05.29.08

Strudel Salato dai Mille Sapori

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Ecco un’altra torta salata che ho sempre amato cucinare. Era da un pezzo che non la facevo e… Sembra che stavolta sia venuta più buona che mai!! Lo so, l’accozzamento degli ingredienti può sembrare strano, ma vi giuro che il gusto è ottimo, almeno per me… :)
Ogni boccone è una sorpresa, e ad ogni assaggio predomina un gusto diverso a seconda dell’ingrediente che è più presente… Insomma, questo è davvero uno Strudel Salato dai Mille Sapori!
Allora, ecco come si fa:

INGREDIENTI (per 4 persone)
1 melanzana grande (500 gr circa)
20 (più o meno!) pomodorini ciliegini o datterini
80 gr di pinoli
100 gr di pecorino scoperino (ma va bene anche quello di grotta)
100 gr di robiola
1 confezione di pasta sfoglia pronta (250 gr circa)
olio extravergine di oliva
sale
pepe

PREPARAZIONE
Lavate la melanzana, fatela a dadini e rosolatela nell’olio, salandola e pepandola al punto giusto, fin quando non avrà preso colore e si sarà ammorbidita. A cottura quasi ultimata aggiungete i pomodorini, precedentemente lavati e tagliati a pezzetti, aggiustate di sale, quindi scolate il composto, se necessario, e ponetelo in una ciotola. Quando il tutto sarà quasi raffreddato aggiungete il pecorino a dadini, i pinoli ed infine la robiola. Mescolate bene con un cucchiaio di legno. Stendete dunque la pasta sfoglia sulla carta da forno (la pasta dovrebbe essere rettangolare, più o meno…) e ponete il composto su circa la metà della pasta (nel senso della lunghezza), lasciando però un paio di cm di spazio ai bordi. Arrotolate i bordi in eccesso sul ripieno (prima i bordi più piccoli, quelli laterali, poi quello più lungo) ed infine, con la metà della pasta rimasta libera, coprite il tutto avendo cura di chiudere bene lo strudel in ogni suo punto di “giuntura”, per non rischiare che si apra durante la cottura.
Mettetelo nel forno a 230° per un quarto d’ora, quindi abbassate la temperatura a 170° e lasciate cuocere per un’altra mezz’ora, o comunque fin quando la sfoglia non risulterà dorata.
E’ buono anche servito freddo, ma secondo me tiepido rende di più, perché gli ingredienti risultano più amalgamati.

Mmhh, ho quasi voglia di rifarlo, oggi me l’hanno praticamente divorato… :)

05.21.08

I Campioni dell’Italia Siamo Noi!!

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Non è facile descrivere la gioia di un simile momento… Vi prego svegliatemi, è solo un meraviglioso sogno… Ma no, non è un sogno, è una fantastica realtà: domenica 18 maggio l’Inter ha conquistato il suo sedicesimo scudetto, il terzo consecutivo, e questa è la prima volta che accade nella storia nerazzurra… Complimenti ragazzi!!!

(Foto da http://www.inter.it/aas/hp?L=it)

La vittoria è stata sofferta, come d’altronde si addice alla nostra Pazza Inter che ci ha da sempre abituati a soffrire, ad esultare di gioia ed un attimo dopo a piangere una delusione inattesa… La vittoria sudata e sofferta non è certo consigliata per chi soffre di cuore, ma senz’altro è molto, molto più bella… Potevamo vincere con 11 punti di vantaggio sulla Roma… Ma volete mettere una vittoria scontata con una, invece, così in bilico fino agli ultimi attimi? A dire la verità, per i primi settanta minuti, era la Roma ad essere campione d’Italia, ma poi è entrato Ibrahimovic e… Insomma, se alla fine fosse andata male sarebbe stata una grande delusione, ma invece la nostra Pazza Inter non ci ha delusi, ci ha fatti tremare di paura per poi alla fine dimostrarci che no, non c’era nulla da temere… Ma ci voleva veramente il ritorno di un grande Ibra?! Forse sì, forse no… Senz’altro, con la sua doppietta di domenica, i meriti ce li ha anche e soprattutto lui, ma in fin dei conti si deve ringraziare l’intera rosa, ognuno a suo modo, ognuno per un preciso motivo: tutti i ragazzi si sono fatti trovare pronti all’occorrenza, e nessuno ci ha mai delusi. Grazie ragazzi, siete grandi!!!

FORZA INTER!!

05.08.08

Topinambur Trifolati

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Il topinambur è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Composite. E’ chiamato anche patata americana, patata del Canada, pera di terra, tartufo di canna, tartufala bastarda. Fu introdotto in Italia nel secolo XVII. La sua origine non è ancora certa, anche se prevale la tesi che sia originario delle praterie occidentali del Nord America e Canada, dove cresce spontaneo, così come cresce spontaneo nelle nostre regioni. In Italia è coltivato in alcune zone del Nord e del Centro. In Europa è coltivato soprattutto in Francia e Belgio.
Il topinambur è stato per decenni un alimento sostitutivo della patata, per anni abbandonato. Attualmente sta vivendo una nuova vita. Oltre che nell’alimentazione umana, esso viene infatti utilizzato dalle industrie alimentari per ottenere etanolo: l’estrazione di etanolo avviene per fermentazione e successiva distillazione del sugo greggio (ricco in zuccheri) ottenuto dal tubero e dal fusto della pianta. Dai tuberi del topinambur si ottiene anche la farina, che può sostituire fino al 10% la farina di grano nella preparazione di prodotti da forno.I tuberi del topinambur sono ricchi di zuccheri complessi. Essi sono rappresentati per il 15% dall’inulina, sostanza molto simile all’amido ma, a differenza di questo, costituita chimicamente non da glucosio, ma da fruttosio e da amido. Il fruttosio è uno zucchero monosaccaride, solubilissimo in acqua, con potere dolcificante molto superiore a quello del saccarosio, e costituisce una valida alternativa a saccarosio e glucosio in molti impieghi: dall’uso come dolcificante, conservante e additivo per bibite dolci, alimenti conservati e sciroppi. L’inulina non ha potere dolcificante ma, oltre che come fonte di fruttosio, può essere utilizzata come fibra alimentare. Essa è utile per migliorare la digestione ed è sopratutto indicata per la riduzione della formazione di gas a livello intestinale, favorendo il riequilibrio della flora intestinale, potenziandone l’attività e migliorandone il metabolismo. Grazie al contenuto di inulina, il topinambur è un alimento adatto all’alimentazione di convalescenti, anziani e bambini, oltre che di diabetici: infatti, il fruttosio presente viene assorbito a livello del colon, pertanto non necessita dell’insulina per essere assimilato.
Il topinambur si trova nei mercati verso la fine dell’autunno (ma da qualche parte si trova benissimo anche in questo periodo); quando lo acquistiamo dobbiamo scegliere tuberi sodi, con buccia marroncino-violacea, senza ammaccature o lesioni. Si conserva avvolto in sacchetti di carta nel frigorifero; a contatto con l’aria tende ad aggrinzirsi (foto e info da: http://www.adieta.it/monografia-topinambur.htm ).

L’ho cucinato in diversi modi, ma credo che la riuscita migliore del topinambur sia la vellutata (potete trovare la ricetta sul blog di Claudia: http://murexworld.wordpress.com/category/cucina/page/2/). Qui riporto un’altra ricetta che credo che renda lo stesso giustizia al sapore delicato di questo tubero: i Topinambur Trifolati.

INGREDIENTI (per 4 persone)
400 gr di topinambur
½ spicchio d’aglio
1 ciuffo di prezzemolo
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di brodo
olio extravergine di oliva
sale
pepe

PREPARAZIONE
Preparate un trito con prezzemolo ed aglio, tenendone da parte un mazzetto per dopo, e fatelo rosolare in una padella con l’olio. Tagliate i topinambur a fettine sottili o a pezzetti piccoli ed uniteli al trito. Dopo qualche minuto di cottura a fuoco vivo aggiungete il vino bianco e lasciate evaporare. Aggiustate di sale, aggiungete il brodo e cocete per circa 20 minuti (o comunque fino a quando i topinambur non saranno teneri) a fuoco basso, coprendo la padella. A cottura ultimata aggiungete il restante trito messo da parte e una macinata di pepe, quindi servite.

Fidatevi, sono favolosi…. :)