uovo e l’acqua e continuate ad impastare fino ad ottenere una pasta omogenea; formate una palla, avvolgetela con della pellicola e lasciatela riposare in frigo per 2 ore.
Nel frattempo, affettate sottilmente la cipolla e fatela imbiondire in padella con poco olio. Unitevi la verza tagliata a listarelle (private le foglie della costola dura), salate e lasciate che appassisca, cuocendo a fuoco basso, coperto, per circa 10 minuti. Lasciate intiepidire, quindi unite alla verza la scamorza tagliata a dadini ed i gherigli di noci sminuzzati; mescolate e tenete da parte.
Trascorso il tempo di riposo della pasta, tiratela fuori dal frigo e stendetela a 3 mm di spessore; ricavatene 10 dischi, coi quali rivestirete gli stampini da crostatine precedentemente imburrati. I miei stampini hanno un diametro di 10 cm, quindi ho ritagliato dei cerchi dal diametro di 10 + 4 cm (considerando i bordi degli stampi).
Distribuite negli stampini rivestiti con la pasta brisèe il mix di verza, scamorza e noci (un paio di cucchiaiate per ogni stampino) e pressate leggermente questo ripieno; in una terrina sbattete le uova con la panna ed il parmigiano grattugiato, unite un pizzico di sale ed una macinata di pepe e versate il composto negli stampini, distribuendolo equamente (a me son venuti precisi 4 cucchiai per ogni stampino). Cuocete nel forno già caldo a 190° C per circa 35 minuti, o comunque quando la superficie risulterà dorata e croccante (fate la prova stecchino comunque: se risulta asciutto, le quiche sono pronte), quindi proseguite la cottura poggiando la teglia sul piano più basso del forno per far cuocere meglio anche la base (io ce le ho tenute per 10 minuti). Servitele tiepide.

Quanto alla musica, oggi restiamo più attuali, con un pezzo bello carico dei The Strokes: ascoltatevi Last Nite ;)


14 ottobre 2010

Cestini di Pasta Fillo con Gorgonzola e Pere

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Ecco un’altra ricettina con la pasta fillo… Stavolta però si torna sul salato. Questi Cestini di Pasta Fillo con Gorgonzola e Pere sono estremamente facili; la parte più divertente è comunque la sistemazione della pasta fillo, la “nascita” dei cestini, la pasta morbida ed elastica che prende la forma che gli si dà, indurendosi e divenendo croccante con una passatina di forno… Le magie della cucina :P
Inutile dire che, fatti i cestini, potrete riempirli con qualunque tipo di preparazione cremosa, anche dolce se volete. La mia ricetta comunque è questa:

INGREDIENTI (per 6 cestini)
18 fogli di pasta fillo (i miei sono quadrati, 14 cm di lato)
80 gr. di ghee
3 pere Williams rosse medie + ½ per la decorazione
200 gr. di gorgonzola dolce
100 gr. di gorgonzola piccante
5 noci

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 200° C.
Spennellate ognuno dei fogli di pasta fillo con il ghee fuso (50 gr.) su entrambe le facciate. Capovolgete i vostri stampini monoporzione (io uso quelli in alluminio da crème caramel), quindi spennellate l’esterno sempre col ghee e adagiate sopra ad ogni stampino 3 fogli di pasta fillo, pressandoli per fare in modo che aderiscano l’uno all’altro e cercando di sfalsare le punte dei quadrati. Passate i cestini così capovolti in forno per 10 minuti (devono solo dorare e diventare croccanti), quindi lasciateli raffreddare un pochino prima di sformarli (con delicatezza!).
Nel frattempo sbucciate le tre pere, riducetele a cubetti molto piccoli e tagliate a fettine sottili la mezza. Ponete le fettine di pera in una ciotola d’acqua fresca per evitare che annerisca; passate invece in padella i cubetti con i restanti 30 gr. di ghee per 10 minuti, fino a che la pera non avrà preso colore e si sarà leggermente ammorbidita. In una terrina, lavorate a crema i due tipi di gorgonzola con una forchetta, quindi amalgamatevi i cubetti di pera; continuate a mescolare e vedrete che la vostra crema, incorporandovi la frutta, sarà subito più morbida.
Riempite i cestini con il composto preparato; decorate ogni cestino con le noci ridotte ad una granella grossolana e le fettine di pera, avendo cura di sgocciolare ed asciugare bene quest’ultime. Rimettete tutto in forno (che dovrebbe essere ancora bello caldo) sempre a 200° C per 5 minuti, il tempo di far intiepidire anche il ripieno (in questo modo tutte le parti che compongono i cestini saranno della stessa temperatura); servite subito.

Oggi ci ascoltiamo un classico del grunge, uno di quei pezzi che hanno fatto la storia della musica… No, tranquilli, non sto parlando dei miei adorati Nirvana, ma dei Soundgarden, con Black Hole SunEccovela ;)


30 settembre 2010

Borek Sigara Böreği Turchi con Formaggi di Capra e Cipolle Rosse

Pubblicato in: Le mie ricette, piatti etnici / esotici, torte salate & affini, Turchia tagged , , , , , , , , , a 11:51 am di pixel3v

Continuando a parlare di pasta brick, ecco un altro piatto con cui mi cimento spesso: i Borek :)
Dicesi “Borek” una sorta di torta salata il cui ripieno è a base, principalmente, di formaggio di capra e verdure; lo si può preparare in diversi modi, e in base alla forma che daremo alla nostra pasta il Borek sarà seguito da un nome diverso: in questo caso vi parlerò di Borek Sigara Böreği proprio perché io li ho arrotolati dando loro la caratteristica forma a sigaro (l’involtino classico insomma); in particolare, nel mio caso, trattasi di Borek Sigara Böreği Turchi con Formaggi di Capra e Cipolle Rosse.
La preparazione dei Borek richiederebbe in realtà la yufka, un foglio di pasta sfoglia sottilissima; se non la trovate utilizzate la pasta brick (come in effetti faccio io), che si presta molto a questo tipo di preparazione dal momento che è bella elastica e una volta cotta risulta secca e croccante. Anche la pasta fillo è croccante una volta cotta, è vero, ma solo perché viene necessariamente unta e bisunta; con la brick invece potete benissimo evitare di spennellare con olio o burro (con i Brick Tunisini lo faccio solo per far aderire meglio le spezie in polvere alla pasta)… E questi Borek non vogliono essere unti, ma solo spennellati con uovo! Quindi: no pasta fillo, sì pasta brick ;)
Tornando a noi, ecco come ho fatto per preparare i miei Borek:

INGREDIENTI (per 12 “sigari” lunghi circa 15 cm e dal diametro di 2-3 cm)
200 gr. di feta (se trovate il beyaz peynir, formaggio turco, meglio per voi, io non ci ho neanche provato ed ho optato per la feta, che geograficamente essendo greca non è poi così lontana dalla Turchia!)
160 gr. di formaggio caprino fresco
2 cucchiai di yogurt greco
1 mazzo di finocchietto selvatico
1/2 cipolla rossa
6 fogli di pasta brick (i miei sono rotondi, 30 cm di diametro, e da ognuno ho ricavato 4 triangoli di pasta)
1 tuorlo
semi di sesamo

PREPARAZIONE
Preparate un trito con la cipolla rossa ed il finocchietto selvatico. In una terrina lavorate con una forchetta la feta, il formaggio caprino (fresco, cremoso insomma) e lo yogurt, quindi unitevi il trito di cipolla e finocchietto e mescolate bene.
Tagliate ogni foglio di pasta brick a metà e dividete ognuna di queste metà ancora a metà (sembra che vi stia prendendo in giro ahaha), ricavando quindi da ogni foglio quattro triangoli rettangoli (poi coi miei fogli ovviamente la base è ad arco); sovrapponete due triangoli uno sull’altro (ogni sigaro sarà formato da due triangoli di pasta brick) fino ad avere in tutto 12 “coppie” di triangoli di pasta. Per fare aderire un triangolo sull’altro e per evitare che i bordi si secchino aiutatevi inumidendo spesso le mani (tenete una ciotolina d’acqua sul vostro piano di lavoro!). Ponete un cucchiaio di ripieno sulla base inferiore (quella ad arco, per me) disponendolo in modo che abbia più o meno una forma allungata e stretta, chiudete i due angolini ai lati verso l’interno, quindi arrotolate il “sigaro” più fine possibile (dovranno risultare molto stretti) verso la punta del triangolo. Aiutatevi con l’acqua anche per sigillare bene la pasta.
Spennellate i “sigari” da ogni lato con il tuorlo sbattuto e diluito con pochissima acqua, decorateli con dei semi di sesamo (bianchi e neri, in questo caso io sono rimasta sprovvista di quelli neri e mi sono dovuta accontentare…) e cuoceteli in forno a 180° C per circa 15 minuti (la ricetta originale prevedrebbe la frittura, ma come sapete io evito di friggere se posso!); meglio se non utilizzate teglie e ponete un foglio di carta da forno direttamente su uno dei ripiani a grata, così i vostri Borek cuoceranno perfettamente anche sotto, senza rimanere umidicci (ve lo dico per esperienza ;) ).
Serviteli con un’insalatina fresca di pomodori o con una salsina a base di yogurt greco e menta fresca tritata.

Ovviamente, per quanto riguarda il ripieno, potete sbizzarrirvi come meglio credete: potete unire ai formaggi di capra spinaci, pomodori, melanzane, peperoni, anche carne macinata se volete… Le versioni esistenti sono infinite :)

La musica, invece, oggi è per l’appunto italianissima :) Vi lascio all’ascolto di un pezzo sublime: godetevi Samuele Bersani con Giudizi Universali;)


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