18 febbraio 2011

Kidney Beans (Fagioli Americani) alla Texana

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Riusciamo fuori dai confini dello stivale ;) Complice di questo mio tuffo negli States, un’offerta di prodotti etnici al supermercato… E, confesso, io i fagioli Kidney non li conoscevo :oops:
Tipicamente americani, i Kidney Beans hanno colore rosso scuro, taglia grande e forma leggermente curva; sono l’ingrediente base del famoso “chili con carne” per intenderci. Qui potete farvi un’idea del fagiolo in questione.
Ora, io il chili con carne proprio non posso cucinarlo, dal momento che non posso avere a che fare con peperoni, chili et similia (eliminarli sarebbe stato come… non so… preparare la carbonara senza uovo più o meno!)… Quindi ho pensato di cucinarli a mo’ dei famosi “fagioli alla texana” (Bud Spencer e Terence Hill insegnano :mrgreen: ), ricetta che di solito richiede i borlotti. Niente borlotti quindi per me: beccatevi i Kidney Beans (Fagioli Americani) alla Texana ;)

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 cipolle bianche
2 spicchi d’aglio
200 gr. di pancetta dolce a dadini
4 coste di sedano
450 gr. di fagioli rossi Kidney (i miei sono già cotti)
6 foglie di alloro
8 cucchiai di polpa di pomodoro
10 (circa) pomodori ciliegini
olio
sale
paprica dolce
pepe
prezzemolo

PREPARAZIONE
Se usate i fagioli secchi, seguite il procedimento indicato qui.
In una padella piuttosto capiente fate scaldare l’olio, unitevi le cipolle tritate grossolanamente, gli spicchi d’aglio schiacciato (che poi toglierete) e la pancetta a dadini. Quando la pancetta sarà dorata aggiungete le coste di sedano ad anelli, i fagioli con un po’ della loro acqua e le foglie di alloro; aggiustate di sale, unite un pizzico di paprica, grattate abbondante pepe e lasciate cuocere portando a bollore. Aspettate che l’acqua dei fagioli sia quasi del tutto ritirata, quindi unite la polpa di pomodoro ed i ciliegini tagliati a dadini; aggiustate di sale e proseguite la cottura per 5/10 minuti, o comunque fino a che il sugo non si sarà ben addensato. A fine cottura eliminate l’aglio e l’alloro, spolverizzate con del prezzemolo tritato e servite accompagnando con delle tortillas, o al limite con qualcosa che ci si avvicini anche vagamente: quelle che vedete in foto, ad esempio, sono delle mini-piadine :)

Oggi è la giornata del risparmio energetico 2011, lo sapevate? La questione mi sta particolarmente a cuore, anche se ammetto che spesso io per prima non sempre penso a quanto tenere il forno acceso per ore o il pc in carica fisso possa danneggiare l’ambiente… Insomma, oggi, chi può, ci pensi :D Nel mio piccolo, da foodblogger quale sono, ho pensato bene di proporre una ricetta che non preveda l’utilizzo del forno… E voi che farete per l’ambiente e per il risparmio energetico? ;)

10 gennaio 2011

Swiss Rösti alle Due Patate (Versione Light)

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Si ricomincia… Le feste natalizie sono ufficialmente finite, le vacanze pure… Presto vi raconterò dei miei 4 giorni a Venezia e dintorni ;) Ma nel mentre che mi preparo il post, vi anticipo che questa sarà una settimana dedicata alle patate dolci… Iniziamo subito, su :D
Il Rösti è un piatto tipico della cucina svizzera a base di patate, generalmente servito come contorno. La ricetta originale prevede solo le patate, ma in giro se ne trovano versioni rivisitate di ogni tipo: c’è chi aggiunge le cipolle (come ho fatto io), chi i cubetti di pancetta (ancora io) o di speck, chi del formaggio e delle erbe aromatiche (sempre io); ne esistono anche varianti semidolci in base alle quali si serve il Rösti con le mele.
Mentre ci sono due scuole di pensiero riguardo alla consistenza delle patate (c’è chi le utilizza crude e chi lesse), non c’è invece discordanza sul fatto che i Rösti vadano fritti. Io vi presento qui i miei Swiss Rösti alle Due Patate (Versione Light): ho optato per la versione “patata cruda” e non li ho fritti in padella, ma li ho fatti dorare in forno (più leggeri quindi), accompagnandoli poi con dello yogurt greco anziché con la panna acida. Inoltre, io ho utilizzato le patate nostrane, sì, ma mixate con le patate dolci, anche note come patate americane o batate (non quelle rosse che ho utilizzato qui, anche se la famiglia è comunque la stessa; quelle di questa ricetta sono quelle dalla polpa bianca)…

Ecco quindi la mia ricetta, e preparatevi, perché come vi ho detto ne seguiranno altre due a base di patate dolci, giusto per chi, come me, ha fatto un salto al NaturaSì e preso dalla voglia se n’è comprate un chilo :)

INGREDIENTI (per 9 Rösti spessi 1,5 cm, diametro 9 cm)
1 cipolla dorata
150 gr. di pancetta affumicata
250 gr. di patate
250 gr. di patate dolci (batate)
50 gr. di fontina
1 mazzetto di rosmarino
2 cucchiai di farina
olio extravergine d’oliva
sale
pepe
yogurt greco + erba cipollina per la salsa

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 180° C. Affettate grossolanamente la cipolla e fatela soffriggere insieme alla pancetta tagliata a dadini con poco olio, quindi lasciate raffreddare. Nel frattempo, sbucciate e grattugiate le patate e le batate utilizzando i fori più grandi della grattugia; unitevi quindi la fontina anch’essa grattugiata e la pancetta con la cipolla. Incorporate il rosmarino tritato finemente, aggiungete la farina per far sì che il composto risulti meno umido, quindi aggiustate di sale e macinate abbondante pepe. Una volta ottenuto un mix omogeneo ungete il coppapasta (il mio ha il diametro di 9 cm), poggiate l’anello su una leccarda rivestita con carta da forno e pressatevi un po’ di mistura aiutandovi con il dorso di un cucchiaio, ottenendo un disco spesso circa 1 cm. Sfilate lentamente il coppapasta e ripetete l’operazione fino ad esaurimento dell’impasto (con queste dosi ho ottenuto 9 Rösti). Cuocete per 40 minuti, quindi servite accompagnando con una salsina a base di yogurt greco ed erba cipollina.

Le patate dolci conferiscono un sentore particolare, che somiglia vagamente al sapore della farina di castagne. Se la cosa non vi ispira potete utilizzare solamente patate nostrane, ma il gusto delle patate dolci è da provare… Vi sorprenderà ;)

Ricominciamo soft con la musica: per chi ancora ha da riprendere i ritmi, ascoltatevi Teach Me Tiger di April Stevens e rilassatevi un attimino, prima di ripartire… ;)


25 giugno 2010

Fagioli Azuki e Porri con Alga Wakame allo Zenzero

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In tutto questo parlar di dolci, beh, lo so che non mi crederete mai ma vi giuro che sì, sono ancora a dieta (i dolci li mangio solo a colazione… Ma più che altro li faccio mangiare agli altri ;) ). Per dimostrarvelo, oggi vi propongo una ricetta leggera e, il che non guasta, vegan :D Il suo essere vegan però devo ammettere che non è voluto… Il fatto è che nel cercare disperatamente qualcosa che mi permettesse di finire il mio sacchettino di fagioli Azuki ormai comprati da un po’ (qualcosa che, soprattutto, non fosse dolce!) mi sono imbattuta in Vegan3000, dove ho trovato una ricetta semplice e veloce (cottura dei fagioli esclusa) che qui vi riproduco con le mie dosi, le mie modifiche e le mie aggiunte: Fagioli Azuki e Porri con Alga Wakame allo Zenzero (che non ce l’avete l’alga Wakame in casa? Io sì… :mrgreen: reduce da un tentativo non troppo riuscito, mesi fa, di preparare la zuppa di miso… ma dove vai se il miso non ce l’hai :roll: ).

INGREDIENTI (per 6 persone)
300 gr. di fagioli di soia rossi (Azuki)
4 cucchiai di alghe Wakame (io ho il sacchettino in cui sono già ridotte a pezzettini)
2 piccoli porri
2 spicchi d’aglio
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
4 cucchiai di aceto di riso (se non l’avete usate l’aceto di vino bianco)
4 cucchiai di salsa di soia
4 cucchiaini di zenzero in polvere
1 ciuffo di prezzemolo
sale

PREPARAZIONE
Per i fagioli regolatevi come vi avevo spiegato nel caso del Feijao Tropeiro a mo’ di Feijoada: mettete i fagioli secchi a bagno per diverse ore in acqua fredda (diciamo tra le 8 e le 24 ore); la quantità d’acqua deve essere pari a sei volte il peso dei fagioli, quindi in questo caso occorreranno 1,8 l. d’acqua. Trascorso questo tempo, durante il quale i fagioli avranno assorbito un bel po’ d’acqua ed il loro peso e il loro volume saranno aumentati, scolateli e lavateli con acqua corrente, quindi riponeteli nella stessa pentola con circa 1 l d’acqua e portate ad ebollizione, aggiungendo le listarelle di alga Wakame (che di solito si tengono un po’ a rinvenire in acqua fredda, ma in questo caso non ha senso visto che comunque vanno nell’acqua per un bel po’!). Quando l’acqua inizia a bollire, trasferite la pentola nel fornello più piccolo (quello che usate per fare la moka per intenderci) e proseguite la cottura a fuoco lento per circa 45 minuti (minuto più minuto meno… Insomma, quando sono cotti ve ne accorgete!). Ogni tanto date un occhio, e mescolate se vedete che i fagioli si stanno attaccando al fondo. Salate solo quando i fagioli saranno cotti, quindi scolateli (con anche le alghe, non buttatele!!) e fateli intiepidire leggermente.
Nel frattempo sbollentate i porri in acqua salata con due spicchi d’aglio, quindi scolateli eliminando l’aglio e, non appena saranno maneggiabili, tagliateli a pezzettini. Infine preparate la salsina: in una ciotolina emulsionate olio, aceto, salsa di soia, zenzero e prezzemolo tritato finissimamente; conditevi i fagioli, unite i porri, mescolate e gustate ;)

Altro classico in ambito musicale, oggi vi beccate i Rolling Stones con (I can’t get no) Satisfaction… Vista la triste prestazione degli Azzurri di ieri ed il modo in cui siamo usciti dal Mondiale beh, direi che questa canzone proprio male non ci sta… Le soddisfazioni in ambito calcistico le rimanderemo a poi, eh ;)


10 giugno 2010

Insalata di Avocado, Pompelmo Rosa, Rucola e Pomodori

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La cena brasiliana parte 3
Qui non c’è bisogno di grandi spiegazioni: trattasi di un’insalatina estremamente semplice riproponibile anche al di fuori del contesto sudamericano ;) Per dovere di cronaca, devo dire che quest’insalata l’ha preparata Claudia, visto che io ero piuttosto impegnata a tostare la farina di manioca ed a mescolare il Feijao Tropeiro/Feijoada:P
Insomma, ecco come si prepara l’Insalata di Avocado, Pompelmo Rosa, Rucola e Pomodori:

INGREDIENTI (per 4 persone)
6 cucchiai di olio d’oliva
2 cucchiai di aceto di vino bianco
2 pompelmi rosa
1 avocado
1 pomodoro rosso
1 mazzetto di rucola
sale
pepe

PREPARAZIONE
Preparate la vinaigrette sbattendo in una ciotolina l’olio, l’aceto, un pizzico di sale ed una macinata di pepe. Sbucciate i pompelmi avendo cura di eliminare i filamenti bianchi, fateli a spicchi e poneteli in una ciotola con la vinaigrette. Sbucciate l’avocado, tagliatelo a metà nel senso della lunghezza eliminando il nocciolo, tagliatelo a fettine lunghe e sottili ed unitelo al pompelmo, mescolando bene; aggiungete infine il pomodoro a cubetti e le foglie di rucola lavate e spezzettate, aggiustate di sale e pepe e servite.

Oggi concludiamo la settimana (poi parto per il mare e ci si rivede lunedì ;) ) con una canzone piuttosto malinconica, un pezzo che però io adoro, mi ricorda i tempi di The Box (vi ricordate?? All’epoca io telefonavo di continuo per scegliere i video musicali da vedere!!)… E poi amo lei, cantante ultimamente sottovalutata (almeno qui in Italia), dopo il suo boom iniziale, ma a parer mio sempre valida… Beccatevi Anouk, con Sacrifice ;)


7 giugno 2010

Basic Farofa (from Brazil)

Pubblicato in: antipasti e fingerfood, Brasile, contorni, Le mie ricette, piatti etnici / esotici tagged , , , , , , , a 4:08 pm di pixel3v

Cos’è il Farofa? Trattasi di un piatto tipico brasiliano che si usa per accompagnare carni bollite o arrostite; l’ingrediente principale è la farina di manioca, di cui avevo parlato anche nella ricetta del Feijao Tropeiro a mo’ di Feijoada (from Brazil), ma non vi avevo spiegato di cosa si tratta… Beh, ecco qua:
La manioca, anche nota come “cassava“, “mandioca” (in Brasile) o “yuca” (in Perù), è una pianta originaria del Sudamerica e dell’Africa Subsahariana. Ha una radice a tubero commestibile, la cui forma ricorda quella della carota e la cui polpa è dura e bianca. Da questo tubero si ricava una fecola nota appunto come “farina di manioca“; dai residui dell’amido bolliti si ricava invece la “tapioca“, caratteristiche palline o “perle” che assumono una consistenza gommosa, molto utilizzate nella preparazione di budini. In Brasile la farina di manioca, una volta tostata, prende il nome di “farofa” (giustappunto), e costituisce uno degli elementi principali dell’alimentazione quotidiana del brasiliano medio.
(Info da Wikipedia, foto da qui).

La cena brasiliana parte 2
Dopo la lunga ma doverosa introduzione (non si finisce mai di imparare!), ecco quindi la ricetta del Basic Farofa (from Brazil); come si evince dal nome, questa è la ricetta di base, ma come potrete facilmente immaginare esistono svariate ed infinite versioni del Farofa… :)

INGREDIENTI (per 4 persone)
150 gr. di farina di manioca cruda
1 cipolla
100 gr. di pancetta affumicata a strisce
2 uova
olio
prezzemolo
sale

PREPARAZIONE
Tostate per 15 minuti la farina di manioca in una padella dove avrete prima fatto imbiondire la cipolla in poco olio; mescolate spesso e fate attenzione che la farina non si attacchi. Nel frattempo, in una wok, soffriggete la pancetta senza olio; sbattete in una ciotola le uova diluendole con un cucchiaio d’acqua, quindi aggiungetele alla pancetta e mescolate fino a che le uova non siano strapazzate. A questo punto unite la farina di manioca, saltate per un altro minuto, quindi togliete dal fuoco, aggiungete del prezzemolo tritato, aggiustate di sale e servite.

Oggi, un classico della musica punk-rock-pop (ehehehe) di qualche anno fa, una canzone straconosciuta ma che amo riascoltare… e siccome stasera festeggio il mio compleanno per l’ultima volta (a 6 giorni di distanza… Non avevo ancora trovato il tempo di fare una cenetta a modino con la mia famiglia!), questa oggi me la dedico: Basket Case dei Green Day :mrgreen:


30 maggio 2010

Teglia di Pomodori Ciliegini alla Menta

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Come vi avevo anticipato, oggi si cambia colore. Ma neanche troppo, a dir la verità… Il verde oggi non sarà protagonista, ma di sicuro si fa sentire… Cinematograficamente parlando, diciamo che il suo, quest’oggi, è un cameo di tutto rispetto ;)
La ricetta non ha molto bisogno di spiegazioni: trattasi di un contorno straveloce, dal sapore estivo e fresco: un’invitante Teglia di Pomodori Ciliegini alla Menta. Ecco qua:

INGREDIENTI (per 4 persone)
480 gr. di pomodori ciliegini
tanta, tanta menta
sale
olio

PREPARAZIONE
Tagliate a metà i pomodorini e con essi riempitevi una teglia da forno con i bordi alti, disponendo i ciliegini con la parte aperta rivolta verso l’alto. Cospargete con sale, un filo d’olio ed un’abbondante spolverata di menta tritata grossolanamente. Passate nel forno già caldo a 200° C per mezz’ora e servite tiepido.

Velocemente come ho presentato questa ricetta vi presento anche il pezzo che oggi ci farà da colonna sonora: i Foo Fighters con Everlong ;)


18 maggio 2010

Strangozzi (di Zucchine) Aglio, Olio e Peperoncino

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Sì, avete letto bene… Non sto parlando della pasta classica, ma di strangozzi fatti con le zucchine, sìsì… :) E’ buffo, lo so, e fino a pochi giorni fa non ne avevo neanche sentito parlare :) Poi Djun, sul Forum di SaiCosaTiSpalmi, ha parlato del suo Spirali… Inutile dire che mi sono innamorata! Come non innamorarsi di un oggetto da cucina che ti taglia frutta e verdura a listarelle finissime e arricciolate come fossero dei veri spaghetti?? :mrgreen:
Non possiedo quel sensazionale oggetto come avrete capito, quindi i miei spaghetti non sono venuti proprio perfettissimi (li ho tagliati a mano, con infinita pazienza), e anzi, somigliano più a degli strangozzi, appunto, poiché hanno la sezione squadrata… Però insomma, era doveroso citare l’antefatto perché è stato proprio quel post su quel buffo oggetto (che mi sa ben presto mi farò regalare ;) ) che mi ha dato lo spunto per questa ricetta semplicissima :)
Quindi: la base sono le zucchine, verdure duttilissime per questo tipo di preparazione, verdure che tra l’altro in questo periodo sono presenti in ogni mercato in tutto il loro splendore (e come non approfittarne!!)… E per non sminuire questa verdura così bella e così buona ho cercato di condire gli “strangozzi” nel modo più semplice e più tradizionale possibile: ecco a voi i miei Strangozzi (di Zucchine) Aglio, Olio e Peperoncino:

INGREDIENTI (per 4 persone)
8 zucchine
4 spicchi d’aglio
2 peperoncini rossi essiccati
6 cucchiai d’olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE
Lavate bene le zucchine; se volete potete anche sbucciarle, io però non l’ho fatto (sarebbe solo per una questione estetica: senza la buccia verde somiglierebbero ovviamente di più a della pasta vera e propria!). A questo punto riducetele in strangozzi: se avete lo strumento di cui sopra non sto a dirvi io come fare; se invece, come me, ne siete sprovvisti, tagliate le zucchine a fettine sottilissime, quindi tagliate a listarelle verticali ogni fettina :)
Preparate un trito fine con l’aglio ed i peperoncini; scaldate l’olio in una padella e fatevi dorare il trito (non fatelo annerire!) unendovi le zucchine fin quasi da subito; cuocete per 5 minuti al massimo, o insomma, quando vedrete che gli “strangozzi” saranno morbidi e l’aglio ben dorato. Se preferite, potete cuocere le zucchine a vapore prima e saltarle nell’olio solo all’ultimo, oppure lasciarle direttamente crude e poi condirle.

Nota 1: so bene che ognuno ha la sua personalissima versione del condimento “aglio, olio e peperoncino”; personalmente, io amo che gli ingredienti in questione si sentano bene “sotto i denti”, seppur ridotti in trito, e non che il mio condimento consti solo di olio insaporito; comunque, se proprio non ce la fate, lasciate gli spicchi d’aglio ed i peperoncini interi e toglieteli prima di servire ;)
Nota 2
: nel caso in cui vi stiate chiedendo se un pasto del genere può sostituire il tradizionale piatto di pasta… Beh, le zucchine sono prive di grassi, hanno poche calorie e sono ricche d’acqua, quindi diciamo che pur non avendo, come è ovvio, lo stesso apporto calorico e proteico della pasta, danno comunque la sensazione di sazietà…
Nota 3
: una dadolata di pomodori crudi aggiunta a questo condimento non ci stona affatto ;)

Oggi sono felice, ebbene sì, e consentitemi di dirlo anche qui: Amala, Pazza Inter, Amala!!! Eh sì ragazzi, anche il secondo obiettivo è stato raggiunto, lo Scudetto è nostro anche quest’anno e, come ha detto il nostro mitico Capitano, abbiamo vinto contro tutto e tutti… E proprio ai miei (nostri) “nemici” voglio dedicare, musicalmente parlando, questo tuffo nel passato di oggi: ecco qua i Lit, con My Own Worst Enemy, un gruppo che all’epoca mi piaceva molto (come dimenticare il video in cui il gruppo in versione lillipuziana “passeggia” su Pamela Anderson? :D )…


30 aprile 2010

Baigan (Melanzane) Masala

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Il mio percorso indiano avrebbe dovuto continuare, sì, ma in modo, diciamo, più dolce… Poi però, scuriosando nel blog di Fabien, che apprezzo particolarmente, per seguirne gli ultimi aggiornamenti, ho trovato questa ricetta… E mi sono venuti gli occhi a cuore! Beh, mi sono detta, proviamola, io amo le melanzane ed è un po’ che non le cucino, ho preparato il Garam Masala da sola giusto in questi giorni… Insomma Fabien, sei capitato a pennello, quindi ti infilo (con le dovute citazioni, ovvio) nella mia parentesi indiana ;)
Qui
trovate la ricetta di Fabien, con annesse spiegazioni interessanti riguardo alle giuste melanzane da utilizzare (le Baby, qui introvabili ahimè) e al segreto per riuscire ad amalgamare al meglio le spezie con gli altri sapori; sotto invece è come ho proceduto io, non troppo differentemente da Fabien a dir la verità… In linea di massima ci sono solo andata meno pesante con il peperoncino in polvere, ho eliminato i peperoncini verdi freschi perchè non ce la posso fare ed ho proceduto come mio solito in sostituzione del coriandolo fresco (coriandolo in semi + prezzemolo fresco). Ecco dunque la ricetta delle Baigan (Melanzane) Masala:

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 cipolle bionde grandi
1 macinata di peperoncino
2 cucchiai di Garam Masala
60 grammi di arachidi (peso da sgusciate)
2 cucchiai di farina di cocco (cocco disidratato)
2 cucchiaini di semi di cumino in polvere
1 cucchiaino di curcuma
2 cucchiaini di semi di senape nera
2 cucchiaini di semi di coriandolo
2 grosse melanzane (1 kg. circa)
2 cucchiaini di zenzero in polvere
280 gr. di polpa di pomodoro (peso da sgocciolata)
1 ciuffo di prezzemolo
olio extravergine
sale

PREPARAZIONE
Mettetevi all’opera almeno tre ore prima per preparare la pasta piccante che poi dovrà riposare: fate un trito fine con le cipolle e ponetele in una ciotolina insieme ad una macinata di peperoncino, aggiungete il Garam Masala, le arachidi sbriciolate (io ho preso quelle da sgusciare perché già sgusciate c’erano solo quelle salate), la farina di cocco, il cumino, la curcuma, la senape ed il coriandolo. Amalgamate bene con cinque o sei cucchiai d’acqua, mescolate e lasciate riposare la pasta coprendola con la pellicola trasparente.
Fate a cubetti le melanzane (spessore: circa 1 cm) e saltatele in padella con un filo d’olio ed un pizzico di sale. Quando saranno morbide toglietele dal fuoco e ponetele su un piatto bello largo, quindi assorbitene il liquido in eccesso e spolverizzate con lo zenzero in polvere; lasciatele da parte.
Nello stessa padella rosolate la pasta piccante con poco olio, quindi aggiungete un bicchiere d’acqua e lasciate cuocere a fuoco basso, coperto, finchè la cipolla non sarà imbiondita. A questo punto unitevi le melanzane e, dopo un paio di minuti, la polpa di pomodoro. Fate cuocere per una decina di minuti a fiamma più alta, mescolando spesso e aggiungendo un mezzo bicchiere d’acqua se lo ritenete necessario; a fine cottura unite il prezzemolo tritato e servite accompagnando con del Naan (ma il pane può andar bene lo stesso!).

Spero di essere stata all’altezza del mio “muso ispiratore”:D

Oggi sono carica, sarà che è venerdì, e chi mi conosce sa che Boys Don’t Cry dei Cure mi mette di buonumore come pochi altri pezzi… Quindi direi che è la giornata giusta per farvela riascoltare, sperando che anche Fabien apprezzi l’accostamento musicale che ho fatto con la sua ricetta ;)


20 aprile 2010

Aloo Methi (Patate Stufate al Fieno Greco)

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Ecco qua una nuova ricetta, stavolta siamo in India, in particolare nella città di Marwar, India nord-occidentale, nello stato federato del Rajasthan.…
Questa ricetta ha però bisogno di una piccola presentazione: poco tempo fa mia cugina Chiara, di ritorno dalle Isole Mauritius, mi ha riportato (con mia somma gioia) un tris di spezie: curry masaala, cumino in polvere (che ai semi C*annamela gli fa un baffo!) e semi di fieno greco… :) E che c’entra l’India, direte voi? Beh, diciamo che queste spezie sono usate anche in quella zona dell’Asia, non solo in Africa (e comunque, insomma, le Mauritius sono nell’Oceano Indiano, ad Est del Madagascar, quindi qualche influenza indiana oltre che africana ci sarà no? ;) )…
Insomma, cerca che ti ricerco, dopo aver trovato infiniti studi sulle proprietà dell’unica tra queste spezie a me poco nota, ossia il fieno greco (proprietà galattogene e antianemiche in particolare) e ricette di infusi e decotti, ho scoperto le Aloo Methi (Patate Stufate al Fieno Greco) e mi sono innamorata :D Lo so, ci piazzo sempre le patate (tra l’altro la ricetta è simile a quella delle Patate Stufate all’Indiana), ma secondo me con certe spezie vanno proprio a nozze ;)
Il fieno greco ha un vago sentore di liquirizia, e sotto i denti i semi sono, diciamo così, amarognoli, per cui non piacciono proprio a tutti, anche se durante la cottura l’amaro si affievolisce… In ogni caso, io vi ho avvertiti :D
Ah, le dosi sono calcolate considerando la ricetta come un contorno… Raddoppiate se volete servire come piatto unico ;)
Ecco qua la mia ricetta:

INGREDIENTI (per 3 persone)
2 cucchiai di ghee
1 cipolla bionda
3 spicchi d’aglio
430 gr. di patate (peso da sbucciate)
2 cucchiai di semi di fieno greco (se avete le foglie è ancora meglio, ma almeno per quel che mi riguarda è chiedere troppo :roll: )
1 cucchiaino di semi di senape
1/2 cucchiaino di semi di cumino in polvere (o anche interi, come vi pare, io adesso li ho entrambi!)
1/2 cucchiaino di curcuma
1/2 cucchiaino di peperoncino (in polvere o tritato)
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere (o fresco, se volete)
1 pizzico di sale
1 bel mazzo di prezzemolo

PREPARAZIONE
Scaldate il ghee in padella e fateci soffriggere la cipolla tritata finemente e gli spicchi d’aglio schiacciati (che poi toglierete). Sbucciate le patate, tagliatele a cubetti e fatele rosolare per qualche minuto con la cipolla, quindi aggiungete tutte le spezie. Dopo qualche minuto abbassate la fiamma, coprite il tegame e fate cuocere finchè le patate non saranno tenere (più o meno 20 minuti), mescolando di tanto in tanto ed aggiungendo acqua (circa mezzo bicchiere) se lo ritenete necessario. A fine cottura togliete gli spicchi d’aglio, aggiustate di sale, aggiungete il prezzemolo tritato, date un’ultima mescolata e servite.

Nota 1: al posto del prezzemolo servirebbe l’Assa Foetida (nome botanico: Ferula Assafoetida), in indiano nota anche con il nome Hing, una pianta nativa della Persia (Iran) famosa per il suo odore forte (dicono sia quasi ripugnante), molto simile all’aglio. Fa parte della famiglia delle Apiacee, la stesa famiglia del prezzemolo insomma, quindi diciamo che in mancanza di quest’erba puzzolente ho aggiunto, oltre a uno spicchio d’aglio in più, un bel po’ di prezzemolo ;)
Nota 2: per la ricetta “vera” servirebbero anche tre o quattro peperoncini verdi, ma io non ce la faccio manco ad annusarli quelli, perché a differenza dei peperoncini rossi, i verdi puzzano terribilmente di peperone… Quindi insomma, voi se volete metteteceli, io faccio senza ;)
Nota 3: alcune versioni prevedono anche l’aggiunta di un pomodoro a pezzetti ;)

Quanto alla musica, beccatevi i The Cure, con In Between Days… L’ho riascoltata l’altro giorno perchè fa parte della colonna sonora del film “La Doppia Ora” e… avevo dimenticato quant’è bella :D


30 marzo 2010

Batata Harra (Patate Rosse Dolci alla Libanese)

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Tempo fa, girovagando tra gli scaffali di un noto supermercato di prodotti biologici, sono incappata nelle “batate”. All’inizio mi sono fatta una ristata (“ma tu guarda se la grammatica dev’essere un optional…” ho pensato), poi però, una volta a casa, ho provato a digitare la parola in questione su Google. E mi si è aperto un mondo :shock: Come avrei potuto, dunque, lasciare lì la mia nuova scoperta, senza testarla, privandomi così di accrescere la mia conoscenza culinaria? :P
Ecco qua qualche info in più su questo “nuovo” tubero:
La patata dolce, conosciuta anche come patata americana e meno comunemente come batata (Ipomoea batatas) è una specie appartenente alla famiglia delle Convolvulaceae, coltivata nelle regioni tropicali per i suoi rizotuberi commestibili, dolci e ricchi di amido. Il colore della buccia del rizotubero varia dal rosso al viola o dal marrone al bianco a seconda della varietà, così come la polpa che varia dal bianco al giallo o dall’arancio al viola. La specie è nativa delle aree tropicali delle Americhe, dove la coltivazione era già praticata 5000 anni fa. Si diffuse in modo rapido in tutta la regione, Caraibi inclusi. Importata dopo la colonizzazione delle Americhe, si diffuse in Europa e anche in Asia, dove la sua presenza in Cina era documentata già nel tardo XVI secolo. In molte zone d’Italia la patata americana viene fatta germogliare a scopo ornamentale, annegando il rizotubero in acqua.
(Foto e info da Wikipedia).
Insomma… Il giorno dopo sono tornata nel noto supermercato, le ho comprate (gliele ho finite… ehm…) e ho deciso di prepararle seguendo una ricetta libanese, quella della Batata Harra, rivisitata in base a quel che avevo in casa ed ai miei (nostri, perché devo render conto di altre tre bocche piuttosto delicatine…) gusti.

INGREDIENTI (per 4 persone)
500 gr. di batate (le mie hanno la buccia rossa e la polpa arancione, come in foto)
3 mazzetti di prezzemolo
3 spicchi d’aglio
8 cucchiai d’olio
½ limone (succo)
2 cucchiaini di semi di coriandolo (che poi sono i frutti della pianta)
peperoncino

PREPARAZIONE
Lavate accuratamente le batate ed asciugatele bene. Tagliatele a pezzetti abbastanza piccoli e ponetele in una teglia coperta da carta da forno oliata; spolverizzate con del peperoncino (senza esagerare!) e infornate a 200° C per una mezz’ora (anche meno, a seconda del forno… Dateci un occhio dopo i 20 minuti semmai ;) ).
Nel frattempo, preparate il condimento: in una ciotolina sbattete l’olio con il succo di limone, eliminate i semi di quest’ultimo ed unitevi il prezzemolo tritato grossolanamente, i semi di coriandolo tritati (io li ho schiacciati con il fondo di una bicchiere) e gli spicchi d’aglio schiacciati (che dopo toglierete, ma se li schiacciate per tenerli ad insaporire la citronette riescono meglio a sprigionare il loro aroma).
Quando le patate saranno pronte sistematele in una ciotola, conditele con la citronette (dopo avere eliminato l’aglio) e servite caldo.

Le mie rivisitazioni rispetto alla ricetta standard sono state principalmente tre:
- ho preferito cuocere le batate in forno invece di friggerle (per la salute di tutti);
- ho solo insaporito la citronette con l’aglio invece di tritarcelo dentro (per il gusto di alcuni);
- ho usato semi di coriandolo + prezzemolo fresco al posto del coriandolo fresco (per esigenze di dispensa… Qui il coriandolo fresco non riesco a trovarlo, però il prezzemolo gli somiglia molto – non a caso il coriandolo viene anche definito “prezzemolo cinese” – , e con le batate/patate ci sta bene… per avere l’aroma di coriandolo i semi vanno benissimo ;) ).

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